vi spiego il mondo, terza parte [mare profumo di mare]

Aperto da Pikkio, 26 Lug 2010, 12:07

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Pikkio

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esterno giorno, litorale tirrenico, giorno festivo.

l'accesso randomico all'arenile fa si che la distanza tra gli ombrelloni si accorci sempre piu' man mano che passa il tempo. alle nove di mattina tra ombra e ombra ci passa un suv; a mezzogiorno se te sdrai ar sole ci hai i piedi all'ombra de qualcuno.
e' proprio mezzogiorno quando arriva un gruppo di otto-dieci persone. tutti ragazzi e ragazze sopra i venti e sotto i trenta. il capobranco identifica uno spazio adeguato alle esigenze del gruppo, e non e' colpa sua se per il solleone gli appare dilatato e superiore del dodicimila percento rispetto alla realta'. piazza un ombrellone per terra, lo apre, tutti piazzano zaini e borse sotto l'ombra e gli asciugamani dove capita. una sola parola descrive ciascun vicino del branco: attonito.
gli esemplari di sesso femminile, all'esterno, si presentano piacevoli allo sguardo. le piu' sfortunate di nascita hanno gia' provveduto in toto a pareggiare il gap con le amiche piu' fortunate, gommandosi artificialmente labbra e seno. non e' presente ne' un'unghia rotonda o corta o senza origami, ne' un costume di taglia adeguata secondo i canoni consolidati nel secolo precedente.
anche gli esemplari di sesso maschile si presentano esternamente non sgradevoli. curiosi i cambiamenti fisici dovuti al miglioramento della specie umana: i capelli non crescono piu' alla stessa velocita', ma di questo me ce se ne poteva accorgere anche guardano marco carta. l'altra grande miglioria dei geni e' la totale assenza di peli corporei. mutande di d&g escono casualmente da pantaloncini leggermente calati a meta' culo.
due esemplari di sesso differente hanno portato il pargolo, un fagottino di circa due anni che indossa indumenti il cui valore totale e' superiore al pil della grecia. voglio dire, uno ha un pupo di due anni, che fa, ar mare ce va prima? no, non scherziamo. e poi da mezzogiorno alle quattro e' l'orario consigliato da tutti i pediatri d'europa.
tra gli attoniti nei paraggi, i piu' furbi iniziano a intravedere il modo di approfittare di una situazione che sembra disperatamente fastidiosa per ottenere in cambio qualcosa di piacevole. un primo si collega a internet col cellulare fingendo indifferenza, poi un secondo, poi un terzo. tutti con l'estratto conto della banca in mano, pronti a scommettersi tutto. qualcuno ha in mano le chiavi della macchina, i piu' fortunati hanno in mano il rogito di casa. tutti collegati a internet, tutti in cerca di siti di scommesse.

niente da fare. addio sogni di ricchezza e triste ritorno all'attonita raelta'.
purtroppo, infatti, nessun sito quota "christian" [pron: k'rissia:] come nome del pupo.

liberamente tratto da una storia vera

Svennis

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Citazione di: Pikkio il 26 Lug 2010, 12:07
esterno giorno, litorale tirrenico, giorno festivo.

