Stadio della.... (Topic ufficiale)

Aperto da Redazione Lazio.net, 24 Dic 2014, 08:05

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Tor di Valle, la Roma lascia: «Impossibile fare lo stadio» (Il Messaggero, 27 febbraio 2021)

LA SVOLTA

ROMA «Ci giocherà Totti nel 2016», promettevano otto anni fa l'ex patron James Pallotta e il costruttore indagato Luca Parnasi. No, non ci giocherà nessuno. Il fischio finale per lo stadio mai nato di Tor di Valle, un progetto tarlato fin dagli albori dalle falle urbanistiche e dalla minaccia dell'ingorgo perenne, per non dire delle grane giudiziarie scoppiate nell'estate del 2018, lo segna la nuova gestione targata Dan Friedkin. Una gestione che bada alla concretezza. E così dopo avere incrociato analisi finanziarie, giuridiche e fattuali, il club ha capito che il piano dell'ex ippodromo è «di impossibile esecuzione». Molto più conveniente resettare tutto, concentrarsi su un'altra area più comoda, meglio collegata. In 2 anni la nuova As Roma conta di avere i permessi, dopo altri 2, di iniziare a giocare nel nuovo stadio da 40mila posti. Investimento: circa 3-400 milioni di euro, secondo i primi rumors. Solo uno stadio, non uno stadio e un quartiere di uffici, negozi e alberghi, che sarebbe stato il vero core business dell'operazione calcistico-immobiliare, ormai naufragata, dell'era pallottiana.
LA MOSSA
Il cda dell'As Roma ieri «ha verificato che non sussistono più i presupposti per confermare l'interesse all'utilizzo dello stadio». I massimi vertici giallorossi, a partire dall'amministratore delegato Guido Fienga, hanno letto le conclusioni degli advisor (un lavoro guidato da Stefano Scalera, nuovo Head of government affairs della Roma, un passato recentissimo al Mef con Gualtieri) e hanno preso atto che «tali condizioni impediscono di procedere». Anche la pandemia, si legge nella nota, «ha radicalmente modificato lo scenario economico». Il Cda della Roma nella nota diffusa ieri ricorda un altro paradosso del progetto di Parnasi e Pallotta: la società «sarebbe stata la mera utilizzatrice dell'impianto». Non la proprietaria.
Il passo indietro è stato formalizzato con una pec inviata al Campidoglio. «Risulta impossibile concludere l'iter», si legge, anche perché parte dei terreni non risulta nemmeno più nella disponibilità della Eurnova di Parnasi, dato che l'area è «gravata da numerose iscrizioni pregiudizievoli, inclusa un'ipoteca in favore di Equitalia»; poi «è stata promessa in vendita a un terzo»; ed è ancora «oggetto di una procedura esecutiva immobiliare». Beghe forse superabili, se però ci fosse la volontà di un investimento pesante che il progetto Tor di Valle non vale. La lettera della Roma cita «i pesanti ritardi legati alle note vicende giudiziarie» e le «critiche condizioni economiche di Eurnova». Da qui la richiesta al Comune di «estinguere» la procedura. Game over. «Se non si fossero rincorse le sirene di un consenso fatuo illudendo le tifoserie e la stessa As Roma, dicendo subito che quel progetto non era sostenibile, ci saremmo risparmiati tanti problemi», commenta il deputato Pd, Roberto Morassut.
IL FUTURO
Dire no a Tor di Valle non significa dire no al progetto stadio, anzi. Per la Roma ora tutto sarà più veloce. C'è l'intenzione di «realizzare uno stadio verde, sostenibile ed integrato con il territorio». Ieri l'ad Fienga ha telefonato alla sindaca Raggi, si incontreranno venerdì. Per la giunta grillina, che ha ereditato il progetto Tor di Valle dopo averlo osteggiato con tutto il M5S dall'opposizione, «si tratta di una valutazione imprenditoriale, le opere pubbliche previste verranno portate avanti dall'amministrazione». Per il resto la sindaca tende la mano «a tutti gli investimenti su Roma». Nell'incontro di venerdì si discuterà delle aree, si parla dell'Ostiense o della suggestione dello stadio Flaminio, su cui però la Roma vorrebbe garanzie per i vincoli. Che il Comune difficilmente potrà fornire. Si vedrà. Certo è che la mossa di ieri pone fine a un progetto denso di ostacoli pratici, squassato dalle inchieste per corruzione, e soprattutto datato e sconveniente per la nuova proprietà. Ombre che non graveranno più sul sogno di una nuova arena giallorossa.
Lorenzo De Cicco

