Stadio della.... (Topic ufficiale)

Aperto da Redazione Lazio.net, 24 Dic 2014, 08:05

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edge24

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paolo71

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famo cento e non se ne parla più...

arturo

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Quindi , ad oggi , il progetto gli è costato un SMS ....
Gli conveniva chiamare... :phone: :chap:

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robylele

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con defrel e zaniolo andrebbero pari.


WhiteBluesBrother

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"Eh... e quella è la shvalutazione!" (cit)

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L'assessore allo sport interviene sulla vicenda di Tor di Valle, ancora in una fase di stallo

«Stadio, nessuno stop» (Corriere dello Sport,1° Agosto 2019)

Frongia: «Il Comune non si defila dal progetto, la Raggi ha detto che intende andare avanti»

di Lorenzo Scalia
ROMA



Beautiful, scansati. La telenovela sullo stadio della Roma non conosce un finale, bello o brutto che sia. E si arricchisce ogni giorno, da quasi un decennio, di nuovi capitoli, di dichiarazioni politically correct, di trame, ribaltoni e di strategie. Lo scenario è molto complicato, soprattutto dopo le dimissione del Cda di Euronova. La Roma è relativamente tranquilla, al momento aspetta le mosse del Comune, che dovrà prendere una decisione e andare in aula per votare la convenzione e la variante urbanistica a ottobre. Si vive una fase d'attesa perché Pallotta vuole garanzie prima di impegnarsi economicamente nel progetto per più di 100 milioni salvando Euronova dal fallimento (in caso contrario salta il progetto), dopo i 90 milioni già spesi per l'impianto che non c'è. Il presidente aspetta il via libera da Comune e Regione prima di acquistare i terreni e il dossier completo di Tor di Valle. 


MANO TESA. Daniele Frongia, assessore allo Sport di Roma, ha teso la mano al club giallorosso riportando il pensiero della prima cittadina, Virginia Raggi: «La sindaca e l'amministrazione hanno confermato l'interesse ad andare avanti - ha detto a Radio Radio rispondendo a una domanda di un tifoso della Roma - Quindi sono proseguiti gli incontri, ci sono delle prescrizioni da seguire, non ci sono novità da questo punto di vista. Se è vera la voce che l'amministrazione vuole defilasi dal progetto stadio della Roma? No, non è vera, la sindaca ha ribadito di recente l'intenzione di andare avanti. Di certo non è stato un percorso lineare e privo di ostacoli, ce ne rendiamo conto e non possiamo nasconderlo, ma proprio questo percorso ha rallentato l'iter amministrativo». Parole di circostanza o meno, Frongia ha fatto capire che ai piani alti del Campidoglio non c'è la voglia di andare allo scontro (e di conseguenza di disperdere dei potenziali voti). Il problema vero sta nella mancanza di compattezza all'interno del Movimento 5 Stelle, rimasto ferito dall'arresto di Marcello De Vito, ex presidente dell'Assemblea capitolina, coinvolto in prima persona nell'affare stadio della Roma. 

DOPPIa LINEA. All'interno della Roma ci sono due correnti di pensiero divergenti. C'è la linea morbida sponsorizzata da Mauro Baldissoni (per ora sta prevalendo) che va nella direzione della diplomazia e quindi in linea con le parole di Frongia. Del resto, gli incontri tra i tecnici della Roma e del Comune stanno continuando. Ma c'è anche una linea più dura che vede come capofila Robert Needham, Chief Financial Officer di Raptor, uomo di fiducia di Pallotta, che consiglia al presidente di arrivare allo scontro con il Comune. Il giorno del giudizio, intanto, si avvicina, calcolando che in ballo c'è anche la decisione della Regione, chiamata a dirimere la questione legata all'apertura contestuale o meno della nuova tratta ferroviaria Roma-Lido. 

sorazio

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ma sto frongia, come fa a dire andiamo avanti quando ci stanno più indagati che carte firmate in questa storia

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AquiladiMare

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Citazione di: sorazio il 01 Ago 2019, 09:14
ma sto frongia, come fa a dire andiamo avanti quando ci stanno più indagati che carte firmate in questa storia

Dipende verso quale meta...