l'accesso randomico all'arenile fa si che la distanza tra gli ombrelloni si accorci sempre piu' man mano che passa il tempo. alle nove di mattina tra ombra e ombra ci passa un suv; a mezzogiorno se te sdrai ar sole ci hai i piedi all'ombra de qualcuno.
e' proprio mezzogiorno quando arriva un gruppo di otto-dieci persone. tutti ragazzi e ragazze sopra i venti e sotto i trenta. il capobranco identifica uno spazio adeguato alle esigenze del gruppo, e non e' colpa sua se per il solleone gli appare dilatato e superiore del dodicimila percento rispetto alla realta'. piazza un ombrellone per terra, lo apre, tutti piazzano zaini e borse sotto l'ombra e gli asciugamani dove capita. una sola parola descrive ciascun vicino del branco: attonito.
gli esemplari di sesso femminile, all'esterno, si presentano piacevoli allo sguardo. le piu' sfortunate di nascita hanno gia' provveduto in toto a pareggiare il gap con le amiche piu' fortunate, gommandosi artificialmente labbra e seno. non e' presente ne' un'unghia rotonda o corta o senza origami, ne' un costume di taglia adeguata secondo i canoni consolidati nel secolo precedente.
anche gli esemplari di sesso maschile si presentano esternamente non sgradevoli. curiosi i cambiamenti fisici dovuti al miglioramento della specie umana: i capelli non crescono piu' alla stessa velocita', ma di questo me ce se ne poteva accorgere anche guardano marco carta. l'altra grande miglioria dei geni e' la totale assenza di peli corporei. mutande di d&g escono casualmente da pantaloncini leggermente calati a meta' culo.
due esemplari di sesso differente hanno portato il pargolo, un fagottino di circa due anni che indossa indumenti il cui valore totale e' superiore al pil della grecia. voglio dire, uno ha un pupo di due anni, che fa, ar mare ce va prima? no, non scherziamo. e poi da mezzogiorno alle quattro e' l'orario consigliato da tutti i pediatri d'europa.
tra gli attoniti nei paraggi, i piu' furbi iniziano a intravedere il modo di approfittare di una situazione che sembra disperatamente fastidiosa per ottenere in cambio qualcosa di piacevole. un primo si collega a internet col cellulare fingendo indifferenza, poi un secondo, poi un terzo. tutti con l'estratto conto della banca in mano, pronti a scommettersi tutto. qualcuno ha in mano le chiavi della macchina, i piu' fortunati hanno in mano il rogito di casa. tutti collegati a internet, tutti in cerca di siti di scommesse.

niente da fare. addio sogni di ricchezza e triste ritorno all'attonita raelta'.
purtroppo, infatti, nessun sito quota "christian" [pron: k'rissia:] come nome del pupo.

liberamente tratto da una storia vera

grande pikkio, ero in spiaggia lí con te!
:)

porgascogne

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giobbe

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comunque, carcola che le telline che avevi date per estinte ner dumila4 sò (forse) tornate a popolare il litorale.
la prova è che ce stanno ancora i cercatori de telline che arano - dalle prime luci dell' alba fino all' imbrunire - il mare tirreno alla ricerca dei preziosi molluschi.
e poi ci stanno i patiti del kite surf quelli che sembrano volare sull' acqua, è bello guardarli sfrecciare sul mare specialmente in una giornata di mare mosso come sabato scorso.

io vado quasi sempre alla spiaggia libera di maccarese, siccome sabato c' era molto vento mi sono sdraiato sul bagnasciuga per evitare di essere vittima di una tempesta di sabbia.

dopo cinque minuti sono arrivati tre figuri che hanno comiunciato a giocare a pallone intorno a me, come se io non ci fossi proprio.
devo dire che non mi hanno dato nemmeno troppo fastidio, erano bravini (a pallone) e non mi hanno mai centrato con una pallonata, nonostante il forte vento proveniente da nord ovest che alterava le traiettorie dei loro virtuosismi litoraleschi (le solite sforbiaciate da spiaggia che alzi la mano chi non ne hai mai tentata una o dei tuffi da portiere che avrebbero provocato ammirazione perfino del giaguaro castellini).
uno dei tre che avevo subito ribattezzato il fabregas de maccarese aveva un bel lupetto d' oro appeso al collo.

giocavano in silenzio, senza grida, senza autocompiacimento, per un attimo sono stato tentato di unirmi a loro - magari coinvolgendo anche i miei figli - avremmo potuto fare una partita vera con le porte fatte con gli ascigamani e il portiere volante e sticazzi del resto del mondo dei bagnanti.
peccato che un doloroso mal di collo mi ha posto fuori dal per un solo momento ipotizzato match.
chissà se mi ricapiterà un' occasione simile.

è proprio bello andare andare al mare, non capisco perchè a porgascognio jè continua a piacè l' asfittica piscina.
stando quelle quattro o cinque ore sulla spiaggia capisci il mondo meglio che guardandolo da qualunque altro punto di osservazione.

