Stadio della.... (Topic ufficiale)

Aperto da Redazione Lazio.net, 24 Dic 2014, 08:05

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rimski orel

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Citazione di: WhiteBluesBrother il 19 Giu 2018, 19:49
Se seguono il denaro arrivano in Liguria, garantito. L'ho scritto probailmente 50 è più pagine fa ma ricordo bene: "questi hanno preso i soldi".
F
Di fronte a certe conversioni a U non ci sono cazzi, parliamo de mazzette. "Xe gli sghei che cúntan!"
Grillo fece una cosa del genere anche per la Crimea e putin... io darei un'occhiata anche a quel canale , sono veramente dei vermi

Il nostro Giorgione

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Citazione di: WhiteBluesBrother il 19 Giu 2018, 19:49
Se seguono il denaro arrivano in Liguria, garantito. L'ho scritto probailmente 50 è più pagine fa ma ricordo bene: "questi hanno preso i soldi".
F
Di fronte a certe conversioni a U non ci sono cazzi, parliamo de mazzette. "Xe gli sghei che cúntan!"

Di sicuro la sindaca ha ricevuto pressioni enormi, sia politiche, sia del suo cerchio magico. Oggi l'Espresso ha evidenziato un certo passaggio che sinora nessuno si era mai permesso di ricordare. Ossia che il "maestro" della sindaca e il buon Baldissoni erano colleghi di studio. Anzi, colleghi di stanza.
Vediamo come va a finire, ma se l'indiscrezione di poco fa fosse vera ("Soldi a un funzionario pubblico. Luca Caporilli, collaboratore di Luca Parnasi, ha ammesso oggi nel corso di un interrogatorio «dazioni di denaro in favore di almeno di un funzionario pubblico» responsabile dei pareri al progetto") forse stavolta le merde non la raccontano. :beer: :beer: :beer: :beer: :beer: :beer: :beer:

Tarallo

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Zitti che pare che Caporilli potrebbe cantare...

ES

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Citazione di: Il nostro Giorgione il 19 Giu 2018, 17:31
Io mi permetto di lanciare un suggerimento alla digos e agli altri inquirenti, che graziosamente ci leggono quasi ogni giorno. Ma che cazzo aspettate ad avviare indagini totali su Magliaro ? Le cimici pure nei calzoni dovrebbe avere.
Ma come fa 'sto qua a avere notizie- unico tra la stampa - rispetto a atti altamente sensibili e super riservati sia del proponente 1, sia del proponente 2, sia - e sopratutto! - della Pubblica Ammnistrazione?
Ma sono un visionario io o lo usano come altoparlante? Invece di fare le chat o le telefonate con le pause o le frasi criptiche, passano il codice a questo qua?


IL TEMPO (F. MAGLIARO - V. DI CORRADO) - Non ci sarà un amministratore giudiziario a traghettare Eunova dopo l'arresto di Luca Panasi. Per evitare l'intervento di una figura imposta dall'alto dal Tribunale di Roma, Parnasi ha intenzione di dimettersi dalle sue cariche societarie. Verrà quindi convocato a breve il consiglio di amministrazione che dovrà nominare i nuovi vertici aziendali di Eurnova. Così facendo verrà scongiurato il rischio di provvedimenti di sequestro preventivo ai danni della società. Inoltre l'effetto di questa soluzione è che le trattative per la costruzione dello stadio potranno perseguire il loro corso. La soluzione proposta dai legali di Parnasi è stata condivisa dalla Procura. Gli inquirenti non hanno mai voluto esprimersi sulla regolarità dell'iter all'approvazione del progetto e, secondo quanto trapela da ambienti vicino alla società giallorossa, la mancata adozione di provvedimenti diretti sulla società Eurnova e sugli atti amministrativi fino a qui adottati
sarebbe dovuta all'assenza di elementi che possano rendere viziate, e quindi censurabili, le procedure. Resta il fatto che uno dei pubblici ufficiali che Parnasi avrebbe corrotto è il soprintendente Francesco Prosperetti, uno dei funzionari che votò contro l'ipotesi di apporre il vincolo architettonico sulle tribune e la pista dell'ippodromo di Tor di Valle.
Vincolo che, se fosse passato, avrebbe bloccato definitivamente il progetto presentato da Parnasi. Non si può dire, al momento, se la decisione e gli atti firmati da Prosperetti siano stati influenzati dal rapporto corruttivo intessuto col costruttore. Ma non si può nemmeno escludere che possano essere acquisiti elementi documentali o testimonianze che in futuro
possano far luce su quanto accaduto. Anche se la decisione di archiviare la richiesta di vincolo avanzata da Margherita Eichberg. predecessora di Prosperetti alla
Soprintendenza romana, venne presa in modo collegiale da 3 Soprintendenti su 5 contrari al vincolo (Prosperetti, Leonardo Nardella e Saverio Urciuoli) e due Alfonsina Russo oggi alla guida del Colosseo e Mauro Tosti Croce - invece favorevoli al vincolo. Una decisione, per altro, assunta in considerazione dell'assenso iniziale dato dalla Soprintendenza nel 2014 al  progetto Stadio durante la Conferenza di Servizi preliminare. Intanto, fra i possibili acquirenti si candida la Invimit. società pubblica (100% ministero delle Finanze) di gestione del risparmio con il suo presidente, Massimo Ferrarese che dichiara: «Affidate la realizzazione dello Stadio a noi. La mia segreteria si è già messa in contatto con quella della Raggi per programmare un incontro urgente sull'argomento. Abbiamo un fondo creato appositamente per questo tipo di investimenti che intendiamo utilizzare per la costruzione di importanti impianti sportivi. A differenza di qualsiasi iniziativa privata c e porterebbe guadagni esclusivamente alle imprese chiamate a realizzarla, tutti gli utili delle opere di Invimit sono destinati alla riduzione del debito pubblico del nostro Paese». Una dichiarazione più utile a far dimenticare la pessima riuscita che la Invimit ha ottenuto dall'affare Palazzo Nardini (edificio storico di via del Governo Vecchio sul quale la Soprintendenza ha posto il vincolo impedendo alla Regione Lazio di venderlo proprio alla Invimit): quello dello Stadio è un progetto privato e la As Roma è società sportiva, per giunta, quotata in Borsa. Impossibile avere soci pubblici.
A magliaro,  su twitter, ho chiesto educatamente chi lo pagasse.
Poiché il suo direttore, in un editoriale, e rispondendo a berdini, aveva scritto che :" caro assessore, Fernando morde gratuitamente", mentre a precisa domanda di uno dei nostri, in chat, lui rispondeva: " il Tempo".

