IN BRIANZA
Monza, casalingo cuoco per passione confessa: «Ho ucciso mia moglie e l'ho cucinata per quattro giorni»
Stefano Mauri nel 2009 si è sbarazzato così del cadavere della consorte, buttandolo poi nelle fogne
Ha ucciso la moglie per errore e per far sparire il corpo, lo ha tagliato a pezzi e lo ha bollito per quattro giorni, nello stesso modo in cui cucinava le pietanze nel suo cottage sulle colline brianzole.
Lo riferisce il quotidiano slocale «Eco delle valli del nord e della brianza».
«PER NON LASCIARE TRACCE» -È la confessione fatta agli investigatori da Stefano Mauri, che, nell'ottobre del 2009, dopo aver scoperto di aver ucciso accidentalmente la moglie, viene preso dal panico e decide di sbarazzarsi del cadavere. Il modo più semplice, per non lasciare tracce, è quello di cucinarlo, per diversi giorni, in un grande recipiente e poi versare il contenuto nelle fogne. E così Mauri agisce.
AVEVANO AVUTO UN LITIGIO - Ma la storia viene alla luce solo dopo due anni, quando Mauri, messo sotto torchio dagli investigatori, che sospettano un suo ruolo nella scomparsa della moglie, si getta da una scogliera a Sperlonga, rompendosi le braccia. Ricoverato in un ospedale, confessa l'omicidio, raccontando per filo e per segno l'incidente. Ieri, nel tribunale di Monza (davanti però al gip di Cremona), la giuria ha ascoltato la registrazione della testimonianza fatta in ospedale da Mauri al fido Manzini. È emerso che Stefano e la moglie hanno avuto un litigio a casa per una questione di soldi (probabilmente sull'utilizzo che la famiglia avrebbe dovuto fare degli introiti derivanti dalle compravendite di partite). Al culmine della discussione, lui le tappa la bocca con del nastro isolante e le lega mani e piedi e va a dormire. Il giorno dopo, al risveglio, la moglie era morta.