Stadio della.... (Topic ufficiale)

Aperto da Redazione Lazio.net, 24 Dic 2014, 08:05

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m.m.

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Citazione di: Redazione Lazio.net il 27 Lug 2016, 06:18
Unicredit, «salta» Fiorentino e ora rischia lo stadio della Roma (Il Tempo)

Il sogno dei tifosi della Roma di vedere i giallorossi correre sull'erba di un nuovo stadio potrebbe essersi incrinato giusto ieri quando il nuovo amministratore delegato di Unicredit, Jean Pierre Mustier, in un cda molto teso, confermando le indiscrezioni della vigilia sulla riorganizzazione della prima linea di manager, ha fatto uscire il vicepresidente della banca, Paolo Fiorentino. Vale a dire, l'uomo che ha legato il suo nome alle vicende societarie della As Roma nel delicato passaggio da Rosella Sensi agli americani di James Pallotta. E che, pure non avendone mai avuto investitura formale, era visto come l'anello di congiunzione tra il costruttore Parnasi, impegnato nella costruzione del nuovo Stadio di Tor di Valle, e Unicredit, verso cui Parnasi ha un'esposizione debitoria di circa 450 milioni di euro.

Per alcuni, voci, per altri malevola propaganda, in molti hanno ipotizzato un legame tra la necessità di aiutare Parnasi a rientrare del debito e la spinta da parte di Unicredit alla costruzione dello stadio. Quanti insistono nel dire che Fiorentino era il grande sponsor dell'operazione si scontrano con chi, dentro Unicredit, ne prende le parti e nega il rapporto spiegando come il costruttore romano abbia già avviato un piano di ristrutturazione del debito con la banca di Piazza Cordusio che prescinde da ogni business futuro sulle aree della Tor di Valle. A metà giugno, il CdA di Unicredit ha varato un piano complessivo di ristrutturazione del debito delle diverse società riconducibili al Gruppo Parnasi. A Luca Parnasi resta in mano la parte societaria che, con Eurnova, è direttamente coinvolta nel progetto Stadio. Sia come sia, l'uscita di Fiorentino non fa dormire sonni tranquilli ai tifosi della Roma: l'avvio dei lavori a Tor di Valle può essere una boccata di ossigeno finanziario per consentire a Parnasi di chiudere con maggiore velocità il rientro dall'esposizione. Altre indiscrezioni, smentite per le vie ufficiali ma ribadite informalmente da altre fonti contattate da Il Tempo, ancora ieri spingevano a ipotizzare una stretta correlazione tra Parnasi, un Unicredit e lo stadio. La banca guidata da Mustier, nell'era dell'ex ad Ghizzoni, aveva mostrato interesse per la realizzazione, dopo quella milanese, di una torre di uffici a Roma e tra le aree ipotizzate c'era l'area dove dovrebbe sorgere lo stadio. Sul punto fu proprio Fiorentino a spiegare che «sul progetto per il nuovo edificio, peraltro sede legale del gruppo UniCredit, ci stiamo lavorando e vorremmo evitare che in Italia la nuova sede milanese resti sola. Abbiamo le idee abbastanza chiare, siamo in fase di finalizzazione della trattativa ma non si può dire chi è la controparte».