Mi ha immediatamente bloccato.
Ha alcuni scagnozzi che lo coprono, spalleggiano.

Io sono assolutamente certo lui sia, direttamente o indirettamente, sul libro paga di parnasi.
Così come catapano   e molti altri.
Non ho le prove, ovviamente, ma basterebbe qualche cimice per alzare il tappeto che nasconde molta merda.

Il problema è che a Roma non lo vogliono fare, la ariomma   non si tocca.

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Citazione di: mazzok il 19 Giu 2018, 19:44
Se non ricordo male il cambio di rotta venne deciso dal vertice, non fu Grillo il primo ad esprimersi a favore dello stadio ? Su imbeccata di qualcuno credo.

È certo che a un certo punto il vertice del movimento ha deciso che lo stadio si sarebbe fatto. non è escluso che l'inchiesta arrivi lì.

Io ricordo che Grillo disse no ,che, in quella zona per raggiungere lo stadio ci voleva il canotto e poi invece hanno trovato l'accordo col dimezzamento delle opere pubbliche .
Tocca capire chi fece cambiare idea ( Lanzalone ?? ) e perche ( mazzette ?? ) , a meno che , quelle dichiarazioni facevano parte di un copione dove nessuno meglio di un attore poteva interpretare .
Comunque , io ho sempre scritto , che il parere sullo stadio è cambiato dopo che Magliaro mise in rete il dialogo che fece con Frongia , da li' cambio tutto .

NEMICOn.1

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Citazione di: Il nostro Giorgione il 19 Giu 2018, 19:56
l'Espresso ha evidenziato un certo passaggio che sinora nessuno si era mai permesso di ricordare. Ossia che il "maestro" della sindaca e il buon Baldissoni erano colleghi di studio. Anzi, colleghi di stanza. sia politiche, sia del suo cerchio magico.

Lanzalone ??

PARISsn

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(ANSA) - ROMA, 19 GIU - Luca Caporilli, collaboratore di Luca Parnasi e da mercoledì agli arresti nell'ambito dell'inchiesta sullo stadio della Roma, ha ammesso oggi nel corso di un interrogatorio "dazioni di denaro in favore di almeno  un funzionario pubblico" responsabile dei pareri al progetto sulla struttura che dovrebbe sorgere a Tor di Valle.

ecco io l'avevo immaginato all'inizio della storia...questa  è gente che se la sbatti in carcere qualche giorni si caga  in mano...e probabilissima diventa  l'ipotesi che pur di uscire al piu presto raccontino tutto....cioe' se è vera questa notizia ancora qualcuno crede che per  lo stadio possa proseguire tutto come niente fosse?? che  l'iter era regolare?? stanno ancora prendendo per il culo il maggico bobbolo...e il maggico bobbolo si sta bevendo anche questa...non mi pare di leggere e sentire di prese di posizione di tifosi illustri o meno...anzi... 8)

bizio67

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Citazione di: PARISsn il 19 Giu 2018, 20:42
(ANSA) - ROMA, 19 GIU - Luca Caporilli, collaboratore di Luca Parnasi e da mercoledì agli arresti nell'ambito dell'inchiesta sullo stadio della Roma, ha ammesso oggi nel corso di un interrogatorio "dazioni di denaro in favore di almeno  un funzionario pubblico" responsabile dei pareri al progetto sulla struttura che dovrebbe sorgere a Tor di Valle.

ecco io l'avevo immaginato all'inizio della storia...questa  è gente che se la sbatti in carcere qualche giorni si caga  in mano...e probabilissima diventa  l'ipotesi che pur di uscire al piu presto raccontino tutto....cioe' se è vera questa notizia ancora qualcuno crede che per  lo stadio possa proseguire tutto come niente fosse?? che  l'iter era regolare?? stanno ancora prendendo per il culo il maggico bobbolo...e il maggico bobbolo si sta bevendo anche questa...non mi pare di leggere e sentire di prese di posizione di tifosi illustri o meno...anzi... 8)
Qualcuno aveva anche dubitato di Ielo e della Zuin due tosti a dir poco...li faranno cantare altrimenti si faranno la custodia cautelare fino all'ultimo giorno e questi signorini non sono abituati al carcere...ne sentiremo e vedremo delle belle

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Buckley

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Citazione di: bizio67 il 19 Giu 2018, 21:03
Qualcuno aveva anche dubitato di Ielo e della Zuin due tosti a dir poco...li faranno cantare altrimenti si faranno la custodia cautelare fino all'ultimo giorno e questi signorini non sono abituati al carcere...ne sentiremo e vedremo delle belle
ci vorranno i proverbiali tre schiaffoni, uno per farli cantare e due per farli smettere

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Citazione di: NEMICOn.1 il 19 Giu 2018, 20:11
Lanzalone ??

