Roma: resta la tensione finanziaria - Il Sole 24 Ore

Aperto da Redazione Lazio.net, 22 Mag 2018, 07:12

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zorba

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CodyAnderson

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Qualcuno può spiegarmi perché, con tutti i palazzinari italici, ci sia solo Vitek a comprare questi terreni che potrebbero rivalutarsi appena fosse approvato il progetto stadio? Sembra abbia una opzione e non esista nessun altro. Dalla Repubblica Ceca poi.


GoodbyeStranger

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Citazione di: CodyAnderson il 18 Lug 2020, 11:51
Qualcuno può spiegarmi perché, con tutti i palazzinari italici, ci sia solo Vitek a comprare questi terreni che potrebbero rivalutarsi appena fosse approvato il progetto stadio? Sembra abbia una opzione e non esista nessun altro. Dalla Repubblica Ceca poi.

Perché le mafie locali hanno già dato, tocca alle mafie estere.

m.m.

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Citazione di: LeastSquares il 18 Lug 2020, 11:03
:=))  Smentisco tutto, il comunicato di Standard & Poor's non è un nostro obiettivo. :pp
Scherzi a parte, l'articolo di calcioefinanza fa un doppio cut & paste del comunicato di S&P, di cui il primo, probabilmente, su google translate  :pp

Il tono del comunicato potrebbe sembrare benevolo ma in effetti usano una terminologia piuttosto standard, che ben si presta a consentirgli di mandare un messaggio quasi ambivalente, da navigati indovini :pp. Le agenzie di rating sono sempre "vittime" :pp di incentivi contrastanti, e questo emerge sia nei loro comunicati sia, soprattutto, nei rating che emettono.

Per fare un esempio molto recente degli incentivi contrastanti. Ad aprile S&P ha effettuato una sventagliata di downgrade (sui motivi di ciò ci torno sotto), e in quella sventagliata è rimasto colpito anche il bond dell'inter, downgraded a B+. Alla pinetina a quanto pare non hanno affatto gradito la mazzata, a loro avviso immeritata (e io sono d'accordo con loro) e per tutta risposta hanno chiesto a S&P di ritirare il rating. Ciò significa che nei prossimi anni l'Inter non sarà più un loro cliente. :S

Sul fronte incentivi delle agenzie di rating, ci sarebbe poi quello principale, ovvero dare una corretta stima delle probabilità di default. L'impressione è che negli ultimi anni le agenzie siano state su questo fronte in effetti troppo benevole. Nei mesi recenti hanno cercato di rimediare, per evitare che si ripetesse la stessa situazione post crisi finanziaria del 2008, che era costato ad esse un mega-sputtanamento, per usare un termine tecnico :pp. Per fare un esempio, nei soli mesi di marzo e aprile, S&P ha downgraded o messo in creditwatch negativo circa un quinto dei bond che valuta.

In questa corsa ai ripari da parte delle agenzie di rating, una motivazione ricorrente è stata quella della "misapplication dei criteri", che è un modo abbastanza efficace di salvare la faccia. Ovvero, io agenzia di rating applicavo correttamente un modello di rating, ma quel modello di rating necessitava di essere rivisto (e infatti l'abbiamo rivisto e abbiamo risolto).

Detto questo, al di là del tono del comunicato, resta il fatto che per il trigoria si tratta di una bella mazzata (a maggior ragione, per una società in vendita). Oltre al secondo downgrade del bond in tre mesi, ora è chiaro che il bilancio dell'intero gruppo dovrà essere considerato e questa, come pure dicevamo qui 3 settimane fa quando commentavamo la revisione dei criteri di S&P, non è una bella notizia per Jim, a capo di un gruppo stra-indebitato, con costi in crescita e ricavi in calo. :pp

Infatti, senza un massiccio aumento di capitale e inversione di rotta nella gestione, entro sei mesi si ritrovano con un rating alla soglia della tripla C, il che certifica una elevatissima probabilità di non riuscire a rimborsare il bond nel 2024. Quello di S&P è infatti il cosiddetto "rating a lungo termine", che valuta esclusivamente il rischio di rifinanziamento del bond.
Leggere Least nel weekend è come ascoltare Wagner dall'elicottero in volo radente.
Ormai è uno dei miei contemporanei preferiti.

