Citazione di: LeastSquares il 08 Giu 2020, 18:14
Il merdodromo, da quanto è trapelato finora, come dici tu non sarà della società as trigoria ma di Neep trigoria holding, e quindi di Jim. I vantaggi economici diretti dell'as trigoria dovrebbero essere comunque almeno due:
1) maggiori ricavi
2) minori costi rispetto al canone di affitto pagato oggi al CONI (così almeno si legge)
Ci sono poi vantaggi indiretti. Il più rilevante è il seguente. Se il progetto stadio prosegue, per quello che dicevamo nei giorni scorsi, sarebbe molto più facile per Jim trovare nuovi soci finanziatori della holding (Neep), che gestisce sia l'as trigoria che il progetto del merdodromo e quindi evitare, almeno per ora, il botto. 
Su questo tema avevo abbozzato alcune considerazioni tempo fa, se vuoi leggerle stanno qui
Ammazza, sei assetato di sangue!
In caso di default il brand va all'asta
e col "ricavato" vengono soddisfatti gli obbligazionisti, che non se la dovrebbero passare comunque troppo male. Il debito obbligazionario di MediaCo ha infatti una posizione privilegiata rispetto agli altri debiti. In particolare, ciò significa che gli obbligazionisti vengono ristorati con una priorità maggiore rispetto a quella attribuita ai calciatori e al rimborso di altri finanziamenti.
Nessuno va al gabbio, chiaramente se non ci sono reati di frode. Fare default non è reato 
Se MediaCo fallisce si porta appresso solo SoccerSas, che funge da garante dell'emissione obbligazionaria. La holding trigoria spa è al di fuori del cosiddetto "perimetro" di garanzia. Ma in un modo o nell'altro i loro fenomeni finirebbero comunque in una sorta di asta: senza più marchio, la capogruppo verrebbe infatti messa in liquidazione... a meno che Jim non voglia sfruttarsi i calciatori per fare qualche tournee in giro per il mondo come piace a lui fino a scadenza dei contratti 
Dopo lunga e penitente astinenza dal forum, mitigata dalla quotidiana lettura, rientro un solo istante per osservare che, senza entrare nel merito delle condotte personali e con riguardo al solo profilo statistico, l'accesso ad una procedura concorsuale in caso di rilevanza economica e mediatica, scivola spesso in un accertamento penale dell'agire degli organi amministrativi.
Id quod plerumque accidit, s'intende.
In altre parole, in caso di botto, o di concordato preventivo, la Procura valuterebbe se la condotta degli amministratori, tra cui il presidente, sia stata, o meno, prudentemente ispirata a preservare i creditori societari.
È, infatti, sufficiente la colpa (acciderba! non volevo) per incorrere nel reato di bancarotta semplice.
Se, ad esempio, in condizioni di pre-dissesto:
1) acquistassi un asset ad un prezzo incompatibile con la situazione economico finanziaria,
2) non contenessi le perdite, sostituendo gli asset appetibili sul mercato con economiche pippearsugo,
3) tacessi o minimizzassi al pubblico le reali condizioni economiche della società,
potrei dopodomani trovarmi alla
sbarra, a rispondere della dispersione delle risorse societarie causata da una dissennata gestione della delicatissima situazione.
Va detto che gli amministratori hanno escluso il pericolo di insolvenza.
Ben altro sarebbe aggravare deliberatamente la delicata situazione, stornando risorse societarie a proprio o altrui vantaggio, ipotesi categoricamente quanto correttamente esclusa da Least.
Sicuramente, in analoghe situazioni, è consigliabile:
1) dimezzarsi i compensi;
2) strisciare la carta aziendale su un affilato rasoio;
3) abbattere il costo del lavoro;
4) evitare di prestare denaro alla società, specie se a condizioni alla stessa sfavorevoli, ovvero privilegiando il socio mutuante rispetto agli altri creditori.
Va ricordato che gli amministratori hanno escluso di dover adottare provvedimenti urgenti, salvo uno.
Approfitto per aggiungere due parole sullo stadio, considerato da molti la panacea dei loro mali.
A torto, secondo me.
Un investimento monstre, in contesto incerto, per realizzare un'opera la cui unica certezza è che oggi sarebbe del tutto inutilizzabile.
Nè è dato sapere quando lo sarà e in che misura.
Mille battaglie, mille trabocchetti, una montagna di tempo e denaro per realizzare, forse, un'opera polare, per l'orrida e imponente urbanizzazione che la circonderebbe, e inutile.
Per iniziare, immaginate di dover scrivere i paragrafi "redditività dell'investimento" e "rischi" del PEF dello stadio.
Poi, preconizzate il break even.
20/30 anni?
Probabile esito: una flotta di Calatrava.
Ben prima il presidentissimo (Pallotta o il pollo) dovrà trovare denaro e mettercene di suo.
Altri obbligazionisti, a tavola ci si stringerà.
In verità vi dico che lo stadio gli serve quanto un'incudine in tasca.