La lingua di Dante

Aperto da Iker77, 21 Lug 2010, 01:25

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superdelio

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"...scioè...ssamo dibo affà aaacolla qqqua...."

stiamo sudando molto, abbiamo la pelle adesiva

:lol:

porgascogne

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Citazione di: Quattrotigri il 22 Lug 2010, 20:42
piu' le riguardo, piu' m'intenerisco
:oops:

a me me fanno l'effetto contrario

BiancoCeleste

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A me è bastato guardarlo una volta... non credo che riuscirei a sopportare una seconda visione.
Provocano avvilimento e incazzatura al tempo stesso.

Pikkio

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poverine.

io neanche l'ho visto, sto filmato, che ci ho iutub che nun e' de interesse aziendale. pero' 'sta cosa l'ho sentita per radio. sono fastidiose a livello di un herpes genitale, ma il pubblico ludibrio mi da il voltastomaco. queste non possono piu' usci' de casa, anche se la periferia di roma e' piena di loro simili. a roma, come a napoli o a milano, a torino o a palermo, cambia solo l'accento.

me fa molto piu' incazza' napoletone, quello non aveva scusanti.

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Kim Gordon

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ma si ma si de che ve scandalizzate???

dell'Ignoranza??

L'ignoranza non è uno scandalo è un problema.

Mi verrebbe voglia di difenderle da chi storce la bocca disgustato.

Perchè lo sciacallaggio sui problemi delle persone non lo tollero.

Quattrotigri

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voi scherzate

in ogni cultura escono cose sublime dal volgo ... "stamo a fa' a colla" per me e' un instant classic (forse e' pane quotidiano per voi ma io non sto a Roma da una vita).

zorba

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Forse carib non aveva visto questo 'incredibile' topic?!?  :lol: :lol: :lol: :lol:

Citazione di: carib il 23 Lug 2010, 12:52
Repubblica.it

"Er Calippo e 'na bira", il raduno live
Ostia, voglia di ordinanze anti-coatti
Una ghiacciolata per celebrare il successo del video-cult girato sulle spiagge romane. Ridono tutti, ma non il minisindaco del municipio: "Basta con questa immagine burina di Ostia"
di FLAMINIA SAVELLI

Una domenica infuocata, due amiche a due passi al bar, un giornalista che passa di lì e poi il web. Cortocircuito da manuale quello che ha travolto di popolarità le due 'coatte' protagoniste involontarie del cult dell'estate. Quel "er calippo e 'na bira" che le ha incoronate principesse di YouTube e ha scaraventato il litorale di Ostia nell'immaginario trash di migliaia di spettatori. Una popolarità strepitosa, sfociata anche in eventi live. Ridono tutti, ma non il minisindaco Giacomo Vizzani. Che anzi pensa a provvedimenti per la salvaguardia del decoro pubblico, dell'immagine del litorale già strapazzata l'inverno scorso in tv, a partire dal divieto di girare in costume per le vie della città.

L'esplosione sul web - "Er calippo e 'na bira": il tormentone dell'estate è partito così. Quasi per caso. Da un'intervista di Sky TG24 realizzata da Nicola Veschi su una delle spiagge libere di Ostia a due ragazzette romane dalla faccia pulita che sorprese a prendere il sole sul bagnasciuga alla domanda: "Come resisti al caldo?": "Che ne so. Me ne vado a fa la doccetta de là". E ancora: "Preso da bere?", hanno risposto: "Ho preso er calippo e poi na bira. E vabbè mejio de niente. Poi ar mare uno se deve divertì, se deve". Il tutto filmato e poi sottotitolato, perché il dialetto è strettissimo, in 51 secondi di "coatteria suprema", titolo del video su Dagospia. L'intervista era pure quasi passata inosservata, poi il Trio Medusa su Radio Deejay ha dedicato loro una puntata. Da lì il video è rimbalzato prima su youtube e poi su face book: 800.000 viste, più di 2000 post. Ripreso e commentato pure in Spagna. E adesso tutti le cercano. Tutti le vogliono. Perché tanti le hanno trovate simpatiche e divertenti. Ma non tutti, e non solo nel mondo virtuale di internet.

