Ci stiamo aggrovigliando nelle solite discussioni tutte lazionettiche quando si parla delle merde.
Io butto lì due appunti:
1) riconoscere un'attitudine valida e funzionante nelle coppe non significa schifarli un grammo in meno di quanto normalmente facciamo. È una constatazione, e al di là dei sacrosanti "ma chi se li inc.ula" di rito, è il tema della serata e comunque da Laziali sappiamo bene che tipo di circo ci aspetta in città se dovessero vincere un trofeo che a questo punto è ampiamente alla loro portata. Ma faccio mia la considerazione di un altro netter, molti di noi hanno vissuto l'anno successivo al nostro scudetto, quindi personalmente non è che se le merde diventano vincenti in Europa per due anni di fila io smetto di seguire la Lazio oppure la mia Lazialità verrà meno. Anzi. Finite le amare riflessioni della serata, per me lecite e anche parzialmente scaramantiche visto che ancora c'è speranza, la testa è unicamente rivolta alle prossime 4 partite. Perché sì, sarà anche solo un piazzamento, ma delle tante pietre messe una sopra l'altra che possono portarci a una redenzione, quest'anno metteremmo quella angolare che potrebbe cambiare il nostro destino. Forse, ma forse si.
2) A parti invertite da stasera si sarebbe cominciato ad organizzare un movimento compatto tifosi/stampa/comunicatori vari che avrebbe messo all'angolo squadra e dirigenza: qualora succedesse quello che non vogliamo, che siano tutti consci del fatto che bisognerà fare qualcosa. Bisognerà rispondere. Se la difficilissima missione Champions' verrà completata (grattatio pallorum), si dovrebbero sentire tutti costretti a fare di più, a non giocare a football manager né a riprendere gli stucchevoli scambi di opinione interpretati dal Pedullà di turno da una parte e dagli scudieri radiofonici del DS dall'altra.
Abbiamo goduto di anni in cui le loro rovinose cadute collimavano con il nostro costante miglioramento, adesso il meccanismo si è inceppato e necessita di una ravvivata. Se ciò non accadrà, e io spero sempre che dall'altra parte sarà solo un piccolo squillo d'allarme e non la tromba dell'apocalisse, allora per me sarà inutile continuare a parlare di modello napoli, atalanta, atletico Madrid o chi pare a voi, perché significherebbe che da una certa dimensione non usciremo mai.