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Decisione clamorosa del Cda: via da Tor di Valle. Venerdì dalla sindaca

Stadio, Friedkin cancella il progetto di Pallotta  (Corriere dello Sport, 27 Febbraio 2021)

Impianto più snello, riduzione delle cubature: al vaglio nuove aree

di Guido D'Ubaldo 
ROMA 


Si ricomincia. La Roma dei Friedkin ripensa lo stadio di Pallotta, idealmente lo abbatte con l'intenzione di ricostruirlo da un'altra parte. Dopo nove anni di attese, grovigli burocratici e ripensamenti. Comincia una nuova era per lo stadio della Roma, che annulla il lavoro sterile portato avanti dagli uomini di Pallotta. La decisione fragorosa è stata presa ieri: «Il Consiglio di Amministrazione dell'As Roma ha verificato che non sussistono più i presupposti per confermare l'interesse all'utilizzo dello stadio da realizzarsi nell'ambito dell'attuale progetto immobiliare relativo all'area di Tor Di Valle, essendo quest'ultimo progetto divenuto di impossibile esecuzione». Ma Friedkin vuole dotare la Roma di uno stadio: «La proprietà della Roma intende investire, per essere competitiva, in una squadra vincente che possa giocare in un nuovo stadio moderno ed efficiente. Ciò posto, la Società conferma l'intenzione di rafforzare il dialogo con l'Amministrazione di Roma Capitale, la Regione e tutte le Istituzioni preposte, per realizzare uno stadio verde, sostenibile ed integrato con il territorio». 
 
PRESA D'ATTO. Un scelta che ha colto di sorpresa il Comune, ma che Friedkin aveva annunciato a Gravina qualche mese fa. La sindaca Raggi è intervenuta prontamente, dopo il comunicato della Roma: «Prendiamo atto della decisione presa autonomamente questa sera dal Cda della As Roma in merito al progetto per la realizzazione dello stadio a Tor di Valle. Si tratta di una valutazione imprenditoriale. Rassicuriamo i cittadini che le opere pubbliche previste per la zona di Tor di Valle come il potenziamento della ferrovia Roma-Lido e la realizzazione del Ponte dei Congressi verranno portate avanti dall'amministrazione capitolina», si legge in una nota del Comune. 
Al termine del Cda Fienga si è messo in contatto con la sindaca ed è stato fissato un appuntamento per venerdì prossimo. L'ad, accompagnato da Scalera, salirà in Campidoglio per valutare altre soluzioni: Tor Vergata, Massimina, Bufalotta. Oppure Fiumicino, ma si tratta di un'altra amministrazione. Suggestiva l'ipotesi Flaminio, ma non praticabile per vincoli archelogici e della Sovrintendenza. Il Comune si attende proposte da parte della Roma di aree già urbanizzate e raggiunte da mezzi pubblici. La società giallorossa conta di avere soluzioni anche da parte del Campidoglio. L'opposizione è tornata a farsi sentire: «Secondo noi è l'ennesimo fallimento dell'amministrazione Raggi. Ora mettiamoci subito al lavoro affinchè la prossima Giunta realizzi al più presto un progetto pensato per il post Covid», ha detto il capogruppo Pd Giulio Pelonzi. 