Sammarco. Ex studio Previti. Come la nostra Sindaca.

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Uhm, forse gli Honesti stanno mollando il merdodromo....


20.07 -  RAI - Al programma in onda sull'emittente pubblica diretto da Bruno Vespa, "Porta a Porta", sarà ospite questa sera il vicepremier Luigi Di Maio, tra l'altro ministro dello Sviluppo Economico e del Lavoro, commentando anche l'inchiesta "Rinascimento" nell'ambito del progetto sullo Stadio della Roma a Tor di Valle: «Siamo gli unici che in questa vicenda non abbiamo preso una lira. Tutti gli altri partiti hanno preso soldi e hanno gente arrestata e sembra che lo scandalo sia del Movimento. Facciamo una legge che obblighi tutte le forze politiche e le fondazioni a rendere trasparenti i soldi che prendono». E ancora: «Questo Parnasi ha dato soldi a tutti tranne che ai 5 Stelle. Per quanto ci riguarda mi fa piacere che la procura abbia detto che la sindaca Raggi non c'entra niente con questa inchiesta». Poi il vice premier, parlando dell'ex presidente di Acea, Luca Lanzalone, afferma: «Questo potere smisurato lo si sta raccontando. A Livorno con la sua professionalità ci ha permesso di risolvere il problema dei rifiuti. Quando abbiamo vinto a Roma abbiamo preso i migliori e li abbiamo messi sui dossier più importanti. Lanzalone aveva lavorato molto bene a Livorno, la sindaca Raggi decise di individuarlo come presidente. E il valore delle azioni di Acea hanno segnato il record subito dopo la sua nomina».

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Bonafede sentito dai pm sulla nomina di Mr. Wolf (Il Fatto Quotidiano)

Alfonso Bonafede è stato convocato in Procura, per parlare delle cose che Matteo Renzi vorrebbe chiedergli al Senato. Qualche giorno prima che Lanzalone finisse ai domiciliari con l'accusa di essere stato corrotto dal costruttore Luca Parnasi, ben prima che l'ex premier invocasse l'audi - zione del ministro in Parlamento per spiegare i suoi rapporti con l'avvocato targato M5s, Bonafede è stato ascoltato in gran segreto. Il procuratore Giuseppe Pignatone, l'aggiunto Paolo Ielo e la sostituta Barbara Zuin hanno convocato il ministro della Giustizia con tempi e modi che possono essere letti come un segno di attenzione: l'esame del ministro oggi, dopo gli arresti, avrebbe avuto ben altro risalto. Ma anche un gesto per salvaguardare la 'neutralità' del ricordo: una cosa è chiedere a un politico dei suoi rapporti con un consulente e una cosa è chiedergli di un arrestato. Lo scopo dei pm era chiarire modi e tempi della scelta e della nomina, poi fallita, dell'avvocato incaricato di seguire la vicenda stadio.
IL NEOMINISTRO (ovviamente estraneo alle indagini) ha spiegato come Lanzalone arrivò in Campidoglio: "L'ho presentato io alla Raggi, ma lo ha scelto lei", aveva già detto e ripeterà ospite del programma di Lilli Gruber Otto e mezzo. I magistrati gli hanno poi chiesto delle riunioni sullo stadio alle quali Bonafede e l'attuale ministro dei rapporti con il Parlamento, Riccardo Fraccaro, parteciparono nel 2017, con Lanzalone. Bonafede ha spiegato l'atti - vismo sulla scena romana con l'appartenenza di entrambi i ministri odierni a una sorta di comitato enti locali del Movimento. A domande simili sull'arri - vo di Lanzalone ha risposto anche la sindaca Virginia Raggi, convocata due volte dai pm Ielo e Zuin. Nella prima audizione, venerdì pomeriggio, la sindaca di Roma ha spiegato: "Non ricordo se a dicembre 2016 o a gennaio 2017, comunque sono stata io a chiedere a Fraccaro e Bonafede –respon - sabili del gruppo enti locali - di poter parlare con il consulente del Comune di Livorno che si era occupato del concordato preventivo Ams. Ritenevo necessario il suo contributo per la definizione di alcune questioni giuridiche che riguardavano alcune partecipate del Comune di Roma. Abbiamo avuto alcuni incontri esplorativi per capire se fosse possibile avviare un rapporto di consulenza. Se non ricordo male all'inizio non intendevo investirlo anche della questione stadio, ma poiché non riuscivo ad avere risposte concrete con Berdini (ex assessore, ndr)–il quale riteneva che la conferenza dei servizi sarebbe stata chiusa con un parere negativo e così il problema stadio sarebbe stato risolto - ho pensato di avvalermi di Lanzalone anche per avere il suo supporto quale consulente nell'affrontare le questioni giuridiche inerenti il percorso per l'approvazione dello stadio".
A DETTA DI VIRGINIA RAGGI, l'avvocato "ha iniziato a svolgere un ruolo di consulenza giuridica alla parte pubblica da me rappresentata e interna al mio partito. Poichè la sua presenza era più assidua (nei mesi di febbraio-marzo 2017) proposi di formalizzare l'accordo con un incarico di consulenza". Mai formalizzato. La sindaca chiede infatti un parere all'avvocatura del Campidoglio che non concede l'ok: "Io non avevo altre strade per formalizzare il contributo che Lanzalone stava dando al Comune, ma l'affiancamento è continuato, benchè con minore intensità. Abbiamo ripreso più intensamente i nostri rapporti in occasione della sua nomina quale presidente di Acea".
ATTENZIONE. IL PUNTO è fondamentale. Questo punto del verbale offre un appiglio alla difesa di Lanzalone. Le consulenze offerte da Parnasi possono essere contestate come corruzione se l'avvocato continuava a occuparsi dello stadio come pubblico ufficiale 'di fatto' del Comune e non come presidente 'di diritto' di Acea. I pm poi chiedono: "lei era a conoscenza dei rapporti di Lanzalone con Luca Parnasi?". La risposta della Raggi è: "Nessuno di noi era a conoscenza dei rapporti così frequenti e intensi del Lanzalone con Parnasi che ho appreso dalla stampa". Poi i pm tornano sul punto del ruolo pubblico che vorrebbero inchiodare mediante la partecipazione di Lanzalone alle riunioni. Però Raggi non li aiuta molto: "Ricordo che c'è stata una riunione in Campidoglio con (l'assessore, n dr ) Montuori, e forse la Iorio e Calabrese (consiglieri M5S, ndr) e Montuori ci disse che se avessimo dimezzato i tempi saremmo stati esposti ai rischi di ricorsi sulla procedura e decidemmo che sarebbe stato meglio seguire la procedura ordinaria. Non ricordo se Lanzalone abbia o meno presenziato a questa riunione, ma poichè la problematica era giuridica e Lanzalone ci ha assistito in tutto l'aspetto giuridico, non sarei sorpresa se lui fosse stato presente. Io non partecipavo - prosegue Virginia Raggi - ai tavoli tecnici quindi non se se Lanzalone sia stato o meno presente in tali occasioni". Poi i pm gli fanno leggere le telefonate del 5, 10, 28 maggio e 12 giugno (dal verbale nn si comprende chi fossero gli interlocutori) e la sindaca replica: "Non ricordo della presenza del Lanzalone in tali circostanze e del contributo dato". Ancora i pm: "vedeva Lanzalone in Campidoglio?". Virginia Raggi replica: "sì lo vedevo spesso in Comune, passava ogni 10, 15 giorni ma non ne osservavo la stranezza, poichè comunque era presidente di Acea".