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giobbe

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e vi siete per caso imbattuti in un bagnino in un giorno di mare appena appena increspato ?
a noi tre, io con due giovani laziali desiderosi di farsi un bel bagno con le onde vere dopo sei fine settimana di bonaccia, sparuta minoranza che osava avventurarsi in mare con quel tempo, ce ne sono toccati tre, appositamente convenuti dagli stabilimenti limitrofi essendo la spiaggia libera sprovvista -grazieaddio - di questi carcerieri in canotta rossa.
talmente fastidiosi che solo pe faje un dispetto so rimasto in acqua tre ore solo con l' intervallo di mangiare un panino e straiamme sul bagnasciuga di cui dicevo prima.
vabbene che state a lavora e ci avete le vostre responsabilità, ma noi pure se potemo divertì un pochetto senza essere straziati da quei fischietti morammazzati ?

porgascogne

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Citazione di: giobbe il 26 Lug 2010, 13:42
è proprio bello andare andare al mare, non capisco perchè a porgascognio jè continua a piacè l' asfittica piscina.
stando quelle quattro o cinque ore sulla spiaggia capisci il mondo meglio che guardandolo da qualunque altro punto di osservazione.

asettica, semmai

mah, che poi manco tutte le piscine sono uguali
una volta (ed unica) andai alle piscine tevere in quel di fiano
un giorno che non ho difficoltà a catalogare tra la bocciatura al 4° superiore ed un tamponamento a 120 sul GRA

ho sempre diffidato delle piscine nelle quali vengono tolte tutte le corsie, lasciando un unico mare magnum di acqua blu nella quale degli ignoranti della natazione si immergono pensando che "che ce vo' a fa 50 metri?!"
in genere a metà vasca li trovi dello stesso colore del fondo della piscina che ti guardano come fossi un tronco alla deriva e loro lì pronti ad avvinghiarsi, con tanto di unghie affilate come un micio
insomma, vado a 'sto schifo de posto che visto da fuori è sinanco bello (alberi, prato, zona picnic) e dopo essermi fatto la doccia metto gli occhialini la cuffia ed entro in acqua
ora, la piscina era popolata da esseri con le cornee d'acciaio, le cuffie indossate come i pischelli oggi portano i cappellini e nessuno, dico, nessuno, dava l'aria di essersi fatto la doccia non solo lì in piscina prima di entrare, come dovrebbe essere d'uso, ma proprio negli ultimi 20 giorni
allungo qualche bracciata stile e sento come un pizzicorino, tipo uomo ragno quando sa che sta per accadere qualcosa
infatti
alzo appena in tempo la testa e mi vedo un essere da ca. 120 kili che si è appena lanciato da un trampolino per fare un tuffo a bomba
il tutto a ca. 24 cm dalla mia testa
esasperato, mi allontano a rana e vado verso un bordo
appena in tempo alzo la testa dall'acqua e vedo due che pomiciano nell'acqua con lui alquanto barzotto e fianesemente arrapato
mi allontano a dorso per evitare, guardando in tempo, fantomatici tuffoabombatori e cosa ti vedo su un altro bordo?
una mamma che tiene una mano intorno al petto del suo bambino e con l'altra mano, la destra, cinge quella che un domani diventerà una robusta verga pelomunita, ossia il pisellino del suo bambino fianese o al massimo di fara sabina, che è vicino e la parlata è la stessa
li mortacci sui, penso, lo sta a fa piscia' nella piscina 'sta scrofa

esco dall'acqua incazzato come uno che va al cinema a vedere Bergmann e si ritrova vicino gesulio che ronfa e sbava e mi accoccolo sotto a un tiglio
ovviamente, il tiglio in questione vien preso come "palo" da uno strmo di bambini sfuggiti all'asilo di morlupo che iniziano a giocare a pallone e, cosa peggiore, lo fanno dicendo tottitottitotti ogni volta che stanno per tirare

mi sposto all'ombra di un cipresso, ma non dentro l'urna, ed a pochissima distanza una decina di imberbi deficienti accende il suo radione da negro di harlem con musica tipo 883, articolo 31 o 21 che ne so e tutti li mortacci loro che mi continuano a far preferire la musica etiope al cospetto di questo scatarrare in un microfono

avevo fatto il biglietto per mezza giornata
dopo 2 ore ero già fuori: direzione maccarese


dopesmokah

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Le telline ce sò ancora, basta scavare bene!. Quelle di fregene le ho consumate un annetto fa. Come sempre un po' di sabbia era rimasta anche dopo l'infinito spurgo, ma non sono deceduto.

