Intervengo solo adesso. Ho voluto far sbollire un po' la rabbia, per non scrivere cose delle quali mi sarei poi pentito.
Il lecce aveva dalla sua una motivazione importante: la sopravvivenza; mentre la motivazione della Lazio era quella di inseguire un obiettivo inatteso.
Dopo lo svantaggio ci abbiamo provato a raddrizzare la partita, ma:
- abbiamo concretizzato poco rispetto alla pressione esercitata;
- quel poco che siamo riusciti a fare, è stato vanificato da un portiere che ha mostrato tanta reattività tra i pali quanta sventatezza con i piedi.
Più che la cottura complessiva della squadra il vero problema, come dice anche Simone, sono le precarie condizioni di alcuni giocatori.
Condizioni che, purtroppo, riguardano uomini che ricoprono lo stesso ruolo, o ruoli dove il turnover ci penalizza; o, ancora, uomini che costituivano valide alternative tattiche a partita in corso. Leiva e Cataldi sono l'esempio più lampante per la prima categoria; Lulic lo è per la seconda (Jony è un buon giocatore ma non copre come Senad) e Correa per la terza (Il Tucu era l'arma in più per scardinare le difese dalla metà del secondo tempo in poi). Per tacere poi di Luiz Felipe.
A questo punto, forse, conviene giocare senza la "scimmia sulla spalla" dell'inseguimento alla juve. Recuperando tranquillità in quel senso, mi auguro che quelli che vanno in campo riescano a coprire le lacune dovute a quelli che mancano. E, magari, a ricordarci quella squadra che abbiamo ammirato tra ottobre e marzo.
SFL