Una grande, bellissima intervista che ci fa conoscere meglio il personaggio che è alla guida tecnica della nostra Lazio. Il momento per propizio e finalmente è arrivato.
Ho preso alcuni passi della sua intervista che mi sembrano importanti e significativi:
importante il riferimento al carattere multietnico che gli conferisce grande apertura mentale
Interessante la acuta critica al calcio italiano per cui c'è troppa uniformità di pensiero tanto che "si pensa che il calcio si gioca solo in Italia
Ancora sul calcio italiano Vede "un'opportunità per migliorare perché senza Ibra non ha un valore minore di prima. Dovete essere bravi anche voi a far capire alla gente e portare all'estero un'immagine positiva del calcio italiano".
". In pratica, ci dice di svegliarci ed ha ragione.
Grande realismo e umiltà quando riconosce che "arriveranno anche dei momenti difficili", ma è da sottolineare il suo spirito: "Bisogna crescere pian pianino, sempre pretendendo di più. Oggi siamo al 90-95 per cento, io voglio il 110 e quando lo ottengo da me stesso, pretendo di arrivare al 115. Ho sempre avuto queste idee. Continuerò a lavorare e pretendere da me e dalla Lazio".
Dove stavi? Sarebbe bello che questo spirito sia contagioso ...
La sua umiltà si rafforza quando afferma che "se qualcuno vorrà prendere le mie idee, mi farà piacere. Ma io non sono un profeta in Italia, sono abbastanza umile, nel calcio cè la dipendenza dai risultati".
Da evidenziare anche questo suo metodo di lavoro per cui "mischiando tutto si può arrivare ad un'idea principale, ma poi si cambia." Ed ancora "Ho la voglia di portare sempre novità dentro il mio lavoro. Cerco di modificarlo sempre. Cerco di ascoltare, di leggere, di trovare dei commenti che sono giusti".
Ancora sul suo metodo di lavoro è condivisibile il suo approccio flessibile alle varie filosofie di gioco per cui ha "imparato a non parlare troppo dei sistemi e dei moduli, ma solo dei principi di gioco".
Ed ancora una felpata ma sostanziale sferzata al provincialismo romanesco per cui "Non voglio diventare re di Roma vincendo un derby". Di certo è conscio della sua importanza visto che se lo vincerà "dedicherò il successo a questa gente che ci sta dietro e ci accompagna ogni giorno e che continuerà a farlo prima e dopo il derby. Vincerlo sarebbe molto importante e ne sarei felice per i tifosi. Dal primo giorno in cui sono arrivato, sento parlare solo del derby e di tutte queste cose" ma avverte che "Io mi concentro su ogni partita, per vincerla e per cercare di dominarla". Bravo Petko!
Infine, dal momento che ha soggiornato nell'Hotel Lazio (dovrebbe essere in zona Termini) propongo di apporre una targa commemorativa con la seguente dicitura "Qui soggiornò l'insigne allenatore della SSLazio, portatore di serenità, nuovo spirito e grandi traguardi. I tifosi posero".
Insomma, dopo aver letto questa intervista, mi sembra di parlare di quella donna che quando la vedi rimani affascinato e quando senti parlare te ne innamori ...
Petko voglio uscire con te!