Dal web al ghiacciolo-party, tutto in 5 giorni - Chissà se ci saranno anche loro, le 'divine' di Youtube, la coppia del cult che il Trio Medusa, in onda su Radio DEEJAY con  "Chiamate Roma Tre Ore Tre Ore", ha scelto come tormentone dell'estate. Questa settimana il programma del Trio Medusa è primo nella classifica dei podcast su iTunes e per oggi alle ore 9.15 il trio ha invitato gli ascoltatori sotto gli studi romani di Radio DEEJAY (via Cristoforo Colombo, 90) per trascorrere l'ultima mezz'ora del programma insieme con "Er calippo e 'na bira per tutti". E' prevista distribuzione gratuita di Calippo.

L'appello al sindaco - "Il litorale non si riconosce solo con le giovani coatte del video, le nostre sono spiagge aperte a tutti ma basta con questa immagine burina di Ostia". Giacomo Vizzani, presidente del XIII municipio non sembra aver gradito il linguaggio delle ragazze andato in onda su tutti i telegiornali nazionali, già scaricato come suoneria sui cellulari e cliccato milioni di volte sul web. L'ha presa come l'ennesimo schiaffo all'immagine del suo municipio. E allora rilancia e corre ai ripari chiamando in causa pure il sindaco Alemanno: "Anche noi abbiamo un'immagine da difendere - ha detto - a Ostia non ci sono solo coatti. Non è terra di nessuno e anche per questo al sindaco voglio chiedere un'ordinanza particolare che limiti l'uso del costume da bagno solo sulle spiagge. E' ancora solo una proposta ma in costume - sottolinea Vizzani - si sta in spiaggia, e non in giro per le strade e nei bar del litorale. Questo potrebbe essere un buon inizio per educare il popolo del mare". Attenzione perciò. A Ostia c'è il rischio che tra poco l'unica passerella per lo sfoggio muscoli tirati, piercing e tatuaggi sia solo la riva del mare.



(23 luglio 2010)

Ritorna in voga il bacchettonismo maschil-democrist-fascista

BiancoAzzurro

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Per la cronaca 'ste due stanno in prima pagina del Messaggero di oggi. 

http://www.funize.com/Il_Messaggero/2010/7/23

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zorba

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Se è per quello oggi stanno anche nell'home page di Ansa......

Come direbbero loro, 'hanno svortato' (sempre che, dietro la curva, non ci sia un ...... 'burone')  :D :D :D

gunners

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a me da l'idea che stessero recitando , non ci credo che esistono due cosi sul serio.
coatte si ma a tutto c'è un limite...

zorba

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(Il Fatto Quotdiano 24.07.2010)

CASI ESTIVI

ORGOGLIO COATTO

Un video balneare spopola su YouTube, Marco Giusti: "Sublime"

(di Malcom Pagani)

Due ragazze romane, una giornata di afa, l'irrompere della tv per un banale servizio sulla quotidianità del litorale laziale. Dal nulla, un formidabile circuito fatto di neologismi e involontaria ilarità. Le due fanciulle reinventano un angolo di linguaggio "Stamo a 'fa la colla" e in Rete, il video tocca in poche ore il record di visualizzazioni. Un milione e duecentomila clic. Il più visto della settimana. Un caso nazionale. 

Sessantadue volte. Marco Giusti e una parola, coatto, ossessivamente ripetuta per il solo gusto di pronunciarla in soli trenta minuti di conversazione. Gli cammina dentro, è più forte di lui. Sul cinema di retroguardia e sui cafoni, il grossetano Giusti, buttero nato alla vigilia di Natale del '53, lavora da anni nel ruolo di felice esegeta. È l'eterna adolescenza di un serio studioso di cinema, che dietro il ventaglio trash, ha inventato una professione lucignolesca. "Stracult", bestiario senza snobismi di ogni eccesso captato dall'inventore di Blob e di Fuoriorario tra cinema greve e tv estrema, festeggia il decennale. Poi programmi, libri, biografie di pornostar, saggi. Una fabbrica dell'orrore senza la quale Giusti non potrebbe vivere. Il video di Ostia, primo assoluto nella classifica italiana di YouTube lo entusiasma: "Stamo a 'fa la colla" è una frase storica. non l'avevo mai sentita. C'è del talento e un dato incontestabile. Il trionfo assoluto della creatività romana. Nel confine multiforme del Grande Raccordo Anulare sono tutti sceneggiatori, ma la colpa è di Bossi. Da quando la Lega attacca Roma, si ride soltanto con i comici locali. Al cinema funzionano soltanto loro, è strano ma i guitti del Nord, Boldi e Pozzetto sono scomparsi. Così il coattume storico romano è implementato dal coattume romano moderno. Di questa sintesi, naturalmente, Ostia rappresenta il massimo esempio. Gli elementi ci sono tutti. il mare, l'estate, le creme solari al plutonio, l'evasione. Messi tutti insieme, come ha notato la ragazza, fanno la colla e il Calippo, non a caso, emergeva già in una canzone di un cafone doc come G Max, "Mortacci de Pippo/ Come succhia quer Calippo". Di seguito, la costellazione "giustiana". Attori, politici, coatti involontari. Esserci è un onore, rimanere fuori un delitto.