PROGETTO NUOVO. Il board della Roma ha valutato impossibile proseguire con il progetto di Tor di Valle e valuterà le soluzioni alternative con la sindaca e tutte le isituzioni competenti. L'unica possibilità di tenere in vita l'attuale area è che cambino le condizioni. I Friedkin vogliono un progetto più snello e che costi meno, che preveda solo lo stadio e i servizi collegati che rendano fruibile l'impianto per la gente tutta la settimana. Via tutto il business park, si riduce la cubatura e di conseguenza si abbassano i costi delle opere pubbliche. I terreni di Tor di Valle oggi non sono nella disponibilità del proponente (Parnasi) che non potrebbe firmare la convenzione e Vitek ha rilevato un pacchetto, ma su Tor di Valle non ha una precisa volontà, il progetto così come lo aveva voluto Pallotta (che ieri ha individuato un responsabile) è insostenibile. Friedkin vuole solo lo stadio, che abbia un minore impatto di opere pubbliche, più moderno ed efficiente, meno impattante sul territorio. I proprietari hanno affidato a Scalera il compito di individuare un progetto che si possa realizzare rapidamente, dotato dei servizi essenziali e che tenga conto delle esigenze dei tifosi, del dopo Covid e che possa sfruttare la legge sugli stadi, che consente di accelerare i tempi. 
Il Cda ha anche approvato la semestrale che ha evidenziato una perdita di circa 75 milioni al 31 dicembre 2020. Confermato Guido Fienga come amministratore delegato della società. Per l'ad rinnovo biennale.

NiHaoLazio

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ma molte delle risposte al tweet le avete lette?  :o
questi riescono a idolatrare qualsiasi stronxo je passa sotto al balcone de casa.
totalmente privi di qualsiasi personalita', dignita', rispetto di se', palle...!
giusto tifosi de quella merxa de squadra de merxa

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La Roma stacca la spina a Tor di Valle "Era insostenibile". Raggi spiazzata (la Repubblica ed. Roma, 27 Febbraio 2021)

Dopo il Cda è arrivata la comunicazione formale della società. Ora si punta ad un nuovo progetto, green e vicino alla gente. I tifosi spingono per il Flaminio e i Friedikin hanno preso casa ai Parioli. Marino: "Colpa di un insetto"

