Stadio della.... (Topic ufficiale)

Aperto da Redazione Lazio.net, 24 Dic 2014, 08:05

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Precisione

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Stadio Roma più vicino, via vincolo Soprintendenza sulla tribuna

Uno degli ostacoli rimasti per la costruzione dello Stadio della Roma a Tor di Valle, il vincolo della Soprintendenza archeologica del Comune di Roma a protezione della tribuna dell'ex Ippodromo, dovrebbe cadere. A quanto è trapelato al termine della Commissione regionale Beni culturali del Lazio - che si è tenuta nel pomeriggio e dalla quale si attende la comunicazione ufficiale dell'esito finale - sarebbe emerso un conflitto tra 3 pareri delle Soprintendenze sull'area. Un vizio di forma che dovrebbe invalidare il vincolo posto sulla tribuna dal Mibact lo scorso febbraio dall'ex soprintendente Margherita Eichberg, dopo che nessuna obiezione era stata, invece, sollevata dalle istituzioni interessate al momento della formalizzazione del progetto dello Stadio proposto dalla Giunta Marino. Con la decadenza di questo ultimo ostacolo procedurale, e incassato domani l'ok dell'assemblea capitolina alla delibera 38/2017 elaborata dalla Giunta Raggi contenente l'interesse pubblico per il nuovo progetto concordato dalla sindaca con i vecchi proponenti, la posa della prima pietra dello Stadio della squadra della Capitale dovrebbe essere ancora più vicina.



ES

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Citazione di: Rugiule il 13 Giu 2017, 00:42
Io non condivido questa dietrologia, per me si sono mostrati esattamente per ciò che sono e che mi aspettavo, degli incapaci, ma incapaci davvero, gente che non capisce nulla dell'organizzazione della cosa pubblica,  non ne conosce le regole e i razionali. In più tanti di loro so pure un po' stupidi, ed ecco i risultati...

Non è così semplice.
Esistono centinaia di video, interviste, pre elezioni.
E centinaia post.

Sono fatti.
Anche l'aver ingaggiato Berdini, è un fatto.

C'è una dead line, chiara.

La nomina di pallotta commendatore è un chiaro indice di come il governo spinga per lo stadio.
È la delega al potere a riguardo.
È tanta roba.

E come i 5s, da grillo a casaleggi, fino alla piccola fiammiferaia, si siano in poco tempo messi a scodinzolare non può essere semplicemente spiegato con l'incapacità o peggio ancora col voto di 100.000 cerebrolesi.

C'è molto altro, forse non lo sapremo mai, o forse tra 100 anni.

P.s. O.T.
Io ci sarò ( sigheretta elettronica), voi no.
Lo racconterò ai vostri nipotini.
E loro mi daranno ragione.

Va bene,la smetto, l'argomento è serio.

AOT

ES

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Citazione di: Precisione il 13 Giu 2017, 22:20
Stadio Roma più vicino, via vincolo Soprintendenza sulla tribuna

Uno degli ostacoli rimasti per la costruzione dello Stadio della Roma a Tor di Valle, il vincolo della Soprintendenza archeologica del Comune di Roma a protezione della tribuna dell'ex Ippodromo, dovrebbe cadere. A quanto è trapelato al termine della Commissione regionale Beni culturali del Lazio - che si è tenuta nel pomeriggio e dalla quale si attende la comunicazione ufficiale dell'esito finale - sarebbe emerso un conflitto tra 3 pareri delle Soprintendenze sull'area. Un vizio di forma che dovrebbe invalidare il vincolo posto sulla tribuna dal Mibact lo scorso febbraio dall'ex soprintendente Margherita Eichberg, dopo che nessuna obiezione era stata, invece, sollevata dalle istituzioni interessate al momento della formalizzazione del progetto dello Stadio proposto dalla Giunta Marino. Con la decadenza di questo ultimo ostacolo procedurale, e incassato domani l'ok dell'assemblea capitolina alla delibera 38/2017 elaborata dalla Giunta Raggi contenente l'interesse pubblico per il nuovo progetto concordato dalla sindaca con i vecchi proponenti, la posa della prima pietra dello Stadio della squadra della Capitale dovrebbe essere ancora più vicina.

Questa pure è incapacità grillina?

Come si fa a non comprendere che c'è molto altro nascosto?

La spinta del 99% dei media è incapacità grillina?

Oggi dovremmo domandarci perché tale spinta così compatta, come mai fu vista.
Chi comanda cosa e come.
In realtà non è così complicato intuire.
Ma poi si fa dietrologia...

Io..boh..

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La resa del soprintendente "Via il vincolo sull'ippodromo" (La Repubblica - ed. romana)

LA SCELTA DI PROSPERETTI: "UNA SCIAGURA"

FRANCESCO ERBANI
PER MOLTI è una disgrazia. Per altri la fine di un incubo. Per Francesco Prosperetti, l'architetto alla guida della soprintendenza romana, che per ultimo ha tenuto in mano il cerino del vincolo sull'ippodromo di Tor di Valle, è una bruciatura che difficilmente sarà lenita. Nel suo ufficio a Palazzo Massimo, poche ore dopo la riunione della Commissione regionale sul patrimonio culturale, in cui ha proposto di cassare la procedura che potrebbe evitare la demolizione del prezioso edificio di Julio Lafuente, Prosperetti non esita a parlare di «sciagura».

