In mille ambiti abbiamo modo di discutere trovandoci d'accordo o in disaccordo su mille argomenti. Il centrale, il terzino sinistro, Floccari ed il rigore contro la Roma, Marin al City, il rinnovo a Diakite, la comunicazione e le radio, Lazio Style radio o TV libera o di regime, il pantone della maglia, lo sponsor, ...
Il punto è: la Lazio, come organizzazione, come società per azioni quotata in borsa, come elemento di punta di una polisportiva che ha 112 anni, ha una struttura adeguata? Ci sono le pedine giuste al posto giusto? Hanno le deleghe, i poteri ed il budget per esercitare le loro funzioni?
Vorrei poter discutere serenamente di questa cosa. Senza avere l'incubo di dover per forza sparare sul pianista Lotito o sulla cornice marcia.
Io rimango della convinzione che sia necessario per una società che fattura quello che fattura la Lazio avere una struttura adeguata, con gente professionalmente competente (nessun attacco all'attuale dirigenza) nel proprio ambito (non è necessario che un responsabile finanza ed amministrazione sia capace di distinguere ad un colpo d'occhio se la Lazio è in campo con il 442 o con il 4141) e con adeguati poteri.
Abbiamo tanti problemi. La mia convinzione è che possano essere tutti risolti. Ma per risolverli c'è bisogno di ore lavoro, di professionalità e di risorse economiche ed umane. Se tutto il budget viene gestito da pochi (a me vengono in mente solo Lotito e Tare ma magari qualcuno ne sa più di me e può aggiungere qualche altro nome) è impossibile, per limiti umani, che tutto venga fatto al meglio.
Lotito, in quanto proprietario del pacchetto di maggioranza e presidente, poi deve avere il potere di dare le priorità di massima, di assegnare i budget (magari con l'aiuto di un consiglio di amministrazione) e di tagliarli se le cose non vanno nella direzione corretta. Così funzionano le aziende. E la Lazio è una azienda.