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Baldissoni, dg della Roma: "Lanzalone nostro interlocutore fino al suo arresto" (Il Fatto Quotidiano)

LA PROCURA contesta come corruzione le proposte di consulenze per lo studio di Lanzalone. Ma il punto è capire se, quando questo è accaduto, Lanzalone fosse pubblico ufficiale o ci fosse un nesso con il ruolo passato. I pm hanno posto la domanda al direttore generale dell'As Roma Mauro Baldissoni, convocato venerdì come persona informata sui fatti: "Praticamente fino al momento in cui è stato arrestato", ha risposto. Un bel colpo per l'accusa anche se Baldissoni ha aggiunto: "Il suo ruolo è diminuito d'intensità nel tempo (...) è grandemente scemato a seguito della chiusura della conferenza dei servizi, ma era lui il nostro interlocutore ed era a lui che ci rivolgevamo". Chi ha presentato Lanzalone come "uomo del Comune"? Il Dg qui segna un altro punto per i pm: la Raggi in persona. Baldissoni spiega di aver conosciuto Lanzalone "intorno a dicembre 2016, quando ci è stato presentato dalla sindaca, come il loro consulente che si occupava degli aspetti tecnico amministrativi del dossier stadio". Secondo Baldissoni, Lanzalone ha partecipato a "due o tre riunioni". Una il mese scorso "nello stesso studio di Giampaoletti, dg del Comune". E proprio Giampaoletti, direttore generale del Campidoglio da marzo del 2017, è un altro testimone chiave. "A comunicarmi la volontà dell'am - ministrazione per conoscermi al fine della selezioni come dg – ha spiegato ai pm – è stato L an z al on e ". Gianpaoletti di Lanzalone dice anche: "Lo conosco dai tempi di Genova (...) era consulente a titolo gratuito nominato dal sindaco Doria, e con lui ho un buon rapporto di amicizia". A Roma Lanzalone, prosegue il Dg del Comune, sullo stadio ha partecipato "a due o tre incontri tra privati proponenti e parti pubbliche. Interveniva a supporto della parte pubblica, nella sua funzione di consulente". A differenza di Baldissoni, Gianpaoletti colloca l'u l ti m o incontro "tra fine 2017 e inizio del 2018". I pm però gli leggono una telefonata tra Baldissoni e Lanzalone del 28 maggio. Commentando con il Dg della Roma una riunione tra lo stesso Baldissoni e Giampaoletti, Lanzalone dice "di aver avuto notizie del contenuto della riunione da Giampaoletti". Perché gli raccontava le riunioni se non era più l'uomo del Comune sullo stadio? Sull'epi - sodio Giampaoletti dice di non avere ricordi precisi. M. L. E VAL. PAC.

