stamattina facendo zapping qua e là ho ascoltato un bel pezzo (un quarto d'ora buono) di una trasmissione su una nota radio locale - che dedica interamente al sua programmazione alla Lazio e ai suoi tifosi - trattare l'argomento della giornata: la crisi della As Atac e la difficile e problematica convivenza con il suo allenatore.
Capisco che se Sparta piange, Atene in questo momento è abbastanza serena, ma va sottolineato come il tifoso laziale riesca sempre nell'impresa di superare sé stesso.
Non soltanto si notano grossi sforzi da parte di commentatori di fede biancocelesti dedicati ai serissimi problemi sopra citati, ma anche il grande impegno di molti netter nell'esaminare la crisi della squadra giallozozza.
Vorrei sommessamente, pacatamente e serenamente ricordare che a parti invertite i nostri cuginetti, dal più famoso degli opignion meicher al venditore ambulante di indumenti intimi, ci avrebbe riservato frasi sguaiate, infarcite di sghignazzi (perchè non ridono: sghignazzano), parole di scherno come "ah ah ah i laziali (...) a lazzie (...) lotito (...) e ma zema" and so on.
Pertanto, invito gli amici, gli opignion meicher, gli uomini di fatica laziali a dedicarsi completamente alla attività che li può e li deve interessare:
LA LAZIO.
Per tutto il resto, basta aspettare: si stanno cuocendo da soli. Non toccate il fuoco.