Il nostro Giorgione

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Citazione di: sorazio il 01 Ago 2019, 09:14
ma sto frongia, come fa a dire andiamo avanti quando ci stanno più indagati che carte firmate in questa storia

Ma a lui la fidanzata non hanno fatto in tempo a assumerla. Non è reato, stamoce....... 8) 8) 8)

UnDodicesimo

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Pure Frank the Tank ha detto che è intenzionato ad andare avanti


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La Sindaca è intervenuta ieri sul caso scottante del progetto a Tor di Valle

Raggi: stadio sì con strade e treni (Corriere dello Sport)

«Quando la Roma e i nostri tecnici si accorderanno sulle opere pubbliche, partiremo»

di Guido D'Ubaldo

ROMA

Virginia Raggi prova a riportare il sereno sullo stadio di Tor di Valle. Dopo le dichiarazioni dell'assessore Frongia, anche la sindaca "riapre" il dossier che va avanti da anni e che negli ultimi mesi ha fatto registrare un periodo d'impasse. Ieri la Raggi ha detto: «Il nostro giudizio politico lo abbiamo dato, abbiamo rivisto il progetto in senso sostenibile e ora la questione passa agli uffici che stanno lavorando, sia i nostri che quelli della Roma. Quando si metteranno d'accordo sulle opere pubbliche si partirà», ha detto a Radio Radio. 

l'attesa del parere. Il nodo ora è rappresentato dalla contestualità che il Comune chiede alla Roma tra l'apertura dello stadio e l'agibilità della linea Roma-Lido potenziata. Gli uffici stanno lavorando proprio su questo. Manuela Manetti, presidente della conferenza dei servizi della Regione, dovrà risponderà all'istanza presentata dalla Roma e dagli altri proponenti il 10 luglio scorso per capire se il vincolo della contestualità va osservato rigorosamente oppure no. Secondo il Comune la linea Roma-Lido con tutti gli adeguamenti operativi deve essere pronta contestualmente all'apertura della stadio. Secondo la Roma questo vincolo non esiste più, perchè è difficile controllare i lavori che devono essere gestiti dalla Regione. E proprio la Regione dovrà dire se ci deve essere contestualità tra l'apertura dello stadio e la nuova linea ferroviaria. Anche in questo caso il parere tarda ad arrivare perchè alla Pisana sono impegnati con l'approvazione del piano paesaggistico territoriale. La risposta dovrebbe arrivare entro un mese, secondo la legge, quindi entro la prossima settimana. Se il parere richiesto sarà favorevole alla posizione dei proponenti allora potrebbe esserci una accelerazione dei tempi da parte del Comune e questo spingerebbe Pallotta a firmare il contratto per l'acquisizione dell'area.

linea dura e piano B. Poi saranno necessari altri tempi tecnici. Una volta che si chiude la convenzione urbanistica, viene redatta e Montuori, l'assessore all'Urbanistica, dovrà portarla in Giunta. Si voterà e diventerà una delibera di Giunta, quindi a quel punto ripartirà tutto l'iter per incassare i pareri e per calendarizzare il passaggio in aula dovrà passare un mese. Al voto quindi non si andrà prima di ottobre, perchè l'assemblea capitolina entro il 30 settembre dovrà approvare il bilancio consolidato. In attesa dell'approvazione la delibera farà il giro delle commissioni, da allora hanno 40 giorni di tempo per approvare lo stadio della Roma. Questa può essere davvero la dead line secondo Pallotta, che arriverà nella Capitale a settembre. Il presidente vuol vederci chiaro, perchè tra le posizioni sempre più divergenti all'interno della maggioranza e le perdita di solidità della sindaca si è perso tanto tempo. Se a ottobre non si sbloccherà definitivamente la situazione Baldissoni non potrà più sostenere la strada della diplomazia e dovrà sposare la linea dura che vogliono adottare alcuni uomini di fiducia di Pallotta, tra i quali Bob Needham e si arriverà ad avviare un contenzioso legale con il Comune. E a questo punto non va trascurato il piano B. La scorsa settimana c'è stato un nuovo incontro tra la Roma e il sindaco di Fiumicino e sono stati fatti altri passi in avanti. Ci sono alcuni terreni da acquistare che oggi sono in mano a un privato, ma non sembra un grosso problema. 


