Citazione di: dies.irae il 18 Ago 2012, 18:18
Il pregiudizio è anche nel dare ragione a prescindere, non solo il torto.
Cmq ti ricordo che reja se ne è andato una volta messosi a tavolino col presidente per pianificare la nuova stagione. Episodio in cui è verosimile abbiano parlato anche di questi premi.
Non mentre usciva infuriato dopo aver sentito i fischi allo stadio.
Tu sembri reputare di poco conto che un professionista venga preso per il naso, e venga usato da parafulmine ("la squadra è da terzo posto" cit.), io no, e ora posso aggiungere un altro tassello al mosaico, più altri che inevitabilmente arriveranno in futuro (per le dichiarazioni di cribari su tare quanto abbiamo aspettato? Giusto per avere una stima dei tempi)
Queste sono le dichiarazioni di Reja del 18 maggio, tutto il resto è frutto della fantasia di ognuno:
ROMA - «Sono stanco, lascio la Lazio e stavolta non cambio idea». Edy Reja esce allo scoperto e conferma la sua volontà di non proseguire l'avventura sulla panchina biancoceleste.Dopo giorni di frenetiche trattative e di continui tira e molla, l'allenatore, forse esausto dall'eccessiva pressione che si è venuta a creare da domenica sera sul suo futuro, ha detto basta. L'aveva accennato martedì mattina in uno sfogo accorato, l'ha ribadito ancora una volta ieri pomeriggio.
Troppi problemi. «Ci sono troppi problemi da inseguire e poi Roma è una piazza troppo faticosa e non ce la faccio più - ha detto - Sento di aver fatto e dato tanto a questo ambiente, ma la verità è che c'è una critica eccessiva e continua. Devo ammettere che Lotito, ma anche il direttore sportivo Tare in questi giorni mi hanno dato supporto, non mi hanno imposto nulla (il riferimento è all'inserimento del preparatore, ndr) e mi hanno chiesto di restare più volte, ma io non me la sento. L'altro giorno nell'incontro che c'è stato a Formello, nonostante abbia espresso la volontà di non voler continuare, il presidente mi ha invitato a ripensarci e mi ha anche chiesto di prendermi una settimana per riflettere. Ci siamo sentiti spesso al telefono, ma la verità è che la mia decisione l'ho già presa: non resto e non torno indietro». Nell'appuntamento con il patron laziale a Reja è stato offerto il rinnovo di un anno, con la garanzia che la società avrebbe allestito una squadra molto competitiva per dare l'assalto alla Champions League. Per Edy però non è stato sufficiente e così è andato avanti per la sua strada.
I motivi della rottura. Per come è fatto il tecnico è stata dura da mandar giù l'estenuante critica da parte dell'intero ambiente: «Da quando sono arrivato è stata una crescita continua. Nei primi tre mesi con una situazione difficile abbiamo centrato la salvezza, l'anno successivo siamo entrati in Europa e quest'anno ancora. In entrambe le circostanze meritavamo sicuramente di più, ma per questa piazza sembra quasi che non sia stato fatto nulla e di questo sono rammaricato per me ma anche per la società e i ragazzi. Se fossimo entrati in Champions, sicuramente avrei visto le cose diversamente e probabilmente sarei anche rimasto, ma ormai non ci sono i presupposti». Per non parlare di quanto è successo quest'anno: «Siamo andati incontro a diversi infortuni, che hanno reso la stagione difficile. Inoltre la campagna di rafforzamento, a gennaio, è andata male. Dopo il calciomercato mi sono ritrovato senza 4-5-6 titolari per colpa di estenuanti trattative, troppo lunghe, che alla fine non si sono concluse».
I nomi per il futuro. E adesso? Ora la società attende una comunicazione ufficiale da parte del tecnico. Nel frattempo, pur con perplessità, il club si guarda attorno e non è escluso che a giorni si metta in contatto con Zola, poi provi con Di Matteo, anche se sta risalendo Mazzarri. Mercato. In attesa degli annunci di Ederson e forse Breno, la Lazio ha ripreso a trattare per Balzaretti (l'affare è a buon punto), stringe per Ylamz e punta decisa anche su Emanuele Calaiò. L'attaccante ha disputato un ottimo campionato con il Siena e piace ai dirigenti.
Sul resto non ho tempo di rispondere perchè vado di fretta, ma quella de "la squadra da terzo posto" non era certo una dichiarazione delirante, visto che, la Lazio - come due stagioni fa, d'altra parte- se l'è giocata fino agli ultimi 90 minuti. Poi se "squadra da terzo posto" significa automaticamentea arrivarci - e lì servirebbe più consultare un oracolo che non interpellare un ds- c'hai ragione tu.