Siamo andati a Bergamo per non perdere e abbiamo riportato la ghirba a casa.
Per me, fin quando è stato possibile e cioè fino all'ora di gioco, l'abbiamo fatto provando a manovrare e a palleggiare, secondo i dettami sarriani di una partita difensiva, cioè senza subire assedi o sparando la palla lontano.
Nell'ultima mezz'ora l'atalanta è salita molto di tono e ci ha messo in grossa difficoltà costringendoci a difendere con i denti. In certi momenti siamo stati assediati e lì c'hanno aiutato un po' la fortuna, le parate di Provedel e gli interventi di un grandissimo Gila.
Considerando tutto abbiamo preso un buon punto che serve a poco per la classifica e forse a qualcosa in più per il morale.
La nota positiva è l'atteggiamento della squadra che, come da Genova in poi, sembra aver capito il momento difficile e si batte col coltello fra i denti e senza indulgenze, in questo, io credo, spinta dal suo allenatore che ne ha viste molte e sente la puzza di bruciato di un campionato nato sotto una stella sbagliata sotto molti punti di vista.