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Civita si difende: "Non ho ricevuto proposte indecenti" (Il Fatto Quotidiano)

"LUCA PARNASI lo conoscevo, ma a me non ha mai fatto nessuna proposta indecente: il mio errore è stato chiedergli aiuto per mio figlio". L'ex assessore regionale del Pd e attuale consigliere Michele Civita si riferisce all'imprenditore in carcere per l'inchiesta sullo stadio della Roma. Civita, agli arresti domiciliari, è stato interrogato nei giorni scorsi e ha assicurato che non ha mai ricevuto finanziamenti per la sua campagna elettorale. "Non mi ha mai fatto nessuna proposta indecente – ha assicurato Civita durante l'interrogatorio – perché sapeva come la pensavo". "Se io avessi pensato che i miei incontri con Parnasi fossero legati allo stadio della Roma – ha aggiunto l'ex consigliere – non lo avrei mai incontrato". Ma Civita ha ammesso anche "un errore" (così come lo ha definito lui stesso): "Ho chiesto un aiuto professionale a Parnasi per mio figlio", ma la richiesta alla fine "non ha avuto alcun seguito". Al termine dell'interrogatorio, gli avvocati difensori hanno depositato della documentazione e hanno chiesto la revoca degli arresti domiciliari.

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Il dirigente arrestato "Sì, abbiamo pagato un funzionario" (Il Fatto Quotidiano)

"DAVAMO SOLDI, dazioni ad almeno un funzionario pubblico responsabile dei pareri al progetto" sullo stadio. È Luca Caporilli, dirigente collaboratore di Luca Parnasi dal 2011, a fornire ai pm i primi riscontri sull'inchiesta sullo stadio della Roma. Un primo interrogatorio in procura venerdì scorso, un altro ieri di quasi quattro ore, in cui Caporilli – in carcere da mercoledì 13 – ha affermato che al tavolo delle trattative per il progetto dello stadio Lanzalone rappresentava il Campidoglio". Caporilli avrebbe fatto le prime ammissioni: "Ho dato soldi in favore di almeno un funzionario pubblico". Una versione che contrasta invece con la strategia difensiva finora adottata da Luca Lanzalone, ex presidente dell'Alcea: "Io alla vicenda dello stadio non ho mai par tecipato", ha dichiarato nell'i n te r rogatorio di garanzia. Lanzalone avrebbe respinto l'accusa della Procura che lo ha indicato come consulente de facto del Campidoglio nella trattativa per l'a b b a ttimento delle cubature nel progetto per la struttura che dovrebbe sorgere a Tor di Valle.

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"MANDRAKATA DI JAMES"
"MEGLIO DI TOTÒ-TRUFFA" (Il Fatto Quotidiano)


Caro Antonio Padellaro, intanto chiamare, nel tuo articolo del 15 scorso, "Caro Pallotta" un presidente che non c'è mai e non si sa quanti soldi ci metta, mi sembra imbarazzante per un tifoso informato dei fatti. Lo avevi sconsigliato di costruire un nuovo Stadio a Tor di Valle perché si sarebbe trovato contro le Soprintendenze e poi, "superate quelle forche caudine (...), la miriade di enti e associazioni preposti alla giusta tutela di questo o quello". Tesi, via, un po'inadeguata al tuo livello, ripresa giorni fa anche da Paolo Conti sul Corriere della Sera evocando terroristicamente "il Signor NO" Adria - no La Regina al quale la città deve scavi fondamentali, il restauro dei Fori e quello strutturale del Colosseo, almeno tre Musei archeologici formidabili (Palazzo Altemps, ex Collegio Massimo, Crypta Balbi) e molto altro. Inoltre non puoi togliere alla "miriade di enti e associazioni" la bandiera dell'opposizione vincente al nuovo Stadio, non dell'AS Roma bensì di Mr. Pallotta, per attribuirla a Caltagirone e al suo Il Messaggero, avverso al nuovo Stadio perché fuori dall'affare-Par - nasi. Oltre tutto il giornale non è più quello dove scrivevano Gianfranco Amendola, Italo Insolera, Vezio De Lucia, Alfonso Testa, ed è pure meno radicato. "Tor di Valle allo stato attuale appare una operazione speculativa, ci troviamo di fronte a un progetto che prevede 1 milione di metri cubi di cemento di cui solo il 14 per cento è stadio". Parole della consigliera di opposizione Virginia Raggi. Parole sante. Ma perché in Italia non si può costruire uno stadio di calcio su terreni privati senza attaccarci dietro tanti mc residenziali e direzionali? All'estero si concede alla società sportiva di farsi lo stadio con zona commerciale. Punto. A Roma no, la sindaca Raggi cambia parere radicalmente e costringe a lasciare la Giunta l'asses - sore Paolo Berdini, urbanista, il quale ha detto e cantato che quella è una zona idrogeologica impraticabile (un'ansa del Tevere, con le idrovore già oggi in funzione), probabilmente archeologica, senza i collegamenti né i trasporti ai quali deve pensare, chissà perché, lo Stato, cioè noantri, a cominciare dal costoso ponte di raccordo. Vabbè, Lotito ha proposto a suo tempo un suo stadio a Formello in piena area alluvionale del Tevere. Ma anche qui non va molto meglio: a ll 'inaugurazione dell'i pp od ro mo di trotto stavano per sfidarsi Tornese e Crevalcore, cioè due assi (non il Soldatino della pur esilarante Man - drakata). Rimasero in scuderia perché il Tevere aveva inondato la pista. Poco è cambiato da allora. Anzi il Fosso Vallerano invade sovente tutta la vasta area circostante di Decima. CARO ANTONIO,tu dici che a Roma è complicato pure aprire un chiosco di bibite. Magari fosse vero. Si apre di tutto e dovunque. L'arredo urbano è angoscioso. Il carico di passato e di bellezza (un bel po' redditizia peraltro, no?) sarebbe tale da rendere più complesse le cose che a Berlino o a Stoccolma. Tuttavia il più grande investimento culturale italiano dal 1945, il nuovo Auditorium è stato realizzato da Francesco Rutelli, con un forte finanziamento statale, in 6-7 anni, e il complesso continua ad avere pieno successo. All'Olimpico, infine, l'AS Roma paga 2,5 milioni di affitto registrando, in anni di "sciopero" del tifo, il secondo incasso italiano, dopo la Juve, con 31,6 milioni di euro, staccando Inter e Milan. Ma perché dobbiamo farci noi dei problemi ? Per ripianare i debiti di Parnasi e di lor signori? VITTORIO EMILIANI

