Ma sì che per il credente "costretto" ad ascoltarla può essere offensivo.
Come può essere per me offensivo sentire tantissime cose che si dicono.
Sento cose molto offensive sugli occupanti di casa, su chi lavora e viene chiamato lavativo o divanista, sulle donne, ecc ecc
Io mi offendo pure a sentire "Lazio merda" se è per questo.
Ma queste cose ci stanno tutte, fanno parte del confronto sociale. La questione è proprio saper discernere cosa trascende da questo confronto e diventa altro, come l'antisemitismo.
Non stiamo riscrivendo il galateo e non pretendo di essere sempre rispettoso e a modo. Anzi, io certamente non lo sarò e, aggiungo, me ne sbatto al cazzo di essere maleducato. Lo voglio essere, evidentemente.
A me piace essere maleducato, piace offendere, piace scandalizzare e provocare. Se famo a botte ancora meglio, ok? Così sgomberiamo il campo dall'equivoco per cui l'obiettivo è quello di essere sempre corretti, bravi e buoni.
La destra parla spesso di buonismo riferito al politicamente corretto, perché non capisce proprio il discorso, dimostra di non avere i nessi cognitivi utili a comprendere cosa si sta intendendo.
La questione non è solo che l'antisemitismo non è paragonabile come gravità ma che è proprio un'altra cosa.
Non è maleducazione ma abominio, perché evocazione di un genocidio.
Non si tratta quindi di essere o non essere maleducati. Se sento "zecca di merda" o una serie di stronzate sulle cose in cui credo io, posso sentirmi offeso ma non penso siano cose da censurare. Sta nelle cose.
Al massimo risponderò. Evocare un genocidio e fare di un'oppressione storica un coretto non è più grave, è proprio un'altra cosa.
Non capire la differenza, torno a dirlo, è un problema grave.