Signor AR, lei sta producendo interessanti pagine a supporto della teoria della dissonanza cognitiva.
Mi spiego.
Lei è persona arguta e intelligente, quindi sa bene che gli atteggiamenti che qui sta difendendo a spada tratta, sono atteggiamenti da colossale testa di caxxo.
Ciò non toglie che il semplice fatto di esservi incappato a più riprese nella vita (a Lei capita di questo, a me magari capita di peggio, nessuno la biasima per ciò, siamo tutti esseri umani e quindi potenziali teste di caxxo), Le impone, impone alla Sua capacità (invero sviluppata) di razionalizzazione, di inserire tali derive da testa di caxxo appunto (cosa che non La vede certo solo, ma La accomuna, tanto per fare un esempio, ai tifosi napoletani che Lei stesso porta ad esempio), dentro una cornice di distinguo, appelli accorati alle contestulizzazioni, professioni di antirazzismo che determinano, per l'appunto, un conclamato caso di dissonanza cognitiva.
Le dico questo non perché mi ponga su chissà quale piedistallo, ma semplicemente perché ritengo di conoscere bene l'argomento per esperienza personale.
Nella classifica degli atteggiamenti da testa di caxxo sicuramente La supero (per dire, è ferragosto e sono qui a scrivere. Come definirebbe un soggetto che fa tali cose e pretende pure di pontificare sulla dissonanza cognitiva? Una testa di caxxo, appunto.), quindi Le parlo da cultore della materia.
E da cultore della materia mi permetto anche di darLe un consiglio: prosegua sereno e imperterrito con i suoi cori, sicuramente il contesto in cui si esprime con tali filastrocche è consono al contenuto delle stesse.
C'è il contesto, c'è il contorno, c'è una sua innegabile armonia tra ciò che dice e ciò che la circonda.
Qui si trova non tanto a sprecare le Sue parole, ché le parole non sono mai sprecate, anche quando esprimono forme di dissonanza (Le ripeto che io sto di fatto comportandomi nell'istessa maniera), quanto piuttosto a scoprirsi in maniera eccessiva, perché come spesso accade in questi casi, maggiore è la capacità di raziocinare, maggiore è il rischio di scavare a fondo nei propri limiti, fino ad arrivare al punto di creare fossati troppo profondi tra ciò che si è e ciò che si pensa di essere.
E questo non è mai bene, per se stessi.
Sono percorsi che vanno guidati e non possono essere dati in pasto ad un forum qualsiasi.
Propongo, pertanto, di finirla qui.
Da una parte le teste di caxxo come Fiammetta e il sottoscritto (ma altri si possono aggiungere, basta dichiararsi tali, vi si accoglie a braccia aperte), che si ostinano a vivere la dissonanza cognitiva di una passione bambina, irrazionale e sublime, che però non accetta che questa debba convivere con certe forme di inciviltà.
Dall'altra Lei, la sua idea di romanità (se magari apre un topic su Friends per esporla in maniera più accurata, potrebbe essere un bell'argomento di discussione), i suoi contesti, i suoi cori, la sua idea di stadio e di calcio.
I tifosi, insomma, sono tutti delle beate teste di caxxo, solo che ognuno lo è a modo suo.
E anche tra teste di caxxo può accadere di non avere niente in comune, ma niente niente.
Succede.
Buon Ferragosto.