DALLA PRIMA
LA STESSA che si abbatté sul Velodromo di Cesare Ligini all'Eur, ricorda, fatto saltare con i bagliori di una dinamite nel 2008. «Mi impegnai a fondo per salvare il Velodromo e per fronteggiare il vergognoso deliberato dei comitati tecnico-scientifici del ministero che ne sancirono la distruzione».
Ma forse non basta recriminare. Non era possibile fare di più per tutelare le tribune dell'ippodromo?
«A me è toccato gestire l'ingloriosa chiusura di una vicenda nata male. Il vincolo è stato riconosciuto come inapplicabile ».
Inapplicabile? Perché? Quell'architettura non meritava protezione?
«Non si è fatta una valutazione sull'oggetto, ma purtroppo la procedura ha un vizio di fondo: nel 2014 la direzione regionale dei Beni culturali del Lazio ha fornito un parere sul progetto dello stadio che esaminava tanti aspetti dell'area, compreso un filare di alberi, ma senza neanche citare l'ippodromo».
Com'è possibile?
«Purtroppo è andata così. La direzione regionale ha raccolto il parere formulato dalla soprintendenza ai beni architettonici in cui l'ippodromo non era nominato e che confermava quanto la stessa soprintendenza aveva sostenuto nel 2011».
L'ippodromo era come se non esistesse?
«Non era considerato. Ma a questo vanno aggiunte le norme del 2013 che consentono la costruzione degli stadi, norme che di fatto stabiliscono che un parere dato su un progetto preliminare valgono quanto quelle date sul progetto definitivo. Il che vuol dire che quel via libera iniziale pesa tanto e che sulla base di quel via libera il costruttore ha fatto investimenti in questi anni».
E quindi?
«Con il vincolo si rischia una causa milionaria ».
C'è chi contesta che quello fosse un via libera. Comunque si resta sconcertati di fronte all'incapacità del ministero dei Beni culturali di tutelare un oggetto d'architettura novecentesca che in tanti documenti della stesso ministero viene giudicato di grande pregio. O no? «Non ho preso questa decisione a cuor leggero. È stata forse la più difficile della mia carriera. Ma non è tutto: la procedura di vincolo non tutelava il bene in sé, ma in quanto testimonianza di una stagione storica e culturale. Il che spinge la proprietà a proporre di demolire la tribuna sostituendola con la ricostruzione di una sua porzione, progettata dall'architetto Paolo Desideri, alla quale viene annesso un museo che documenta gli impianti sportivi realizzati negli anni Cinquanta e Sessanta ».
Non è difficile immaginare che molte critiche verranno avanzate contro questa idea.
«Devo anche aggiungere che nella precedente riunione della Conferenza dei servizi, uno dei suoi membri, quello che rappresenta tutti gli uffici dello Stato centrale, compresa la soprintendenza, ha già fornito un parere positivo».
Sembra una commedia dell'assurdo.
«È evidente una grave impreparazione normativa per tutelare l'architettura del Novecento. Sapesse quanto ho faticato in passato per impedire la grave manipolazione di un altro edificio di Lafuente, quello della Esso. Inoltre non mi lascia per niente tranquillo sapere che, a causa della riforma Madia, nella Conferenza dei servizi che dà il parere definitivo, non si può ascoltare l'opinione delle soprintendenze ».
Lei parla di "impreparazione normativa". Qualcuno aggiungerebbe anche il caos creato dal via vai di modifiche imposte a Roma dalla riforma Franceschini.
«Se si riuscisse a conservare una soprintendenza unica per tutto il territorio della capitale, io ci metterei la firma».
Dunque lei si augura che il Consiglio di Stato confermi l'abolizione del Parco archeologico del Colosseo?
«Sono un funzionario dello Stato e non posso risponderle».


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Stadio a Tor di Valle rush finale dei 5Stelle cassati 105 emendamenti oggi l'ok del consiglio (La Repubblica - ed. romana)

LORENZO D'ALBERGO
LA RESA questa volta è incondizionata.
«Via il vincolo sull'Ippodromo di Lafuente », firmato Francesco Prosperetti. La tutela sul vecchio circuito e la tribuna disegnata per le Olimpiadi del 1960 è inapplicabile secondo il soprintendente. Lo ha spiegato ieri agli altri quattro colleghi della commissione regionale, che al più tardi domani, salvo ulteriori clamorosi ripensamenti, controfirmeranno la revoca. Gongolano, allora, As Roma ed Eurnova. Per i proponenti del progetto del nuovo stadio dei giallorossi, considerate le notizie in arrivo dal Collegio Romano, la strada ora sembra spianata.
Già, perché il Movimento 5 Stelle pare avere una fretta dannata. Oggi vuole portare a casa la partita sul nuovo stadio della Roma. E ieri, tanto per rendere chiare le intenzioni grilline, il presidente dell'Assemblea capitolina Marcello De Vito ha messo a segno l'ennesimo blitz di un tira e molla estenuante: il numero uno dell'aula Giulio Cesare ha cassato 105 emendamenti, giudicandoli «privi di ogni reale portata di modifica». Alla tagliola ne sono sopravvissuti altri 58. Oggi verranno discussi gli ultimi 41. Poi, facendo spallucce davanti al ricorso al Tar del Lazio che Italia Nostra presenterà nella speranza di resuscitare il vincolo sull'Ippodromo, la maggioranza pentastellata darà il suo «ok» all'intervento a Tor di Valle.
Un via libera contestato dalle opposizioni, Pd in testa. Ieri i dem hanno riportato in Campidoglio l'ex assessore all'Urbanistica Giovanni Caudo. L'autore del primo progetto, poi rivisto dalla giunta Raggi con il taglio delle tre torri di Libeskind e la contrazione delle opere pubbliche a corredo dello stadio della Roma e del business park, non si è risparmiato: «Il testo della delibera riporta le parole "conferma del pubblico interesse", ma stravolge lo spirito del precedente provvedimento. C'è un valore di cubatura riconosciuto al privato per la compensazione urbanistica uguale alla delibera del 2014, quando il progetto è cambiato. Il curatore fallimentare della Sais? Lo sentimmo due anni fa, oggi questo passaggio è saltato. Ci chiediamo perché». Nel frattempo, in aula veniva respinta una sospensiva che secondo gli otto consiglieri del Partito democratico avrebbe permesso al Comune di non perdere 30 milioni di euro da spendere nel trasporto pubblico.
In diretta la risposta dell'attuale titolare dell'urbanistica Luca Montuori: «Ogni costo è stato verificato». In assenza di tre consigliere M5S. Ieri in consiglio non c'erano la dissidente Cristina Grancio, prossima alla cacciata, e le colleghe malpanciste Monica Montella e Gemma Guerrini. «Gemma verrà in aula domani (oggi, ndr) — assicura il capogruppo Paolo Ferrara — e Monica è in vacanza». Una pausa tattica?