di Francesca Ferrazza e Matteo Pinci


Alla fine di un Consiglio d'amministrazione fiume è arrivata la sentenza. Che decreta la morte, a 2980 giorni dalla sua nascita, dello stadio della Roma a Tor di Valle. Dan Friedkin, l'uomo che ad agosto aveva rilevato la Roma dalle mani di Pallotta, ha detto basta. Stroncando – lo aveva anticipato Repubblica lo scorso 22 novembre – un progetto che ha attraversato tre sindaci, un commissario, almeno due inchieste giudiziarie e svariate conferenze dei servizi. Non è un addio allo stadio della Roma, è un addio a quello stadio. Friedkin, insieme all'uomo delle istituzioni Scalera, incontrerà venerdì la sindaca Raggi e il suo staff, probabilmente in Campidoglio, per gettare le basi da cui ripartire. La Roma non ha, almeno ufficialmente, ancora identificato nuove aree. Ma ha fissato i criteri dell'impianto in cui giocherà (forse) la Roma del futuro. Dan Friedkin – oggi il suo primo compleanno da presidente romanista – vuole regalarsi uno stadio e solo uno stadio, senza uffici né costi di urbanizzazione: sarà green, sostenibile economicamente, soprattutto non sarà in un'area periferica ma vicino alle esigenze dei tifosi. Una scelta perfettamente in linea con quella dei Friedkin, che hanno scelto il cuore della città per vivere: il centro storico per il 30enne Ryan, i Parioli, in una abitazione riservatissima, per il padre Dan. L'idea è individuare un'area già servita sia su gomma che su ferro, dentro la città. Perché l'obiettivo è costruire uno stadio in due anni, il tempo che secondo la proprietà americana della Roma sarebbe servito ancora per portare a compimento il progetto di Tor di Valle. Due sostanzialmente i criteri ispiratori della scelta, «sulla base degli approfondimenti condotti da advisor finanziari, notarili e legali di primario standing, nonché alla luce delle ultime comunicazioni di Roma Capitale». Il vecchio progetto, secondo i pareri raccolti, era incerto e improponibile. Incerto perché, secondo il Comune, il terreno non è più nella disponibilità del proponente, ossia la società Eurnova, e quindi costringerebbe a negoziare con l'Agenzia delle Entrate. Inoltre i tempi di un possibile acquisto da parte di Vitek, il magnate ceco interessato all'area, sono tutt'altro che snelli, tra controlli indispensabili e spostamento di denaro. Ma la convinzione è che il progetto, in era post Covid, sia sostanzialmente superato, quindi improponibile: per sostenersi ha bisogno della realizzazioni di un polo commerciale e di uffici che permettano di portare pubblico e tifosi nell'area sette giorni su sette e per coprire i costi di urbanizzazione. Ma nell'era dello smart working, le società iniziano a lasciare gli uffici anche dentro Roma: chi mai ne acquisterebbe in una zona così periferica? In ogni caso l'amministrazione capitolina si è sbrigata ad annunciare che «porteremo avanti le opere pubbliche previste, come il potenziamento della ferrovia Roma-Lido e la realizzazione del Ponte dei Congressi ». La notizia ha ovviamente varcato l'oceano raggiungendo l'ex presidente Pallotta. Che anche a causa dello stallo permanente sullo stadio ha dovuto vendere il club. «Mi sento malissimo per la città di Roma e per la Roma. Qualche idiota (voi sapete chi sono) ha rovinato un grande progetto per tutti. Sono triste ». E poi, in un botta e risposta con i tifosi, ha aggiunto che il progetto «avrebbe potuto essere fatto senza uffici. In effetti avremmo investito più di 200 milioni dei nostri soldi nelle infrastrutture, sarebbe stato a costo zero per la città». Persino più duro l'ex sindaco Ignazio Marino, che con Pallotta strinse il primo accordo per lo stadio, ormai quasi 7 anni fa: «Un insetto da solo può rovinare un intero campo di grano». Difficile dire chi sia l'insetto. O forse no.

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Il club Cerca altre aree per il nuovo impianto

Tor di Valle, la Roma rinuncia allo stadio (Corriere della Sera ed. Roma, 27 Febbraio 2021)