ll Grande fratello e il progenitore dei coatti, Mario Brega

IL COATTUME è romano, non si discute. E in cima alla piramide, con degne spalle come Tomas Milian, sosta Mario Brega, spalla decisiva in tanti film di Verdone. Quando pronuncia battute come: "Senti st'oliva che dè , è greca" sembra di essere con lui, in certe drogherie di quartiere, dove la grevità è la regola. Su Brega, da cui tutti gli epigoni discendono, imbastii anche un film di un'ora trasmesso dalla Rai: "Orgoglio Coatto". La Padania ci tormentò per sei mesi: "La Rai produce oscenità con i soldi pubblici". Era il 1999. In qualche modo, di lì a poco, con l'hit musicale del Supercafone e l'avvento del Grande Fratello, il genere riprese il volo. Trasformato. Il grande fratello è uno straordinario momento coatto. La nascita del salotto dei coatti. Piccoli Ricucci senza conti in banca che sembravano dire: "Ci siamo presi il salotto della tv". Al posto di Mina e di Alberto Lupo, stanziavano quattro stronzi impegnati a fare palesemente i fatti loro sul divano. Superato quel confine, mettere freno al peggio non è più stato possibile. Quella roba piaceva, faceva milioni di ascolti, produceva remake che pur distanti dall'originale con Taricone, non deludevano lo share. Vennero Lillo e Greg, neologismi come "A frappè" e poi, con Enrico Brignano, una serie   di tremendi comici romani di cui 
Enzo Salvi, in arte il cipolla, con il suo repertorio scandito da flatulenze e rutti, riportava alla luce una linea sepolta per sempre con Alvaro Vitali e Bombolo. Dieci anni così avrebbero steso chiunque. Qualcosa di bello però, in un panorama simile, esiste. Il coattume è un'attitudine profondamente popolare, perfettamente incarnata da Francesco Totti. Il mio capitano. Il calcio in culo a Balotelli, il matrimonio in diretta tv e la maglietta "Vi ho purgato ancora", rappresentano delle perle coatte spaventose.
I nostri miti giovanili erano Maurizio Arena e Mr.Ok, ma Totti li supera, perché di un certo modo di essere ha fatto una religione. Lo invidiano, gli vanno dietro. Il ragazzo timido che arrossiva davanti alle telecamere è diventato un opinion maker. Non è una parolaccia, ma qualcosa che equivale alla pietra filosofale. Se Totti tocca qualcosa, la trasforma in oro.

Bagaglino, politica e ridicolo involontario
IL PALLONE è un ambito coatto naturale, ma il vero proscenio in cui la maleducazione e l'eccesso superano la realtà per porsi nel campo di una cocretissima fantasia è la politica. Il Palazzo è coatto per definizione. Gli esempi fioccano e mi scuso per le dimenticanze. Nel Pantheon albergano Clemente Mastella che si fa tirare la torta in faccia al Bagaglino, Maurizio Gasparri che con gli occhi sbarrati pende dalle forme di Pamela Prati o Umberto Bossi in sigaro e canottiera. Coattissimo. Poi naturalmente il cafone per eccellenza, Silvio Berlusconi. Quando fa le corna al ministro spagnolo Piqué o si tocca le palle, rinverdisce la grande commedia all'italiana. Istanti di immortale cafoneria. i più cafoni di tutti sono i fascisti, ex, post o del 2000 che siano. Quelli della nidiata romana, sullo stracafonal e sulla militanza dura e pura, hanno saputo costruire una carriera intera. Esempi? Il più fulgido, un vero e proprio capolavoro di ingegneria coatta è quello di Giorgia Meloni, ma non disprezzabile, su un altro versante è il lavoro fatto dall'ex compagna di Luciano Gaucci, Elisabetta Tulliani. Per par condicio, devo dire anche che certi Di Pietro urlanti nel programma di Santoro meritano una menzione speciale. Quando Tonino gonfia le vene, urla e gesticola, io registro. E poi, con calma, riassaporo.