PARISsn

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Non solo calciomercato. In casa dei club capitolini si pone anche il problema relativo al nuovo Stadio. In merito alla questione, si è espresso il capogruppo del Movimento 5 stelle Paolo Ferrara ai microfoni di Radio Radio: "Faccio una premessa: siamo qui a fare tutti gli stadi, ci adopereremo anche per quello della Lazio. Noi siamo a garanzia che tutte le procedure vengano rispettate. Se tutto va nel verso giusto e nessuno mette i bastoni tra le ruote, credo che nel 2020 la città potrebbe avere lo stadio della Roma funzionante. Si è fatto un patto importante, è quello di realizzare l'opera in tempi stretti. In fondo, anche le opposizioni che potrebbero frenare questa operazione hanno capito che è sacrosanta. Andiamo spediti verso la votazione della delibera". :=))

GoodbyeStranger

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Citazione di: kelly slater il 13 Giu 2017, 19:01
Questo semplice passaggio spiega tutto.
Io credo che scegliendo Berdini come assessore all'urbanistica gli stellini abbiano avuto davvero l'intenzione di tenere fede alle promesse elettorali e sopratutto ai valori della propria base militante.

Io credo che i cinquestelle hanno scelto Berdini per prendere i voti di noi
fessi che pensavamo di evitare lo scempio e ci sono riusciti (stemmerde).

Prima e ultima volta che mi faccio prendere per il culo da loro, la prossima
volta scelgo qualcuno meno peracottaro che almeno mi prenda per il culo
in modo "professionale" e comunque seguirò la vocina che questa volta
purtroppo non ho seguito, anche mi dicesse di non votare.

Stemmerde. (l'avevo già detto?)

:asrm

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Stadio, dissidenti 5S nel mirino (La Repubblica - ed. romana)

Passa la delibera fra assenti e mal di pancia. De Vito: "Sui nostri consiglieri decideranno i probiviri" Annunciati ricorsi e denunce. Il vaglio degli uffici comunali. E oggi l'iter sbarca in Regione

Con il voto di ieri in aula Giulio Cesare alla presenza della sindaca Virginia Raggi, è arrivato il via libera sulla delibera di pubblica utilità sul nuovo stadio della Roma. Ma tre consigliere erano assenti: non solo Cristina Grancio, come c'era da aspettarsi, ma anche Gemma Guerrini e Monica Montella. Alla fine sono 28 i voti a favore e 9 quelli contri da Pd e FdI. Così, caduto pure il vincolo sull'Ippodromo, la Pisana si potrà concentrare sul progetto definitivo. E Marcello De Vito, presidente dell'Assemblea capitolina, si dichiara soddisfatto: «Abbiamo migliorato una delibera prima troppo impattante sull'area di Tor di Valle».

DALLA PRIMA

"Tor di Valle, ok grazie a noi sulle consigliere 5S assenti decideranno i probiviri" (La Repubblica - ed. romana)

MARCELLO De Vito, presidente dell'Assemblea capitolina, è appena uscito dal Campidoglio e commenta il via libera al progetto del nuovo stadio della Roma. «Siamo soddisfatti. Abbiamo migliorato una delibera prima troppo impattante sull'area di Tor di Valle. Porterà in città lavoro e strutture ecocompatibili ».
Chiaro, ma è stato impossibile non notare le assenze tra le fila della maggioranza.
«Un gruppo di opposizione ha votato con noi (Forza Italia, ndr). Un altro si è astenuto (Lista Marchini, ndr). Per il resto solo un'incredibile opposizione strumentale. Le assenze? Su Cristina Grancio saranno fatte delle valutazioni a breve da parte dei garanti del Movimento. Mentre Monica Montella era in vacanza».
Assente giustificata. E Gemma Guerrini? Gli altri pentastellati hanno mormorato tutto il giorno.
«La nostra forza, a differenza della giunta Marino, è fare affidamento su un'unico gruppo compatto. Sulle assenti si esprimeranno i probiviri».
Il Pd vi ha accusato di avere avuto una strana fretta sul dossier stadio. «Se non lavoriamo, ci criticano. Se andiamo di fretta, lo stesso. Ormai siamo vaccinati e andiamo avanti con decisione. Abbiamo elevato gli standard costruttivi del progetto. Nessun favore ai privati. Ora non si potrà più dire che il Movimento sa dire solo "no"».
È arrivata la svolta grillina sulle grandi opere?
«Noi siamo stati contrari solo ai grandi sprechi. La costruzione della linea C della metropolitana, la realizzazione della Nuvola... l'impronta che vogliamo dare è un'altra».
Ci sarà una pioggia di ricorsi ed esposti.
«Le carte del progetto sono in ordine. Se ad ogni nostra deliberazione corrisponde un'azione giudiziaria, ne prendiamo atto. Non si può rimanere immobili».
Prima al municipio IX, poi il blitz sugli emendamenti in aula. È il grande regista dietro l'operazione stadio?
«Ho solo messo la mia esperienza a supporto dei consiglieri dell'Eur. E nessun blitz, neanche sulla discussione generale. Le opposizioni, tranne FdI, non erano in aula»
Avete vendicato la pizza che fece saltare gli emendamenti 5S sul primo bilancio dell'era Marino?
«Ma no... non viviamo di ricordi. Semplicemente non basta riprendersi con il trespolo sullo scranno o fare cinque minuti di opposizione e poi andarsene dall'aula».

