Chissà se qualcuno non debba chiederti scusa, prima o poi.
Non lo so, forse no. Forse "le cose" sono andate già troppo avanti e poi la cosidetta "Giustizia Sportiva" in Italia la conosciamo da tempo.
Io ai tempi, qualche secolo fa, l'esame di Diritto Pubblico lo feci e anche con buon esito. Però sono passati tanti troppi anni per potermi ricordare dove sia indicato nei nostri codici che la cosidetta "Giustizia Sportiva" debba essere così autonoma, svincolata, avulsa persino dalle procedure e dalle normative d'uso comune in qualsiasi altra aula giudiziaria. Che sia poi affidata a un ristrettisssssssssimo gruppo di "giudici". Proprio come il CONI che è appannaggio di Petrucci da quando c'era ancora Andreotti, come la Protezione Civile che ERA appannaggio di Bertolaso da tempo immemore. Così la cosidetta "Giustizia Sportiva" gira attorno a uno o due nomi, Laudi, Palazzi, pochissimi altri, da che io mi ricordi. Una volta alla Domenica Sportiva si diceva solo "Il Giudice Sportivo" una volta si era più riguardosi per i nomi propri, più riservati a divulgarli. Oggi un'intervista, uno speciale tv non si nega a nessuno, giudici, giornalisti, vescovi, industriali.
Non discuto, ci mancherebbe, ognuno di loro è investito del suo ruolo a termini di legge. Mi suona strana l'immutabilità, la fissità, la incancrenita fissità di certi organi. Per cambiare il Presidente del CONI di che ci dovrebbe essere bisogno? di una defenestrazione? o di una successione dinastica? E il "Giudice Sportivo"? Palazzi sembra abbastanza giovane, ce lo dovremo tenere fino a 60 anni (anzi a 67, Fornero docet).
Oggi Mauri te ne starai a casa. Dopo una settimana di carcere preventivo. Una settimana.
S'è fatto il nome di Schettino qua in giro, e quello di Tanzi, s'è parlato anche di assassini e di briganti. Ed è straniante no? pensare a un tempo così lungo di carcere preventivo, a proposito di calcio-scommesse.
Di calcio-scommesse.
Sono stato, siamo stati in pensiero ogni giorno, tutti i giorni, a immaginarti chiuso dentro un carcere, insieme con spacciatori, balordi, briganti e disperati. Io ho riavuti chiari in mente certi giorni miei di quand'ero militare (sempre qualche secolo fa) e un certo documento non arrivava mai... e veniva rimandato ogni volta... ogni giorno di un giorno... e il tempo non passava mai... una settimana intera e io mi sentivo un leone in gabbia, scoppiavo di rabbia, non riuscivo a dormire. Ed io ero solo un marmittone in attesa di una licenza.
Te ne starai a casa, finalmente. Io non lo so, di certo non ho prove di nessun genere. Sensazioni, quelle sì.
Che mi hanno spinto, fin dal primo momento a non credere a tutte le accuse che ti sono state fatte.
A credere che probabilmente ti piace giocare, scommettere. Magari giocare forte.
Come a tanti altri di voi "fortunati", no? Non a caso i giocatori di calcio, quelli ricchi e famosi, specialmente quelli molto ricchi e molto famosi, sono i testimonial più efficaci e più corteggiati dalle società di scommesse, dai casino-on-line, dalle compagnie di Texas-Poker.
Posso personalmente non condividere, considerare amorale il gioco (io poi non faccio testo, non gioco manco a gratta-e-vinci, giocavo la schedina quando ancora si scriveva a mano, poi ci si doveva incollare il tagliando, poi si strappava la matrice con un righello-Totocalcio verde di alluminio...). Ma alla fine sono fatti personali, sono cazzi propri come uno gestisce i suoi soldi, i suoi interessi, la sua vita.
Figuriamoci.
Da qui a dire che uno scommette-facile, arrivando a gestire i risultati, ce ne vuole, no?
Non lo so, avrai fatto, avrai scommesso, avrai giocato. Cavoli tuoi.
La sensazione che qualcuno prima o poi debba chiederti scusa, io ce l'ho.