Il Sole 24 Ore: la roma è in stato di tensione finanziaria

Aperto da gingiula, 15 Ott 2010, 08:55

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robylele

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Citazione di: Esprit Libre il 30 Ago 2012, 09:55
Non l'hanno mai comprato ergo non l'hanno mai venduto.

Bravo!! Risposta esatta.

Ma lo devi dire a loro, non a me...   :beer:


Goku

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Roma, come cambia il club: Stadio nuovo più vicino
30 agosto alle 12:58

Scosse di assestamento. La Roma si ridisegna attorno a James Pallotta, il presidente eletto appena tre giorni fa e in realtà operativo da mesi. Non un padre-padrone, ma un comandante di un folto esercito in continua trasformazione e aggiornamento. Con l'avvento di Pallotta sul ponte di comando cambia l'organigramma societario, pubblicato ieri sul sito ufficiale. Sono gli americani a contollare le operazioni dall'alto: al secondo piano della piramide c'è infatti solo Mark Pannes, il CEO (amministratore delegato) del club e uomo di fiducia di Pallotta che resta però una figura pro-tempore in attesa di un supermanager pronto a stabilirsi nella Capitale.

Sotto Pannes, tutti allo stesso livello, ora troviamo il direttore generale Franco Baldini, il managing director Claudio Fenucci, l'addetto alle relazioni diplomatiche e alla sicurezza Guido Gombar, il direttore commerciale Cristhop Winterling e il capo della comunicazione Catia Augelli. A Baldini spetta la direzione dell'area sportiva con il supporto del ds Walter Sabatini, mentre a Fenucci restano le deleghe operative, di amministrazione e la direzione del progetto del nuovo stadio. Quello che non è più una chimera: tra una decina di giorni, in concomitanza con il ritorno di Pannes, potrebbe arrivare un'accelerazione sulla scelta dell'area dove costruire l'impianto, con Tor di Valle in testa tra le possibili opzioni.

Unicredit continua a tenersi alla larga dalla gestione operativa del club pur mantenendo una vasta presenza nel cda. All'orizzonte novità anche negli assetti della proprietà: mentre la banca cerca invano acquirenti per diluire la sua quota, gli americani sono pronti ad accogliere partner strategici asiatici nella società LLC per potenziare la Roma e allacciare contatti in Oriente. Lì dove la squadra andrà in tournée la prossima estate.

(Il Tempo)

robylele

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Citazione di: Goku il 30 Ago 2012, 13:06
Roma, come cambia il club: Stadio nuovo più vicino

La Roma si ridisegna attorno a James Pallotta, il presidente eletto appena tre giorni fa e in realtà operativo da mesi. Non un padre-padrone, ma un comandante di un folto esercito in continua trasformazione e aggiornamento. Con l'avvento di Pallotta sul ponte di comando

Sono gli americani a contollare le operazioni dall'alto: al secondo piano della piramide c'è infatti solo Mark Pannes, il CEO (amministratore delegato) del club e uomo di fiducia di Pallotta che resta però una figura pro-tempore in attesa di un supermanager pronto a stabilirsi nella Capitale.


Quello che non è più una chimera: tra una decina di giorni, in concomitanza con il ritorno di Pannes, potrebbe arrivare un'accelerazione sulla scelta dell'area dove costruire l'impianto, con Tor di Valle in testa tra le possibili opzioni.

Unicredit continua a tenersi alla larga dalla gestione operativa del club pur mantenendo una vasta presenza nel cda. All'orizzonte novità anche negli assetti della proprietà: mentre la banca cerca invano acquirenti per diluire la sua quota, gli americani sono pronti ad accogliere partner strategici asiatici nella società LLC per potenziare la Roma e allacciare contatti in Oriente. Lì dove la squadra andrà in tournée la prossima estate.

(Il Tempo)

:rotfl:


ma sei sicuro che si tratti de Il Tempo e non di un articolo di Tonino Cagnucci?


eaglefly1978

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Citazione di: robylele il 30 Ago 2012, 14:43
:rotfl:


ma sei sicuro che si tratti de Il Tempo e non di un articolo di Tonino Cagnucci?