Premi letterari, cafoni inconsapevoli e tribune

SE RIPENSO a palcoscenici in cui il coattume è per così dire, istituzionalizzato, non posso fare a meno di citare i premi. Che siano letterari o pseudotali, cinematografici o in memoria di qualcuno, come il Giorgio Almirante, sono sempre colmi di spunti. Tra le gemme degli ultimi dieci anni un posto d'onore lo merita il Premio Strega. Il coattume intellettuale è inarrivabile perché oltre a esporsi, presume moltissimo di sè. Lo Strega condotto da Gigi Marzullo mi vide in prima fila, con il rimpianto eterno di non aver ripreso una serata costellate dalle gaffes. E comunque, a scanso di equivoci, la cafonaggine pura è sana, quella mascherata dal denaro, terrificante.

Briatore e l'illusione di essere eleganti

SIMONA Ventura è molto coatta e come tutti i coatti, non pensa di esserlo. Sintetizzando, il massimo, se si pensa che l'essere coatta è il suo aspetto migliore. Lei pensa di essere fine e in quell'inganno, non sa di essere popolare perché incarna qualcosa che agli italiani piace profondamente. Simona poi è perspicace e molto attenta alle mode. Èdel Nord e adora i coatti romani come G Max. Assecondando quella deriva, si spiega il cambiamento del gusto e lo riproduce. Se è tenera con i cafoni, vuol dire che quel "Roma coatto look" è tornata di moda. Lo share è la sua Religione e sul tema, non ammette errori. Il suo amico Briatore invece è ricco e cafone, ma tutto sommato è un personaggio relativamente interessante. Marginale. Non è il mio genere, robetta. Non come Bisteccone Galeazzi e Maurizio Costanzo che deliravano senza articolare le parole a tarda sera durante "Notti Mondiali" sulla prima rete Rai. Solo per godere di quello spettacolo, avrei desiderato che i Mondiali proseguissero per un altro anno senza soluzione di continuità.

Il cinema colto, Ozpetek e i Cesaroni

I MIGLIORI spot coatti, i migliori in assoluto, li interpreta Christian De Sica. De Sica è tutto tranne che cafone, però conosce le mosse, i segreti, la grandiosa bassezza utile a rendere sullo schermo un coatto indimenticabile. Più in là della pubblicità, mi appassionano le contaminazioni non previste. Accade spesso nei film di Ferzan Ozpetek, nelle venature politicamente scorrette che sono quanto di più prevedibile esista. Il turco è un caso particolarissimo. In "Mine vaganti" aveva individuato un lato coatto-gay estremamente interessante e poco esplorato. L'arrivo nella casa del notabile locale interpretato da Fantastichini, di tre omosessuali amici del figlio (Scamarcio), vestiti alla moda è straordinario. Se avesse girato l'intero film su quella falsariga sarebbe stata la pellicola della mia vita. Purtroppo poi, neanche sforzandoti, riesci a credere a tutto il resto.

I coatti migliori degli ultimi anni di cinema italiano li ha prodotti comunque Virzì. In Ferie d'agosto, Piero Natoli ed Ennio Fantastichini stesso, villeggianti di destra ipercafoni contrapposti ai gauchisti, toccano vette sublimi. Arrivano in spiaggia con lo stereo acceso, buttano resti di cocomero in mare, insultano i coltissimi Vù cumprà senegalesi e non riescono neanche per un momento a rinunciare alla loro guida spirituale, la tv. Il successo di tre cafonissime serie del piccolo schermo come Boris, i Cesaroni e Romanzo criminale per tornare ad Ostia e alle ragazze del video moltissimo devono al gusto new coatto emergente, altrimenti un simile trionfo di spettatori sarebbe difficile da spiegare. E' la nascita di un nuovo linguaggio che parla ai giovani e che intuire dove nasca davvero, se in ufficio, al supermercato o sui muretti, è difficile come rivelare un segreto di Fatima. A Roma, quando vedrà la luce una nuova battuta non lo sai mai. L'altra sera alle tre entro in una trattoria. Ho fame. Chiedo timidamente cosa gli sia rimasto: "giusto la chiave 'pe chiudette fuori". E' una battuta che i
nostri sceneggiatori non saprebbero mai inventare.