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WhiteBluesBrother

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Ma in una situazione del genere, e considerando il contesto finanziario ed economico globale, chi fosse interessato non avrebbe ragione ad aspettare di vedere James Junk Bond Pallocca ridotto alla disperazione e obbligato a cedere a qualsiasi costo prima di vedersi polverizzare le azioni in mano?
Quindi a non fare nulla prima di fine anno quando le secchiate di merda in faccia si sprecheranno fra trygorya, viale Tolstoj e Boston?

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Sono giorni caldi per  il passaggio di proprietà L'unico potenziale acquirente si muove un'altra volta per  convincere il patron della Roma

FRIEDKIN RILANCIA
PALLOTTA, CHE FAI? (Corriere dello Sport, 19 Luglio 2020)


Il miliardario texano ha presentato una nuova offerta formale: 490 milioni subito più 85 per la ricapitalizzazione e la riduzione delle perdite

di Roberto Maida 
ROMA
 

Frenesia bilaterale. La Roma potrebbe cambiare padrone più rapidamente del previsto, dopo il nuovo tentativo di acquisto da parte di Dan Friedkin. Il potenziale compratore ha presentato una nuova proposta formale a James Pallotta: 490 milioni, tanti maledetti e (quasi) subito, più gli 85 milioni da immettere nella società entro la fine di dicembre. Sulle modalità di pagamento, di cui Pallotta si era lamentato pubblicamente giustificando il rifiuto agli approcci di fine maggio, si è riaperta la trattativa, aspettando novità sullo stadio di Tor di Valle. Friedkin si è detto disposto a ritenere vincolante l'offerta fino al 31 luglio. Questo significa, teoricamente, che l'accordo può essere raggiunto entro la fine del campionato.


CORRENTI. Ci siamo allora? Diciamo che c'è stato un importante avvicinamento. Ma niente è scontato. Perché i soliti centri di potere della Roma, svelati anni fa da Walter Sabatini, si sono moltiplicati invece di dissolversi con il passare del tempo. In un'azienda dove ognuno cerca di accreditarsi come il più bravo e il più scaltro agli occhi del padrone, Franco Baldini ha portato a Pallotta almeno due gruppi potenzialmente interessati al club: la cordata sudamericana che prometteva l'ingaggio di Edinson Cavani come entry bonus e il controverso Joseph DaGrosa, ex presidente del Bordeaux. Nessuno dei due soggetti però è andato avanti: niente "due diligence", di conseguenza niente offerta. Intanto Mauro Baldissoni, svuotato di ogni potere esecutivo da ormai un anno e mezzo, suggeriva a Pallotta di considerare i sondaggi (poi smentiti) del fondo del Kuwait facente capo all'emiro Fahad Al-Baker. Anche questa pista però si è incagliata, per il momento.

IMPREVEDIBILITA'. L'altro elemento che impone cautela nelle previsioni è l'umore di Pallotta, che ha cambiato molte volte idea e interlocutori in questa snervante vicenda. Ma il cauto ottimismo degli amministratori della Roma e dei soci americani di Pallotta che da mesi spingono per uscire dal calcio italiano appare giustificato da una considerazione: è vero che la Roma verrebbe pagata meno, molto meno rispetto alle prospettive ante Covid; ma è altrettanto vero che, salvo accelerate miracolose e repentine sul sentiero di Tor di Valle, la società non avrebbe facilità a recuperare valore sul mercato in tempi rapidi. Tutt'altro: con l'indebitamento che sale e che ha superato quota 300 milioni, e le perdite di esercizio che Fienga deve sistemare attraverso le cessioni, il ridimensionamento tecnico sarebbe accompagnato da una ulteriore svalutazione generale dell'asset. Nel frattempo, Pallotta dovrebbe comunque completare l'aumento di capitale entro fine anno, per onorare le scadenze del Decreto Liquidità, erogando denaro a fondo perduto.

SPINTA. Non resta che attendere, insomma. Pallotta ha capito, anche attraverso i colloqui con i legali della banca Goldman Sachs, che l'unico pretendente reale oggi è Friedkin. Sa bene che le indiscrezioni su offerte più allettanti provenienti dagli altri gruppi non hanno mai condotto verso una vera negoziazione. E neanche verso un esame dei conti propedeutico all'offerta. Per trattare con altri gruppi si perderebbe altro tempo.