O di Chiara Zucchelli?  :)

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NatoIl9Gennaio

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Al di la di tutte le piroette della stampa romana, questa é la dimensione del soccer americano:

http://www.repubblica.it/sport/2012/08/30/foto/los_angeles_finito_l_effetto_beckham_solo_7_mila_spettatori_per_i_galaxy-41707127/1/?ref=HRESS-5

Ai voglia a fare tourné o alleanze con la disney.
Cosa vogliano fare gli americani col roma non l'ho capito, ma di sicuro non ci faranno niente di monetizzabile sul mercato americano.

tommasino

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ma non è che niente niente vendono bojan e borriello per fare posto a robben?

charlie

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ma infatti non si parla di bruchi in queste ultime ore di mercato...
mhhh...me puzza

Leoomshford

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Citazione di: tommasino il 30 Ago 2012, 15:29
ma non è che niente niente vendono bojan e borriello per fare posto a robben?

C'è un attaccante bulgaro che dice che sull'asse firenze-torino-londra si farebbe un giro volentieri pure a roma, stiamo attenti... :beer:

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Maremma Laziale

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Citazione di: NatoIl9Gennaio il 30 Ago 2012, 15:03
Al di la di tutte le piroette della stampa romana, questa é la dimensione del soccer americano:

http://www.repubblica.it/sport/2012/08/30/foto/los_angeles_finito_l_effetto_beckham_solo_7_mila_spettatori_per_i_galaxy-41707127/1/?ref=HRESS-5

Ai voglia a fare tourné o alleanze con la disney.
Cosa vogliano fare gli americani col roma non l'ho capito, ma di sicuro non ci faranno niente di monetizzabile sul mercato americano.

C'è però da dire che si trattava di un'amichevole.
Detto questo, il soccer è ugualmente un bluff. Questo pezzo spiegava tutto  :DD


leomeddix

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Oggi sul Fatto Quotidiano è apparso un articolo che si occupa dei rapporti tra il potere finanziario e il mondo delle radio riommiche che infestano l'etere nella capitale.
Mi è sembrato interessante, lo riporto integralmente.



PICCOLI CALTAGIRONE CRESCONO: MATTONE & ETERE
La campagna acquisti della famiglia, padrona delle radio che tifano Roma.