Carissimo Vittorio Emiliani (superlativo d'obbligo per evitare che mi accusi, anche, di metterti sullo stesso piano del "caro"Pallotta). Intanto, lasciami essere un po' sorpre - so dal tono inutilmente astioso di questa tua risposta a una lettera che, peraltro, non ti vedeva come destinatario. Intanto, da parte mia nessun "i mb ar a zz o" per quel che riguarda un "presidente che non c'è mai e non si sa quanti soldi ci metta". Intanto, da una vita verso annualmente, e volentieri, il mio (sostanzioso) obolo di abbonato alle casse della AS Roma. Intanto, non ho mai chiesto un biglietto omaggio (ci mancherebbe altro) e quindi, mi ritengo pienamente in diritto di considerare James Pallotta il "caro" presidente della Roma, a cui nulla personalmente devo. Non penso affatto che Pallotta sia un benefattore (neppure lui lo pensa). È sotto gli occhi di tutti che è arrivato da Boston nella nostra bella città per fare il suo business (di presidenti francescani purtroppo v'è carenza). Se tu però conosci qualcosa di più sull'origine dei soldi che "ci mette", ti prego, rendi edotti anche noi. Tante volte l'ho (ri)mandato a quel paese per certe sue uscite del piffero. Deploro il fatto che, dopo sei anni al vertice della Roma, non abbia imparato una sola parola d'italiano (perfino il turco Ünder, dopo sei mesi, è più avanti di lui). Come tutti m'incazzo per le cessioni dei campioni (ieri Salah, domani probabilmente Alisson e Nainggolan). Ma nessuno può togliermi il diritto di pensare che senza il presidente amerikano la Roma, tecnicamente fallita, era destinata a ripartire dalla C2, come accaduto a Napoli e Fiorentina. C'è chi si leccava i baffi pensando a partite di cartello come Roma- Puteolana. Io no. Lasciami anche dire che gli american straccions (così gentilmente appellati da qualche romanissima radio) hanno permesso a questa disgraziata squadra di restare stabilmente ai vertici del calcio italiano. E quest'anno anche del calcio europeo. Certo, nel frattempo nulla abbiamo vinto e la cosa (come a tutti) mi rode molto. Sicuramente avremmo alzato prestigiosi trofei se al posto del James brutto, sporco e cattivo ci fosse stato uno di quegli strepitosi personaggi modello Totòtruffa. L'indimenticabile cordata Fioranelli (poi finita in procura). O l'offerta dell'unico miliardario arabo conosciuto costretto a vivere in due camere e cucina. In attesa che munifiche carovane colme di dobloni giungano dall'Oriente a salvare i colori giallorossi dal loro ingrato destino, ti saluto. PS. Anche sul resto della tua "ri - sposta " avrei qualcosa da eccepire. Ma a che scopo? Benché goda di ottima salute (così spero di te) la mia (più ottimistica) aspettativa di vita non supera i vent'anni, o giù di lì. E dunque, come sempre, godrò (speriamo) della mia Roma comodamente seduto al posto 10, fila 33 della Tribuna Tevere. Mentre a Tor di Valle la splendida struttura dell'ar c hi t e tt o Lafuente resterà lì nei secoli indisturbata, tra cumuli di rifiuti e copertoni bruciati, a imperituro ricordo di una mandrakata finita male.
ANTONIO PADELLARO

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STADIO DELLA ROMA
LE PAURE DI PARNASI (Corriere dello Sport)


di Alberto Ghiacci

ROMA

Due percorsi differenti. Uno quello della Procura che continua nelle sue indagini e dà una stretta nei confronti degli arrestati; l'altro quello del Campidoglio che di comune accordo con la Roma prova a tenere in piedi il progetto del nuovo stadio giallorosso. I giorni passano, l'estate vera e propria si avvicina e ciò che ne sarà dell'impianto che doveva sorgere nel quartiere di Tor di Valle è ancora in alto mare. Quel che è certo è che proseguono sia i lavori della Procura che i controlli del Comune sulle carte che avevano portato agli accordi per il sì alla costruzione.

CARTE. Il passaggio più importante emerso ieri riguarda Luca Parnasi, il numero uno di Eurnova che la Roma aveva scelto come partner ufficiale nella realizzazione del progetto sul terreno di proprietà dello stesso costruttore. Nella carte che hanno portato all'arresto di Parnasi (ieri è stato trasferito dal carcere di Milano, San Vittore, a quello di Roma, Regina Coeli) si legge che il costruttore a un certo punto della vicenda sembra su tutte le furie. Come riportato dall'Ansa Parnasi in una intercettazione dice che «i tempi sono troppo lunghi, rischiamo che Pallotta va via, io ci hi messo 26 miloni e mi rode il culo, dobbiamo dire a Comune e Regione cosa devono fare cercando di comprimere il più possibile i tempi». Parnasi, poi, prosegue: «Dobbiano dire noi come si fanno le cose, non farcele dire da Lanzalone, persone che non hanno mai fatto una convenzione a Roma o Civita che fa il politico sulla pelle nostra. Definiamo i tempi noi e gli diciamo si deve fare così perché sennò siamo morti, dobbiamo invertire la marcia, quello che è successo ieri è grave per questo mi sono mangiato Luca Bergamo (vice sindaco di Roma, ndr), dobbiamo dire signori si fa così, ma il tono deve essere fermo e irremovibile». Ancora. Sempre come riporta l'Ansa il 4 marzo 2017 Parnasi si sfogava con i suoi collaboratori perché il progetto dello stadio aveva segnato una battuta d'arresto a causa della valutazione di impatto ambientale negativa: «Questi sono tutti figli di puttana alla fine e pensano al loro culo politico, non pensano a Roma, non frega un cazzo a nessuno, questa è la verità, di Roma non gliene frega un cazzo a nessuno, dobbiamo dire noi come si fanno le cose non farcelo dire».