(l.d'a.)


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Stadio della Roma, sì dell'Aula ma i grillini rischiano di perdere un'altra pedina dopo Grancio (La Repubblica - ed. romana)

Anche Gemma Guerrini potrebbe essere "processata". Pronta valanga di ricorsi Oggi riprende l'iter in Regione con due rebus: Roma-Lido e Ponte dei Congressi

LORENZO D'ALBERGO
L'AFFANNOSA rincorsa del Movimento 5 Stelle al via libera sulla delibera di pubblica utilità sul nuovo stadio della Roma si è conclusa: tagliato il 50 per cento delle cubature a fronte di un calo dell'investimento privato sulle opere pubbliche di 150 milioni, da 270 a 120. Ieri, per la felicità del presidente giallorosso James Pallotta («Grazie a Virginia Raggi e Roma. Lo stadio darà una nuova casa ai nostri tifosi e porterà grandi benefici alla città») e alla presenza della sindaca, è arrivato il voto. Con una serie di elementi da annotare.
Prima di tutto l'assenza di tre consigliere pentastellate: Cristina Grancio, Gemma Guerrini e Monica Montella. La prima, non è più una notizia, è sotto processo davanti ai probiviri grillini e presto sarà cacciata dalla maggioranza. La seconda rischia di fare la stessa fine della collega. Ieri il capogruppo Paolo Ferrara ha fatto i salti mortali per contenere i mal di pancia dei suoi: sulle assenze, tanto per fare un esempio, ieri scherzavano in diretta Facebook i consiglieri Fabio Tranchina e Teresa Zotta. Unica assolta Monica Montella: «È in vacanza», hanno ripetuto per tutta la giornata i colleghi. Quindi, la composizione delle preferenze: contro Pd e FdI, a favore Davide Bordoni per Forza Italia e astenuto per la Lista Marchini il consigliere Alessandro Onorato. Totale: 28 voti a favore e 9 «no». Infine, il sospiro di sollievo del M5S capitolino per aver portato a termine la missione che tanto stava a cuore ai big grillini, Milano in testa, e l'adozione della nuova tabella di marcia. La
deadline del 15 giugno è stata rispettata e oggi la delibera sarà trasmessa in Regione.
Caduto il vincolo sull'Ippodromo disegnato da Lafuente per le Olimpiadi del 1960 — oggi arriverà la firma dei cinque soprintendenti della commissione regionale del Mibact — la Pisana si concentrerà sull'atto licenziato dall'Assemblea capitolina e sul progetto definitivo. As Roma ed Eurnova lo consegneranno oggi. Una volta recepite le modifiche derivanti dagli emendamenti del consiglio comunale (l'acquisto di 5 treni, massimo 6, al posto del revamping dei vecchi mezzi della Roma-Lido) gli incartamenti saranno in ordine. A quel punto la documentazione tornerà in Comune.
Qui lo stadio incontrerà il suo primo scoglio: i dipartimenti interessati, dall'urbanistica ai trasporti, dovranno dare il loro parere sul progetto. Solo se sarà positivo si arriverà all'apertura della nuova conferenza dei servizi. Tempo minimo stimato per arrivare a dama? Almeno sette mesi. Sempre che Tar e procure non si mettano di traverso. Scontato il ricorso di Italia Nostra sul vincolo sull'Ippodromo. Più che possibile quello dei comitati di Tor di Valle e del Pd del municipio IX. Gli altri nodi sono già sul tavolo da tempo: la pubblica utilità si regge sui 180 milioni che la Regione dovrebbe spendere per rimettere in sesto la Roma- Lido e sul ponte dei Congressi finanziato dallo Stato. Ma ancora in fase di progettazione.


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Prosperetti così uccide un impianto storico che potrebbe rinascere (La Repubblica - ed. romana)

ORESTE RUTIGLIANO
CARO direttore, Tor di Valle, il moribondo vincolo al pregiatissimo ippodromo di Lafuente è vittima di un vero paradosso. Ora, non stupisce che gli avvocati della EurNova minaccino risarcimenti danni per chiunque non sposi il loro progetto. Lo hanno già prospettato nei confronti del Campidoglio allorché avesse revocato la delibera di pubblico interesse del sindaco Marino, in modo ntimidatorio. Il paradosso è che nello stesso solco sembri procedere, incredibilmente, il dirigente al quale il ministero dei Beni culturali ha affidato l'intero patrimonio culturale, artistitico e paesaggistico di Roma. Il quale vuole annullare un vincolo e lasciar demolire un monumento di architettura contemporanea per paura che altrimenti si determini una causa milionaria: valutazione che non gli compete, inconsistente qualora non avvalorata dall'Avvocatura dello Stato. Prosperetti è tenuto solo a proteggere l'Ippodromo di Tor di Valle, come richiesto dalla Direzione Generale Belle Arti del Ministero e dai tre Comitati tecnico scientifici composti da esperti di tutte le arti.
Insomma, il tecnico che dovrebbe spendersi per la tutela dei beni culturali sarebbe bene non adottasse le parole di una società che propone di costruire su un'area che il piano regolatore non destinava a edilizia ma che è comunque sufficientemente grande per ospitare palazzine, stadio e Ippodromo vincolato. Quest'ultimo offre una radura prativa, circondata da alberi e dominata dalle Tribune, 10 ettari di splendore che rientrebbero ampiamente nei 27 ettari previsti per il verde dal progetto.
(l'autore è presidente di Italia Nostra onlus)


