Stadio della.... (Topic ufficiale)

Aperto da Redazione Lazio.net, 24 Dic 2014, 08:05

0 Utenti e 1 Visitatore stanno visualizzando questa discussione.

Discussione precedente - Discussione successiva

Miro68

*
Lazionetter
* 3.671
Registrato
Citazione di: adiutrix il 28 Feb 2021, 20:26
Invece la giornalista de La Repubblica Marina de Ghantuz Cubbe, tra le varie cose, ci ricorda che non verrà sistemato un fosso:
"Addio anche alla sistemazione del Fosso del Vallerano (affluente del Tevere)"
che era tra l'altro quello che determinava il pericolo idrogeologico alla zona ma dato che è una zona disabitata la fantomatica sistemazione del fosso viene a cadere. Saranno contente le ranocchie.
Ahahahaha

ZombyWoof

*
Lazionetter
* 9.789
Registrato
Madonna cara Magliaro quante cazzate! 
Sembra una tragedia, ma da subito s'era capito che era un accrocchio insostenibile. Solo con le mazzette potevano portarlo avanti, e infatti a momenti se bevono tutti, e lì hanno fatto un' insabbiata che levete, anzi scansate proprio.

Ora ripartono in tromba  con lo stadio eco covid sostenibile green. Io li ammiro davvero. Sono Zombies di primo livello.
Je spari na  cannonata che li apre in due, dopo un attimo già se rialzano e ricominciano.

Comunque è la nemesi per la raggi. Famo lo stadio famo lo stadio, famo STOCAZZO.

Perderà tutti i voti dei boccaloni inferociti. 

Slasher89

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 16.867
Registrato
Voglio proprio vederli a fare lo stadio senza cubature a compensazione.

Redazione Lazio.net

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 72.781
Registrato
"Ecco un bel regalo di Natale"
Raggi, lo stadio e l'annuncite (la Repubblica ed. Roma, 1° Marzo 2021)


di Marina de Ghantuz Cubbe


L'annuncite della sindaca Virginia Raggi sullo stadio della Roma condita da una sfilza di promesse sulla realizzazione del progetto a Tor di Valle è iniziata esattamente 4 anni fa: era il febbraio del 2017 quando l'ex capitano dell'As Roma Francesco Totti incalzava la sindaca con un tweet: «Vogliamo il nostro Colosseo moderno», scriveva. All'istante Raggi ha risposto: «Caro Francesco ci stiamo lavorando, famo sto stadio». È finita con un nulla di fatto e con la battuta di un altro capitano della squadra giallorossa: «C'è rimasto solo il plastico », ha detto Daniele De Rossi due giorni fa commentando l'addio dei Friedkin a un progetto che dopo anni di riunioni, due diligence e modifiche non è mai stato approvato dall'assemblea capitolina. Dopo quel "famo lo stadio" si sono susseguite una valanga di promesse che hanno raggiunto l'apice a dicembre dello scorso anno quando ai romani e ai romanisti è stato detto che per Natale avrebbero ricevuto un «bel regalo». Che però non è mai arrivato. Torniamo a 4 anni fa, quando la sindaca (da pochi mesi alla guida del Campidoglio) incontrava l'As Roma e finita la riunione sulla sua pagina Facebook ha annunciato: «Lo stadio a Tor di Valle si farà, ma con un drastico taglio delle cubature rispetto al progetto della giunta Marino ». Taglio drastico davvero visto che non sarà costruito nulla. Ed eccolo, il famoso plastico: a giugno 2017 l'assemblea capitolina ha approvato la delibera che sancisce l'interesse pubblico dello stadio a Tor di Valle e Raggi ha pubblicato le immagini del progetto rivisitato: «Avevamo promesso uno stadio fatto bene. Eccolo. Qui potete vedere il prima e il dopo. Con il nuovo progetto lo abbiamo trasformato in una vera opportunità per la città. Volevamo uno stadio ma nel rispetto della legge e per il bene della nostra città. E ci siamo riusciti». La sfilata di promesse per il 2017 si è chiusa a dicembre quando, conclusa la conferenza dei servizi in Regione Lazio, la sindaca si è lanciata in un pronostico: «Spero che lo stadio sia pronto in tre anni, quando ci impegniamo a fare le cose le portiamo a termine ». Un'affermazione che si è trasformata in un boomerang. Anche perché il 2018 e il 2019 sono stati anni di inchieste e arresti e la vicenda giudiziaria che ha investito politici, dirigenti, imprenditori è tutt'altro che conclusa. L'iter amministrativo non è mai stato messo in discussione dagli inquirenti e a ottobre la sindaca ha rilanciato: «L'operazione stadio c'è e porterà 800 milioni di investimenti privati nella nostra città». Addirittura all'inizio del 2019 Raggi ha promesso «l'apertura dei cantieri entro l'anno» e quando in estate Dan Friedkin ha comprato l'As Roma da James Pallotta anche la sindaca si è presa la scena: «Voglio inaugurare io il nuovo stadio della Roma. Il progetto sarà votato entro Natale in Aula Giulio Cesare». Il pacco è dietro l'angolo: «Speriamo di fare un bel regalo ai tifosi della Roma», ha detto Raggi a novembre scorso. Da allora il progetto non è mai arrivato in assemblea capitolina per l'approvazione, i Friedkin hanno messo una croce su Tor di Valle e delle promesse di Raggi non è rimasto nulla, a parte il plastico.