Inutile ottenere di più ma qualche indizio nelle sue parole si poteva cogliere: «L'aspetto principale è analizzare dove abitano i dipendenti, oltre 3 mila a Roma, e al tempo stesso bisogna limitarne gli spostamenti». Ora le sedi più numerose del gruppo bancario sono da anni all'Eur ed è probabile che la maggior parte dei lavoratori sia installata nei quartieri limitrofi. Così già allora secondo i rumors la trattativa poteva essere già aperta col gruppo Parnasi per portare la sede di Unicredit a Tor di Valle. Solo illazioni chiaramente, mai confermate da Unicredit e spesso seccamente smentite. Ma si sa, il cuore giallorosso che vibra di passione vera, di fronte alla sola ipotesi dello stop dei lavori di un'opera che lancerebbe ancora di più il club nel grande firmamento del football internazionale, non si cura della finanza ma pensa solo al cammino stellare del team. Si tratta di un'opera gigantesca anche dal punto di vista economico: oltre 1,5 miliardi di euro, la cui sola progettazione è costata a oggi 60 milioni di euro. Senza nulla togliere ai loro sogni però, un vecchio banchiere milanese citava l'insegnamento dei suoi maestri spiegando che: la finanza (non quella di polizia ma quella che muove i soldi) anticipa l'economia reale. E dunque agli osservatori finanziari l'uscita di Fiorentino appare sospetta per quanto riguarda il cammino glorioso della Magica. Nel bene e nel male, infatti, Fiorentino non ha mai nascosto il suo interesse per il destino societario della squadra. Fu lui, napoletano di razza, nei momenti nei quali la As Roma rischiava di restare solo una partecipazione azionaria nel portafoglio di Unicredit a spendersi davanti ai tifosi giallorossi della Roma, in costante fibrillazione per il destino, a rassicurare le schiere fan romanisti dichiarando urbi et orbi: «Stiamo investendo per farvi sognare». Ed è stato lui a favorire l'arrivo di un compratore degno del blasone del club di Francesco Totti. Fu con la mediazione della banca milanese, che il 18 agosto del 2011 fu firmata la cessione alla cordata Usa messa insieme dall'imprenditore di Boston Thomas Di Benedetto. Gli americani investirono 60 milioni di euro e costituirono una nuova società, la Neep Roma Holding, partecipata anche da Unicredit la quale a sua volta versò 26 milioni. Il 6 agosto di due anni dopo l'istituto cedette altre quote alla Raptor, una società di diritto del Delaware riconducibile a James Pallotta, diventato nel frattempo presidente del club giallorosso e guida della cordata americana dopo il passo indietro di Di Benedetto per ragioni economiche. Unicredit è poi uscita dall'avventura calcistica. Ma ancora una volta la chiusa fu di Fiorentino: la partecipazione «non è strategica». Insomma nel destino della Roma c'è sempre un Fiorentino nel bene (il salvataggio) e forse nel male. Già, il depotenziamento del manager suona a molti come una messa in difficoltà di Parnasi e un indebolimento della possibilità che lo stadio sorga veramente.

Fernando M. Magliaro
Ancora non si capisce se magliaro ci faccia, o ci sia, nel confondere gli scenari.

Le molte criticità della speculazione (denominata stadio) sono quelle arcinote, anche a magliaro, di natura amministrativa (urbanistica, tpl, etc.)
Non lo ha capito, lo ha dimenticato, o inizia a suggerire una via di fuga?

Se passasse, la speculazione non avrebbe, anche con mustier, problemi di finanziamento bancario.
Peraltro, non mi pare che unidebit fosse indicata tra i principali finanziatori dell'opera, mentre sarebbe stata uno dei maggiori fruitori degli uffici.

Con l'uscita di scena di fiorentino, il vero problema della asmerda, che tutti auspichiamo si manifesti repentinamente e cruentemente, sono i debiti contratti e le linee di finanziamento accordate, finora, con grande benevolenza; benevolenza che, quando tra le loro grinfie finimmo noi, geronzi non ebbe, con le note conseguenze, di cui discutiamo ancora oggi.

L'esposizione di unidebit verso una società di calcio, per di più merdosa, non ha eguali in italia, ed è garantita in concreto dal nulla, se non dalla capacità dei pennivendoli di regime di continuare ad attrarre i bovini verso qualunque prodotto verniciato di piscioruggine.

Avendo investito a cazzodicane, inanellando una serie de piandercu', le risorse rese disponibili dalla banca, ora la romoletta si trova davanti al fosso: se passa il preliminare, salta il fosso e cammina ancora fino al prossimo, sperando di riuscire a saltarlo, e così via, di fosso in fosso.
E', infatti, alquanto improbabile che, qualora cadesse, la banca le offrirebbe un altro paracadute finanziario.

Se, per qualunque ragione, le mandrie iniziassero a dubitare dell'appeal del prodotto, si entrerebbe in un gorgo pericoloso: le linee sarebbero incapienti, i prestiti andrebbero in sofferenza e si correrebbe il concreto rischio di crollo del castello di sabbia, chiamato roma americana, e la banca potrebbe rimanere con le mosche in un pugno e la carta straccia del progetto di libeskind nell'altro, rischio che mustier non vorrà correre.
E', dunque, ragionevole ritenere che mustier pretenderà il puntuale pagamento dei buffi, indipendentemente dai fossi sportivi.