La piscina è fica solo se stai in montagna, dai, vuoi mettere con l'ondosa ipergalleggiabilità del mare? No contest...In ogni caso io le piscine le divido in due tronconi: quelle con avviso in bella evidenza di indicatore di urina, e quelle senza.

PS: al mare io sò fà una rovega che tutti se stupiscono che non me sò rotto il braccio ricadendo.

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cartesio

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(mare + piscina) / 2 = lago

ieri ho fatto un giro in bici intorno a un lago dall'acqua bilù come il mare della costiera amalfitana

montagne prati alberi fiorellini gnocche tedesche e olandesi

pure i gabbiani, và

Pikkio

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confermo che le telline sono estinte dall'inizio del millennio. quelli che trova dopes sono quelle neozelandesi. secondo me ara un po troppo, ma e' un punto di vista personale.


Citazione di: giobbe il 26 Lug 2010, 13:42
stando quelle quattro o cinque ore sulla spiaggia capisci il mondo meglio che guardandolo da qualunque altro punto di osservazione.
e' proprio questo il punto, infatti.
questo topic e' la terza parte della saga. la prima era lo studio antropologico sul cercatore di telline, la seconda era sul grattacheccaro. un mondo di varia eleganza. niente e' piu' elegante dei genitori de k'rissia:, che tra i tre e' quello che ci ha piu' peli, lei con appena un filo di trucco ma il filo e' de fero, e lui che sulla schiena ci ha tatuato 1927 in numeri romani e font 130. niente e' piu' elegante di una fruit bianca annodata sul ventre per niente piatto che lambisce le acque del tirrenico mar mentre l'indossatore scava l'equivalente del circuito di hockenheim sulla sabbia in cerca di un quello che una volta era un mollusco ed ora e' un fossile. niente e' piu' elegante di un grattacheccaro che pubblicizza il prodotto che vende fischiando a volume imbarazzante nele tue recchie proprio mentre te stai a fa un pennicone da cerchietto rosso sul calendario.
e li' che capisci il mondo. e la sua eleganza.

svirgolo su altri astanti.
cinesi.
sotto al solleone che sembra de sta a el paso, il mare verso riva e' sui trentadue-trentatre' gradi centigradi, la sabbia e' lava fresca ma finemente triturata. vento ce sarebbe pure, o meglio, un minimo di brezza, solo che nun t'ariva perche' proprio sopravento a te s'e' fermato uno che vende canotti, palloni, materassini, coccodrilli de gomma, scooter de gomma e se glielo chiedi sottovoce te rimedia pure la scocca de un vespone, e ha creato un muro invalicabile tra eolo e te che biastimi.
e tu sudi. stai fermo sotto all'ombrellone e sudi.
e vedi un cinese. che sia un uomo di quelli che vende frigoriferi usb o scimmie de pelo a batterie [incluse], o una donna con in testa un cappello delle dimensioni del lago di bracciano che sorridendo ti fa "masaaaaaagio?" non fa differenza. ambedue sono vestiti come te sei vestito te quel giorno che hai fatto una gita a campo imperatore, ed era gennaio. con la camicia a maniche lunghe abbottonata fino all'ultimo bottone, i jeans, e le nike con sotto i calzini di spugna che chiedono di uscire. che je voresti di': scusa, guarda che se te slacci er colletto puo' esse che er blu der viso va via" ma le barriere linguistiche te lo impediscono.

dopo la pubblicita' parlero' de quello che vende er cocco.
restate con noi

porgascogne

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AguilaRoja

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Che poi, giusto perchè voi siete vecchi, altrimenti avreste già scoperto l'incredibile popolazione notturna delle nostre spiagge.
L'altra sera, per dire, a Fregene faceva un caldo allucinante.
Ma mai sentito, eh.
Acqua che galleggiava, una lacoste blu che dopo 9 secondi di struscio sulla sabbia si era incollata a ciò che restava delle mie cavità ascellari.
L'amico mio rasta, ancora se sta a levà i moscerini dai dredd, co' la forchetta.

