Stadio della.... (Topic ufficiale)

Aperto da Redazione Lazio.net, 24 Dic 2014, 08:05

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vaz

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lo dimonio gialloroscio si è dunque palesato ... :asrm

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Citazione di: momi il 28 Gen 2020, 15:40
Ma che lo stadio a Roma dovesse farlo Caltagirone era abbastanza scontato.
Parnasi ha provato a fare il passo più lungo della gamba senza considerare le forze contro cui si sarebbe scontrato.
Ora che sembra entrare in gioco Caltagirono comincio a preoccuparmi che il merdodromo possa effettivamente realizzarsi.
You win
Speriamo non succeda, ma Calta, purtroppo, è di un altro livello; onestamente mi aspettavo un intervento già subito dopo l'arresto del Parnasi
Comunque ora e sempre  :asrm

Tarallo

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Caltagirone non è pure parente de Lotito?

comunque città mafiosa e tutti contenti

FatDanny

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Citazione di: purple zack il 28 Gen 2020, 17:37
Caltagirone non è pure parente de Lotito?

comunque città mafiosa e tutti contenti

Quello è Mezzaroma  ;)

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Piojo66

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E comunque il topic è  a pagina 666. Coincidenza ?
Non credo....

:asrm







:D

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Smentite su un possibile spostamento a Tor Vergata

Stadio, avanti verso il voto (Corriere dello Sport, 29 Gennaio 2020)

di Marco Evangelisti
Roma


Beh, Friedkin ci ha provato. Su questa storia dello stadio ha perso la pazienza prima ancora di cominciare. Non gli si può dare torto. E, mentre mandava avanti le pratiche per acquistare la Roma, si è informato sulla possibilità di abbandonare la zona di Tor di Valle e trasferire tutto da qualche altra parte. Dal club gli hanno risposto: sarebbe un delirio. E per il momento la faccenda si chiude qui.

Per il momento e non per sempre. Lo stadio prima o poi si deve fare. Questione di strategia societaria e di introiti strutturali, inutile ripetere di continuo gli stessi concetti. Se la vicenda di Tor di Valle, che si avvia verso il delicato passaggio del voto in consiglio comunale, dovesse finire peggio di com'è andata avanti sinora, e ce ne vuole, allora l'esplorazione di strade alternative diventerebbe obbligatoria. Ma sarebbe un delirio, appunto, e di certo sarà l'ultima chance. Fiumicino è una possibilità. Affari Italiani ha parlato di un'altra: accordi già presi tra Friedkin e il costruttore Francesco Gaetano Caltagirone per realizzare lo stadio a Tor Vergata, su terreni in concessione all'imprenditore romano. Quindi: addio Tor di Valle, cessione (in corso) dei terreni da Parnasi a Vitek svuotata di significato, virata secca su un'area meglio servita dal trasporto pubblico e nella quale già troneggia un'imponente opera a destinazione sportiva di Calatrava mai completata.
Secondo l'articolo del giornale online, i lavori potrebbero cominciare entro la fine dell'anno. In realtà un anno o giù di lì servirebbe a rifare daccapo il semplice progetto dello stadio. Si può anche scegliere di non usufruire della legge sugli impianti sportivi, nata peraltro per snellire le procedure e non certo per complicarle. Ma questo non scongiurerebbe la necessità di ripassare attraverso l'intero iter amministrativo, comprese le sfibranti riunioni con tutti gli enti interessati, dai gestori energetici all'Atac. Inoltre le opere pubbliche rese indispensabili dall'impatto dello stadio sul tessuto urbano circostante, ora legate agli accordi tra amministrazione e privato, dovrebbero essere prese in carico del Comune. Unico vero vantaggio: niente variante al piano regolatore. Ma anche questo dipende da ciò che nel nuovo progetto s'intende costruire accanto allo stadio e dalle cubature messe in preventivo.
Un lavoro infernale. A sconsigliare il cambio di rotta sono queste considerazioni, non certo le smentite che comunque ieri si sono accumulate. A cominciare da quella dello stesso Caltagirone: «Andare ogni tanto a vedere un derby Roma-Lazio è piacevole e divertente. Tutto il resto è pura fantasia». Nella premessa, si riferiva alla sua presenza all'Olimpico domenica scorsa. Daniele Frongia, assessore allo sport del Campidoglio, ha ribadito la posizione classica: «So solo che vanno avanti gli incontri tra Roma Capitale che se ne occupa e i proponenti. Di altre possibilità non so nulla».
In effetti slalomeggiando tra i ritardi, gli inciampi della giunta romana per le vicende dello smaltimento dei rifiuti, l'attesa per la cessione dei terreni di Tor di Valle, le vicende politiche nazionali che rendono sempre più debole l'amministrazione, la convenzione urbanistica tra proponenti e tecnici del Campidoglio è di fatto pronta e andrà al voto non appena la sindaca Virginia Raggi troverà il coraggio necessario. In teoria l'approvazione da parte dell'assemblea (della convenzione stessa e della variante su Tor di Valle) è un atto formale. In pratica il passaggio in aula è pericolosissimo a causa dei fluidi equilibri nel Movimento 5 Stelle, ormai affollato di dissidenti. A Tor di Valle sì che i lavori potrebbero cominciare entro la fine dell'anno, ma in queste condizioni qualsiasi piano alternativo non può essere ritenuto del tutto privo di fondamento. Anche se realizzarlo effettivamente sarebbe ciò che dice la Roma: un delirio.