LA SQUADRA. E così, dalla sede amministrativa di Viale Tolstoj al centro sportivo di Trigoria, in tanti sperano che si arrivi in fretta al cambio di proprietà. Fonseca e i giocatori stanno provando a isolarsi dalle questioni societarie ma inevitabilmente sono incuriositi dal cambiamento e spaventati dalle incognite della transizione: con la stagione che si avvia verso la conclusione, è il momento di programmare il futuro. 

Tarallo

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Ma perché, qualcuno sta a fa' qualcosa? :)

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Friedkin, sprint a tutto cash
Dieci giorni per accettare l'offerta finale da 490 milioni (Corriere della sera ed. Roma, 19 Luglio 2020)



Una legge del calcio dice che le squadre si costruiscono sei mesi prima, il tempo che serve per pianificare bene acquisti e cessioni. La pandemia ha completamente sconvolto la stagione calcistica, che finirà il 23 agosto con la finale di Champions League a Lisbona, ricomincerà a inizio settembre e terrà aperto il mercato fino al 5 ottobre. La tempistica è dunque importante anche per la cessione della Roma. Un conto è chiudere il deal adesso, lasciando al compratore il tempo di operare per la prossima stagione e un altro dilatare i tempi, rinviando in pratica tutto al campionato 2021- 2022. L'ultimo tassello è la chiusura anticipata del contratto con la Nike, che doveva concludersi nel 2024. La prossima stagione, invece, sarà l'ultima con le maglie con il «baffo», ma l'azienda americana sarà solo fornitrice del materiale. Non pagherà i 4,1 milioni dovuti in cambio del via libera, fin da ora, per il club giallorosso che potrà firmare con un altro brand senza pagare penali. Per tutti questi motivi non stupisce, come anticipato da Milano Finanza, che Dan Friedkin abbia fatto nella notte tra il 16 e il 17 luglio, un'ultima offerta a James Pallotta: 490 milioni di euro (compresi i debiti), ma con esborso completamente in cash e senza condizioni. I due imprenditori si sarebbero accordati su un periodo di dieci giorni per la valutazione della proposta. Friedkin aveva offerto una cifra simile in passato, ma Pallotta l'aveva rifiutata, bollandola come un'operazione in «seller financing» e chiedendo 600 milioni per la cessione. Cosa è cambiato, allora? Apparentemente nulla, ma il tempo passa e la pressione dei soci su Pallotta perché venda un investimento in perdita si è fatta pressante. Il progetto di Friedkin prevede un versamento di 90 milioni nelle casse del club, come aumento di capitale riservato, per rafforzare la rosa e tenere Zaniolo e Pellegrini. Particolare che ha fatto pendere la bilancia dei tifosi verso il texano. L'indice di gradimento di Pallotta è al minimo. Il bostoniano, che si è fatto vedere per l'ultima volta in occasione di Roma-Barcellona (10 aprile 2018), non si cura della popolarità. Non vuole uscire in perdita e confida negli sviluppi sullo stadio, ultima occasione per aumentare gli introiti. Sull'impianto di proprietà, però, c'è da segnalare che il «ticket» Vitek-Friedkin ha già deciso di lavorare insieme. Il prossimo bilancio della Roma si chiuderà in profondo rosso e Standard and Poor's ha rivisto al ribasso il rating del bond da 275 milioni.
L.V.

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Adesso Friedkin forza la mano per spingere Pallotta all'addio (Il Messaggero, 19 Luglio 2020)