Ed ecco finalmente profilarsi Cariddi: per pagare a termine, la asmerda dovrà alleggerire i costi e realizzare qualche asset, cioè i calciatori, con conseguente precipitare dell'appeal del prodotto, dispersione della mandria, et cetera.

Se è vero che la finanza precede la realtà, questo scenario è più prossimo di quanto si creda.

(ora riporto su off l'interruttore "ottimismo" e torno su laziotalk  8))

NEMICOn.1

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Quindi ancora una volta .... I HAVE A DREAM : MANCHESTER CITY

GoodbyeStranger

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Citazione di: Dissi il 27 Lug 2016, 07:41
" Ma si sa, il cuore giallorosso che vibra di passione vera, di fronte alla sola ipotesi dello stop dei lavori di un'opera che lancerebbe ancora di più il club nel grande firmamento del football internazionale, non si cura della finanza ma pensa solo al cammino stellare del team. "

Turone d'oro, subito.

ian

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Citazione di: m.m. il 27 Lug 2016, 13:39
Ancora non si capisce se magliaro ci faccia, o ci sia, nel confondere gli scenari.

Le molte criticità della speculazione (denominata stadio) sono quelle arcinote, anche a magliaro, di natura amministrativa (urbanistica, tpl, etc.)
Non lo ha capito, lo ha dimenticato, o inizia a suggerire una via di fuga?

Se passasse, la speculazione non avrebbe, anche con mustier, problemi di finanziamento bancario.
Peraltro, non mi pare che unidebit fosse indicata tra i principali finanziatori dell'opera, mentre sarebbe stata uno dei maggiori fruitori degli uffici.

Con l'uscita di scena di fiorentino, il vero problema della asmerda, che tutti auspichiamo si manifesti repentinamente e cruentemente, sono i debiti contratti e le linee di finanziamento accordate, finora, con grande benevolenza; benevolenza che, quando tra le loro grinfie finimmo noi, geronzi non ebbe, con le note conseguenze, di cui discutiamo ancora oggi.

L'esposizione di unidebit verso una società di calcio, per di più merdosa, non ha eguali in italia, ed è garantita in concreto dal nulla, se non dalla capacità dei pennivendoli di regime di continuare ad attrarre i bovini verso qualunque prodotto verniciato di piscioruggine.

Avendo investito a cazzodicane, inanellando una serie de piandercu', le risorse rese disponibili dalla banca, ora la romoletta si trova davanti al fosso: se passa il preliminare, salta il fosso e cammina ancora fino al prossimo, sperando di riuscire a saltarlo, e così via, di fosso in fosso.
E', infatti, alquanto improbabile che, qualora cadesse, la banca le offrirebbe un altro paracadute finanziario.

Se, per qualunque ragione, le mandrie iniziassero a dubitare dell'appeal del prodotto, si entrerebbe in un gorgo pericoloso: le linee sarebbero incapienti, i prestiti andrebbero in sofferenza e si correrebbe il concreto rischio di crollo del castello di sabbia, chiamato roma americana, e la banca potrebbe rimanere con le mosche in un pugno e la carta straccia del progetto di libeskind nell'altro, rischio che mustier non vorrà correre.
E', dunque, ragionevole ritenere che mustier pretenderà il puntuale pagamento dei buffi, indipendentemente dai fossi sportivi.

Ed ecco finalmente profilarsi Cariddi: per pagare a termine, la asmerda dovrà alleggerire i costi e realizzare qualche asset, cioè i calciatori, con conseguente precipitare dell'appeal del prodotto, dispersione della mandria, et cetera.

Se è vero che la finanza precede la realtà, questo scenario è più prossimo di quanto si creda.

(ora riporto su off l'interruttore "ottimismo" e torno su laziotalk  8))

:D grande, me mandi a dormi felice

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Palo

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Citazione di: Dissi il 27 Lug 2016, 07:41
" Ma si sa, il cuore giallorosso che vibra di passione vera, di fronte alla sola ipotesi dello stop dei lavori di un'opera che lancerebbe ancora di più il club nel grande firmamento del football internazionale, non si cura della finanza ma pensa solo al cammino stellare del team. "

una frase del genere neanche nei cinegiornali anni '30...


a maglià, la sai una cosa?
mesà che pure sta volta te la piji 'nder culo, ma ci dovresti essere abituato

Ma solo a me suonava come una presa per il culo a "loro"?

