Citazione di: N.G.E. il 12 Apr 2011, 15:39
Dipende dal coro, ad esempio, se io non fossi ipoteticamente d'accordo nel cantare"odio napoli" è giusto che mi stia zitto e non me la prenda con nessuno, visto che è un coro legittimo; se invece sento cantare "faccetta nera" o "bandiera rossa" non basta starsi zitti, ma bisogna stigmatizzare la cosa, perchè siamo in uno stadio, e l'unica cosa che ci unisce è la Lazio, tutto il resto ci divide, partendo proprio dalla politica.
Ci metterei anche un minimo di "antipatia" per i coprofili
Citazione di: N.G.E. il 12 Apr 2011, 15:39Quando chi canta certi cori capirà queste cose allora certi problemi e certe divisioni saranno praticamente sparite.
La curva Laziale è da moltissimo tempo di destra. La prima volta che mi hanno detto "Voi della Lazio siete tutti fascisti" è stato a Firenze, mi sembra nel 76 o nel 77 (un Giordano agli esordi segno uno splendido gol al volo di destro ma perdemmo, 3-2 ... mi sembra). Nello spicchio di curva occupato dai nostri si cantava faccetta nera.
La connotazione politica di TUTTE le curve d'Italia, ancorchè inspiegabile e inutile, c'è. E' innegabile.
Voglio pensare che, nella sua grande capacità innovativa (persa negli ultimi anni) chi "guida" la curva nord la faccia ritornare ad essere la Curva Nord, magari anche introducendo l'innovazione della uscita della politica (nelle sua manifestazioni esteriori) dal contesto stadio. Se chi si assume (o si è assunto) la leadership della Nord dovesse introdurre elementi che io considero altamente qualificanti come l'abolizione dei cori razzisti o antisemiti, come una moralizzazione dei tifosi (a partire dall'uso o abuso delle canne), come lo spostare la forma della contestazione a Lotito (che non condivido ma che ritengo legittima) dall'insulto alla dialettica (e qui, per definizione, sarebbe necessaria l'apertura di entrambi i canali) avremmo una grande innovazione. Lo "stile" che la Curva Nord (maiuscola) ha sempre voluto tenere come carattere distintivo (un certo modo di vestire e di comportarsi, ad esempio) se ne arricchirebbe. Di certo non se ne impoverirebbe.
Allo stadio c'è ancora tanto posto per tutti quei Laziali che ci vorrebbero andare, portando il loro piccoli aquilotti ad imparare ad amare la Loro Lazio. E' scomodo, non si vede niente (men che meno dalla curva), c'è il biglietto nominale e, per chi vuole farla, la tdt (che io giudico un'emerita fregnaccia) ... ma a Lazio - Samp, due anni fa, lo avevamo riempito. Vuol dire che uno stadio possiamo ancora riempirlo. Sarebbe bello riempirlo tutte le domeniche, anche quando non ci si gioca la finale di Coppa Italia. Quando guardo le partite di calcio internazionale vedo che i tifosi delle squadre inglesi, di quelle spagnole, di quelle tedesche, indossano la maglia della loro squadra. Anche quelli dell'Espanol (la squadra più sfortunata sulla faccia della terra) girano per Barcellona orgogliosi dei loro colori quando vanno allo stadio. Noi abbiamo la fortuna di avere i colori del cielo, un simbolo nobile come l'aquila, una data certa cui far risalire la nascita nostra e quella del calcio a Roma. Ostentiamoli orgogliosi davanti a chi nasce da fusioni volute da un misero federale, un giorno qualsiasi di un anno che non ha nulla da passare alla storia e che indossa i colori del clown triste di un triste circo di periferia.
Se Viacolvento ha letto le pagine di questo topic dovrebbe aver capito che c'è, tra molti i Laziali, tanta voglia di mettere da parte certe contrapposizioni. E' chiaro che c'è molta diffidenza (da entrambe le parti) ma ognuno deve rinunciare a qualcosina e deve fidarsi. C'è anche chi non è disponibile a muovere il primo passo e, forse, non lo muoverà mai. Ma rimarrà Laziale e, magari, un giorno ... si potrà unire al resto dello stadio per gioire per un volo d'aquila, per una magia di un nostro giocatore o per un trofeo sollevato al cielo biancazzurro.
(sono retorico lo so ...)