Quattrotigri

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Citazione di: zorba il 24 Lug 2010, 08:28
A Roma, quando vedrà la luce una nuova battuta non lo sai mai. L'altra sera alle tre entro in una trattoria. Ho fame. Chiedo timidamente cosa gli sia rimasto: "giusto la chiave 'pe chiudette fuori".
:rotfl2:

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Karl-Heinz87

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carib

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Citazione di: zorba il 23 Lug 2010, 13:13
Forse carib non aveva visto questo 'incredibile' topic?!?  :lol: :lol: :lol: :lol:
sì che l'avevo visto  :)

Karl-Heinz87

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Calippogirls show

Romina e Debora, le ragazze di Ostia, dive in centro a Roma. Sono le protagoniste del video che impazza su YouTube e Facebook: "Coatte? Ma se parliamo come Sordi e Totti".

Il caldo si combatte "cor Calippo e co a bira"


  «Ci hanno dato delle coatte perché diciamo "bira" con una erre sola. Eppure abbiamo visto un film in cui anche Sordi dice "guera" con una erre sola. Non ci risulta che di lui dicessero che era coatto». Romina Olivi ha 14 anni, è una delle due «star» del momento, protagonista del video che impazza su YouTube e Facebook, rilanciato dalle radio di tutta Italia e ribattezzato «Er Calippo e a bira». E a Romina non manca di certo il senso dell'umorismo. Debora Russo è la sua amica per la pelle. Si sono conosciute un anno fa in discoteca al Cube di Roma e da allora è nata un'intesa unica. Inseparabili. I fidanzati? «Meglio lasciarli stare - garantiscono da donne navigate - con quelli ci fai solo a "colla"!».


Debora e Romina sono strafelici di questo successo improvviso. Qualche frase detta a un cronista di Sky, la cadenza un po' marcata, ed ecco che il web è impazzito: in neanche una settimana più di due milioni di contatti su YouTube. Adesso sperano che la notorietà continui ancora a lungo: «Per adesso ci è cambiata la vita, chissà, magari un giorno ci chiameranno a fare Le Iene o Zelig, Sarebbe il massimo». Debora è di Villanova di Guidonia. Vive con la mamma, Margot Quimi, di origini peruviane ma da vent'anni in Italia. Compirà quindici anni tra qualche giorno, ad agosto. Il prossimo anno farà la terza media. Romina è leggermente più piccola. Quindici anni li farà a gennaio. Dopo il primo anno di liceo ha deciso di cambiare scuola: istituto turistico ad Albano. Romina abita a Santa Maria delle Mole, in via Martiri di Belfiore, assieme alla mamma, al papà Mario e al fratellino più piccolo.


Il papà è contento, ma allo stesso tempo un po' preoccupato: «È una cosa incredibile, quel video ha fatto il giro del mondo. Chi lo avrebbe detto. L'importante è che tutto questo resti un gioco, una cosa simpatica». Intanto le due amiche da spiaggia mettono i puntini sulle "i": «È vero, parliamo romanesco - spiegano con naturalezza - La nostra parlata, però, non è coatta, ma borgatara. Non ci pare che Francesco Totti (uno dei loro idoli, ndr) parli tanto diverso da noi. Eppure lui è ricco e famoso. Ah, dimenticavo, pure bello». La loro vita è quella di due normali adolescenti. Due ragazze di provincia con i sogni e la voglia di chi vive ogni giorno una splendida avventura. Basta dare uno sguardo alla cameretta di Romina per rendersene conto. Sulle pareti i poster di Riccardo Scamarcio e Chad Michael Murray (quello di Cinderella story). Ma il sogno nel cassetto, il bello impossibile è Cristiano Ronaldo: «Il top».


Amano viaggiare: «Vorremmo andare a Cuba e a Barcellona. E poi in America, a vedere le borse di Louis Vuitton!». La musica preferita è il reggaeton (un tipo di reggae con le sonorità tipiche dell'hip hop). Come due romane doc stravedono per la Roma. Allo stadio non ci sono mai andate, ma garantiscono: «Non ci perdiamo una partita». Sulla parete di camera, Romina ha scritto una frase emblematica: «Roma alza gli occhi al cielo, solo lui è più grande di te»..  Il popolo di internet si è diviso in due. In molti stravedono per la loro genuinità. Altri si scagliano con foga, a volte eccessiva, contro quella parlata considerata troppo coatta. A le dirette interessate le critiche scivolano addosso. «Sono solo invidiosi», dice Debora. «Si vede che la loro vita è meno interessante della nostra. I coatti sono quelli volgari e malandrini. È tutta un'altra cosa».