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Quelle consulenze obbligate per sbloccare i cantieri (Corriere della Sera ed. Roma, 29 gennaio 2020)

Avviso di chiusura indagini: l'estorsione agli ex Mercati generali


Talmente esposti agli umori di chi aveva il potere di affossare i loro progetti, i fratelli Claudio e Pierluigi Toti, in altri capitoli di inchiesta accusati di corruzione, sarebbero stati anche vittime di una estorsione. Un ricatto da 1,3 milioni di euro mascherato da consulenza legale a un avvocato «amico », pena la cancellazione di ogni possibile interazione con il Campidoglio. È uno degli episodi nuovi contenuti nell'avviso di conclusione indagini del pm Barbara Zuin e dell'aggiunto Paolo Ielo. Riguarda ancora la vicenda degli ex Mercati Generali di via Ostiense e della Collina Verde in località Muratella. Un capitolo nato sotto il titolo d'accusa provvisoria di «induzione indebita » e con il coinvolgimento di Marcello De Vito, ma riqualificata in ultima lettura come estorsione per il venir meno del presidente del consiglio comunale sul quale, è logico dedurre, non c'erano elementi di prova sufficienti. Di questo episodio sono così chiamati a rispondere Gianluca Bardelli, «l'influencer » dei Cinquestelle in Campidoglio e l'avvocato Marco Simone Mariani «perché — si legge nell'atto della procura —in concorso tra loro hanno prospettato ai Toti, tramite minaccia proveniente da Bardelli, che i procedimenti amministrativi pendenti presso il Comune di Roma non avrebbero avuto alcuno sviluppo se non avessero affidato all'avvocato Mariani un incarico professionale avente ad oggetto entrambe i progetti. Minaccia consistita nel far valere il peso di Bardelli sugli esponenti del partito Movimento 5 Stelle e sui funzionari del Comune dai quali dipendeva la trattazione delle procedure (paventando che, affidandosi all'assistenza di altri avvocati, non sarebbero nemmeno riusciti ad avere un'interlocuzione con il Comune)». L'incarico professionale, secondo la procura, fu in effetti dato allo studio Mariani & associati per «consulenza e assistenza legale» in favore delle società Freccia Alata due Srl e Lamaro Appalti (entrambe del gruppo Toti) «per un corrispettivo di 200 mila euro (corrisposto a titolo di retainer fee - commissione di ritenzione ndr) e della ulteriore somma di 1,1 milioni di euro (dovuta a tutolo di success fee - tassa di successo - e non ancora versata) per l'approvazione dei progetti, la stipula delle convenzioni urbanistiche e il rilascio delle autorizzazioni».
Fulvio Fiano

robylele

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scusate se fosse stato già postato:


Caltagirone intanto smentisce

"Andare ogni tanto a vedere un derby è piacevole e divertente. Tutto il resto è pura fantasia". Lo afferma Francesco Gaetano Caltagirone che intende così smentire le voci su un suo interesse sul dossier della costruzione dello stadio dopo che domenica scorsa era andato a vedere la partita Roma-Lazio. La smentita replica alle voci, alimentate sui social, che Dan Friedkin, impegnato nell'acquisto della strada, volesse avviare la costruzione di un nuovo stadio con un progetto diverso da quello di Tor di Valle.

adiutrix

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"L'iter per la costruzione dello stadio a tordivalle è regolare "

infatti si vede  :D
non mi stupirei se esce fuori qualche nome dei mafiosi relativo alla asroma

paolo71

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Citazione di: adiutrix il 29 Gen 2020, 11:54
"L'iter per la costruzione dello stadio a tordivalle è regolare "

infatti si vede  :D
non mi stupirei se esce fuori qualche nome dei mafiosi relativo alla asroma

Il solo fatto che in 5 anni non sia uscito nessuno della aessemafia ti dà l'idea di quale potenza è quella cupola...

NEMICOn.1

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Citazione di: paolo71 il 29 Gen 2020, 15:14
Il solo fatto che in 5 anni non sia uscito nessuno della aessemafia ti dà l'idea di quale potenza è quella cupola...

No no il nome di Baldissoni è uscito diverse volte ed è pure stato chiamato a rispondere.
C'è un intercettazione , per me , scandalosa dove durante la conferenza dei servizi un componente di un assessorato fece un elenco di obblighi/ vincoli e uno degli avvocati ( in seguito arrestato )di Parnasi chiamò proprio Baldissoni dicendo di fare qualcosa perché diventavano troppe e lui chiamò Civita ( anche lui poi indagato ) per farla smettere .

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Stadio, archiviata l'indagine contro Raggi (Il Messaggero, Cronaca di Roma, 30 Gennaio 2020)

Cade l'accusa di abuso d'ufficio: il gip accoglie la richiesta della procura


Non ci sono prove per desumere che la sindaca «abbia intenzionalmente agito per favorire qualcuno». Mentre la scure della procura, impegnata su più fronti di indagini sul progetto stadio, ha chiuso una nuova indagine per corruzione a carico del presidente dell'Assemblea capitolina,Marcello de Vito, portato già a giudizio nel maxi processo, Virginia Raggi esce di scena dall'unico filone giudiziario che sul fronte Tor di Valle l'aveva portata nel registro degli indagati con l'accusa di abuso d'ufficio. Il giudice per le indagini preliminari Costantino de Robbio, ieri, ha accolto la seconda richiesta di archiviazione sollecitata dalla procura per la sindaca Raggi. In prima battuta era stato lo stesso giudice a chiedere un approfondimento d'indagine considerata, aveva precisato, «l'evidente violazione di legge». Il Tavolo della Libera Urbanistica, l'associazione che ha denunciato il caso tramite l'avvocato Edoardo Mobrici, aveva segnalato il mancato passaggio in consiglio comunale prima della pubblicazione delle osservazioni; ma anche le sospette violazioni di legge avvenute nel consiglio municipale dell'Eur per dichiarare il pubblico interesse sulla decisione della giunta approvata poi in Campidoglio. Secondo il pm Elena Neri, invece, la sindaca non avrebbe mai compiuto il reato di abuso d'ufficio in merito alla dichiarazione di pubblica utilità del nuovo stadio. Ed il giudice di fronte alla seconda richiesta di archiviazione ne ha accolto le richieste. «Ancora una volta la decisione del Tribunale ha spazzato via tutto il fango che hanno tentato di gettarmi addosso», ha commentato Raggi su Facebook. Per il gip «non ci sono elementi per desumere che la sindaca», difesa dagli avvocati Emiliano Fasulo e Alessandro Mancori, «abbia intenzionalmente agito per favorire qualcuno e non sembrano potersi ricavare da un ulteriore eventuale approfondimento delle indagini come richiesto dall'apponente». «Appare evidente», ha motivato la decisione il giudice, «che una questione di interpretazione che coinvolge la stratificazione di normative eterogenee e di difficile interpretazione quale quella in esame non lascia spazio alla sussistenza del dolo intenzionale dell'articolo 323 del codice penale o quantomeno rende ardua la prova del medesimo».
Adelaide Pierucci

