Calciatori, gay di nascosto ma i tifosi li sosterrebbero
Si è sempre creduto che il rifiuto dei calciatori gay a fare coming out dipendesse dal pericolo di venire insultati dai fan avversari. Ma uno studio condotto da due professori della Staffordshire University (e pubblicato sul British Journal of Sociology) pare sovvertire tale credenza popolare, visto che il 93% dei tifosi si è dichiarato apertamente contrario all'omofobia e pronto ad appoggiare i calciatori che dovessero uscire allo scoperto, spiegando che le eventuali critiche sarebbero legate solo alle prestazioni sul campo e non di certo alle loro preferenze sessuali. Non solo. Grazie alle risposte anonime ad un sondaggio online condotto tra 3.500 fan (l'83% uomini e l'85 tifosi di squadre britanniche, con il 2% di under 16 e il 52% di 17-18enni) è emerso che il maggior ostacolo al cambiamento è rappresentato piuttosto dai club e dagli agenti degli stessi giocatori.
OMOFOBIA — "Si è sempre creduto che il calcio non fosse pronto per i calciatori dichiaratamente gay – ha spiegato al Daily Star il professor Ellis Cashmore, che ha condotto la ricerca insieme con il collega Jamie Cleland – ma il nostro studio ha dimostrato che l'omofobia non è affatto radicata nella cultura sportiva e che i tifosi di tutte le età e di ogni background sociale accoglierebbero in modo positivo un calciatore che ammettesse la propria omosessualità".
L'UNICO RESTA FASHANU — Parole che però si scontrano con una realtà storica un tantino meno tollerante, visto che ad oggi si conta un solo giocatore professionista gay nel calcio inglese: il suo nome era Justin Fashanu, che fece coming out negli anni Ottanta, ma non trovando l'appoggio e il sostegno che pensava, si tolse la vita nel 1998 all'età di 37 anni. Ed è anche per colpa di questo precedente così nefasto se adesso molti omosessuali non dichiarati preferiscono stare zitti e continuare così a fingere di essere quello che in realtà non sono.
STATUS QUO — "Secondo i tifosi, il fatto che finora ci sia stato un solo giocatore gay nella storia del calcio inglese sarebbe da imputare ai procuratori che hanno paura di perdere le loro commissioni – ha concluso Cashmore – e agli stessi club ultraconservatori, che spingono per mantenere lo status quo. In altre parole, è il mercato che controlla il calcio che proibisce ai calciatori gay di venire allo scoperto".
Fonte: Gazzetta dello sport
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