Nell'analizzare l'ingenua risposta di Maurito alla provocazione di quel poveraccio, vedo che non si sottolinea abbastanza un elemento fondamentale: quel romoletto da tastiera ha scelto proprio lui, Zarate, per vomitare il suo tweet. Zarate, che da tempo gioca altrove, Zarate che per molti laziali è solo un ricordo da rimuovere. Per lui no: quel riomico ha ricordato a tutti, anche a molti che qui dentro scrivono, che il loro incubo è sempre Mauro, che il ricordo di quel derby del 2009 è ancora vivissimo nelle loro menti, che la loro peggior paura è veder giocare insieme l'immenso Miro e il giocatore che con le sue magie ci fece vincere una Coppa Italia. Ancora Zarate, una sindrome che oggi, dopo l'anno di purgatorio a Milano, rischia di concretizzarsi di nuovo. Per questo partono tweet del genere, per questo molti amici romanisti mi chiedono spesso, con aria fintamente distratta, se Mauro torna a giocare con noi quest'anno. E per questo motivo, nonostante la sua incapacità di gestirsi e di porsi pubblicamente, vorrei tanto che Zarate indossasse nuovamente la nostra maglia. E' più di un giocatore, è il loro terrore latente. E questo non ha prezzo.