Rugiule

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Citazione di: Palo il 28 Lug 2016, 07:20
Ma solo a me suonava come una presa per il culo a "loro"?
Pure a me me sembra na presa per culo, piuttosto raffinata peraltro, c'è una ricerca troppo accurata di termini perculatori ai quali solo loro possono credere...

Amarcord

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Ho appena letto sul tempo questa notizia che mi fa rimanere scioccato... 2.5miliardi di risarcimento e per di piu di denaro pubblico? possibile? qualcuno ne sa qualcosa di piu?

Per un eventuale blocco del Comune la Roma può citare il Campidoglio?

"Partiamo dal fatto che il progetto non può essere bloccato per una volontà politica. Il Comune può bloccare il progetto e la Roma si può appellare facendo causa, poi decide il giudice chi ha ragione. Il Comune può decidere di modificare alcuni paletti o decidere che non ci sia più il pubblico interesse, ma deve spiegare il perché. Per rimettere in discussione qualcosa c'è bisogno di un fattore tecnico o giuridico. Se la giunta Raggi approva una modifica di pubblico interesse si ricomincia da zero. L'esempio più pratico riguarda l'area scelta, ma bisogna motivare il perché l'area non va bene. Serve una motivazione corposa da presentare al giudice, perchè il risarcimento sarebbe enorme tanto da far rischiare il default al Comune. Parliamo di 2,5 miliardi euro".

Tarallo

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E' un refuso, volevano dire fantastiliardi.

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Dissi

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ripristeneranno anche la fucilazione ...

m.m.

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Citazione di: ian il 28 Lug 2016, 02:18
:D grande, me mandi a dormi felice

(Rimani su ON, prova a rimanere su ON!)

Intanto, ieri, magliaro, contattato dai preoccupati pennivendoli peperones, ha precisato che l'uscita di scena di fiorentino danneggerebbe, direttamente ed immediatamente, il piano di ristrutturazione del gruppo parnasi progettato dallo stesso fiorentino.

Secondo tale piano, eurnova, che dovrebbe costruire lo "stadio", sarebbe rimasta a parnasi, che avrebbe ceduto una delle torri, a saldo e stralcio, per la sede romana unidebit, mentre il resto dei cantieri del gruppo sarebbero passati ad unidebit, o a soggetto dalla stessa indicato, come il parmense pizzarotti.

Poi sono scivolati sul vero problema amministrativo.

Naturalmente, per non turbare le pascolanti mandrie, l'esposizione debitoria monstre (in relazione agli assets) della aesse è tema su cui si è bellamente sorvolato.

Staremo a vedere se sto franzoso è omo pratico, o se anche lui si lascerà obnubilare dal fetore.

(Vorrei tanto, ian, ma non gliela faccio: inzaghino allenatore è stata una mazzata da cui non riesco a risollevarmi.
Me sarei riabbonato pure col finto pretino, ma con l'ex allenatore in pectore della salernitana non gliela fo'.
Un altro anno come lo scorso non lo reggerei.
Ma il terzogenito scalpita e, se ci sarà un clima decente, lo porterò spesso.)   

tashunka-witko

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Citazione di: Amarcord il 28 Lug 2016, 11:57
Ho appena letto sul tempo questa notizia che mi fa rimanere scioccato... 2.5miliardi di risarcimento e per di piu di denaro pubblico? possibile? qualcuno ne sa qualcosa di piu?

Per un eventuale blocco del Comune la Roma può citare il Campidoglio?

"Partiamo dal fatto che il progetto non può essere bloccato per una volontà politica. Il Comune può bloccare il progetto e la Roma si può appellare facendo causa, poi decide il giudice chi ha ragione. Il Comune può decidere di modificare alcuni paletti o decidere che non ci sia più il pubblico interesse, ma deve spiegare il perché. Per rimettere in discussione qualcosa c'è bisogno di un fattore tecnico o giuridico. Se la giunta Raggi approva una modifica di pubblico interesse si ricomincia da zero. L'esempio più pratico riguarda l'area scelta, ma bisogna motivare il perché l'area non va bene. Serve una motivazione corposa da presentare al giudice, perchè il risarcimento sarebbe enorme tanto da far rischiare il default al Comune. Parliamo di 2,5 miliardi euro".

Ma entrare nel mondo dello spettacolo no??....mi dicono potresti guadagnare moltissimo con cinepanettoni e similia!