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Vertice Montino- Baldissoni per il nuovo stadio a Fiumicino (Corriere della Sera - ed. romana)

Ieri quarto incontro. Il sindaco: «Se salta Tor di Valle, noi siamo già pronti»

Se, come diceva Agatha Christie, «tre indizi fanno una prova », nel reciproco corteggiamento tra il Comune di Fiumicino e la Roma per trovare un'alternativa all'area di Tor di Valle per la costruzione del nuovo stadio giallorosso, siamo addirittura oltre. Ieri infattièandato inscena il quarto incontro, nelle ultime settimane, tra il sindaco Esterino Montinoeuna delegazione della società giallorossa, capitanata dal vicepresidente Mauro Baldissoni. Il motivo è semplice: la Roma non vuole farsi trovare impreparata se il progetto Tor di Valle non dovesse superaregli ultimi scogli che ancora lo separano dall'inizio dei lavori e dalla realizzazione, dopo oltre cinque anni dalla presentazione del progetto in Campidoglio (marzo 2014, sindaco, all'epoca, era Ignazio Marino). Scogli rilevanti e che al momento sono due: 1) il voto in aula per la nuova convenzione urbanistica, con la variante al piano regolatore; 2) la risposta da parte della Regione Lazio sulla contestualità tra l'apertura dello stadio e la realizzazione di tutte le opere pubbliche, condizione posta dal Campidoglio per concedere le autorizzazioni necessarie per iniziare i lavori. Sul primo puntostanno lavorando i tecnici, con la sindaca Virginia Raggi che appena due giorni fa ha ribadito la volontà politica di portare a termine il progetto. Sul secondo bisogna attendere il parere della Regione, che ha presieduto la Conferenza dei Servizi che ha dato l'okal progetto: se prevarrà l'interpretazione della Roma, secondo cui l'apertura dell'impianto può avvenire dopo la realizzazione dei lavori di sua stretta competenza (i parcheggi, il rifacimento della stazione di Tor di Valle e l'acquistodi tre convogli della Roma- Lido con investimenti per 45 milioni mentre 170 sono a caricodella stessa Regione Lazio), si andrà avanti. Se invece dovesse prevalere la linea del Comune, si andrebbe probabilmente incontro ad uno stop definitivo, con la Roma, che finora ha già investito circa 80 milioni di euro, pronta ad una causa milionaria e a spostare il progetto a Fiumicino. Gli incontri sempre più frequenti con le istituzioni locali hanno lo scopo di accorciare i tempi - per Tor di Valle ci sono voluti 4 anni dal mandato a Cushman & Wakefield per la selezione del sito (maggio 2012) alla consegna del progetto definitivo (maggio 2016) - per individuare i terreni e anticipare tutte le possibili problematiche, nel caso in cui Tor di Valle dovesse saltare. Di sicuro, il sindacoMontino comincia a crederci. «Fiumicino - ha detto a Centro Suono Sport - è un' alternativa reale. Le cubature sarebbero inferiori: solo stadio e business park. Ci vogliono 18 mesi per iniziare i lavori: se la Raggi si ferma, noi siamo pronti».

