Penso che sia il topic giusto per raccontarvi questa storiella.
Alcuni mesi fa mi è capitato di leggere l'ultimo numero di Limes, "Rivista italiana di geopolitica", diretta da Lucio Caracciolo. Un numero completamente dedicato a Roma, alla sua grandezza nei secoli, all'eredità culturale lasciata al nostro Occidente.
La cosa più interessante è che tra le istituzioni-cardine della moderna romanità, gli esimi professori di Limes mettono anche la "as roma", a cui addirittura è dedicato un lungo dossier nel numero della rivista.
Il primo autorevole contributo del dossier è di Tonino Cagnucci: Titolo:: "NIENTE ROMANIZZA COME LA ROMA - Galleria sentimentale degli 'stranieri' convertiti dalla Roma alla Roma. Ancelotti festeggia lo scudetto milanista col Commando Ultrà". E' un racconto sobrio, basti pensare che Aldo Maldera, 'straniero' di provenienza, è paragonato ad uno straniero quasi altrettanto importante, Johann Wolfgang Ghoete, entrambi rinati come uomini respirando l'aria della Città Eterna.
Il secondo pezzo (di Augustinus D.B. e A. Villan) si intitola: " AB URBE CONDITA - Storia e geopolilica del tifo romanista". E' il racconto epico dei tifosi della Curva Sud e delle loro gesta (soprattutto "la cacciata dei laziali nel 1973", episodio paragonato al fratricidio tra Romolo e Remo).
Poi c'è il contributo di Paolo Franchi: "NIELS LIEDHOLM, L'ULTIMO RIFORMISTA - La pedagogia del Maestro svedese della Roma del secondo scudetto, Quella che seppe dare a Fedayn, Tupamaros, Cucs e vari ultrà il senso del Sol dell'Avvenire, liberandoli dalla prigionia del sogno". Liedholm è un eroe della libertà, paragonato a Togliatti, Nenni, ai grandi riformisti socialdemocratici del nord Europa. Un genio della politica prestato al calcio.
L'ultimo brano è di Sandro Bonvissuto, titolo: "NOI SIAMO DELLA ROMA". Vorrebbe essere un elogio del 'romanismo', ma in alcuni tratti è involontariamente comico ("Il romanista vive perennemente distratto [...], con la disponibilità di una sola parte del cervello, in quanto l'altra è dedicata alla AS ROMA. 24 ore su 24, 365 giorni all'anno. Lui sta qui e contemporaneamente in una dimensione parallela". "Il romanista appare scettico, in quanto possiede una scala di valori personale, misura le disgrazie e le calamità del presente paragonandole a Roma - Liverpool del 1984. Per questo, niente di quello che succede nel mondo gli sembra davvero così grave".
(Articolo composto evidentemente prima del 26 maggio 2013...).
P.S.
Il direttore di Limes è Lucio Caracciolo, noto tifoso romanista. In una intervista ha dichiarato: "Ero Ultrà della Roma, ho menato alla polizia". Un vero guerriero. Oggi Caracciolo vive un momento difficile: molti suoi collaboratori hanno lasciato Limes per le posizioni 'lievemente' filo-putiniane della rivista. Ma soprattutto neanche quest'anno la AS Roma, nonostante i soldi americani, sembra capace di entrare tra le grandi potenze calcistiche. E così al nostro Lucio, deluso dalla vita, non resta che celebrare il suo primo vero amore. In un mondo che sta esplodendo, il vero dramma è che la Roma rischia di non qualificarsi per la Champion's.
Daje!!!