Pallotta, pronti 100 milioni per l'area del nuovo stadio (Gazzetta dello Sport)
Il presidente acquisterà i terreni su cui sorgerà l'impianto. Il Comune accelera
Massimo Cecchini
ROMA
Stavolta non crediamo che sia eccessivamente retorico dire: adesso o mai più. Il 2019, infatti, è l'anno che dovrebbe consegnare alla Roma la certezze di poter disporre di un nuovo stadio, dopo l'approvazione della variante al Piano Regolatore e alla Convenzione urbanistica da parte dl Consiglio Comunale entro marzo. Tutto lascia pensare che la società giallorossa riuscirà a coronare il proprio sogno, ma se tra dodici mesi ci ritrovassimo incongruamente qui, appesi ancora al filo del «possibile», ci sarebbe da essere ragionevolmente certi che James Pallotta potrebbe anche lasciare il club.
I TERRENI Ma che il presidente del club ci creda, lo dimostra il fatto che filtrano informazioni sempre più serrate sul fatto che, entro febbraio, il magnate statunitense possa acquistare direttamente i terreni su cui dovrebbe sorgere il nuovo impianto e il «business park», il tutto per una cifra di poco inferiore ai cento milioni, col pagamento vincolato al sì all'impianto. Dopo i problemi giudiziari che hanno afflitto Luca Parnasi, presidente di Eurnova, coinvolto nell'inchiesta denominata «Operazione Rinascimento», l'irrompere di Pallotta – peraltro già annunciata da mesi – potrebbe aiutare a snellire tutto l'iter che attende il via libera all'impianto e alle costruzioni collaterali. L'ufficialità del subentro a Eurnova – come scrive «Il Tempo» – è assai probabile che avvenga prima della firma della Convenzione urbanistica col Comune, in modo tale da adempiere all'iter prediletto del Campidoglio di avere interlocutori senza pendenze economiche. In questo modo, il gruppo di Parnasi salderebbe il debito con il curatore del fallimento Sais per l'acquisto dei terreni e l'amministrazione si ritroverebbe come controparte direttamente il presidente.
TRAFFICO E URBANISTICA Intanto, è in arrivo la relazione del Politecnico di Torino in merito allo studio sui flussi di traffico. Dopo la «bocciatura» contenuta nella bozza, sono stati forniti i dati completi e stavolta si attende il via libera. Il Comune, poi, sta lavorando alla stesura di due accordi preliminari alla Variante e alla Convenzione urbanistica. Non è escluso che la relazione del Politecnico possa essere inserita negli atti, vista la disponibilità espressa dal premier, Giuseppe Conte, che ha annunciato il possibile intervento del governo per finanziare il Ponte di Traiano, se ritenuto indispensabile alla mobilità. La disponibilità da parte del governo, tra l'altro, sarebbe una sorta di eredità della passata legislatura, quando gli ex ministri Lotti e Del Rio si erano mossi in questo senso. Con tutti i «placet» indispensabili, quindi, entro fine anno potrebbero aprire i cantieri, facendo pensare all'apertura dello stadio nel 2021-22 (ottimisticamente) oppure nella stagione successiva. Impressioni? I titoli di coda, ormai, non sono poi così lontani.