Su Facebook ormai le cercano tutti. I commenti si sprecano. Come Andrea che scrive a Romina: «Ciao, te volevo dì che se na grande! E sei meravijosa! Ciao, se vuoi accettami». Ma gli apprezzamenti arrivano da tutte le parti, anche dal genere femminile. Sofia dispensa complimenti: «Ah, ah, ah, mi avete fatto taja. Io il video l'ho trovato simpatico e mi dispiace per chi invece critica fino alla disperazione... sono pronta a difendervi». Loro sono in estasi: «È un tajo, ci divertiamo un mondo». Ieri pomeriggio hanno deciso di fare una passeggiata in centro a Roma. Si sono incontrate alla stazione Termini e poi di corsa al McDonald's in piazza di Spagna. Ormai non possono più fare due metri che vengono subito riconosciute. Mentre fanno la fila per ordinare un McChicken e una Coca Cola, una cameriera scherza con i colleghi: «Lo sapete? Adesso m'andrebbe proprio un Calippo e una bira». Poi si gira, le riconosce e scoppia a ridere: «Ma siete proprio voi! Fantastico, siete due grandi!». Dopo il panino è la volta del tradizionale struscio tra le vetrine. Tra gli acquisti indispensabili c'è l'ultimo piercing alla moda (ovviamente sulla lingua) per non restare indietro con le tendenze del momento. Poi una visita alla redazione de Il Tempo, in piazza Colonna, per raccontare i loro sogni e le loro passioni.


La giornata sta per finire. Il treno per casa parte alle 19,30. Gli amici le aspettano per una festa a Santa Maria delle Mole. Ma niente ore piccole. Massimo a mezzanotte a letto. La mattina dopo (oggi, ndr) c'è da prendere il treno presto per andare al mare. Per divertisse. A Ostia, è ovvio.

Tarallo

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Citazione di: Karl-Heinz87 il 25 Lug 2010, 17:46
Debora e Romina sono strafelici di questo successo improvviso. Qualche frase detta a un cronista di Sky, la cadenza un po' marcata, ed ecco che il web è impazzito: in neanche una settimana più di due milioni di contatti su YouTube. Adesso sperano che la notorietà continui ancora a lungo: «Per adesso ci è cambiata la vita, chissà, magari un giorno ci chiameranno a fare Le Iene o Zelig, Sarebbe il massimo». Debora è di Villanova di Guidonia. Vive con la mamma, Margot Quimi, di origini peruviane ma da vent'anni in Italia. Compirà quindici anni tra qualche giorno, ad agosto. Il prossimo anno farà la terza media. Romina è leggermente più piccola. Quindici anni li farà a gennaio. Dopo il primo anno di liceo ha deciso di cambiare scuola: istituto turistico ad Albano. Romina abita a Santa Maria delle Mole, in via Martiri di Belfiore, assieme alla mamma, al papà Mario e al fratellino più piccolo.

Avro' sbagliato paese, ma l'ho beccate che non erano di Roma.
E so' daa roma, com'e' normale.
Ste burine.

Audrey

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Citazione di: Karl-Heinz87 il 25 Lug 2010, 17:46
Calippogirls show
Come due romane doc stravedono per la Roma. Allo stadio non ci sono mai andate, ma garantiscono: «Non ci perdiamo una partita». Sulla parete di camera, Romina ha scritto una frase emblematica: «Roma alza gli occhi al cielo, solo lui è più grande di te»..


memoria selettiva - d'altronde che m'aspetto :roll: - manca un pezzo:

e infatti è biancoceleste

negli anni '60, gli anni del boom economico e della spensieratezza, le belle ragazze in spiaggia venivano definite "maggiorate"...

queste qui, in codesti anni di crisi, con il fesso per idolo, con la bira e il calippo, come possiamo definirle? mi taccio, per rispetto a chi ha problemi veri.....

BiancoAzzurro

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BiancoAzzurro

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Fischietto

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Che squallore...
Non c'era alcun dubbio sulla loro fede calcistica (naturalmente, come l'80% dei trigorioti, mai state allo stadio).
Si riconoscono lontani un miglio.

:srm:

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