Il Comune

La versione di Montuori "Meglio così" (la Repubblica ed. Roma, 1° Marzo 2021)


Dopo 24 ore di silenzio stampa l'assessore all'Urbanistica della giunta Raggi Luca Montuori difende l'operato del Comune sulla vicenda stadio della Roma. «La lettera inviata dal nuovo management della Roma non riguarda le procedure in corso, non parla di ritardi, di disequilibrio di opere pubbliche o di problemi con Roma Capitale», ha scritto in lungo post su Facebook. In cui afferma che «sarebbe bastata una firma per andare avanti» e spiega i motivi del dietrofront dei Friedkin: la svolta green della società. Se una critica è stata sollevata, questo il ragionamento di Montuori, i proprietari della società giallorossa non l'hanno rivolta al Comune, ma casomai al progetto e alle colate di cemento voluti dal loro predecessore James Pallotta e dalla giunta di Ignazio Marino. La verità, secondo Montuori è che «la As Roma ci dice che oggi non ha senso pensare a una operazione diversa da uno stadio ridimensionato nella capienza e a un atteggiamento più attento all'ambiente ». Secondo l'assessore, il progetto e la definizione delle opere connesse sono state ridimensionate dall'amministrazione Raggi pensando non solo ai tifosi, ma anche ai cittadini. Nessuna lungaggine, nessuna incertezza sulle varianti urbanistiche da approvare: il punto per Montuori è che bisogna voltare pagina e costruire lì dove il cemento c'è già, invece di portarne altro nelle aree verdi. «Siamo pronti a dialogare sul futuro a partire da questi presupposti », conclude. Ora che la consiliatura volge al termine e dopo che per 4 anni l'amministrazione Raggi si è concentrata (promettendone più volte la realizzazione), proprio sul progetto dello stadio a Tor di Valle.
— m.d.g.c.

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

Blueline

*
Lazionetter
* 6.732
Registrato
Citazione di: ZombyWoof il 01 Mar 2021, 01:20
Madonna cara Magliaro quante cazzate! 
Sembra una tragedia, ma da subito s'era capito che era un accrocchio insostenibile. Solo con le mazzette potevano portarlo avanti, e infatti a momenti se bevono tutti, e lì hanno fatto un' insabbiata che levete, anzi scansate proprio.

Ora ripartono in tromba  con lo stadio eco covid sostenibile green. Io li ammiro davvero. Sono Zombies di primo livello.
Je spari na  cannonata che li apre in due, dopo un attimo già se rialzano e ricominciano.

Comunque è la nemesi per la raggi. Famo lo stadio famo lo stadio, famo STOCAZZO.

Perderà tutti i voti dei boccaloni inferociti.

Ma i 5* sono quelli che si arresero di fronte a un tweet? O almeno così si dice.

Comunque il tran tran ripartirà direttamente con la prossima amministrazione, perché a ogni cambio sicuro che escono problemi solo per dare una personalizzazione al progetto, come abbiamo infatti visto, il progetto non era stato accannato ma solo modificato(via le torri ecc.).