LA TRATTATIVA

ROMA Friedkin ci riprova. I numeri non cambiano. Sono le condizioni apparentemente ad essere diverse: 490 milioni (ai quali poi aggiungerne altri 85 nelle casse del club come aumento di capitale riservato) ma con l'esborso tutto cash e senza condizioni. Dieci giorni di tempo per valutare la nuova proposta. Sono questi i parametri del nuovo assalto. I dubbi che possa andare in porto esistono e off record vengono avanzati anche dalle persone che gravitano vicino al dossier. Il problema infatti non è tanto nelle modalità della proposta ma sul quantum. Pallotta (per ora) ritiene i 490 milioni (defalcati dagli ulteriori 85 poi destinati al club) non sufficienti. E ora, alla luce di quanto sta accadendo sul versante stadio, il suo intento è quello di resistere. Il motivo è chiaro: ci fosse il via libera a Tor di Valle, l'inevitabile svalutazione alla quale è andata incontro la società nel post-Covid verrebbe azzerata e la quotazione del club tornerebbe a lievitare.
I RISCHI DI JIM
Senza contare che Jim conta di avere a breve delle opzioni sul tavolo: Baldini si sta occupando in prima persona di un gruppo sudamericano mentre Baldissoni - coadiuvato da un esponente di spicco della politica italiana fine anni 90 - si sta muovendo sul versante dei paesi arabi. È chiaro che così facendo Pallotta si sottopone a grandi rischi. Perché se è vero che il Decreto Liquidità ha permesso a lui e ai suoi soci di posticipare il completamento dell'aumento di capitale al 31 dicembre, è altrettanto chiaro che i 42 milioni che mancano per arrivare a quota 150 non bastano. Contemporaneamente bisognerà far fronte anche alle esigenze di cassa (che per questi primi mesi sono stati risolti con un'operazione di factoring di 26 milioni sugli incassi futuri del botteghino). E da Trigoria il fabbisogno è quantificato in non meno di ulteriori 20 milioni. Tradotto: entro la fine dell'anno, il presidente giallorosso dovrebbe immettere altri 60 milioni alzando così inevitabilmente l'asticella del prezzo del club. Questo, sempre che alla dirigenza in loco riesca il piano di rientro sul mercato che prevede almeno un centinaio di milioni di plusvalenze, preservando - con l'input ricevuto - i gioielli Pellegrini e Zaniolo. Rosa alla mano - oltre a Under, Kluivert, Schick, Florenzi, Diawara, almeno una decina di esuberi e le entrate delle cessioni di Defrel e Gonalons (rispettivamente 9 e 4 milioni ma che hanno fruttato 1,1 e 2 milioni di plusvalenza) - nessuno è certo di restare. Una situazione a dir poco ingarbugliata che ha portato la Covisoc - in una lettera recapitata nei scorsi giorni a Trigoria - a convocare il Ceo Fienga. Le perplessità della commissione di vigilanza della Figc sono relative al fatto di non intravedere continuità aziendale se non verrà completato l'aumento di capitale. Tesi rinforzata dalla stessa semestrale giallorossa, con «un richiamo relativo a dubbi significativi sulla continuità aziendale». Ad alto rischio, ha sintetizzato la stessa Roma.
Stefano Carina

biancocelestedentro

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Citazione di: unmenestrellodaamaggica
490 milioni (ai quali poi aggiungerne altri 85 nelle casse del club come aumento di capitale riservato)
...
Bla bla bla
...
490 milioni (defalcati dagli ulteriori 85 poi destinati al club)

Ma sti due passaggi come si conciliano? Vabbè che nel mondo maggico daa maggica può succedere di tutto ma qui siamo al gioco delle tre carte. O ho capito male io?
Help, e riommamerda.
:asrm

Tarallo

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Il problema è il termine "defalcati", participio passato del verbo "defalcare" . Che al passato remoto si coniuga per esempio con "io defalcao". Esempio d'uso, "io defalcao me ricordo che se cacò sotto a roma Liverpool".

biancocelestedentro

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Spiegazione parzialmente convincente. Per me il problema sta anche nella preposizione della seconda frase, nella quale si sostiene che 490 milioni saranno defalcati da 85. Roba da finanza creti... ehm... creativa. Secondo me qui neanche Minimi Quadrati ce capisce niente.

EDIT
Comunque va bene defalcare ma io spero che il loro linguaggio creativo li porti presto a impiegare il verbo catafalcare per descrivere le operazioni compiute sulla as spurghi & miasmi spa.

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AquiladiMare

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Citazione di: Redazione Lazio.net il 19 Lug 2020, 08:46
Adesso Friedkin forza la mano per spingere Pallotta all'addio (Il Messaggero, 19 Luglio 2020)