Con i giornalisti ci sono solo due possibilità. O li eviti o li compri". Francesco Gaetano Caltagirone dettò la linea in tempi non sospetti ed Edoardo, il fratello minore nato nello stesso giorno del '44 in cui Vittorio Emanuele III abdicò al trono, ha seguito il consiglio. Tre televisioni, una radio, l'applauso di una enclave con la sciarpa al collo che lo ha incoronato re di un quarto Stato che alle bandiere rosse, da sempre, preferisce quelle giallorosse. Il controllo orwelliano del calcio, a Roma, conta più del Vaticano. Una messa urlata, 24 ore al giorno, 7 giorni su sette.
La campagna acquisti di Edoardo e dell'omonimo figliolo ("Piacere, Caltagirone, non quello che pensa lei") non ha conosciuto pause. Oltre a T9, l'ex Teleregione acquistata nel 1995, l'ex radicale Teleroma 56 e Gbr, l'ex feudo della preferita di Bettino Craxi, Anja Pieroni, il duo Caltagirone ha trasformato Teleradiostereo in una succursale di Trigoria. Prima partecipando a un'asta a prezzi da saldo, volta a ottenere l'esclusiva radio delle partite della Roma per poche decine di migliaia di euro (i concorrenti, a iniziare da Franco Nicolanti, patron del gruppo RomaRadio sono furibondi e sostengono che in realtà la gara non ci sia mai stata), poi assoldando giornalisti (Pierluigi Pardo, Paolo Assogna, Piero Torri), ex calciatori come Tonetto e Del Vecchio (nel 2011 c'era anche Panucci, emigrato altrove) e la nutrita schiera di opinionisti indigeni che nella primavera dell'anno scorso, nutrivano le fila della rivale Retesport. Nisii, Bersani, Rossi. Cognomi che al di là del Grande raccordo anulare sono quasi ignoti e in città predicano da guru.
ROSSI, di nome David, è il figlio di Stefano Rosso (ci fu un'epoca barricadera in cui tra una molotov e un processo al Palalido, cambiare le vocali rivestiva una certa importanza) l'amico del Folkstudio, l'autore di "Una storia disonesta", l'ironico cantore di spinelli e giri di chitarra da legalizzare: "Che bello/col pakistano nero e con l'ombrello/ e una ragazza giusta che ci sta/ e tutto il resto che importanza ha?". Un eretico che mai avrebbe immaginato a metà dei '70 un figlio speaker, dietro il microfono, a intonare il coro, "da direttore artistico", salmodiando pregi e difetti della Roma. Con Rossi (tenue verso la società, ma spesso critico con Zeman), a dire il vero, Caltagirone ancora non ha quadrato il cerchio. Gli ascolti, inversamente proporzionali agli investimenti, sono inferiori a quelli di altri capipopolo. Distanti da quelli di Mario Corsi in onda su Centrosuonosport e comunque, non commisurabili all'impegno familiare. In pubblico, Edoardo Junior azzarda curiose teorie macroeconomiche sulla crisi dell'Europa. (a suo dire, un'autoflagellazione più urlata che reale, utile a tenere distante il fantasma cinese)ma sa far di conto. E nonostante la monomaniacalità (non dissimile da altre frequenze come Radiosei, impegnate a discutere esclusivamente di Lazio) è perplesso. L'obiettivo stadio è una chimera. La concorrenza picchia. Lo spettacolo domenicale dei cronisti avversari costretti a rapinare qualche frammento di Roma al telefono, così vicino e così lontano alle memorie del giovane Fabio Caressa (altro prodotto dell'etere romano) che con il gettone in mano scendeva le scalinate dello stadio per raccontare in differita ciò che aveva visto mezz'ora prima, rende il clima plumbeo. Per la famiglia Caltagirone, silenzio e consenso, hanno sempre camminato parallelamente. Se per scelta imprenditoriale evadi dal primo, devi stare attento a non intaccare il secondo. Non quello mediatico: "I giornali sono organi di diffamazione", ma quello popolare.
L'EPICA dei Caltagirone che sanno lavorare in armonia, producendo posti di lavoro, scandali sopiti lontano dai riflettori, monetizzando rapporti e frequentazioni a testa china come seppe fare Gaetano "Calce viva", il Caltagirone che per primo tracciò la strada in Sicilia. Se si litiga, anche in famiglia, non si sceglie mai la via del cazziatone pubblico. Il rimprovero per la condotta impropria è un segreto di Fatima. Un sussurro. Una freddura. Francesco Gaetano detto Franco, già proprietario di Mattino e Messaggero, era antitetico al cugino Francesco Bellavista? Bastava un colpo sotto la cintura e finiva lì: "Lui salta sempre il Bellavista e non capisco il motivo". Le nuove generazioni hanno alzato il tiro. Inconsapevoli che Moro, nella prigione Br, li tenesse nel cuore: "È singolare la vicenda del debitore Caltagirone" e che rispondendo a Cossiga sulla stessa vicenda, come ricordò Merlo sul Corriere, Sciascia affilò l'ironia : "Abbiamo finalmente appreso che i Caltagirone sono dei buoni cittadini. Evviva". Per sapere se otterranno il plauso dei tifosi, non basterà una telefonata "A Frà, che te serve?", ma un cavallo chiamato share per l'incoronazione definitiva. "Forza Roma olè, i rigori sò tre".


Malcom Pagani, Il Fatto quotidiano, 30 agosto 2012.


Ranxerox

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Citazione di: Leoomshford il 30 Ago 2012, 16:13
C'è un attaccante bulgaro che dice che sull'asse firenze-torino-londra si farebbe un giro volentieri pure a roma, stiamo attenti... :beer:

Di sicuro era un affare migliore rispetto a  prendere Destro a quelle cifre. Almeno il bulgaro un certo pedigree ce l'aveva mica veniva dal Siena.