DECISIONE. La Procura, intanto, ha dato parere negativo sulle istanze di revoca delle misure cautelari presentate dai legai degli arrestati. Emergono poi le prime dichiarazioni rilasciate da Luca Lanzalone durante gli interrogatori. «Io alla vicenda dello stadio non ho mai partecipato» dice l'ex presidente di Acea e ai tempi dei fatti consulente del Campidoglio. E' quanto compare letteralmente nella trascrizione manoscritta del verbale di interrogatorio. Secondo gli inqirenti nel rapporto tra Parnasi e Lanzalone c'è il nodo della "corruzione sistemica" che ruotava intorno allo stadio della Roma. Lanzalone per la Procura era il responsabile della mediazone per la modifica del progetto e, come scrive la Gip Paola Tomaselli, «i due procedono insieme elaborando strategie che attengono al progetto».

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Toninelli: «verificare gli atti» (Corriere dello Sport)

ROMA - Una due diligence sull'iter degli atti che riguardano lo Stadio della Roma. È la condizione che serve per proseguire nel progetto a giudizio del ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli. Il ministro spiega: «Abbiamo ereditato un progretto monstre dalle amministrazioni precedenti che non potevamo cancellare ma solo migliorare in modo netto. Come ha spiegato la sindaca Raggi, ora bisogna fare un passaggio di verifica sulla regolarità degli atti amministrativi. Una due diligence dell'iter - sottolinea - che riguarda sia le infrastrutture che la viabilità di servizio all'impianto. Solo così potremo ragionare sull'eventuale ripartenza».

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«Così abbiamo trasformato il no dei grillini in un sì» (Il Messaggero)

È il primo indagato a decidere di collaborare pienamente con la procura di Roma e le sue parole potrebbero portare i pm Paolo Ielo e Barbara Zuin a scandagliare dall'interno il sistema Parnasi. Nel corso di un interrogatorio durato sei ore, assistito dagli avvocati Pierpaolo Dell'Anno e Michelangelo Curti, il capo della direzione Lavori e progetti del gruppo Parsitalia Luca Caporilli ha raccontato come e quando, Luca Lanzalone guidò il comune di Roma dal «no» al «sì» al progetto stadio, con la presa di posizione, anche pubblica del 14 febbraio 2017 (fu lo stesso Lanzalone ad avvertire alcune testate giornalistiche della scelta fatta quella notte).
Tutto inizia, nelle parole di Caporilli, a gennaio 2017 quando il tecnico plenipotenziario Luca Lanzalone arriva a Roma per occuparsi del dossier stadio: «Tra gennaio e febbraio - spiega - ho partecipato a quattro o cinque riunioni tecniche sullo stadio. Si svolgevano tutte nell'ufficio del vicesindaco Luca Bergamo, non ha mai partecipato l'assessore all'Urbanistica Paolo Berdini». A guidare quei vertici, aggiunge, era proprio l'avvocato arrivato direttamente dalla cittadina ligure di Bogliasco: «Ad occuparsi di tutti i dettagli, a dare le indicazioni pratiche su come rivedere il progetto, era Luca Lanzalone. Per quello che mi avevano spiegato in azienda e da quello che si capiva nel corso delle riunioni, era lui il Comune di Roma». Una versione che smentisce quella del sindaco Virginia Raggi su un punto decisivo. Nelle sue dichiarazioni, la prima cittadina dice che Lanzalone, «non partecipava a riunioni tecniche sullo stadio, forse ha preso parte ad alcune di quelle politiche». L'avvocato, nell'interrogatorio di garanzia ora depositato agli atti, ha provato a difendersi su tutta la linea: «Io alla vicenda dello stadio non ho mai partecipato», ha detto, fornendo alcuni chiarimenti solo sullo stipendio da presidente di Acea: «144mila euro l'anno».
«HO PAGATO»
Completamente diversa la versione fornita da Caporilli. Il tecnico di fiducia del gruppo Parnasi, ha ammesso di aver dato un finanziamento di 1.500 euro a Daniele Leoni, funzionario del dipartimento programmazione e attuazione urbanistica che si occupò di redigere materialmente i pareri del comune sullo stadio: «Sapevo - ha detto in sostanza a verbale Caporilli - che questa persona era fondamentale per lo stadio» e, allo stesso modo, ammette che quando gli chiesero di incontrare il capogruppo dei Cinque stelle al Comune e di dargli consigli sul possibile restlyling dello stadio di Ostia, gli fecero capire che l'obiettivo era incassare la principale opera in corso di realizzazione nella Capitale.
Caporilli racconta anche dell'incontro che, grazie alle entrature di Parnasi, riesce ad ottenere con il sovrintendente Francesco Prosperetti. Ad organizzare l'incontro, come è noto, fu Claudio Santini, all'epoca capo della segreteria del Mibact. A verbale, però, Caporilli aggiunge che considerava quell'incontro impossibile: «A maggio, invece, mi ha chiamato Santini dicendomi dell'incontro. Mi ha subito detto che senza di lui e dell'architetto Paolo Desideri, non saremmo mai riusciti a farlo».
Sa. Men.

