Citazione di: CodyAnderson il 29 Giu 2020, 22:16
Io una domanda per i nostri esperti ce l'ho su Pallotta. Perché dovrebbe preferire il fallimento a continuare a tenere in piedi la merda? Anche vendendo tutto.
Ciao Cody, ti dico come la vedo io.
Nessun imprenditore preferisce il fallimento rispetto a tenere in piedi la sua impresa. Però, purtroppo, per una serie di motivi diversi, le imprese possono fallire... e infatti falliscono.
Le decisioni che impattano sul futuro del trigoria sono due, e pertengono a
due soggetti diversi: Jim e il magnate a cui è offerta la cloaca.
1)
Jim decide
in che modo risanare la cloaca, che nel frattempo è in vendita
2)
Il magnate 
a cui è offerta la cloaca decide
se comprare o menoLa decisione di JimSupponiamo, per semplicità, che i soci di minoranza di Jim si siano sfilati e non verseranno più un euro

. Per risanare la cloaca, Jim ha a disposizione
due diverse strategie: (
a) effettua una massiccia ricapitalizzazione, operando solo un ridimensionamento minimo dei costi; (
b) vende tutti i calciatori che hanno mercato e attua un ridimensionamento massiccio dei costi, senza versare un euro di capitale.
Entrambe le scelte sono valutate in base a quella che, per Jim, è la ragionevole possibilità del verificarsi di
eventi futuri che impattano sul valore della cloaca, e quindi sul prezzo di vendita, e quindi su quello che sarà il ritorno finale di Jim da questa operazione.
Ad esempio, se oggi Jim fosse certo che entro un anno venisse avviato lo stadio, molto probabilmente opterebbe per la strategia (a). Ma sullo stadio, e non solo, incombono
incertezze. Lo spettro di una seconda ondata della pandemia e la forte recessione economica sono forti deterrenti ad un massiccio investimento. Nello scenario peggiore, Jim si vedrebbe di nuovo mangiato tutto il capitale versato nel giro di pochi mesi.
La strategia (b), quella massiccio ridimensionamento, darebbe il via a un circolo vizioso, alimentato dal calo dei ricavi. Tutto ciò contribuirebbe ad aumentare il rischio che il debito obbligazionario in scadenza nel 2024 non possa essere rifinanziato, cosa che li condurrebbe al botto.

Sarebbe inutilmente tedioso mettersi a confrontare equazioni e probabilità, però alcuni concetti sono pacifici. In particolare:
- una ricapitalizzazione aumenta moltissimo la probabilità di sopravvivenza della cloaca rispetto al ridimensionamento drastico.
- Ma, allo stesso modo, una ricapitalizzazione riduce il margine di Jim dalla vendita della cloaca.
- Inoltre, non è escluso che anche in presenza di ricapitalizzazione il botto possa verificarsi lo stesso:
- in tal caso, Jim perderebbe, oltre ai capitali già versati finora, anche quelli della ricapitalizzazione.
Potremmo andare avanti per molto, definendo vettori di probabilità degli eventi futuri e valori della cloaca in corrispondenza di ciascuno di essi, funzione di utilità e grado di avversione al rischio di Jim eccetera eccetera... ma mi sembra decisamente fuori luogo proseguire oltre
La decisione del magnateIl fatto che Jim abbia messo in vendita la cloaca, non significa che trovi qualcuno disposto a comprarla.

Per il magnate cui è sottoposta la brochure del trigoria, valgono in larga parte tutte le considerazioni fatte per Jim circa l'opportunità di investire dei capitali.
Rispetto a quelle considerazioni, però,
se ne aggiungono almeno altre due. La prima riguarda la
congruità del prezzo di acquisto della cloaca chiesto finora da Jim. A marzo 2020 il patrimonio netto consolidato del gruppo as trigoria era negativo per 180 milioni di euro. Ovvero, i debiti (finanziari e commerciali) superavano le attività (marchio e calciatori) per un ammontare di 180 milioni di euro. La cloaca è in crisi finanziaria, i soci di minoranza sono scappati, i ricavi sono in calo, il bond incombe. Evidentemente, al prezzo chiesto finora da Jim nessuno, giustamente, abbocca.
La seconda considerazione riguarda quello che chiameremo "
il Dilemma di Aurelio"

. Oggi un imprenditore che rileva la cloaca, oltre all'investimento effettuato per rilevare le quote di Jim, deve intervenire massicciamente per ristrutturare la società, che è in dissesto finanziario e ogni giorno che passa vede aumentare il fardello dei debiti. E risanare una società così inguaiata non è un affare che si fa in poco tempo.
Questo imprenditore quindi, probabilmente, si fa due calcoletti, confrontando l'ammontare dell'investimento e il tempo necessario per raggiungere l'obiettivo di ricavi nel caso in cui si prende la cloaca dalle mani di Jim, oppure se la prende tra qualche tempo dalle mani di qualcun altro, a un prezzo più basso e senza debiti ma dalla Lega pro...