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L'Ippodromo appeso a un filo dall'archivio di Lafuente le foto inedite di un capolavoro (La Repubblica - ed. romana)

La figlia dell'architetto mostra gli scatti della tribuna e polemizza per le vetrate demolite

NICOLA CAMPAGNANI
NIENTE più vincolo sull'Ippodromo di Tor di Valle, che a neppure 60 anni dalla sua realizzazione dovrà lasciar posto al nuovo stadio della Roma. Ma Clara Lafuente non ci sta e torna a mostrare le foto che illustrano l'importanza architettonica della struttura che suo padre realizzò per le Olimpiadi del 1960. Non solo, le stesse immagini documenterebbero anche la rimozione non autorizzata delle vetrate, che avrebbe provocato il degrado dell'edificio.
La figlia di Julio Lafuente, a sua volta architetta, si batte per la salvaguardia dell'Ippodromo dal 2014, quando aveva organizzato una raccolta firme per chiedere direttamente a Dan Meis (l'architetto americano, progettista dello stadio della Roma) una modifica al progetto che salvaguardasse le tribune. Proprio quelle tribune — undici "ombrelli" sostenuti da un solo pilastro di 19 metri e mezzo — realizzate insieme agli ingegneri Rebecchini, Benedetti e Birago e considerate un modello dagli storici.
Anche per questo e per il suo valore di testimonianza era stata avviata una tutela dall'ex soprintendente Margherita Eichberg, ma ora quel vincolo è stato riconosciuto come inapplicabile. E anche se lo stesso attuale soprintendente Francesco Prosperetti lo ha giudicato un finale "inglorioso", pare non ci sia ormai nulla da fare.
La proprietà ha già proposto di demolire la tribuna per sostituirla con la ricostruzione di una sua porzione, un modello progettato dall'architetto Paolo Desideri, attorno al quale sorgerebbe un museo che documenta gli impianti sportivi realizzati negli anni '50 e '60. Così, queste foto che ancora documentano i fasti di un'opera che fu considerata un esempio di modernità tecnica, potrebbero essere tutto quel che resterà dell'ippodromo delle meraviglie.


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stadio c'è il sì vittoria roma (Corriere dello Sport)

Il Consiglio comunale approva la delibera sulla pubblica utilità ora il progetto ritorna alla Regione Lazio
per avere l'ultimo ok

svolta per il nuovo impianto può partire a inizio 2018


di Marco Evangelisti

ROMA

Lo hanno fatto. Magari non benissimo, ma lo hanno fatto. Lo stadio della Roma a Tor di Valle ha ricevuto il suo distintivo di interesse pubblico, ovviamente con molte chiacchiere allegate. Era un risultato auspicabile. Però adesso che la giunta di Virginia Raggi ha portato a casa il suo primo vero successo politico è anche giusto sottolineare come il progetto uscito dagli accordi tra James Pallotta e l'amministrazione di Ignazio Marino fosse enormemente migliore, sostenibile e molto più sensato dal punto di vista economico.

Cosa che del resto le opposizioni non hanno mancato di far notare ieri, nelcorso della sfibrante ultima seduta dell'Assemblea Capitolina dedicata all'argomento. E anche fuori. Giovanni Caudo, assessore all'urbanistica nella giunta di Ignazio Marino, sorta di coordinatore dell'iniziativa stadio così com'era, è stato sportivo: «Complimenti al collega Luca Montuori, complimenti alla giunta Raggi per la rapidità e la determinazione con cui hanno costruito questo risultato. Ma è un'operazione sulla pelle della città. Della nostra strategia urbanistica, l'intenzione di creare un collegamento tra il centro di Roma e l'aeroporto di Fiumicino, non è rimasto nulla. Questo progetto invece resta confinato tra le quattro mura dell'edilizia. Almeno avrebbero potuto accettare il ricalcolo del contributo chiesto al privato, 110 milioni che sarebbe più semplice distribuire sulle cose da fare: sottopassi, svincolo autostradale, trasporto su ferro. Questo sì è un regalo ai costruttori e tutto nasce da errate scelte ideologiche».

Vantaggio. Quelli del Movimento 5 Stelle sono rimasti praticamente soli a sostenere la bontà della delibera che modifica quella della giunta Marino e di fatto porterà alla chiusura con parere negativo della conferenza dei servizi già espletata e all'apertura di una sua seconda versione, probabilmente più rapida. Dunque i grillini di Roma si sono trovati a gestire sotto pressione un vantaggio ampio ma non del tutto rassicurante. Alla fine della votazione (28 sì, 9 no, un astenuto in rappresentanza della Lista Marchini) non hanno potuto fare a meno di festeggiare come al fischio finale di una partita eroica. Insieme con loro ha votato solo Davide Bordoni, di Forza Italia.
Il Pd è rimasto all'opposizione netta «perché noi vogliamo lo stadio e siamo convinti che questa delibera al contrario bloccherà la procedura», ha dichiarato Giulio Pelonzi. Aggiungendo che i costruttori risparmiano grazie alle modifiche a 5 Stelle ben 115 milioni e che lo stadio così concepito non risolverà affatto i problemi urbanistici di Tor di Valle e delle zone collegate. Del resto i grillini hanno fatto barriera non senza qualche crepa. Non si sono presentate Monica Montella, Gemma Guerrini e Cristina Grancio (sottoposta a un procedimento di sospensione dopo che aveva manifestato la propria contrarietà al progetto). Assenze previste e concordate, sostengono i compagni di movimento. Fatto sta che in tre non hanno fornito il loro sostegno in uno dei confronti politici più delicati che l'amministrazione del Campidoglio attuale abbia mai affrontato.