di Andrea Arzilli e Gianluca Piacentini


La Roma ferma il progetto Tor di Valle. Ma, al tempo stesso, rilancia, confermando la volontà di voler costruire uno stadio moderno, efficiente, green e che metta al centro di tutto il tifoso e la fruibilità dell'impianto stesso. Lo ha comunicato la stessa società giallorossa al termine del Cda di ieri, cancellando con un colpo di spugna sia il primo progetto (amministrazione Marino) sia il secondo, quello che il 26 febbraio di quattro anni fa la sindaca Virginia Raggi e il vice presidente Mauro Baldissoni avevano definito «lo stadio 2.0». All'epoca parlarono di «giorno storico» ma la sensazione è che il giorno storico sia stato ieri, quando i Friedkin con estrema chiarezza hanno spiegato il perché della loro scelta: «La proprietà della AS Roma intende investire, per essere competitiva, in una squadra vincente che possa giocare in un nuovo stadio moderno ed efficiente. Il Consiglio di Amministrazione sulla base degli approfondimenti condotti da advisor finanziari, notarili e legali di primario standing, nonché alla luce delle ultime comunicazioni di Roma Capitale, ha verificato che non sussistono più i presupposti per confermare l'interesse all'utilizzo dello stadio da realizzarsi nell'ambito dell'attuale progetto immobiliare relativo all'area di Tor Di Valle, essendo quest'ultimo progetto divenuto di impossibile esecuzione. Il consiglio di amministrazione ha constatato, inoltre, che anche la pandemia ha radicalmente modificato lo scenario economico internazionale, comprese le prospettive finanziarie dell'attuale progetto stadio. La società conferma l'intenzione di rafforzare il dialogo con Roma Capitale, la Regione e tutte le Istituzioni preposte, le università di Roma e le Istituzioni sportive, per realizzare uno stadio verde, sostenibile ed integrato con il territorio». Non ha preso bene la notizia l'ex presidente James Pallotta, che ha twittato: «Mi sento malissimo, pochi stupidi hanno rovinato un grande progetto». La nota del club vale come epitaffio del progetto legato a Tor di Valle dopo le tante incertezze seguite allo scoppio dell'inchiesta giudiziaria che, a giugno 2018, ha portato all'arresto di Luca Parnasi, ex patron di Eurnova, ovvero la società proponente e proprietaria dei terreni su cui edificare stadio e business park. Anzi, ex proprietaria visto che i terreni, sotto pignoramento per 1,2 milioni di euro - cifra esigua se paragonata al miliardo dell'affare Tor di Valle - non sono più nella disponibilità di Eurnova. È questo l'appiglio che ha permesso la Roma a uscire dal progetto - ormai dopo il Covid non più sostenibile sia sotto il profilo economico sia volumetrico (basta pensare ai 55 mila posti e alle migliaia di cubature uso ufficio in epoca di smartworking) - per ricominciare daccapo in un altro spicchio di città. Il Campidoglio ha commentato come «decisione imprenditoriale» il passo indietro della Roma e comunque ha confermato le opere pubbliche previste a Tor di Valle (Roma-Lido e ponte dei Congressi). Poi ha concesso al club un appuntamento per la prossima settimana nel corso del quale saranno analizzate soluzioni alternative, anche se ad occuparsene potrebbe essere un altro sindaco. Le caratteristiche del nuovo impianto sono le seguenti: 40 mila posti, 4 anni tra iter burocratico e e lavori, 3-400 milioni di investimento e soprattutto una collocazione che permetta una fruibilità pressoché immediata. Difficile capire oggi dove si costruirà, ma l'analisi della prossima settimana partirà da una valutazione su 18 diverse aree cittadine fatta 5 anni fa. Tra queste c'è Tor Vergata dove, attraverso i fondi del Recovery plan, la Regione ha chiesto al governo di realizzare il prolungamento della metro A. Poi un'area all'Ostiense, non lontana dal Gazometro, una porzione di città già super servita dai mezzi pubblici. Ma anche lo stadio Flaminio, soluzione che potrebbe essere gradita dalla Roma se dal Comune arrivassero garanzie sui vincoli che, al momento, bloccano qualsiasi lavoro sull'impianto firmato Nervi.

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LAROMA ABBANDONA IL PROGETTO
«Impossibile esecuzione per le eccessive cubature degli uffici e il peso delle opere pubbliche»

Addio a Tor di Valle
Lo stadio cerca casa (il Tempo, 27 Febbraio 2021)