LA TRATTATIVA

ROMA Friedkin ci riprova. I numeri non cambiano. Sono le condizioni apparentemente ad essere diverse: 490 milioni (ai quali poi aggiungerne altri 85 nelle casse del club come aumento di capitale riservato) ma con l'esborso tutto cash e senza condizioni. Dieci giorni di tempo per valutare la nuova proposta. Sono questi i parametri del nuovo assalto. I dubbi che possa andare in porto esistono e off record vengono avanzati anche dalle persone che gravitano vicino al dossier. Il problema infatti non è tanto nelle modalità della proposta ma sul quantum. Pallotta (per ora) ritiene i 490 milioni (defalcati dagli ulteriori 85 poi destinati al club) non sufficienti. E ora, alla luce di quanto sta accadendo sul versante stadio, il suo intento è quello di resistere. Il motivo è chiaro: ci fosse il via libera a Tor di Valle, l'inevitabile svalutazione alla quale è andata incontro la società nel post-Covid verrebbe azzerata e la quotazione del club tornerebbe a lievitare.
I RISCHI DI JIM
Senza contare che Jim conta di avere a breve delle opzioni sul tavolo: Baldini si sta occupando in prima persona di un gruppo sudamericano mentre Baldissoni - coadiuvato da un esponente di spicco della politica italiana fine anni 90 - si sta muovendo sul versante dei paesi arabi. È chiaro che così facendo Pallotta si sottopone a grandi rischi. Perché se è vero che il Decreto Liquidità ha permesso a lui e ai suoi soci di posticipare il completamento dell'aumento di capitale al 31 dicembre, è altrettanto chiaro che i 42 milioni che mancano per arrivare a quota 150 non bastano. Contemporaneamente bisognerà far fronte anche alle esigenze di cassa (che per questi primi mesi sono stati risolti con un'operazione di factoring di 26 milioni sugli incassi futuri del botteghino). E da Trigoria il fabbisogno è quantificato in non meno di ulteriori 20 milioni. Tradotto: entro la fine dell'anno, il presidente giallorosso dovrebbe immettere altri 60 milioni alzando così inevitabilmente l'asticella del prezzo del club. Questo, sempre che alla dirigenza in loco riesca il piano di rientro sul mercato che prevede almeno un centinaio di milioni di plusvalenze, preservando - con l'input ricevuto - i gioielli Pellegrini e Zaniolo. Rosa alla mano - oltre a Under, Kluivert, Schick, Florenzi, Diawara, almeno una decina di esuberi e le entrate delle cessioni di Defrel e Gonalons (rispettivamente 9 e 4 milioni ma che hanno fruttato 1,1 e 2 milioni di plusvalenza) - nessuno è certo di restare. Una situazione a dir poco ingarbugliata che ha portato la Covisoc - in una lettera recapitata nei scorsi giorni a Trigoria - a convocare il Ceo Fienga. Le perplessità della commissione di vigilanza della Figc sono relative al fatto di non intravedere continuità aziendale se non verrà completato l'aumento di capitale. Tesi rinforzata dalla stessa semestrale giallorossa, con «un richiamo relativo a dubbi significativi sulla continuità aziendale». Ad alto rischio, ha sintetizzato la stessa Roma.
Stefano Carina

Da che mondo è mondo il prezzo lo fa l'equilibrio tra domanda ed offerta...

Se i trigorioti stanno proponendo a mezzo mondo la sola, l'affare, non possono certo pretendere che gli acquirenti si svenino per soddisfare le richieste di jim

edge24

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c'è da dire che questa nuovissima offerta economica di Dan (copyright: LeastSquares) ha aggiunto ben 0 milioni di euro alla precedente già rifiutata. staremo a vedere

ES

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Che interesse ci può essere ad acquistare un mostro con 300 milioni di debito, che ne produce 150 l'anno?
Col rischio concreto che tale mostro possa essere tenuto in vita solo tramite ripetuti adc?
Perché i debiti del mostro sono del mostro, ma i soldi dell'adc sono degli azionisti.

Lo stadio può annullare tutte queste criticità?


PARISsn

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... Baldissoni - coadiuvato da un esponente di spicco della politica italiana fine anni 90 - si sta muovendo sul versante dei paesi arabi ......

meanwhile

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Citazione di: edge24 il 19 Lug 2020, 09:42
c'è da dire che questa nuovissima offerta economica di Dan (copyright: LeastSquares) ha aggiunto ben 0 milioni di euro alla precedente già rifiutata. staremo a vedere

fantastica sta cosa :)
a dire il vero potrebbe aver aggiunto qualcosa da defalcare   :s  ma non si capisce bene  :S

ma tanto quelli l'articolo intero non lo leggono mai fino in fondo

italicbold

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Citazione di: PARISsn il 19 Lug 2020, 10:47
... Baldissoni - coadiuvato da un esponente di spicco della politica italiana fine anni 90 - si sta muovendo sul versante dei paesi arabi ......