Drake

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Citazione di: Amarcord il 28 Lug 2016, 11:57
Il Comune può [..] decidere che non ci sia più il pubblico interesse, ma deve spiegare il perché.

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Dissi

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Citazione di: m.m. il 28 Lug 2016, 12:22

Staremo a vedere se sto franzoso è omo pratico, o se anche lui si lascerà obnubilare dal fetore.


so da fonti interne che è uomo con pelo sullo stomaco della misura di un bue muschiato groenlandese

(agevolo foto)






amor_marde

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mi rallegravo della notizia già un paio di giorni fa in altro topic

per loro non è una cosa positiva, indipendentemente da Parnasi o altro, la facilità di accesso al credito e i bassissimi margini di interessi ad esso legati dovrebbero subire un contraccolpo, non è certo, ma altamente probabile

nutro invece dubbi sulla necessità di rientro dei debiti nei confronti dell'istituto, non penso infatti ci sia una esposizione tale da suggerire catastrofi imminenti, o meglio, formalmente la loro nota esposizione potrebbe non essere rivolta verso la banca
sempre da quel punto di vista (cioè formalmente) la Lazio secondo me è messa peggio

galafro

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Citazione di: Amarcord il 28 Lug 2016, 11:57
Ho appena letto sul tempo questa notizia che mi fa rimanere scioccato... 2.5miliardi di risarcimento e per di piu di denaro pubblico? possibile? qualcuno ne sa qualcosa di piu?

Per un eventuale blocco del Comune la Roma può citare il Campidoglio?

"Partiamo dal fatto che il progetto non può essere bloccato per una volontà politica. Il Comune può bloccare il progetto e la Roma si può appellare facendo causa, poi decide il giudice chi ha ragione. Il Comune può decidere di modificare alcuni paletti o decidere che non ci sia più il pubblico interesse, ma deve spiegare il perché. Per rimettere in discussione qualcosa c'è bisogno di un fattore tecnico o giuridico. Se la giunta Raggi approva una modifica di pubblico interesse si ricomincia da zero. L'esempio più pratico riguarda l'area scelta, ma bisogna motivare il perché l'area non va bene. Serve una motivazione corposa da presentare al giudice, perchè il risarcimento sarebbe enorme tanto da far rischiare il default al Comune. Parliamo di 2,5 miliardi euro".
Certo che se ne dicono di cazzate. Mica lo stadio e le torri sono state costruite e si ordina di abbatterle.
Seppure si può parlare di costi di progettazione andati perduti che dalle somme messe a disposizione da Pallotta trattasi di 30 milioni per altro non ancora tutti spesi.
Il pubblico interesse è di per sé una decisione politica, un'amministrazione può giudicare che ci sia, un'altra no: il governo Berlusconi a suo tempo giudicava di pubblico interesse il ponte di Messina, quelli che sono venuti dopo no e l'impresa che aveva speso non decine ma centinaia di milioni per la progettazione sta ancora lì a domandarsi se sia il caso di chiedere il rimborso pena l'esclusione dalla gare pubbliche.
I 5 stelle devono sono decidere se essere coerenti  o fare i romoletti. I cittadini stanno lì con la matita in mano, a secondo di come si comporteranno sono pronti a fare una croce oppure a scrivere un bel vaffa sulla prossima scheda elettorale

m.m.

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Citazione di: amor_marde il 28 Lug 2016, 17:58
nutro invece dubbi sulla necessità di rientro dei debiti nei confronti dell'istituto, non penso infatti ci sia una esposizione tale da suggerire catastrofi imminenti, o meglio, formalmente la loro nota esposizione potrebbe non essere rivolta verso la banca
sempre da quel punto di vista (cioè formalmente) la Lazio secondo me è messa peggio

amor, il tema mi interessa.

quando hai un secondo potresti essere così gentile da approfondirlo?

thanks

Yanez_de_Gomera

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Citazione di: galafro il 28 Lug 2016, 18:35
I 5 stelle devono sono decidere se essere coerenti  o fare i romoletti. I cittadini stanno lì con la matita in mano, a secondo di come si comporteranno sono pronti a fare una croce oppure a scrivere un bel vaffa sulla prossima scheda elettorale
Stessa cosa che penso io. Ma poi, se non sbaglio, la nuova giunta 5 stelle non ha affatto negato lo stadio ai Neanderthaliani, ha solo posto un (sacrosanto) problema sul luogo dove farlo, visto che quello da loro indicato é totalmente inadatto. Quindi risarcimento di che ? Di aver creduto all'asino che vola ? 