Palla alla Regione. Ma alla fine ce l'hanno fatta e ce l'hanno fatta la Roma e i suoi partner nell'operazione Tor di Valle. Nel giro di due giorni sono stati scavalcati gli ostacoli più insidiosi, il varo della nuova delibera in mezzo agli scogli del Campidoglio e, a quanto sembra, anche la questione non semplice del vincolo sulla tribuna e la pista del vecchio ippodromo. Il sovrintendente Francesco Prosperetti l'ha fatto capire e poi praticamente l'ha ammesso: il primo parere degli specialisti del ministero, positivo e incurante della tribuna disegnata da Julio Lafuente, è determinante e pone a rischio vizio di forma tutti quelli successivi. Probabilmente la questione si risolverà così: tribuna abbattuta, una sua porzione ricostruita in una zona predisposta appositamente del nuovo complesso, corredata forse da un'esposizione permanente sull'impiantistica sportiva degli anni cinquanta e sessanta.
Lo sapremo con certezza oggi, quando arriverà il testo del parere definitivo. Nel frattempo la votazione positiva sulla delibera capitolina torna a sbloccare la marcia politica dello stadio. Il sindaco Virginia Raggi ha assistito a parte della seduta del consiglio e poi si è espressa via social: «Roma avrà uno stadio fatto bene. Abbiamo mantenuto il nostro impegno: un impianto sportivo che rispetta la legge, che porterà opere e infrastrutture per migliorare un quadrante della città. Oggi è un giorno importante, hanno vinto i cittadini». Pallotta le dà atto di essersi spesa: «Grazie a Virginia Raggi e a Roma. Lo stadio darà una nuova casa ai nostri tifosi e porterà grandi benefici alla città».
Il vicesindaco Luca Bergamo ha portato la palla sulla trequarti dell'avversario politico: «Perché mai la Regione Lazio dovrebbe fare ostruzionismo su questo progetto? Si è sempre dichiarata a favore». Corretto. E anche di recente, in un tweet piuttosto esplicito del presidente Nicola Zingaretti. Al momento c'è solo il termine di oggi per una decisione che invece slitterà. Aspettano documenti concreti, alla Regione. Ma se anche loro si sbrigheranno, allora la Roma nel 2018 potrà davvero cominciare a costruire uno stadio e un futuro diverso.

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Roma - E va bene, non ci saranno le tre torri. Il che è un peccato. Le aveva progettate l'architetto Daniel Libeskind, erano forse l'elemento artistico più rilevante di tutto il complesso di Tor di Valle e avrebbero portato una delicata nota dissonante all'orizzonte della città. Il Movimento 5 Stelle ha voluto toglierle e farne lo scalpo più prestigioso di questo confronto sul progetto dello stadio della Roma.

Risparmi. Il complesso è stato decisamente sfrondato negli accordi di febbraio tra il Campidoglio e il club, ma il totale dei metri cubi da costruire resta rilevante: circa 700.000, sottolinea l'ex assessore Giovanni Caudo. Tanto per dire che se si trattava di uno sgorbio urbanistico - e non lo era - nella prima fase, è rimasto tale. Adesso ci saranno solo palazzine di altezza usuale per il panorama romano, la zona commerciale e lo stadio da 55.000 posti vero e proprio.
Hanno tagliato qui, limato là ed eroso dall'altra parte. Il risultato è che James Pallotta e i suoi soci ci guadagnano. O meglio, ci risparmiano. Praticamente dimezzate le spese per le opere pubbliche: eravamo partiti intorno ai 300 milioni, siamo arrivati sotto i 90. «E avrebbero dovuto essere almeno 110, a fare i calcoli giusti». Così dice Caudo,sottolineando quello che resta ancora, comunque, una questione da affrontare nella prossima conferenza dei servizi, cioè la creazione di una rete di trasporto pubblico e di arterie stradali adeguata.
Tuttavia l'investimento globale e l'impatto sull'economia cittadina non diminuiranno poi di molto. Saremmo dovuti arrivare a 1,6 miliardi, ci si fermerà un po' sopra il miliardo. E ci saranno 2.000 posti di lavoro nuovi di zecca. Questo almeno dicono i calcoli dei proponenti dell'iniziativa. Senza contare coloro che saranno direttamente coinvolti nella costruzione dello stadio, del business park residuo e delle opere pubbliche collegate (ci sono ancora, anche se decisamente ridotte): altre 2.000 persone. E senza contare l'indotto di cui beneficeranno le industrie locali nella fase di costruzione delle strutture, della durata complessiva di cinque anni circa. Verranno impiegate oltre 3 milioni di tonnellate di materiali.

Introiti. Non sarà facile arrivare all'inaugurazione dello stadio, che nei progetti di James Pallotta dovrebbe aprire in tempo per la stagione 2020-21. Ma una volta che ci si sarà arrivati, la vita della Roma e dei suoi tifosi dovrebbe cambiare radicalmente. La Juventus, per fare un esempio, in cinque anni di uso dello Stadium ha quintuplicato i ricavi legati all'impianto. Gli esperti calcolano in 50-60 milioni il potenziale introito supplementare di uno stadio di proprietà per una società delle dimensioni e del bacino d'utenza della Roma. Anche se lo stadio non sarà direttamente di proprietà del club, ma sarà controllato direttamente da Pallotta, gli accordi prevedono che non si possa rompere l'abbinamento prima di trent'anni. E comunque il senso di uno stadio di calcio è stare insieme a una squadra che ci giochi.

m.e.