Confermata l'intenzione di realizzarne uno integrato con il territorio

FERNANDO M.MAGLIARO


La Roma abbandona il progetto Stadio a Tor di Valle. La decisione è stata assunta ieri, durante una seduta del Consiglio di Amministrazione della società giallorossa e subito comunicata al presidente della Regione, Nicola Zingaretti, e al sindaco di Roma, Virginia Raggi, cui è stato chiesto un rapido incontro. Nella relazione semestrale diffusa nel pomeriggio, dopo aver ribadito la necessità di un «nuovo stadio moderno ed efficiente », viene spiegato che «sulla base degli approfondimenti condotti da advisor finanziari, notarili e legali» la Roma ritiene «che non sussistano più i presupposti per confermare l'interesse all'utilizzo dello stadio da realizzarsi nell'ambito dell'attuale progetto immobiliare relativo all'area di Tor Di Valle, essendo quest'ultimo progetto divenuto di impossibile esecuzione ». Gli elementi sui quali si era centrata la riflessione dei Friedkin sono sempre gli stessi: eccessive cubature degli uffici non più sostenibili alla luce del Covid ed eccessivo peso delle opere pubbliche, due fattori che rendono l'investimento tutt'altro che di sicuro rientro. A questo poi ci si è aggiunto il caos della situazione di Luca Parnasi con i pignoramenti dei terreni sui quali doveva sorgere lo Stadio che avrebbero portato via altri mesi prima di risolversi mache, per ora, rendono Parnasi non più in possesso delle aree e quindi non in grado di firmare gli eventuali accordi col Comune. Terzo, l'architettura di mobilità che la Raggi e i suoi hanno creato ha finito per generare un mostro: opere troppo care e insufficienti a garantire regolare afflusso e deflusso dallo Stadio. Si legge ancora nella nota: «Il Consiglio di Amministrazione ha constatato che anche la pandemia ha radicalmente modificato lo scenario economico internazionale, comprese le prospettive finanziarie dell'attuale progetto stadio». «La Società conferma l'intenzione di rafforzare il dialogo con l'Amministrazione di Roma Capitale, la Regione e tutte le Istituzioni preposte, le Università di Roma e le Istituzioni sportive, per realizzare uno stadio verde, sostenibile ed integrato con il territorio, discutendo in modo costruttivo tutte le ipotesi, inclusa Tor di Valle, e valutando tutte le possibili iniziative a tutela degli interessi della Società, di tutti i suoi azionisti e dei suoi tifosi». Si azzera tutto, dunque, con una nuova area da identificare e un nuovo progetto che la Roma vuole centrato solo sullo stadio senza altre opere intorno. Ovviamente, visto che la decisione è assunta autonomamente dalla Roma, nessun risarcimento è possibile. In serata, il Campidoglio ha diffuso una nota in cui dopo aver preso atto della decisione della Roma definita «una valutazione imprenditoriale» afferma «Rassicuriamo i cittadini che le opere pubbliche previste, come il potenziamento della ferrovia Roma-Lido e la realizzazione del Ponte dei Congressi, verranno portate avanti dall'Amministrazione capitolina». Per inciso, ora il Comune dovrà pagare nove milioni di euro alla Regione per realizzare sulla Roma- Lido alcune delle opere inizialmente a carico della Roma. Così come, si dirà addio all'unificazione della via del Mare/Ostiense con un aggravio, di almeno 24 milioni di euro, dei costi di finanziamento della parte a carico del Comune delle opere di viabilità connesse al Ponte dei Congressi. Se ne va un progetto del valore di 800 milioni di euro che avrebbe avuto importanti ricadute occupazionali sulla città. Commento al vetriolo dell'ex presidente giallorosso, James Pallotta: «Sto malissimo per Roma e per la Roma. Qualche "idiota" (sapete bene di chi parlo) ha rovinato un grande progetto per tutti. Triste».


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Lo schiaffo della Roma alla Raggi (il Foglio, 27 Febbraio 2021)

Non si investe dove c'è incertezza. La Roma calcio dà una lezione a Roma


Era diventato il simbolo di una possibile nuova marcia innestata dalla Capitale ed è diventato il simbolo di un altro disastro di immagine della giunta guidata da Virginia Raggi, che dopo aver fatto di tutto per tenere lontane da Roma le Olimpiadi ora ha la dimostrazione pratica di aver fatto molto per tenere lontana la Roma da quello che poteva essere il suo nuovo stadio. La storia forse la conoscete già. Ieri sera, il cda dell'As Roma, "sulla base degli approfondimenti condotti da advisor finanziari, notarili e legali di primario standing", ha comunicato il suo addio al famoso progetto dello stadio nell'area di Tor di Valle: "Non sussistono più i presupposti per confermare l'inte - resse". L'ex proprietario della Roma, James Pallotta si è detto molto dispiaciuto per la città e ha parlato di "alcuni asini che hanno rovinato quello che era un grande progetto per tutti". Il giudizio di Pallotta è duro ma quali altre parole si possono utilizzare rispetto alla storia di un progetto nato nel 2014, che è stato cambiato due volte, che nel tempo è diventato molto oneroso, che è stato costretto a fare i conti con iniziative della magistratura di ogni tipo e che ha visto il promotore del progetto (il comune) incapace di concludere un iter di approvazione (il progetto è fermo in Consiglio comunale da tre anni) negli stessi anni in cui si sono spesi milioni e milioni per progettazione, autorizzazioni, studi? Quale azienda può sudare sette anni per realizzare quello che di solito si fa in due? Gli investimenti stranieri richiedono tempi certi e non incertezza (che non dipende solo dalla pandemia). La Roma, che ha proprietari diversi da quelli che avevano scommesso su Tor di Valle, ha detto di essere disposta a valutare nuove ipotesi per costruire lo stadio. Ma lo schiaffo mollato ieri dalla Roma non è alla città ma è anche a chi oggi la amministra.