La faccio breve.
Un'ora una di fila sul lungomare, tra quei vicoletti bianchi appiccicati di macchine, bestemmiando proprio la madonna, esattamente di fronte a una sua statua, in una sua chiesa.
Vabbè, dopo aver chiesto a un indigeno un posto economico per mangiare del pesce ("Bar Paradiso, vai tranquillo. Costa poco e mangi bene" - "Pesce, si?" - "Si, si". Solo pizze, antipasti di terra, montagna, campagna, città, roma, totti, ma mare zero), torniamo in spiaggia intorno alle 23.

Deserto intorno (deserto dentro, ma questo è un altro discorso) deserto de femmine, Deserto.

La stavo a fa' breve.

Al buio, da lontano, si avvicina una figura cicciona. Bolsa più che cicciona.
Nera nel nero, ma italiano. Come poi si capirà.
Stava letteralmente pattugliando la sabbia, con al braccio un metal detector.
Questo cinquantenne concentrato, cuffie munito, stava dragando la sabbia aspettando che quella cazzo de padella suonasse al ritmo di 50 centesimo.

E ci girava pure intorno.
Cioè: se trovi 1 euro sotto al mio asciugamano pretendi che te lo lasci (idiota)???

E poi l'illuminazione.
Scalzo, pantaloncini neri, panza sblusata e maglietta nera. Sul petto, stampati due occhi enormi, taglienti, bianchi e neri. Quest'uomo che stava elemosinando da Fregene una catenina e 20 centesimi indossava proprio Quella maglietta, con quel nome scritto sopra.

Guardo il mio amico rasta e all'unisono "Come s'è ridotto male Diabolik".

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Pikkio

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er cocchista, o coccaro, o venditore di cocco.
mediamente partenopeo. ci sono dei mestieri che ho visto fare praticamente solo a loro: il coccaro, o il borghettaro, o financo il parcheggiataro [anche se ultimamemente, sempre piu' spesso si restagliano per niente lievi delle autoctone figure mitologiche meta' uomo e meta' carie, discendenti diretti dei vecchi "venga dotto'"].
io non capisco per quale cazzo di ameno motivo me debba sfiora' la fantasia de compramme er cocco sulla spiaggia, che a casa nun me lo compro mai. perche' sulla spiaggia? e perche' con tutta la frutta che c'e' in giro, er cocco?
cocco fresco, dicheno. fresco? sta dentro a un secchio da sei ore, fresco? al massimo e' tiepido.
cocco bello, dicheno. ma bello de che? esteticamente e' una palla ovale pelosa, non ha ne' l'eleganza della pesca ne' l'innata simpatia della ciliegia, tampoco l'imperiosita' der cocomero. per dire. no dico, avete mai sentito dire, a sottolineare le virtu' di un altro frutto, o di un qualsiasi altro alimento, che e' bello? casomai dicono zuccherino, dolce, miele, minchiate de sto tipo. no, er cocco e' bello. perche'? perche' fa caca', su, dite la verita', guardatevi dentro e smettetela di mentirvi. si dico a voi, a voi che dite che ve piace: nun e' vero, fate outing. nun sa' de niente. per tagliarlo te serve una katana laser. poi, una volta tagliato, mordi la polpa bianca e che senti? ci ha la stessa consistenza della sabbia. e comunque sempre, regolarmente, in qualsiasi momento del giorno e della notte te lo mangi, te se infila un pezzo in mezzo i denti che togliera' solo il dentista e solo al momento dell'estrazione, perche' al microscopio la fibra della polpa di cocco appare piena ganci a ventosa e attack.
il cocco e' un'operazione di marketing. nun te leva la fame, nun te leva la sete, nun te rinfresca. ci ha i sali minerali? ce l'ha pure er polase, avete mai visto vendere il polase sulla spiaggia?

next step: il volatore di aquiloni


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Io me ce faccio male cor cocco.

Me magnerei tutta la bagnarola.
Ogni volta che me ne magno un pezzo mi domando che cacchio ce mettono dentro ai dolci al cocco visto che c'ha tutto un altro sapore

Domenica pero' ho visto un coccatore munito di apposito aggeggio per rinfrescare la bagnarola contente la preziosa palla fatta a fette

porgascogne

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Citazione di: falco67 il 27 Lug 2010, 14:35
Io me ce faccio male cor cocco.