Che è un periodo dove nella politica italiana agivano statisti di fama mondiale e onestà adamantina.

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Grazie m.m., troppo gentile  :=))

Citazione di: WhiteBluesBrother il 18 Lug 2020, 22:16
Ma in una situazione del genere, e considerando il contesto finanziario ed economico globale, chi fosse interessato non avrebbe ragione ad aspettare di vedere James Junk Bond Pallocca ridotto alla disperazione e obbligato a cedere a qualsiasi costo prima di vedersi polverizzare le azioni in mano?
Quindi a non fare nulla prima di fine anno quando le secchiate di merda in faccia si sprecheranno fra trygorya, viale Tolstoj e Boston?

Assolutamente sì. E' anche vero che qualora fossero vere le cifre del Mondellini, Dan rileverebbe la cloaca con circa 160 milioni di euro. 160 milioni è anche pressappoco la stima del recovery rating del bond del trigoria (ovvero quello che si ricaverebbe dalla vendita del marchio).

La scelta tra una cloaca oggi oppure un marchio domani :pp dipende soprattutto dal confronto tra attività (essenzialmente valore parco giocatori) e passività (debiti). Negli ultimi mesi i debiti sono aumentati moltissimo, a fronte di un parco giocatori svalutato almeno del 25%. :S

A queste considerazioni ne andrebbero aggiunte molte altre, che indurrebbero qualsiasi imprenditore sano di mente ad aspettare. Ad esempio; le prospettive gloomy dei ricavi del calcio in europa; l'incertezza sul contesto economico globale; l'andamento degli affari di chi dovrebbe comprare (l'altro ieri gli indicatori statunitensi sui consumi avevano raggiunto un nuovo minimo da gennaio)...

Girando su twitter mi sono imbattuto in John Solano, giornalista che si è accreditato come molto vicino all'entourage di Dan  :pp (una sorta di mondellini dei cinguettii ma che in più sa fare anche le moltiplicazioni, diciamo). Secondo Solano, ieri Dan avrebbe rilanciato, alzando la sua offerta economica :pp di 50 milioni. Pare proprio che Dan non riesca a vivere senza possedere la cloaca. :pp  Chissà quanti bagni ha in casa, forse troppo pochi? :pp

Ora, fatemi aprire una parentesi, questo Solano a me pare un po' confuso. Da un lato dipinge Dan come un imprenditore serio, che sa il fatto suo e su questa serietà ha costruito un impero. Dall'altro (vedi tweet sotto) dopo l'ennesimo downgrade da S&P si rivolge a lui come un novello samaritano :pp al grido di "Fai presto Danny, fai presto!!!:=))

https://twitter.com/Solano_56/status/1284135406980694017

Citazione di: ES il 19 Lug 2020, 09:42
Che interesse ci può essere ad acquistare un mostro con 300 milioni di debito, che ne produce 150 l'anno?
Col rischio concreto che tale mostro possa essere tenuto in vita solo tramite ripetuti adc?
Perché i debiti del mostro sono del mostro, ma i soldi dell'adc sono degli azionisti.

Lo stadio può annullare tutte queste criticità?


Annullare no, ma è innegabile che lo stadio incida profondamente sulla trattativa e sul prezzo che Jim vuole spuntare. Lo stadio consentirebbe un sostanzioso guadagno dalla speculazione edilizia e, inoltre, sarebbe la base per aumentare la base di ricavi della cloaca negli anni futuri.

Questo discorso dei vantaggi dello stadio però, attenzione, vale sia per la cloaca oggi, sia per il marchio domani. Anzi, nel secondo caso finanziariamente è addirittura preferibile. E poi, d'altronde, lo stadio si costruisce nello stesso arco temporale che spumeggianti società di Lega pro impiegano per salire in Serie A.  :pp

Sugli effetti dello stadio sul destino della cloaca, per me oggi restano ancora valide le implicazioni del semplice modelletto di teoria dei giochi, dove si parlava del p(jim)  :pp  Bisogna solo capire se oggi questo p(jim) è aumentato oppure si è ridotto. :=))

Il nostro Giorgione

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SOLANO.

Un nome, una missione 😀😀😀😀

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