NEMICOn.1

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La Regione , rimandò indietro il vecchio progetto sempre con la delibera della pubblica utilità , quello del PD di Marino e Caudo perche incompleto , che sulla carta prevedeva molte piu cose , a cominciare dai mezzi di trasporto e come raggiungere l'impianto ; figuriamoci questo che ha dimezzato tutto .

kelly slater

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Dalla pagina fb di Francesco Sanvitto del Tavolo Urbanistica per Roma

OGGI, MERCOLEDI' 14 GIUGNO, IL CONSIGLIO COMUNALE DI ROMA A MAGGIORANZA M5S HA DELIBERATO IN MODO PALESE IL PIU' GRANDE DANNO PUBBLICO CHE LA STORIA DLLA NOSTRA CITTA' RICORDI.

I consiglieri comunali hanno votatato che in questa città saranno possibili queste vergogne:
1) Usare i soldi pubblici dell' erario e darli ad un immobiliarista per comprare i terreni che gli mancano per fare gli standard urbanistici;
2) Usare i soldi pubblici della "moneta urbanistica" concedendo l'edificazione di 10 ettari di superfici commerciabili con danno urbanistico e valutandole al costo di costruzione e non al valore commerciale come prescrive la legge.... L' immobiliarista farà opere pubbliche per 80,6 milioni quando il valore "regalato" dal Comune é di 272 Milioni;
3) Viene permesso all' immobiliarista di realizzare le opere "a scomputo" senza gara internazionale in deroga alle norme di legge nazionali ed europee con conseguente mencanza di controllo sui costi reali;

Queste palesi illegalità presenti nella delibera approvata e le altre che qui non elenco, ma che il nostro tavolo ed altri gruppi hanno evidenziato da mesi pongono la nostra Giunta comunale tra le peggiori che la citta abbia mai avuto per il banale e semplice motivo che altri (Marino compreso) si erano prestati agli imbrogli dei privati , questa delibera non é dissimile dalla precedente, ma avevano avuto l'accortezza di lasciare ai privati la loro responsabilità ed erano loro che queste cifre le avevano nascoste all' interno della proposta.

Oggi, con protervia ed arrogante determinazione non democratica la maggioranza del Consiglio Comunale ha deciso di sfidare i cittadini ed imporre la legge del malaffare.

Spero che il nostro gruppo di lavoro che si riunirà giovedi' accolga la sfida ed assieme al resto della società civile decida di denunciare le gravi illegittimità ed il conseguente enorme danno erariale.

francesco sanvitto

Precisione

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== Stadio Roma: commissione regionale archivia proposta vincolo =

La commissione regionale per la tutela del patrimonio culturale del Lazio ha deciso l'archiviazione della proposta di vincolo sull'ippodromo di Tor di Valle, sede del futuro stadio della Roma, sulla base di profili di illegittimita' sullo strumento normativo prescelto per la apposizione del vincolo e per la contraddittorieta' delle decisioni assunte nel tempo dalle amministrazioni.  La Commissione regionale per la tutela del patrimonio culturale del Lazio ha archiviato la proposta di vincolo sulle tribune dell'ipoodromo di Tor di Valle alla luce delle osservazioni della societa' proponente lo Stadio della Roma, Eurnova, e delle controdeduzioni della Soprintendenza Speciale archeologia, belle arti e paesaggio di Roma. A comunicarlo e' il Coordinatore regionale della Commissione regionale per la tutela del patrimonio culturale del Lazio Segretario regionale per i beni e le attivita' culturali e il turismo del Lazio Leonardo Nardella. In assenza dell'unanimita', la Commissione non ha ritenuto opportuno dare indicazioni alla Soprintendenza Speciale di avviare un nuovo procedimento di vincolo, in contraddittorio con il proponente Eurnova Srl e finalizzato a preservare le tribune dell'ippodromo. Resta nelle competenze della Soprintendenza Speciale la possibilita' di individuare altre modalita' di tutela.

ES

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Citazione di: kelly slater il 15 Giu 2017, 12:48
Dalla pagina fb di Francesco Sanvitto del Tavolo Urbanistica per Roma

OGGI, MERCOLEDI' 14 GIUGNO, IL CONSIGLIO COMUNALE DI ROMA A MAGGIORANZA M5S HA DELIBERATO IN MODO PALESE IL PIU' GRANDE DANNO PUBBLICO CHE LA STORIA DLLA NOSTRA CITTA' RICORDI.

I consiglieri comunali hanno votatato che in questa città saranno possibili queste vergogne:
1) Usare i soldi pubblici dell' erario e darli ad un immobiliarista per comprare i terreni che gli mancano per fare gli standard urbanistici;
2) Usare i soldi pubblici della "moneta urbanistica" concedendo l'edificazione di 10 ettari di superfici commerciabili con danno urbanistico e valutandole al costo di costruzione e non al valore commerciale come prescrive la legge.... L' immobiliarista farà opere pubbliche per 80,6 milioni quando il valore "regalato" dal Comune é di 272 Milioni;
3) Viene permesso all' immobiliarista di realizzare le opere "a scomputo" senza gara internazionale in deroga alle norme di legge nazionali ed europee con conseguente mencanza di controllo sui costi reali;

Queste palesi illegalità presenti nella delibera approvata e le altre che qui non elenco, ma che il nostro tavolo ed altri gruppi hanno evidenziato da mesi pongono la nostra Giunta comunale tra le peggiori che la citta abbia mai avuto per il banale e semplice motivo che altri (Marino compreso) si erano prestati agli imbrogli dei privati , questa delibera non é dissimile dalla precedente, ma avevano avuto l'accortezza di lasciare ai privati la loro responsabilità ed erano loro che queste cifre le avevano nascoste all' interno della proposta.

