Il tycoon prepara il risanamento e spera nella cessione
PALLOTTA RIAPRE ECCO LO SCONTO (Corriere dello Sport, 1° Maggio 2020)
Il presidente pronto a riavviare la trattativa anche a costo di lasciare con una perdita. Friedkin aspetta la ripresa e il prossimo bilancio. Intanto saranno necessari altri tagli e plusvalenze
di Guido D'Ubaldo
ROMA
Pallotta prepara il risanamento dei conti, ma intanto continua ancora a sperare di chiudere la trattativa con Friedkin. La Roma lo ha messo per scritto, nella pubblicazione della semestrale. «Sono ancora in corso contatti con un potenziale investitore, seppur rallentati per effetto della diffusione del virus Covid-19». In altre parole, la Roma ci tiene a far sapere che la trattativa tra Pallotta e Friedkin per la cessione della pacchetto azionario di maggioranza non è mai tramontata. A Houston aspettano di conoscere il bilancio di fine anno che verrà pubblicato il prossimo 30 giugno per decidere poi se riavviare la trattativa.
ANCORA TAGLI. Dalla relazione si evince che la Roma si comporta come qualunque altra società alle prese con la crisi causata dal Covid-19. Con il taglio degli stipendi ha abbassato il passivo di trenta milioni, ma la previsione al 30 giugno è sempre quella di avere un disavanzo di circa 110 milioni. Sono venute meno tante entrate, a cominciare dai ricavi del botteghino e se non si riprenderà a giocare la situazione sarà ancora più delicata. Pallotta ha comunicato che è pronto a intervenire, procederà all'aumento di capitale. Ha già messo 89,1 milioni ed è disposto a metterne altri 45 circa. Con calma e senza fretta, quando sarà necessario. E inviterà a farlo anche ai suoi soci, quelli che non hanno manifestato la volontà di uscire.
Bisognerà procedere con il taglio dei costi per far quadrare i conti. La spalmatura degli stipendi sposterà inevitabilmente i debiti sull'esercizio della prossima stagione. Il taglio dei costi riguarderà ancora l'abbattimento del monte ingaggi dei giocatori, ma anche il costo del personale, che attualmente incide molto con circa 250 dipendenti. Sarà necessario ancora qualche plusvalenza, derivante dalla cessioni di calciatori. Nella passata stagione questa voce è stata negativa, si è passati da 76 a 19 milioni. Se vengono meno ancora a lungo le entrate le criticità aumenteranno. Pallotta garantirà la continuità aziendale, ma non vede l'ora di mollare. Per questo è disposto a riprendere la trattativa con Friedkin anche a costo di rimetterci. Per ripartire è fondamentale che l'attività torni verso la normalità. Gli uomini di Friedkin hanno in mano tutti i dati, i documenti, hanno capito che questo periodo può dirare ancora qualche mese. Quindi aspettano. A debita distanza. Le comunicazioni sono state interrotte da tempo.
LO SCONTO. Tutte le società italiane nelle relazioni di bilancio inseriscono considerazioni su quello che accadrà dopo l'emergenza sanitaria. In ogni caso il capitale si può ridurre di due terzi senza correre il rischio di default, a causa del Covid-19, in attesa di ripartire.
Pallotta ha deciso da tempo di lasciare, non viene a Roma da quasi due anni, ma continua a garantire la continuità aziendale. Molti soci spingono per uscire, in particolare Starwood e non parteciperanno all'aumento di capitale. C'è la questione di Tor di Valle ancora in alto mare e ieri Totti ha detto che lo stadio a Roma non si farà mai. Pallotta è disposto a uscire di scena anche con una perdita di cento milioni, quindi con una cifra più vicina ai 500 milioni che ai 710 che erano stato pattuiti a fine dicembre. Intanto Goldman Sachs ha ripreso anche a sondare il mercato alla ricerca di nuovi investitori. Ma in questo momento è molto difficile trovare imprenditori disposti a mettere soldi in un'attività che non genera utili.