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Citazione di: Tarallo il 27 Feb 2021, 08:18
Finezza estrema, il FI alla fine del tweet :lol: :lol:

Ma siamo sicuri che questo account di Pallotta sia vero?

JP mi ha risposto subito...



MisterFaro

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Citazione di: Redazione Lazio.net il 27 Feb 2021, 08:48
Lo schiaffo della Roma alla Raggi (il Foglio, 27 Febbraio 2021)

Non si investe dove c'è incertezza. La Roma calcio dà una lezione a Roma


Era diventato il simbolo di una possibile nuova marcia innestata dalla Capitale ed è diventato il simbolo di un altro disastro di immagine della giunta guidata da Virginia Raggi, che dopo aver fatto di tutto per tenere lontane da Roma le Olimpiadi ora ha la dimostrazione pratica di aver fatto molto per tenere lontana la Roma da quello che poteva essere il suo nuovo stadio. La storia forse la conoscete già. Ieri sera, il cda dell'As Roma, "sulla base degli approfondimenti condotti da advisor finanziari, notarili e legali di primario standing", ha comunicato il suo addio al famoso progetto dello stadio nell'area di Tor di Valle: "Non sussistono più i presupposti per confermare l'inte - resse". L'ex proprietario della Roma, James Pallotta si è detto molto dispiaciuto per la città e ha parlato di "alcuni asini che hanno rovinato quello che era un grande progetto per tutti". Il giudizio di Pallotta è duro ma quali altre parole si possono utilizzare rispetto alla storia di un progetto nato nel 2014, che è stato cambiato due volte, che nel tempo è diventato molto oneroso, che è stato costretto a fare i conti con iniziative della magistratura di ogni tipo e che ha visto il promotore del progetto (il comune) incapace di concludere un iter di approvazione (il progetto è fermo in Consiglio comunale da tre anni) negli stessi anni in cui si sono spesi milioni e milioni per progettazione, autorizzazioni, studi? Quale azienda può sudare sette anni per realizzare quello che di solito si fa in due? Gli investimenti stranieri richiedono tempi certi e non incertezza (che non dipende solo dalla pandemia). La Roma, che ha proprietari diversi da quelli che avevano scommesso su Tor di Valle, ha detto di essere disposta a valutare nuove ipotesi per costruire lo stadio. Ma lo schiaffo mollato ieri dalla Roma non è alla città ma è anche a chi oggi la amministra.

Ecccccerto, dimenticati gli schiaffoni alla città fatti di corruzione, mangiatoie per pseudo giornalisti, speculazioni, tentata distruzione di un'area verde, pesanti ricadute sul quadrante,...lo schiaffo è che tutte queste cose, per ora, non le fanno

Tarallo

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Credo che sia il suo account, sì.

WhiteBluesBrother

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L'articolo del magliaro praticamente incolpa il comune sul fatto che abbia preteso opere pubbliche per un complesso edilizio scollegato e isolato con viabilità da campagna. Già, come si sono permessi?
Pensa chi è, pur di non ammettere la bufala che era e di non smentire se stesso.