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Stadio a Tor di Valle, Finanza in Comune per il parere segreto (La repubblica ed. Roma, 30 gennaio 2020)

La Corte dei Conti vuole l'atto commissionato dalla sindaca all'Avvocatura ( e mai rivelato) per sfilarsi dall'affare Nuovi approfondimenti sull'ex braccio destro Luca Lanzalone e le visite in Campidoglio per il progetto del club giallorosso

di Lorenzo d'Albergo

I documenti della conferenza dei servizi e il progetto con tutti i calcoli sulle cubature. L'esito della due diligence, la verifica sugli atti del nuovo stadio della Roma chiesta dalla sindaca Virginia Raggi dopo gli arresti per l'inchiesta della procura su Tor di Valle. La stessa indagine per cui ora ( mettendo assieme filoni che non riguardano soltanto lo stadio) rischiano il rinvio a giudizio in 10 tra imprenditori e politici. E, soprattutto, il parere chiesto all'avvocatura capitolina dalla prima cittadina e poi secretato. La Corte dei Conti accelera sul nuovo impianto nei sogni del club giallorosso e invia la Guardia di Finanza in Campidoglio.
Nel mirino c'è l'atto chiesto ai legali del Comune dalla prima cittadina nel gennaio 2017 ( su spinta di Paolo Berdini, allora assessore all'Urbanistica) e poi sparito nel nulla. Quell'atto, stando al racconto dei pochi che hanno potuto leggerlo, avrebbe spiegato come poter dire « no » a Tor di Valle senza essere trascinati dai privati in una causa milionaria. Negato più e più volte ai consiglieri 5S contrarie quelli di opposizione, il parere messo nero su bianco dall'avvocato Andrea Magnanelli non potrà essere nascosto alle Fiamme Gialle.
I pm contabili vogliono mettere assieme tutti i pezzi del puzzle. Ricostruire il quadro in attesa delle prossime mosse dell'amministrazione Raggi, che da qui a un mese dovrebbe trovarsi a discutere la convenzione che dovrebbe legare il Campidoglio alla Cpi Italia dell'immobiliarista ceco Radovan Vitek (che subentrerà alla Eurnova di Luca Parnasi) e alla Roma. Per questo i finanzieri sentiranno anche la dirigente Cinzia Esposito, numero uno del dipartimento Urbanistica e rappresentante del Comune alle riunioni tecniche con club e costruttori.
I nuovi approfondimenti si basano sugli esposti inviati dai comitati dei cittadini in Corte dei Conti e dal parere dello studio legale AdLaw richiesto dai consiglieri regionali 5S la scorsa estate, un altro documento che sostiene la possibilità per il Campidoglio di fare dietrofront su Tor di Valle aggirando la minaccia di un maxi-contenzioso.
Altro filone direttamente collegato allo stadio a Tor di Valle è quello che riguarda l'ex braccio destro della sindaca, Luca Lanzalone. La Guardia di Finanza ha passato al setaccio l'agenda dell'avvocato affiancato dal Movimento a Virginia Raggi e premiato con la presidenza di Acea. I finanzieri si sono presentati prima negli uffici della Multiutility per prendere copia dei file del pc del manager arrestato per corruzione e ricostruire il suo percorso nella partecipata. Poi hanno bussato anche alla porta del suo studio legale di Genova.
Il risultato? Lanzalone si è presentato decine e decine di volte a palazzo Senatorio ( dove aveva una stanza sempre a propria disposizione) senza convocazioni ufficiali da parte del Campidoglio. Visite che potrebbero mal conciliarsi con il ruolo ufficiale dell'avvocato in Acea. In veste di rappresentante di una società partecipata al 51% da Roma Capitale, il « Mr. Wolf » delle intercettazioni dell'inchiesta sullo stadio avrebbe dovuto giustificare ogni sua visita in Comune nel rispetto dei soci proprietari del restante 49% delle azioni dell'azienda. Una precauzione — che entrambe le parti avrebbero evitato di prendere — per evitare di incappare nel reato di abuso di informazioni privilegiate.
Ipotesi. Mentre va ancora risolto il giallo sulla nomina di Lanzalone come consulente del Campidoglio grillino, ancor prima dell'approdo in Acea.

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