PILØ

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Dissi

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Citazione di: PILØ il 30 Ago 2012, 20:09
Ma quel David Rossi sarebbe galopeira?

no, galopeira è questo (più o meno ... ) :DD


robylele

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sapere che David Rossi è il figlio di Stefano Rosso mi ha lasciato sgomento.   :o :o

BomberMax

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Citazione di: robylele il 31 Ago 2012, 09:35
sapere che David Rossi è il figlio di Stefano Rosso mi ha lasciato sgomento.   :o :o


noooo!!!   ma veramente ?

volerevolare

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Citazione di: Goku il 30 Ago 2012, 13:06
Roma, come cambia il club: Stadio nuovo più vicino
30 agosto alle 12:58

Scosse di assestamento. La Roma si ridisegna attorno a James Pallotta, il presidente eletto appena tre giorni fa e in realtà operativo da mesi. Non un padre-padrone, ma un comandante di un folto esercito in continua trasformazione e aggiornamento. Con l'avvento di Pallotta sul ponte di comando cambia l'organigramma societario, pubblicato ieri sul sito ufficiale. Sono gli americani a contollare le operazioni dall'alto: al secondo piano della piramide c'è infatti solo Mark Pannes, il CEO (amministratore delegato) del club e uomo di fiducia di Pallotta che resta però una figura pro-tempore in attesa di un supermanager pronto a stabilirsi nella Capitale.

Sotto Pannes, tutti allo stesso livello, ora troviamo il direttore generale Franco Baldini, il managing director Claudio Fenucci, l'addetto alle relazioni diplomatiche e alla sicurezza Guido Gombar, il direttore commerciale Cristhop Winterling e il capo della comunicazione Catia Augelli. A Baldini spetta la direzione dell'area sportiva con il supporto del ds Walter Sabatini, mentre a Fenucci restano le deleghe operative, di amministrazione e la direzione del progetto del nuovo stadio. Quello che non è più una chimera: tra una decina di giorni, in concomitanza con il ritorno di Pannes, potrebbe arrivare un'accelerazione sulla scelta dell'area dove costruire l'impianto, con Tor di Valle in testa tra le possibili opzioni.

Unicredit continua a tenersi alla larga dalla gestione operativa del club pur mantenendo una vasta presenza nel cda. All'orizzonte novità anche negli assetti della proprietà: mentre la banca cerca invano acquirenti per diluire la sua quota, gli americani sono pronti ad accogliere partner strategici asiatici nella società LLC per potenziare la Roma e allacciare contatti in Oriente. Lì dove la squadra andrà in tournée la prossima estate.

(Il Tempo)

io credo che neanche i giornalisti di Lazio Style Magazine riuscirebbero a scrivere un articolo così di regime. Che schifo...

robylele

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Citazione di: volerevolare il 31 Ago 2012, 10:41
io credo che neanche i giornalisti di Lazio Style Magazine riuscirebbero a scrivere un articolo così di regime. Che schifo...

ti fanno quell'effetto quelli di LS Magazine?   :o

JoePetrosino

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Giovanna Cavalli - «Te pozzeno mitrajatte, l'altra  volta, a Roma, non s'è fatto vede'.  Semo stati a balla', m'ha raccontato  poimi' cugino Sergio. Me potevate  chiama' pure a me, gli ho detto  io» protesta con una gran risata zi'  Santina, 76 anni, scamiciato di cotone  a fiorellini e tovaglia di tela cerata a fragole sul tavolo di cucina.  Nella intricata genealogia di Poggio Nativo, provincia di Rieti, 2560  abitanti e quasi tutti almeno un po'  lontani parenti, lei è la zia di James  Pallotta, per parte di madre: «I Savioli  erano sei fratelli, grandi e grossi,  li chiamavano gli Spalloni. Zi'  Antonio, zi' Gaetano e zi' Vincenzo  emigrarono in America. Mio padre  Lucio, zi' Nazareno e zi' Augusto rimasero  qua».  Il nuovo presidente della Roma,  nato a Boston, è il nipote di Vincenzo:  sua mamma (che pure si chiama  Vincenza) è la cugina di Santina.  «Ce somiglio, mbè, il sangue  scorre» conferma lei che, come tutti  qui in questo borgo della Sabina  a 57 chilometri da Roma, famoso  per l'olio buono (un cartello spontaneo  però segnala anche «porcini rifinitissimi  »), sta aspettando che il  n.1 dell'As Roma venga a farsi festeggiare  dai concittadini. «Vincenzo  in America si mise a fare l'ortolano,  girava con il carretto, un giorno  gli si schiantò il cavallo in mezzo alla  strada. Papà mio invece era porchettaro,  sollevava da solo i maiali  da un quintale e mezzo. Avrei tanto  piacere di conoscerlo, questo nipote,  ma non perché è presidente o  perché ha i soldi, che qui non ci serve  niente, ne ho che mi bastano e  avanzano» precisa zi' Santina mentre  controlla il sugo sul fuoco:  «Guardimpo', ci ho messo le zampe  e le teste di pollo, è casareccio,  piace tanto a mi'marito. Il pomodoro è quello nostro, ne ho riempite  120 bottiglie. E pure il minestrone,  la scafata di fave, la marmellata di  fichi no, perché so' tutti fracichi.  Se viene James gli preparo la pasta  al forno o gli gnocchi. Io sono romanista,  però le partite me le vedo in  tv e quando la squadra perde come  mi arrabbio, dico pure le parolacce  ». 