Oggi, con protervia ed arrogante determinazione non democratica la maggioranza del Consiglio Comunale ha deciso di sfidare i cittadini ed imporre la legge del malaffare.

Spero che il nostro gruppo di lavoro che si riunirà giovedi' accolga la sfida ed assieme al resto della società civile decida di denunciare le gravi illegittimità ed il conseguente enorme danno erariale.

francesco sanvitto

Sanvitto dovrebbe spiegare anche, anzi soprattutto, perchè è accaduto questo.
Lui certamente lo sa.

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Stadio, M5S: «Guerrini ora via» Tolto il vincolo sull'ippodromo (Il Messaggero)

IL CASO

Cade il vincolo del Mibact su Tor di Valle, continua la tensione sulla consigliera grillina Gemma Guerrini, che rischia di finire sospesa come la collega Cristina Grancio. Dopo il sì dell'Aula Giulio Cesare alla delibera sulla pubblica utilità l'attenzione si sposta formalmente sulla Regione, a cui spetta di far partire la Conferenza dei servizi. Prima che ciò avvenga, però, i proponenti devono presentare il progetto definitivo «dell'ecomostro dimezzato», come lo chiama la base grillina che tenga conto dei rilievi effettuati sul precedente dossier.
LA MAGGIORANZA
La tensione tra i pentastellati continua. La consigliera Guerrini, rea di non essersi presentata in Aula nonostante fosse in Comune per altre riunioni, è sempre più isolata. Ieri ha convocato la presidenza della commissione elette ma si è presentata solo l'opposizione. «Per noi deve essere sospesa - commentano diversi consiglieri - perché la sua posizione è ben più grave di quella della Grancio che almeno è stata sempre lineare». La segnalazione è arrivata al collegio dei probiviri, la sindaca Virginia Raggi era per recuperare Guerrini per non creare l'ennesimo caso sulla gestione del dissenso nel M5S.
Intanto, è stata archiviata la proposta di vincolo per l'Ippodromo. Una frase ad effetto, diventata ieri un tam tam tra gli addetti ai lavori dalle ore 16,19, dopo una lunga (e non pacata, a quanto si apprende) riunione dei signori della Commissione regionale per il patrimonio culturale del Lazio del Mibact che hanno deciso le sorti del complesso architettonico progettato nel 1959 da Julio Lafuente, accogliendo le obiezioni al provvedimento elaborate dal Soprintendente unico di Roma Francesco Prosperetti. A guidare la bocciatura del vincolo, istruito già il 15 febbraio scorso dalla ex soprintendente ai beni monumentali Margherita Eichberg, è stato il segretario regionale Leonardo Nardella che a metà pomeriggio ha annunciato che la decisione. Non ci sarà alcuna conservazione per un'opera considerata a gennaio scorso da tutti i comitati tecnici del Ministero (un collegio di dodici super esperti di patrimonio in parte nominati direttamente dal ministro) un unicum. Insomma, il tritolo per fal saltare in aria il monumento sembra già pronto.

S. Can.
L. Lar.


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diritto di Stadio (Corriere dello Sport)

Dopo l'approvazione della delibera di pubblica utilità da parte del Campidoglio un altro passo avanti. Ma la soprintendenza chiede comunque di tutelare la tribuna

di Marco Evangelisti

ROMA

Era ormai pacifico, ma leggerlo fa buon sangue. A chi ritiene che costruire lo stadio della Roma sia cosa giusta, naturalmente. E' venuto meno il vincolo sul vecchio ippodromo di Tor di Valle. Nota ufficiale dela commissione per la tutela del patrimonio culturale del Lazio: «La commissione non ha ritenuto opportuno dare indicazioni alla soprintendenza speciale di avviare un nuovo procedimento di vincolo, in contraddittorio con il proponente Eurnova Srl e finalizzato a preservare le tribune dell'ippodromo».

Il che non significa che la struttura, progettata alla fine degli anni cinquanta dall'archistar dell'epoca Julio Lafuente, verrà gettata giù immediatamente. Intanto perché l'iter dei permessi per l'edificazione dello stadio e del business park e del resto è ancora lunga, e poi perché «resta nelle competenze della stessa soprintendenza la possibilità di individuare altre modalità di tutela». Significa che andrà discussa la proposta della Roma e dei suoi partner nell'operazione, cioè ricostruire una parte della tribuna in una zona dedicata del nuovo complesso.

La corsa. Detto che naturalmente si sono scatenati con annunci di ricorsi al Tar e denunce i vari Italia Nostra e Codacons, bisogna prendere atto del sostanziale via libera, dettato da «profili di illegittimità» e «contraddittorietà delle decisioni assunte nel tempo dall'amministrazione». Questo vincolo - mai apposto, ma di fatto esistente in attesa della decisione definitiva - era diventato l'ostacolo più inquietante. Adesso restano quelli politici, che non sono meno alti. Dopo il varo della delibera di pubblico interesse votata mercoledì dall'Assemblea Capitolina, il deputato del Pd Marco Miccoli si èrivolto via Facebook al presidente della Roma, James Pallotta: «Non sia complice del dimezzamento delle opere pubbliche, previste dal progetto voluto da chi governa Roma senza amarla». Il clima è questo e alla Regione Lazio è il Pd a tenere le redini. Comunque ieri è stato consegnato il progetto definitivo, al netto di piccole modifiche dettate dagli emendamenti alla delibera. Nel giro di venti giorni la Regione dovrà esaminarlo e decidere se aprire una nuova conferenza dei servizi da completare entro la fine dell'anno. Non c'è un vero motivo per il quale non dovrebbe accadere.



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