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Tor di Valle, frenata del vice-sindaco sul progetto (Il Messaggero)
L'ITER

Il progetto del nuovo stadio a Tor di Valle non è ancora stato trasmesso dal Comune alla Regione per «motivi tecnici». Ma una considerazione molto «politica», il vicesindaco di Roma Daniele Frongia, ieri l'ha fatta: «Dobbiamo parlare di stadio, non di un quartiere con una piccola porzione dedicata allo stadio». Mettendo nel mirino quel milione di metri cubi che, nel progetto di Pallotta e del costruttore Luca Parnasi, verrebbe destinato ad opere che con lo sport non c'entrano nulla: negozi, alberghi, ristoranti, uffici. L'86% delle cubature totali, mentre appena il 14% sarebbe riservato allo stadio vero e proprio (che peraltro la Roma avrebbe in affitto da una società di Pallotta). «Noi siamo favorevoli a uno stadio di calcio per le grandi società sportive», ha detto ieri il numero due della giunta Raggi, intervenendo su Radio Popolare Roma. Ma a patto che non si tratti di costruire «un nuovo quartiere», con la scusa dello sport. Una linea coerente con l'atteggiamento che il M5s aveva tenuto durante la passata consiliatura, quando in Aula votò contro la delibera su Tor di Valle presentata dalla giunta Marino. Lo stesso assessore all'Urbanistica scelto dal M5s, Paolo Berdini, ha definito il progetto come «una gigantesca speculazione edilizia in cui lo stadio è solo un pretesto», attaccando anche la zona scelta per costruire l'impianto e i tre grattacieli alti fino a 220 metri: «L'area di Tor di Valle non va affatto bene. Perché spendere 400 milioni di euro per una zona dove abitano zero cittadini?».
I RITARDI
Frongia ieri ha parlato anche dei ritardi che accompagnano l'iter di approvazione. Le carte presentate dai privati per colmare le tante falle degli elaborati iniziali, ancora non sono state consegnate alla Regione. E così, se Berdini a inizio luglio aveva parlato di «un iter amministrativo ormai sostanzialmente chiuso», dalle parole pronunciate ieri dal vicesindaco sembra che la partita sia ancora aperta. «I documenti - ha detto Frongia, che ha la delega allo Sport - non sono stati trasmessi alla Regione per questioni tecniche ed urbanistiche, non politiche». Ecco perché la Pisana non ha ancora neanche convocato la conferenza dei servizi, l'organismo che entro 180 giorni dovrà decidere se avallare o bocciare definitivamente il progetto.
L. De Cic.

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Stadio, Comune a rischio commissario (Il Tempo)
Roma Continua il silenzio del Campidoglio sul progetto di Tor di Valle Il tempo scade il 28 agosto: poi il club potrà rivolgersi al Tar per inadempienza

