Per Nesta Cragnotti parlò a ragion veduta di cartello. Circostanza che nel caso dell'aesse, visti i precedenti, sembra improbabile, visto che in passato hanno venduto benissimo dei veri cani morti.
C'è sempre qualcuno che manda il vento a gonfiargli le vele.
La politica arrischiata che hanno portato avanti gli presenta il conto, visto lo stallo dello stadio e il disastro della pandemia. Due eventi che, sommati, erano imprevedibili oltre ogni ragionevole dubbio e fanno pensare che sia possibile, oggi, l'impossibile.
Ma può succedere solo se Jim fa un passo indietro e dice ok, è andata male, rientriamo cedendo tutti e riducendo l'indebitamento, il prossimo campionato si fa con la primavera a 2000 euro al mese d'ingaggio e sticazzi.
Ovvio che siamo nel campo dei miracoli.
Il tempo gioca contro chi spera nel default, se Jim continua a pagare i conti.
Mi piacerebbe vedere come si presentano alla Covisoc, con questa situazione.
A parte l'ovvio, però, vorrei capire qual è il gioco di Malagò, che rema contro la riapertura pesantissimamente sapendo che per l'aesse la chiusura può essere il passo che innesca il fallimento.
Perché?
Io sogno una cordata Malagò-casamonica con Marione ds e tozzy presidente, capisco che è una fantasia perversa, ma temo di non essere il solo. E sospetto che sia una fantasia anche di qualche illustre giallorosso...
Immaginate Virginia al balcone col titolo sportivo in mano e la frotta di cani sotto che se lo contende.
Mi raccomando, stanotte no incubi e no polluzioni.
(tralascio di evocare uno scenario reso possibile dagli eventi, ancorché improbabile, che potrebbe concretizzarsi a luglio. Qualcosa di inimmaginabile anche solo 4 mesi fa...)