Anche la bandierina su google maps avrà il suo peso, allorché si verificheranno due passaggi chiave:
- disciplinare la convenzione di urbanizzazione dell'area, dichiarando la preminenza (o meno) delle opere pubbliche sulle private;
- nella fase di realizzazione, quando gli inesorabili intoppi nella realizzazione delle opere pubbliche si materializzeranno e si alzerà la canizza per completare "almeno" le private, lasciando le pubbliche a marcire, come spesso in questa città accade.
Questa dovrebbe essere la linea del Piave per la cosa pubblica, almeno stando alle dichiarazioni di Caudo.
E questo è il fronte che gli americani si preparano a violare, prima che sia fissato nero su bianco.
Nelle intenzioni dei proponenti, più l'amministrazione è debole, più la pressione dell'opinione pubblica sarà efficace.
Ecco perché il messaggio che DEVE ora passare, attraverso il battage mediatico, è che lo stadio è, di per sé, un'opera pubblica, in quanto destinata a soddisfare le esigenze circensi della popolazione incazzata, e, se lo è lo stadio, lo è anche l'enorme impianto urbanistico che fa leva su di esso.
Che 'ste opere pubbliche, in fondo, so' na rottura de cogli.oni, una zavorra tutta itagliana per non fare mai nulla, anche quando piovono dollaroni.
In realtà, dopo aver generato il mostro, ora forse qualcuno, abbandonato l'entusiasmo, comincia a mangiare la foglia.
Questa mattina la Roma ha presentato ufficialmente il processo definitivo del nuovo stadio. «Il nostro compito come amministrazione - dichiara l'assessore alla Rigenerazione e Trasformazione urbana Giovanni Caudo - è di natura tecnica. Verrà riattivato il gruppo di lavoro inter assessorile, già istituito per l'esame del progetto di fattibilità, per verificare la coerenza fra il progetto presentato e le prescrizioni contenute nella delibera numero 132 approvata dalla Assemblea capitolina il 22 dicembre 2014 e che, attraverso quelle prescrizioni, ha dichiarato il pubblico interesse».
«Compito del gruppo di lavoro sarà anche quello di valutare se la documentazione presentata sia sufficiente per poter essere trasmessa alla Regione - aggiunge - Si ricorda, infatti, che a termini di legge, il procedimento si riavvia con l'apertura della conferenza dei servizi decisoria che sarà indetta dalla Regione. Il gruppo di lavoro lavorerà con rigore e nei tempi più stringati possibile, per mettere la Regione nelle migliori condizioni di lavoro e di tempi».
(adnkronos)
A differenza di quanto dichiarato da Marino e Caudo, tuttavia, sul punto la delibera 132 si tiene sul vago e parla di "contestualità" delle opere pubbliche alle private; in particolare, sub V a pag. 10: "la contestualità della realizzazione delle opere pubbliche rispetto agli interventi riguardanti l'impianto sportivo, per assicurarne la funzionalità già al momento della prima utilizzazione pubblica"; ancora, a pag. 10, si legge che "l'attuazione dell'intervento sarà espressamente disciplinata da una specifica convenzione urbanistica, tra il proponente e Roma Capitale; lo Schema di Convenzione dovrà essere approvato in sede di Conferenza di Servizi decisoria, previa approvazione del medesimo, unitamente ai relativi allegati, da parte di Roma Capitale; la convenzione dovrà essere stipulata prima dell'inizio dei lavori".
E' la stessa deliberazione a rinviare tutte "le obbligazioni inerenti l' esecuzione delle opere pubbliche" alla stipulazione di una "specifica convenzione urbanistica, tra il proponente e Roma Capitale, che disciplinerà anche la graduazione del rilascio dei permessi a costruire negli altri interventi privati previsti, il cui schema di convenzione sarà approvato in sede di Conferenza di Servizi decisoria, previa approvazione dei medesimi, con i relativi allegati, da parte di Roma Capitale; la convenzione deve essere stipulata prima dell'inizio dei lavori".
Non va dimenticato che l'osservazione avanzata dal IX Municipio - secondo cui sarebbe stato necessario "indicare all'interno delle convenzioni e nei programmi di realizzazione delle opere, una scala prioritaria di interventi che individui nelle opere di trasporto pubblico, in particolare quelle" su ferro" e a quelle legate all'intermodalità a priorità assoluta rispetto qualsiasi opera in progetto, da mettersi in campo prima della realizzazione delle infrastrutture viarie" - non è stata accolta dall'eccelso consesso, ma che, genericamente, nella deliberazione definitiva si prevede che "Il proponente dovrà assicurare la contestualità, nei limiti di cui sopra, della realizzazione delle opere pubbliche riguardanti l'impianto sportivo, per assicurarne la funzionalità già al momento della prima utilizzazione pubblica".
Da ciò si inferisce ora quale sia la partita di vitale importanza: declassare nella convenzione le opere pubbliche ad ancelle deo stadiodaariomma, evitare la fissazione di qualsiasi cronoprogramma e realizzare una nuova centralità (e, forse, uno stadio) utilizzando il lupetto e facendo leva sulle aspettative di gloria post-imperiale di un magnifico bobolo di gonzi semianalfabeti e dei loro prezzolati pifferai.