LuloFr

*
Lazionetter
* 2.370
Registrato
Citazione di: Redazione Lazio.net il 01 Mar 2021, 08:30
"Ecco un bel regalo di Natale"
Il Comune

La versione di Montuori "Meglio così" (la Repubblica ed. Roma, 1° Marzo 2021)


Dopo 24 ore di silenzio stampa l'assessore all'Urbanistica della giunta Raggi Luca Montuori difende l'operato del Comune sulla vicenda stadio della Roma. «La lettera inviata dal nuovo management della Roma non riguarda le procedure in corso, non parla di ritardi, di disequilibrio di opere pubbliche o di problemi con Roma Capitale», ha scritto in lungo post su Facebook. In cui afferma che «sarebbe bastata una firma per andare avanti» e spiega i motivi del dietrofront dei Friedkin: la svolta green della società. Se una critica è stata sollevata, questo il ragionamento di Montuori, i proprietari della società giallorossa non l'hanno rivolta al Comune, ma casomai al progetto e alle colate di cemento voluti dal loro predecessore James Pallotta e dalla giunta di Ignazio Marino. La verità, secondo Montuori è che «la As Roma ci dice che oggi non ha senso pensare a una operazione diversa da uno stadio ridimensionato nella capienza e a un atteggiamento più attento all'ambiente ». Secondo l'assessore, il progetto e la definizione delle opere connesse sono state ridimensionate dall'amministrazione Raggi pensando non solo ai tifosi, ma anche ai cittadini. Nessuna lungaggine, nessuna incertezza sulle varianti urbanistiche da approvare: il punto per Montuori è che bisogna voltare pagina e costruire lì dove il cemento c'è già, invece di portarne altro nelle aree verdi. «Siamo pronti a dialogare sul futuro a partire da questi presupposti », conclude. Ora che la consiliatura volge al termine e dopo che per 4 anni l'amministrazione Raggi si è concentrata (promettendone più volte la realizzazione), proprio sul progetto dello stadio a Tor di Valle.
— m.d.g.c.

solo a me pare una grossa supercazzola?

migdan

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 7.159
Registrato
Citazione di: LuloFr il 01 Mar 2021, 09:25
solo a me pare una grossa supercazzola?
No, siamo almeno in due.

NiHaoLazio

*
Lazionetter
* 482
Registrato
e' l'ennesima conferma che ai sottosviluppati mentali puoi far mandare giu' qualsiasi porcata, con le dovute accortezze.
basta gettare 3/4 parole in inglese a caxxo de cane e voila', la cacca diventa cioccolata.
"colata de cemento" pareva brutto e quindi chiamiamolo "business park" e vedari che se la bevono. 
e infatti.
se a questi je dici "questo manico de scopa perfectly fits with your asshole" se calano le braghe tutti felici e contenti

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

amor_marde

*
Lazionetter
* 4.635
Registrato
ma ... e adesso che vuole EURNOVA ? contro la ASR ... nella città di Roma ?
questi risiedono su Marte ....

GiPoda

*
Lazionetter
* 5.046
Registrato
Insomma leggendo le dichiarazioni di Montuori abbiamo un assessore alla urbanistica che si fa dare lezioni di etica ambientale dagli americani.
Cioè mo so i Friedkin che hanno un anima Green e che non vogliono cementificare zone verdi?
Ma lo sa Montuori che il non consumo di suolo era parte del programma iniziale del suo Sindaco?

WhiteBluesBrother

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 22.329
Registrato
Friskies è storicamente green. Citofonare ambasciata Tanzania, parola d'ordine "Bracconaggio".


Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

PARISsn

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 22.518
Registrato
Citazione di: LaFonte il 01 Mar 2021, 22:17
Questo è stato citato?
https://www.romatoday.it/politica/stadio-della-roma-lettera-eurnova.html

daje...questi vanno in causa con Parnasi in galera, Vitek ha cui hanno fatto compra' i terreni e la societa a cui hanno dato in pegno Trigoria... :=))

Il nostro Giorgione

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 15.237
Registrato
Gli sta bene. Lo statio del riomma é sempre stato il merdodromo degli speculatori.

E oggi il proponente - Eurnova, società fallita e neppure proprietaria dell'area - minaccia quell'amministrazione che l'aveva fatta entrare in casa propria.

Che vergogna.

Ranxerox

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 18.502
Registrato
Tutti, se li devono beve tutti.
E buttare la chiave.
Scandalo di proporzioni imbarazzanti.
A livello politico, etico, economico e sportivo, visto che dello stadio di proprietà di una squadra di calcio si dovrebbe parlare.
10 anni di una storia gestita e tenuta in mano da maneggioni e da speculatori della peggior specie.

