10 Dicembre 2004L'Uefa condanna la Lazio per razzismo
Un turno a porte chiuse all'Olimpico per i cori dei tifosi biancocelesti durante la gara contro il Partizan
ROMA - Non era mai accaduto e con ogni probabilità farà, sportivamente parlando, giurisprudenza. La condanna per razzismo inflitta dall'Uefa alla Lazio è senza precedenti. L'organo disciplinare della Uefa ha punito il club romano in seguito agli atteggiamenti razzisti e agli atti teppistici - tra i quali il lancio di razzi e candelotti, scontri con la polizia ed un accoltellamento - verificatesi in occasione della gara casalinga di Coppa del 25 novembre contro il Partizan. In virtù della sentenza Uefa, la Lazio dovrà disputare il prossima match europeo in uno stadio a porte chiuse. La squalifica verrà scontata nella prossima stagione visto che la squadra di Caso è stata eliminata da ogni competizione continentale. Il Partizan, da parte sua, è stato multato di 2.500 euro dopo il lancio di razzi effettuato dai propri tifosi nella partita incriminata. Per la cronaca, allo Stadio Olimpico finì per 2 a 2.
GRAZIATO IL REAL - Mano clemente, invece, dell'Uefa sul Real Madrid per i cori razzisti di alcuni tifosi delle merengues durante la gara di Champions League contro il Bayer Leverkusen. L'episodio,
duramente criticato dai media europei, è stato punito con una
multa di 9mila 780 euro. La società di Florentino Perez si è
salvata in quanto si tratta del primo episodio di razzismo
documentato nelle mura amiche. Per la Lazio, invece, si è
arrivati al terzo richiamo, che ha fatto così scattare la partita
a porte chiuse.
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Sport/2004/12_Dicembre/10/lazio.shtml