Citazione di: est1900 il 20 Lug 2010, 11:16
Grazie a Dio la mia lazialità è inattaccabile.
Non c'è riuscito nessuno a farmi abbassare il livello, figurateci se ci riuscirà un presidente della Lazio.
Ma ripeto che il problema è sicuramente tutto mio.
Siamo in due ad avere lo stesso problema, perché di obsoleto c'è solo l'Olimpico, scomodo e inadatto. O forse sono io che invecchio e perdo la vista. Ma non invecchia il piacere di affrettarsi a prendere la sciarpa, controllare l'abbonamento dentro il portafoglio, decidere il mezzo migliore per andare a seconda delle condizioni climatiche, di traffico e di presunto affollamento, salutare la compagna e andare. Sperare di aver imbroccato il mezzo giusto e che niente impedisca di arrivare per tempo. Iniziare a valutare l'affluenza allo stadio dalle macchine e dalla gente che arriva e iniziare a fiutare l'atmosfera dello stadio. Trovare i giornali da mettere sul seggiolino, il venditore di Borghetti, storcere la bocca per le brutte sciarpe tarocche, chiedersi ogni volta come sia possibile che con tutte le novità per l'acquisto di biglietti esistano ancora i bagarini. Poi l'ingresso, i tornelli con la speranza di non trovarsi davanti il novello che non sa far leggere il codice a barre, la seccatura di esibire il documento e di sottoporsi alla perquisizione (tze, a me!), l'ingresso e il verde del prato che si srotola all'orizzonte delle scale. Il profumo no; quello non l'ho mai sentito. Raggiungere il posto, salutare, un'occhiata alla nostra curva per capire che intenzioni hanno e una allo spicchio dei tifosi avversari per vedere quanti sono e se sono un numero congruo rispetto le aspettative. Poi il resto, ma non ve la faccio lunga: fumogeni, sole, pioggia, freddo da morì, scoppi di gioia, rabbia, zompi, bestemmie, banalità, applausi, tutti che credono di essere esperti di calcio e che non sanno che l'unico esperto sono io... In tutto questo Lotito è "un caso".
Me pare