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Raggi nel bunker sfida i ribelli: «Se mi sfiduciate, tutti a casa» (Il Messaggero)

IL PERSONAGGIO

ROMA Chissà se avrebbe immaginato di passarlo così, il secondo compleanno sul Colle capitolino, coi cronisti che si radunano sotto la Lupa, e lei, nel bunker circondata solo dai fedelissimi, mentre un pezzo della sua maggioranza è tentato dallo strappo, ora che la grana Tor di Valle è deflagrata tra arresti e accuse di mazzette, mentre l'amministrazione pentastellata è scottata dall'ennesimo cortocircuito per l'intitolazione (votata e poi rimangiata) di via Almirante. All'imbrunire l'ariaccia che si respira sotto Palazzo Senatorio, che per qualche ora ha ricordato quella degli ultimi giorni di Ignazio Marino sindaco, dei consiglieri Pd che sfilavano dal notaio tra pianti e psicodrammi, cambia verso. Il clima è da resa dei conti, ma alla rottura finale, stavolta, non ci si arriva. Qui non c'è un partito, non ci sono i capibastone che indirizzano le correnti e spostano le pedine sullo scacchiere locale. Non ci sono o non ci sono più.
«Sono saltati gli schemi, si va in ordine sparso», confida un consigliere prima di immergersi nella riunione fiume, convocata sul fare della sera per parlare dell'affaire stadio e di tutto il resto. Alla fine la faida rientra, Raggi la spunta. «Ma deve esserci più condivisione sulle scelte», è la promessa strappata dai consiglieri. Che negli sfogatoi interni, da giorni, vanno ripetendo: «Deve ascoltare più noi, meno gente tipo Lanzalone».
LA MINACCIA
La giornata di Virginia Raggi era cominciata con un altro scossone. La notizia, raccontata sul Messaggero, è che almeno tre consiglieri sarebbero pronti alla rottura. «Tanto se cado io, si va tutti a casa», dice la sindaca ai suoi. Messaggio chiaro: se l'esperienza dei pentastellati al governo di Roma finisse così, è game over per tutti. Nessuno pensi che sarà ricandidato, anche perché la pattuglia dei grillini in Aula Giulio Cesare, in larga parte, è al secondo mandato. E la regola aurea del M5S, almeno per ora, non verrà cambiata.
Si lavora per la pace - insomma, almeno una tregua - mentre antipatie e dissidi maturati in due anni di travagli rendono l'atmosfera elettrica e cupa. Il clima dei sospetti, per le chat svelate pubblicamente sul ruolo di Lanzalone, fa il resto. Fuori, nella piazza disegnata da Michelangelo, intorno alla statua del Marc'Aurelio, i consiglieri smorzano e dissimulano: «La sfiducia? Ma no, è una riunione ordinaria...». «Lo stadio? Non ne parleremo». E via così, mascherando.
«NON ABBIAMO PRESO 1 EURO»
Quando il redde rationem comincia, dopo le 18, Raggi ha già messo a punto la strategia. Ci sono stati contatti anche con Luigi Di Maio. Sullo stadio, rimane la linea della «due diligence» su tutti gli atti tecnici, che è come schiacciare il tasto pausa in attesa che carte e interrogatori della maxi-inchiesta lascino intuire fino a che punto il marcio ha guastato il progetto. Ieri, il braccio destro del costruttore arrestato, Caporilli, ha ammesso di avere pagato il funzionario comunale che ha calcolato gli oneri per i privati. E le chat interne dei grillini, appena si è saputo, hanno ripreso a turbinare. «Non abbiamo preso un euro», dice allora la sindaca. «Pd e Forza Italia hanno anche chiesto raccomandazioni per i figli oltre ai soldi. Con quale faccia attaccano noi? Ora usciamo dall'angolo con cose concrete».
Per sedare la fronda, Raggi si è affidata a Daniele Frongia, l'ex vicesindaco ora assessore allo Sport. È lui a elaborare la strategia, la sfida ai ribelli. E il piano si rivela vincente, perché Raggi argina i contestatori e prima ancora che il vertice di maggioranza inizi una nota del M5S romano annotava questo: «Siamo tutti uniti insieme alla sindaca Raggi, chi dice che siamo divisi afferma il falso».
DUE ANNI DALL'ELEZIONE
Nella riunione si parla del nuovo capogruppo da nominare; il vecchio, Paolo Ferrara è indagato nella vicenda Tor di Valle e si è autosospeso (ieri non c'era, così come Marcello De Vito, il presidente del Consiglio Comunale). Ci sarà una «gestione collegiale», anche per questo. E lo stesso - si pensa all'ennesima chat interna - per evitare figuracce, tipo Almirante, con i consiglieri che votavano in Aula una mozione di Fdi mentre la sindaca era in tv e non ne sapeva nulla, costretta alla retromarcia a notte fonda, con annuncio di mozione di senso opposto. Per ricordare l'anniversario, la scalata al Campidoglio, «abbiamo preso Roma», disse Raggi, non c'è tempo. E domani per la sindaca inizia il processo sul caso Marra, la prima udienza, un'altra spina. Dice tutto Teresa Zotta, prof in pensione e presidente della commissione Scuola: «Sono due anni? Pensa... Mi sembra una vita...».
Lorenzo De Cicco

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