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Dissi

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Citazione di: WhiteBluesBrother il 27 Feb 2021, 09:31
L'articolo del magliaro praticamente incolpa il comune sul fatto che abbia preteso opere pubbliche per un complesso edilizio scollegato e isolato con viabilità da campagna. Già, come si sono permessi?
Pensa chi è, pur di non ammettere la bufala che era e di non smentire se stesso.

Vabbè ma er poro Magliaro ce pagava le bollette con la storia dello stadio

Ranxerox

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Comunque su 'sto topic glie lo avevamo predetto già da anni che a Tor di Valle se la sarebbero presa in der culo. E alla fine è andata così.
Concentriamoci meglio su quello della tensione finanziaria... :=))

genesis

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Citazione di: Ranxerox il 27 Feb 2021, 09:50
Comunque su 'sto topic glie lo avevamo predetto già da anni che a Tor di Valle se la sarebbero presa in der culo. E alla fine è andata così.
Concentriamoci meglio su quello della tensione finanziaria... :=))

Conferma della qualità degli utenti e di quello che si scrive su questo sito.
Complimenti a tutti noi.

TestaccioLaziale

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Citazione di: arturo il 26 Feb 2021, 23:24
Te possino Testa', te ricordi quando lo davi per fatto?  8)

chiedo scusa  :p

NEMICOn.1

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Se nemmeno con tutta la politica italiana asservita sono riusciti a fare lo stadio pensa quanti impicci , abusi , illegalità c'erano ,nemmeno con gli arresti , le previsioni del caos stradale si erano fermati .
Ora vedremo quante teste cadranno .

Felipe Caicedo

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Attendo di vedere le cause miliardarie contro il comune di Roma che  Baldissoni ha minacciato da anni, appoggiato dai soliti pennivendoli compiacenti

La verità è che gli ha pure detto culo che non si sia fatto nulla, altrimenti adesso avrebbero sul groppone tanti uffici vuoti in periferia



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Precisione

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Stadio Roma: tifosi sui social, "ora lo si faccia a Fiumicino"

Dopo la decisione della Roma, annunciata ieri, di dire addio al progetto per il nuovo stadio a Tor di Valle, una parte della tifoseria giallorossa, sui social, ha cominciato nelle ultime ore a rilanciare la proposta di realizzarlo nella zona di Fiumicino. Una candidatura che, a più riprese, il sindaco di Fiumicino Esterino Montino aveva avanzato, precisando però di aver incontrato diverse volte gli emissari di James Pallotta ma mai la nuova proprietà Friedkin. Nessun commento dall'amministrazione comunale anche se filtra, come ribadito più volte, la conferma della disponibilità come in passato. "Sarebbe di gran lunga l'opzione più veloce. + tutto infrastrutturato, basta tirare su lo stadio. L' amministrazione comunale è favorevole e non deve nemmeno variare il piano regolatore", scrive un tifoso. Ed ancora un altro: "A questo punto, sempre che la proprietà ne abbia l'intenzione, e visto che si dovrebbe ricominciare tutto da capo, non sarebbe il caso di prendere in considerazione Fiumicino?". "Per me ad oggi l'unica via è quella di Tor Vergata o Fiumicino", rilancia un altro sostenitore. "Ci metterei la firma pure per Fiumicino sarebbe sempre meglio che farlo a Tor Vergata", tra i tanti commenti. Non mancano i dissensi all'ipotesi: "La squadra della Capitale deve avere il suo stadio a Roma e non a Fiumicino". "E comunque per mezza Roma sarebbe un viaggio ogni due domeniche. Pensa chi vive a Roma Est o Nord. Fiumicino mai!". Montino ha parlato più volte della disponibilità di terreni, oltre 300 ettari, non lontani tra l'autostrada che porta a Civitavecchia e l'autostrada che porta all'aeroporto di Fiumicino, oltre al collegamento ferroviario. "Una zona dunque ricca di infrastrutture, un'area con un potenziale sviluppo industriale", aveva sottolineato.


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