Miro68

*
Lazionetter
* 3.671
Registrato
Citazione di: PARISsn il 01 Mar 2021, 22:37
daje...questi vanno in causa con Parnasi in galera, Vitek ha cui hanno fatto compra' i terreni e la societa a cui hanno dato in pegno Trigoria... :=))
Spiace sempre più. .. per la prima pietra ed il modellino... per le grandi opere e per la pantomima. .. sembra di stare su scherzi a parte  :)

Redazione Lazio.net

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 72.781
Registrato
«Chiederemo i danni alla Roma» Ma lo stop allo stadio è confermato (il Messaggero, 2 Marzo 2021)

IL CASO

Continua la querelle sul progetto dello stadio della Roma di Tor di Valle, per il quale la società giallorossa ha recentemente rinunciato a procedere, viste le tante condizioni avverse al piano. La società Eurnova ha scritto ieri al Campidoglio per chiedere di non bloccare il progetto, riservandosi ad adire le vie legali nei confronti della As Roma «per gli enormi danni che sta provocando». E il Comune: non cambia idea. «Decisione presa dal club». Eurnova prova l'ultima carta. Nella lettera «si chiede a Roma Capitale di non dar corso alla temeraria richiesta della A.S. Roma». Ferma «la riserva di agire nei confronti della A.S. Roma per gli enormi danni che sta provocando alla scrivente società, con la presente si chiede formalmente a Roma Capitale di considerare del tutto inefficace, tamquam non esset, la richiesta di A.S. Roma di considerare non più vincolanti gli obblighi a suo tempo dalla stessa assunti», scrive Eurnova nella missiva.
LA TESI
Secondo Eurnova gli obblighi assunti «sul piano pubblicistico sono irrevocabili, in quanto assunti in base ad una precisa disposizione di legge ed anche nell'interesse pubblico. Sul piano privatistico: la richiesta di considerare non più vincolanti e/o inefficaci e/o non più attuali gli impegni assunti non si basa su alcuna norma di legge». Per questo «si chiede a Roma Capitale di non dar corso alla temeraria richiesta della A.S. Roma di adottare tutte le misure necessarie ed opportune per estinguere definitivamente il procedimento relativo al progetto, poiché: A.S. Roma non è il soggetto proponente e non è compito di A.S. Roma valutare quale sia l'interesse pubblico».
LA SITUAZIONE
Nonostante la presa di posizione di Eurnova, non cambia la situazione, con Campidoglio e società giallorossa che confermano le problematiche emerse negli ultimi tempi, che hanno portato allo stop all'intero piano. La Roma ha, infatti, richiesto un incontro all'amministrazione comunale, per confrontarsi su un nuovo progetto «verde, sostenibile e integrato con il territorio». La riunione dovrebbe tenersi già in settimana e il Campidoglio, guidato da Virginia Raggi, è disponibile a valutare subito altre aree. La Roma dei Friedkin ora è pronta a ricominciare da zero perché, come per tutte le aree del club già soggette a cambiamenti dal loro arrivo, deve esserci il loro tocco.
C.R.



STADIO A TOR DI VALLE

Eurnova diffida il Comune e minaccia causa alla Roma (il Tempo, 2 Marzo 2021)

FERNANDO MAGLIARO


Eurnova non ci sta, diffida il Comune e minaccia causa alla As Roma: il progetto Stadio di Tor di Valle deve andare avanti. Venerdì scorso, dopo un lungo CdA, la Roma aveva annunciato la decisione di abbandonare il progetto considerato non più sostenibile. E ieri pomeriggio la società di Luca Parnasi, partner della Roma sin dal 2012 nel progetto Stadio e presentatrice del progetto, ha spedito una missiva in Campidoglio e alla stessa As Roma. Per conoscenza la lettera è stata spedita anche alla CPI Tor di Valle, la società che l'immobiliarista ceco, Radovan Vitek, ha creato proprio in vista della chiusura dell'accordo di compravendita con Parnasi di terreni e progetto Stadio. Intanto Eurnova annuncia una causa contro la As Roma («Ferma la riserva di agire nei confronti della As Roma per gli enormi danni che sta provocando») e poi obietta punto per punto alle motivazioni che hanno spinto la Roma al grande addio. Intanto, Eurnova sottolinea come la Roma sia solo l'utilizzatrice finale dell'impianto e non la presentatrice del progetto. Quindi non può essere la Roma a rinunciare al progetto. E da qui la diffida rivolta al Campidoglio a non accettare la decisione della società giallorossa. Secondo: Eurnova contesta la validità della decisione di sciogliere il contratto che, appunto, vede la Roma utilizzatrice dello Stadio. L'esistenza di questo vincolo è essenziale per rispettare la più importante previsione della legge Stadi, quella, appunto, di avere un legame giuridico fra una società sportiva e il presentatore. Secondo Eurnova questo è un contratto e quindi non si può sciogliere perché una delle due parti semplicemente cambia idea. Nella lettera, poi, si affronta la questione dei pignoramenti e della annunciata compravendita di terreni e progetto fra Parnasi e Vitek. I legali di Parnasi ribadiscono l'imminenza della compravendita «prevedibilmente già entro il corrente mese di marzo» e soprattutto la condivisione di tutti i passaggi sia con il Campidoglio che con la stessa società giallorossa. Dalla Roma un secco no comment.

