Sono romano, vivo a Milano. Ma ho vissuto a Pescara per gli anni del liceo e mio padre ancora vive nei dintorni.
Il mio migliore amico, un amico fraterno, col quale ho condiviso il pane, la birra, il fumo e le lacrime di gioia come quelle di dolore, è pescarese DOC. Suo padre era vice presidente del Pescara di Tontodonati (anni '60).
Nel 72, 73, 74 vivevo a Pescara e la domenica prendevo la 500 di mamma o il treno per andare a vedere la Lazio. Portavo la mia bandiera, enorme e biancoazzurra. Quando non andavo a Roma andavo in distinti all'adriatico, con quella stessa bandiera, ad incoraggiare (tifare sarebbe una parola grossa) il Pescara che stava risalendo in serie B. Andai anche a vedere le partite della loro promozione in A. Ed andai a vedere, lo spareggio per il ritorno in serie A contro l'Atalanta alcuni anni dopo.
Ho sempre guardato al Pescara con simpatia.
Se a qualcuno pare che Pescara puzzi, controlli il suo cambio di biancheria. Se pensa che i pescaresi siano dei buzzurri provi a selezionare meglio i posti che frequenta e le persone con cui si accompagna.
E non andrei fiero delle bravate del tassinaro o del furto di tamburi e striscioni. Non che la cosa mi possa minimamente toccare, ma io al tassinaro l'ho visto da vicino e non era proprio un modello a cui ispirarsi. Aggiungo che, tra l'altro, proprio il tassinaro è stato uno dei semi "neri" della nostra curva.
Forza Lazio