Due terzi, sessanta giorni su novanta a disposizione se ne sono già andati. E manca un mese: se entro il 28 agosto il Campidoglio non darà una qualsiasi risposta sul progetto dello stadio della Roma di Tor di Valle si rischia il commissariamento da parte del Tar. A richiederlo sarebbe la stessa As Roma per inadempienza dell'amministrazione capitolina. Con la possibilità di danno erariale per i funzionari coinvolti nel progetto. Esattamente come sta avvenendo per la Nuova Fiera di Roma.
Mentre in Comune i funzionari proseguono un esame delle carte che somiglia sempre più a una tela di Penelope funzionale a guadagnare tempo e permettere alla politica di prendere una decisione, «radio Campidoglio» racconta a questo proposito che, finalmente, il dossier Tor di Valle sarebbe giunto sulla scrivania del vicesindaco, Daniele Frongia - ha lui la delega allo Sport - il quale ieri ha detto che la mancata trasmissione dei documenti alla Regione è dovuta a «questioni tecniche ed urbanistiche non politiche». E su quella dell'assessore all'Urbanistica, Paolo Berdini, che, in nome della trasparenza, dopo il profluvio di interviste (e relative polemiche) sparacchiate a ridosso della campagna elettorale, oramai è scomparso da tutti gli schermi radar, rifiutando anche le chiamate al telefono. L'argomento stadio per i pentastellati sembra quasi un tabù: alla presentazione degli atleti azzurri in partenza per le Olimpiadi di Rio, a una domanda dei giornalisti in merito allo stadio visto in chiave candidatura olimpica, Augusto Rubei, (futuro) portavoce del sindaco Raggi, ha immediatamente glissato e cambiato argomento. Nonostante questa cortina di ferro calata dall'alto, qualcosa, nella galassia pentastellata, sembra muoversi.
L'irresistibile potere della rete del quale si nutrono i 5Stelle fa più miracoli delle domande della stampa: via Twitter cinguetta il presidente della Commissione Trasporti, Enrico Stefàno, che, in un botta e risposta con gli utenti, afferma: «Quello che vogliamo proporre è togliere tronchino B e destinare tutto a Lido», vale a dire di destinare la quota di investimento inserita nella delibera di pubblico interesse (50 milioni di euro e spicci) non più alla creazione di uno scambio sulla linea B, ma direttamente per contribuire al rifacimento della Roma-Lido di Ostia. Una eventualità questa, già contenuta nella stessa delibera di Marino e Caudo la quale, per garantire che almeno il 50% dei tifosi possa recarsi al nuovo stadio usando il trasporto su ferro, prevede «prioritariamente» (non obbligatoriamente) un intervento sulla linea B ma anche la possibilità che, in Conferenza di Servizi regionale, vengano esaminati i problemi legati al funzionamento della linea e alle possibili interferenze proprio con la Roma-Lido.
«Il prolungamento della B è una cosa che non sta proprio in piedi e lo abbiamo detto più volte. L'unica strada percorribile - spiega Stefàno durante una pausa dei lavori del Consiglio comunale sull'assestamento di bilancio - è quella del potenziamento della Roma-Lido. La nostra idea è che fare una diramazione sulla B non è sostenibile perché avrebbe degli effetti negativi sulle frequenze di servizio: occorrerebbe una ristrutturazione totale della linea B, armamento, linea aerea, segnalazione, e acquistare 10 nuovi treni, oppure andresti a creare, con lo scambio per Tor di Valle, un problema sulle frequenze dei treni. Fare un secondo scambio sulla B dopo quello di Bologna, significa chiudere la metro B. Questa idea è condivisa anche con l'assessore ai Trasporti, Linda Meleo».
Solo che, appunto, per poter aprire questo tavolo di discussione, il progetto in Regione ci deve andare e su questo Stefàno dice: «Non so, non mi occupo di urbanistica, quindi non saprei a che punto siamo». E, infatti, è tutto fermo da sessanta giorni. Sempre «radio Campidoglio», racconta del senso di sicurezza di molti funzionari che stanno con le mani sul dossier: la legge stadi (la finanziaria 2014, legge 147/2013), non cita identifica espressamente un tempo stabilito entro il quale il dossier va trasferito dal Comune alla Regione per l'apertura della Conferenza di Servizi. E, quindi, tutti belli tranquilli in attesa che Berdini decida che diavolo farne di questa grana. Solo che - sembra - si siano tutti dimenticati di una norma ben precisa: la legge su processo amministrativo, la 241/90. Che in modo molto chiaro disciplina qualunque istanza venga presentata alla pubblica amministrazione.
In sostanza, spiegano gli esperti di diritto amministrativo, il Campidoglio potrebbe già essere considerato in ritardo di un mese. La norma dice che il Comune ha (avrebbe) 30 giorni per rispondere. Un limite portato a 90 in caso di «particolare complessità» dell'istanza presentata. Dando per buona la complessità del tema - cosa, peraltro, tutta da dimostrare - i 90 giorni scadono il 28 agosto. E oggi siamo, appunto, a due terzi del tempo concesso. Sbrigarsi, dovrebbe divenire la parola d'ordine: scaduto il termine, il rischio (tutt'altro che remoto) è che il 29 agosto parta l'istanza al Tar. E, tra l'altro, qualunque somma il Comune fosse condannato a pagare, la Corte dei Conti potrebbe imputarla come danno erariale e farla pagare in prima persona ai funzionari capitolini che hanno oggi in mano il dossier. Sarebbe davvero un gran successo per la Giunta Raggi venire commissariata per inadempienza sul più importante progetto privato che sia mai stato presentato a Roma negli ultimi 15 anni.
Fernando M. Magliaro

galafro

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Siamo alle minacce io questo magliaro lo arresterei per "concorso interno ad associazione mafiosa"

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