Gianluca Piacentini

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Fiumicino corteggia il nuovo stadio «L'ok in soli 18 mesi» (Gazzetta dello Sport - ed. romana)

Il vicepresidente Baldissoni vede il sindaco Montino, che dice: «Se la Raggi dice no...»

di Massimo Cecchini

E adesso sono quattro. parliamo delle volte che i responsabili del club giallorosso sono andati a vedere l'area di Fiumicino dove, qualora il comune di Roma bocciasse il progetto, potrebbe trovare spazio il nuovo stadio.Occhio però: la Roma farebbe lievitare il Piano B solo in presenza di una bocciatura da parte dell'amministrazione capitolina, anche per avere gli estremi per avviare l'azione legale. A quel punto, comunque, l'alternativa potrebbe lievitare in tempi rapidi.

Diciotto mesi
Lo ha ribadito ieri a Centro Suono Sport anche Esterino Montino, sindaco di Fiumicino. «La Roma non vuole più perdere tempo. Qui ci sono 400 ettari di terreni (alle spalle del centro commerciale Da Vinci, ndr) completamente edificabili, pronti ad ospitare lo stadio, con tempi di realizzazione che sarebbero dimezzati rispetto al progetto originale. Loro ne hanno bisogno di 50». Una parte sono di proprietà comunale, altri invece di privati, ma l'acquisto non sembra davvero essere un problema. «La mia disponibilità non è stata mai in concorrenza con quella di Roma. Ho sempre detto: se per caso per una serie di motivi, spero di no, a Romanonsi dovesse fare, sappiate che a 7 km, in un'area infrastrutturata, avete la possibilità di farlo.AFiumicino si parla di stadio e quello che è connesso, con la parte commerciale e gli uffici. Non sarà presa in considerazione la parte residenziale, così l'investimento sarebbe decisamente inferiore per le cubature rispetto a quello attuale. Ed essendo lontani dal Tevere, non ci sarebbero rischi idrogeologici. In 18 mesi potrebbero iniziare i lavori, forseanchemeno. Comunque a settembre ci risentiremo». E chissà che questo non scuota la sindaca Raggi.

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di Guido D'Ubaldo
ROMA

La Roma si allontana da Tor di Valle e corre verso il mare. Ieri c'è stato un nuovo incontro tra il sindaco di Fiumicino, Esterino Montino e una delegazione della Roma guidata dal vicepresidente Mauro Baldissoni, accompagnato da alcuni tecnici. Il vertice si è svolto nella sede comunale di via Portuense, è durato poco più di un'ora e ha visto la presenza anche del vicesindaco con delega all'Urbanistica, Ezio di Genesio Pagliuca, e di tecnici comunali. Questo quarto incontro tra le parti era in agenda dopo aver messo in cantiere una serie di approfondimenti e di verifiche, fatte fare dalla Roma da tecnici specializzati sull'area interessata.

Nel pomeriggio abbiamo raggiunto telefonicamente Esterino Montino, che ha confermato la propria disponibilità a costruire lo stadio sui terreni della città dell'aeroporto.

Sindaco, ci sono stati passi avanti?
«Abbiamo fatto un'ulteriore verifica e approfondimento tecnico sulla fattibilità e soprattutto sui tempi necessari, una volta che la Roma dovesse decidere di abbandonare il progetto di Tor di Valle e puntare su Fiumicino. Una volta deciso questo saranno prese in considerazione le procedure che abbiamo esposto. Arrivati a questo punto la Roma vuole capire che tempi ci sono. Quindi abbiamo fatto una disamina nel dettaglio. Da parte della società giallorossa l'interesse c'è ed è concreto. E' chiaro che non vogliono più perdere tempo».