Redazione Lazio.net

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 72.781
Registrato
La grana - Si riparte da zero: il nodo di chi deve segliere l'area

Roma-Campidoglio, comincia una nuova partita per l'impianto (Corriere dello Sport, 2 Marzo 2021)

Intanto Parnasi sta preparando una causa milionaria a Friedkin

di Guido D'Ubaldo


La questione dello stadio di Tor di Valle finisce in tribunale. L'incontro di venerdì in Campidoglio, per individuare nuove aree per la realizzazione del nuovo impianto, si prepara in un clima di freddezza, dopo la decisione di abbandonare il progetto voluto da Pallotta nove anni fa. C'è tensione nel gruppo Parnasi, che prepara una causa milionaria a Friedkin. E' partita la lettera di Eurnova (con in copia la Cpi di Vitek, che ancora non può firmare, perchè non ha ultimato l'acquisizione dei terreni, ma sottoscrive l'imminente l'azione legale di Parnasi) sulla decisione della Roma di rinunciare al progetto dello stadio di Tor di Valle. La lettera ha come obiettivo chiarire che l'impegno e il coinvolgimento della Roma sul progetto era palese, sancito negli accordi e nei fatti. Una lettera con la quale si intendono tutelare le risorse pubbliche e private finora investite.   

BRUTTA STORIA FINITA MALE. La risposta formale di Eurnova, la società di Parnasi che con Pallotta era proponente del progetto, è stata molto dura: «Ferma la riserva di agire nei confronti della A.S. Roma per gli enormi danni che sta provocando alla scrivente società, con la presente si chiede formalmente a Roma Capitale di considerare del tutto inefficace la richiesta di A.S. Roma di considerare non più vincolanti gli obblighi a suo tempo dalla stessa assunti». Poche righe che, in sintesi, chiariscono che l'impegno e il coinvolgimento della Roma sul progetto era palese. Nella lettera le ragioni della Roma di rinuncia al progetto sono state definite «tutte assolutamente pretestuose e palesemente contrarie a buona fede». Eurnova ha sottolineato anche «L'assurdità e la gravità delle richieste della A.S. Roma sul piano giuridico e l'assoluta irretrattabilità degli impegni assunti». Gli impegni assunti dalla Roma, secondo Eurnova, sul piano pubblicistico sono irrevocabili. Sul piano privatistico la richiesta di considerare non più vincolanti e/o inefficaci e/o non più attuali gli impegni assunti non si basa su alcuna norma di legge. A maggior ragione, si chiede a Roma Capitale di non dar corso alla temeraria richiesta della A.S. Roma di adottare tutte le misure necessarie ed opportune per estinguere definitivamente il procedimento relativo al progetto, poiché A.S. Roma non è il soggetto proponente e non è suo compito valutare quale sia l'interesse pubblico».

L'ONERE DELLA SCELTA. Si prospetta una causa da centinaia di milioni, ma la Roma è pronta a difendersi in ogni sede. Intanto il dirigente scelto da Friedkin per seguire il dossier stadio, Stefano Scalera, sta studiando nuove soluzioni, per realizzare il nuovo impianto in una zona non troppo lontana dal centro (Ostiense andrebbe benissimo), con una capienza ridotta a 40.000 spettatori e senza costi per le infrastrutture. L'onere della scelta spetta alla Roma che deve proporla al Comune. In campagna elettorale la Raggi si impegnerà a trovare una soluzione, ma sarà difficile trovare un punto d'intesa.