Ma in paese, rivela, ci sono un  sacco di laziali. «Sì», conferma il direttore  dell'ufficio postale, Tullio Formichetti. «E purtroppo dalla sede  centrale, non so perché, mi mandano  solo le tessere Poste Pay biancoazzurre  ». A compensare il disavanzo  del tifo basta anche da solo  l'indaffaratissimo signor Mario  Ponziani, ex assessore, pensionato  della fabbrica di perspex, classe  '38, quasi 50 anni al servizio della  Roma, piccolo azionista, cugino  lontano di Santina e quindi anche  di James l'americano, che annuncia:  «La delibera è quasi pronta, Pallotta  sarà cittadino onorario, entro  settembre speriamo di averlo qui».  Intanto, immortalato dalla telecamere  di Roma Channel, il patron lo  ha già omaggiato di un bacio sulla  guancia, da tribuna a tribuna, in  pieno Olimpico. «Finalmente un  presidente internazionale, io l'ho  proposto da subito». E racconta  che «l'ultima volta che i giornali  parlarono di Poggio Nativo fu proprio  il 31 agosto del 1971, quando  ci inventammo il primo parco per  nudisti nel bosco qui sotto, non sa  che scandalo, vennero pure Pippo  Franco e Laura Troschel a farsi le foto  ignudi sul cavallo».  Ci passa il sindaco sul cellulare:  «Sa, è romanistissimo, un ultrà».  Vittore Antonini, 59 anni, uomo  della Destra di Storace, conferma:  «Intitoleremo una via al nonno Vincenzo  Savioli. Quale? Beh, una la  troviamo. E quando viene gli consegno  le chiavi della città. Rivestiremo  il municipio tutto di giallo e rosso,  ai laziali li faremo rosicare».  Sei, sette anni fa, quando la Roma  era ancora lontana dal  suo destino, James Pallotta  capitò in paese con un altro  zi' Gaetano, sempre Savioli,  e andarono a pranzo  all'Oasi, famoso ristorante  nostrano di Armando e Annalisa,  che ora è sua amica  su Facebook: «Gli ho scritto  che lo aspetto». Con fettuccine  o fregnacce (sorta  di maltagliati) fatte in casa.  «Sono laziale» confessa  Armando. «Ma l'ospitalità  è sacra». Sandra Savioli, del mobilificio  Sabino, figlia di zi' Gaetano e  dunque cugina del presidente giallorosso,  borbotta che «quando siamo  andati in America, con zi' Filomena,  non tutti si sono fatti trovare  », però adesso è acqua passata:  «Io sono qui, se viene sono contenta,  magari poi mi porta pure a conoscere  il Capitano mio». 

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sharp

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acquisti:
goicoichea, marquinhos, dodò, castan, piris, balzaretti, bradley, tachtsidis, florenzi, destro.

Questa è una squadra che si è rinforzata ????????
Leggo e sento commenti e pronostici che parlano di un ottimo mercato e riomma da scudetto.....DELIRIO, o meglio....PROSTITUZIONE INTELLETTUALE !!!!!

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