Ecco, i tempi. Quanto ci vuole per ricominciare da zero? 
«Guardi, per noi, tenuto conto della Dia e altri passaggi burocratici, per partire con i cantieri ci vorranno sui 18 mesi e mi tengo largo. Dal momento che si parte e si sciolgono le riserve iniziali tutti i passaggi saranno snelli. Non ci sono da fare varianti sostanziali, la parte archeologica è già stata indagata. Sul piano idreologico è una delle aree fatte salve dai decreti, avere la convenzione edilizia già firmata facilita molto sotto l'aspetto urbanistico. Rimangono da fare 25.000 metri quadri di parcheggi o infrastrutture di quella natura. C'è poi la valutazione dell'impatto ambientale che spetta alla Regione, per questo mi tengo largo. Per quanto riguarda noi, potrebbe essere anche questione di mesi. Dal punto di vista della viabilità c'è il vantaggio di avere due autostrade, la Roma-Fiumicino e la Roma-Civitavecchia. Poi c'è la Portuense».

Di chi sono i terreni dove dovrebbe sorgere lo stadio? 
«I terreni vanno tutti acquistati, solo una piccola parte è di nostra proprietà, il grosso è in mano a privati».

Il proprietario dovrebbe essere un certo Mariani. C'entra anche Caltagirone?
«No, lui ha proprietà sulla parte sinistra dell'autostrada, lo stadio dovrebbe sorgere sulla destra».

Lei pensa che la Roma voglia smarcarsi dal Campidoglio?
«No, non credo, ma hanno perso le speranze. Penso che abbiano capito che sia diventato difficile, considerato il livello del dibattito. Stanno preparando un piano B».

Il prossimo step?
«Siamo al quarto incontro, Baldissoni c'è sempre stato. Il prossimo sarà a settembre, ma non lo abbiamo fissato. Faremo ulteriori approfondimenti. Anche i costi sarebbero molto più bassi. Stiamo parlando di uno sviluppo pari a 100.000 metri di superficie rispetto a parecchie centinaia di migliaia su Roma».

Per Fiumicino lo stadio è un'opportunità.
«Io ho sempre creduto di sì. Per sviluppo e ricaduta positiva sull'economia del territorio. Sono sempre stato della teoria che 400 ettari destinati a un intero comprensorio di capannoni che rischiano di restare vuoti è meglio destinarli a un'altra attività di un certo pregio». 
Lo stadio della Roma sorgerebbe dove c'era l'Interporto. Il progetto sarebbe da rifare, non ci sarà la parte destinata all'edilizia residenziale che è la compensazione per le opere pubbliche da fare a Tor di Valle. Ma un fatto è certo: la Roma si sposterà a Fiumicino (a sette chilometri in linea d'aria rispetto al progetto iniziale) solo se il Campidoglio dovesse bocciare il progetto e a quel punto Pallotta e i suoi collaboratori faranno causa al Comune di Roma, avendo speso già 90 milioni e avendo ottenuto il via libera dalla Conferenza dei Servizi. 


Tarallo

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Se lo fanno a Fiumicino rosico, a me pare un postone.

Il nostro Giorgione

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Credo sia un bluff. Se devono comprare i terreni da più proprietari, e rispettare gli standard edilizi esistenti, lo spazio per enormi trojate speculative si restringe moltissimo. Certo, il posto sarebbe logico e perfetto.

Ps
I milioni oggi sono diventati 90....😀😀😀😀 che miserabili  bocchivendoli 

biancocelestedentro

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Citazione di: Il nostro Giorgione il 03 Ago 2019, 08:32
Ps
I milioni oggi sono diventati 90....😀😀😀😀 che miserabili  bocchivendoli

Avevo già letto 90 milioni qualche giorno fa.
Comunque  :asrm sempre e per sempre.

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ES

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Fiumicino è per pallotta quel che era Valmontone per Lotito, un semplice spauracchio, credo.

"Sviluppo su 100.000 metri di superficie"...o mio Dio...

biko

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Il bluff non lo vedo. C'è molta logica (a parte la causa col comune).
Mi domando le ripercussioni sul "nostro" .

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