L'intervento - Duro l'ex assessore

Caudo: «Stadio una figuraccia internazionale» (Corriere dello Sport, 2 Marzo 2021)


Roma - Giovanni Caudo, presidente del III municipio di Roma Capitale, già assessore all'urbanistica con il sindaco Ignazio Marino, è intervenuto sulla questione stadio della Roma nel programma "Gli inascoltabili" su Nsl Radio: «Lo stadio non ci sarà perché sono cambiate le condizioni a causa del Covid. Poi dal 2017 l'amministrazione Raggi non ha compiuto un atto, non ha completato il lavoro. Qualsiasi investitore avrebbe deciso di lasciar perdere. Oltretutto il progetto modificato non era più di pubblico interesse ma una "romanella" di stadio. La Roma poteva essere più accorta nell'accettare quella specie di accordo, che poi non è stato mai siglato formalmente. Era basato su una promessa».
«Io penso che la Roma e la Lazio abbiano diritto a questa operazione. Spero si possa ricominciare. Serve davvero un segnale importante da dare al mondo, perché Roma in questa vicenda ha fatto una figuraccia internazionale. A Milano, molte cose che sta facendo in questo momento Sala sono state decise da Albertini e dalla Moratti. C'è continuità amministrativa. A Roma invece ricominciamo sempre da capo». 
Caudo sembra però scettico sulla possibilità di trovare un'altra area: «Per la Champions League ci sono standard non banali. Sarebbe bello un impianto di questo tipo in un contesto urbano, ma non puoi mettere in conto di arrivarci in macchina. Certo, si può pensare ad uno stadio più cittadino, tipo il Flaminio, ma a quel punto bisogna ridimensionare le prospettive sul tipo di impianto che si vuole fare, perché si rischia di mettere sottosopra un intero quartiere. Come accade adesso all'Olimpico con macchine parcheggiate al centro della strada sul Lungotevere, una cosa incivile».
La questione sarà affrontata forse dal prossimo sindaco. «C'è bisogno di un dibattito aperto con tutti i candidati. Speriamo che ci siano i migliori, persone di alto prestigio», ha concluso Caudo.

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

Redazione Lazio.net

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 72.781
Registrato
Stadio a Tor di Valle, Parnasi fa causa al club «Danni enormi, la Raggi intervenga» (Corriere della Sera ed. Roma, 2 Marzo 2021)

Guerra aperta tra l'imprenditore e i Friedkin


Dopo l'annuncio, da parte della Roma, della rinuncia allo stadio di Tor di Valle, è arrivata a stretto giro di posta la risposta da parte di Eurnova, la società di Luca Parnasi che con James Pallotta era la proponente del progetto. Sono lontanissimi i tempi in cui - era il 2012 - l'imprenditore e l'ex presidente romanista annunciavano, da Orlando, che la Roma avrebbe avuto il proprio stadio nel 2016. Nove anni dopo (e a 7 dalla presentazione del progetto in Campidoglio), si è arrivati alle carte bollate. Con una Pec inviata al Comune, alla As Roma e alla CPI Tor di Valle di Vitek, Eurnova «ferma la riserva di agire nei confronti della As Roma per gli enormi danni che sta provocando alla scrivente società, chiede formalmente a Roma Capitale di considerare del tutto inefficace la richiesta di As Roma di considerare non più vincolanti gli obblighi a suo tempo dalla stessa assunti ». Secondo Eurnova, in sostanza, la Roma non ha il potere di rinunciare al progetto perché gli impegni presi «sono irrevocabili», rispondendo a «una precisa disposizione di legge ed anche nell'interesse pubblico». Inoltre, sempre secondo Eurnova «la As Roma non è il soggetto proponente», e non è suo compito «valutare quale sia l'interesse pubblico» e che le ragioni della società di Friedkin di rinunciare al progetto vengono definite "assolutamente pretestuose e palesemente contrarie alla buona fede». Nessun commento da parte giallorossa. Essendo una società quotata in Borsa, la Roma vuole limitare al minimo le comunicazioni: tutte le valutazioni legali sono state fatte, e a viale Tolstoj sono convinti di aver espresso chiaramente la propria posizione e le proprie intenzioni con la lettera di rinuncia inviata al Comune. Se ne saprà di più, probabilmente, la prossima settimana, quando la Roma incontrerà la sindaca Raggi per discutere delle eventuali alternative a Tor di Valle.
Gianluca Piacentini

adiutrix

*
Lazionetter
* 3.641
Registrato
"Nella lettera, poi, si affronta la questione dei pignoramenti e della annunciata compravendita di terreni e progetto fra Parnasi e Vitek. I legali di Parnasi ribadiscono l'imminenza della compravendita «prevedibilmente già entro il corrente mese di marzo»"

Era arrivato il mese di Vitek e questi bloccano tutto...  :o mannaggia.

:)



Discussione precedente - Discussione successiva