Me magnerei tutta la bagnarola.
Ogni volta che me ne magno un pezzo mi domando che cacchio ce mettono dentro ai dolci al cocco visto che c'ha tutto un altro sapore

paro paro

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Citazione di: Pikkio il 26 Lug 2010, 17:41

io non capisco per quale cazzo di ameno motivo me debba sfiora' la fantasia de compramme er cocco sulla spiaggia, che a casa nun me lo compro mai. perche' sulla spiaggia? e perche' con tutta la frutta che c'e' in giro, er cocco?
cocco fresco, dicheno. fresco? sta dentro a un secchio da sei ore, fresco? al massimo e' tiepido.
cocco bello, dicheno. ma bello de che?
fa caca', su, dite la verita', guardatevi dentro e smettetela di mentirvi. si dico a voi, a voi che dite che ve piace: nun e' vero, fate outing. nun sa' de niente. per tagliarlo te serve una katana laser. poi, una volta tagliato, mordi la polpa bianca e che senti? ci ha la stessa consistenza della sabbia. e comunque sempre, regolarmente, in qualsiasi momento del giorno e della notte te lo mangi, te se infila un pezzo in mezzo i denti che togliera' solo il dentista e solo al momento dell'estrazione, perche' al microscopio la fibra della polpa di cocco appare piena ganci a ventosa e attack.
il cocco e' un'operazione di marketing. nun te leva la fame, nun te leva la sete, nun te rinfresca. ci ha i sali minerali? ce l'ha pure er polase, avete mai visto vendere il polase sulla spiaggia?

ti amo !

Pikkio

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il volatore di aquiloni

fine luglio, litorale tirrenico, nel bel mezzo dell'anticiclone nordafricano. l'umidita' rende l'aria navigabile. uno con una canna da pesca lancia la lenza dalla riva. altro fenomeno da massiccio studio antropologico: cioe', a riva c'e' la stessa densita' popolativa de yokohama e te peschi dalla riva? e che pensi de prende, li regazzini co' tutti i braccioli? tutto si spiega poco dopo: lui lancia ma l'aria e' talmente pesante che il piombo non basta a mandare l'amo sott'acqua, cosicche' l'amo con l'esca rimane a mezz'aria. poco male, e' talmente umido che per aria ce so' le carpe. vive. l'aria ha mandato un sms, dice che non viene, per la gioia di un altro fenomeno antropologico balneare, ovvero di quelli che montano l'ombrellone prima di metterlo a terra come fosse una banderilla su un toro, se ci fate caso c'e' piu di qualcuno, infatti, che mentre opera dice pure ole'.
un uomo, sotto al suo ombrellone, legge distrattamente il corieredoosporte. si annoia. a un certo punto sobbalza, crede di aver sentito un refolo. in realta' un pupo dietro di lui ha starnutito. poi il pupo scorreggia. poi sbadiglia. l'uomo sotto all'ombrellone e' un uomo acculturato, che ha letto e sa che agatha christie diceva che tre indizi fanno una prova: si sta alzando il vento. piega il corieredoosporte, si frega le mani, e tira fuori dalla sua borsa un aquilone a forma di batman che asserisce pateticamente aver acquistato per far divertire il figlio ottenne. in realta' il pargolo e' riuscito a mettere le mani sull'oggettino solo la prima volta, per venti secondi. poi, "adesso guarda papa' che ti fa vedere come si fa e te lo rida' subito".
si mette spalle a un vento che non c'e', in mezzo alla folla che gremisce il litorale, e elegge il pupo suo schiavo. il pupo gli raccoglie batman, glielo mette in posizione, gli districa i fili, segue pedissequamente ogni suo ordine, glielo lancia per aria, tutto con la certezza che prima o poi tocchera' a lui. prima o poi, certo. poi. quando avra' a sua volta un figlio ottenne. l'aquilone fa un giro, due giri, poi crolla al suolo in mezzo alla folla. riparte lo schiavo. una volta, due volte, enne volte. tutto finche' l'ottenne finalmente capisce che "subito" significa "corcàzzo" e si arrende. lui. il volatore, no. soffia. tira. si strappa una spalla. bestemmia. ripone tutto, e torna sotto all'ombrellone dicendo "non c'e' vento". ma va?

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