19.01.26; Lazio-como

Aperto da tommasino, 12 Gen 2026, 22:24

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kelly slater

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Citazione di: Baldrick il 20 Gen 2026, 00:02Secondo me chi pensa che il tecnico, a cui prima non hanno fatto mercato e poi hanno smontato la squadra, sia il problema ha un grosso problema di disconnessione dalla realtà.
Ripijateve.
Ehhh ma con Baroni ci divertivamo tanto tanto tanto

kurt

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Como-Lazio e Lazio-Como sono lo specchio di cosa siamo tornati ad essere grazie al maledetto porco in tribuna (con tutto il rispetto per i maiali che sono animali intelligenti ed empatici): una squadretta, infarcita di mezzi giocatori, qualche ex giocatore decente e una manica di pippe. E la cosa brutta è che l'allenatore non si rende conto, nei fatti, del livello altrimenti qualcosa cercherebbe di fare, invece va avanti come se nulla fosse. Fabregas giocasse sempre contro Sarri vincerebbe campionato, Champions e mondiale per club praticamente passeggiando, due partite due lezioni di calcio.



FatDanny

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mesi a elogiare il fatto che sarri avesse capito che doveva partire da quel che aveva e ora va avanti come se nulla fosse.
Ma non sarà che invece era riuscito a trovare la quadra e soprattutto a dare motivazione ad una squadra demotivata ed è stato impallinato dalla società (non lui personalmente, ma proprio l'equilibrio che aveva trovato)?

Non vi viene sto dubbio? Io capisco che la cosa più facile è l'apparenza. Non si gioca --> Allenatore.
ma se invece la Lazio aveva trovato distanze e riferimenti e tra arbitri e società li ha persi sarà che forse il problema sta qui?
Il peccato originale è stato quel cazzo di comunicato sui bravi arbitri invece di fare muro (mourinho non insegna proprio un cazzo eh, ci ha vinto uno scudo, maledetti imbecilli leccaculo dell'Aia); poi le cazzate sul mercato; poi i rinnovi che hanno creato malumori e fuggi fuggi; poi dai via due riferimenti importanti senza sostituirli subito adeguatamente (NO, per quanto taylor sia forte non sono stati sostituiti adeguatamente).
Tutto questo FA PERDERE RIFERIMENTI ad una squadra già sull'orlo, carente, non adeguatamente strutturata.

Nessuna considerazione per questo, siamo tornati ai passaggetti.
E chiaramente chi prova a fare un discorso più organico lo fa per difendere Sarri. 
Apposto

Biancolazio

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Ieri sera negli 11 titolari eravamo a livello Lecce.

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FuoriPorta

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Il dover spiegare che la colpa è solo e soltanto della società dà l'idea di come sta messa una parte della tifoseria. Non abbiamo speranze, si andrà avanti così, finché morte non ci separi. Speriamo non sia la nostra

Achab77

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Citazione di: FatDanny il 20 Gen 2026, 07:25mesi a elogiare il fatto che sarri avesse capito che doveva partire da quel che aveva e ora va avanti come se nulla fosse.
Ma non sarà che invece era riuscito a trovare la quadra e soprattutto a dare motivazione ad una squadra demotivata ed è stato impallinato dalla società (non lui personalmente, ma proprio l'equilibrio che aveva trovato)?

Non vi viene sto dubbio? Io capisco che la cosa più facile è l'apparenza. Non si gioca --> Allenatore.
ma se invece la Lazio aveva trovato distanze e riferimenti e tra arbitri e società li ha persi sarà che forse il problema sta qui?
Il peccato originale è stato quel cazzo di comunicato sui bravi arbitri invece di fare muro (mourinho non insegna proprio un cazzo eh, ci ha vinto uno scudo, maledetti imbecilli leccaculo dell'Aia); poi le cazzate sul mercato; poi i rinnovi che hanno creato malumori e fuggi fuggi; poi dai via due riferimenti importanti senza sostituirli subito adeguatamente (NO, per quanto taylor sia forte non sono stati sostituiti adeguatamente).
Tutto questo FA PERDERE RIFERIMENTI ad una squadra già sull'orlo, carente, non adeguatamente strutturata.

Nessuna considerazione per questo, siamo tornati ai passaggetti.
E chiaramente chi prova a fare un discorso più organico lo fa per difendere Sarri.
Apposto
Tanto vedrai che non regge fino a fine campionato. A quel punto capiremo se erano davvero i passaggetti il problema anche di quest'anno. Se sì, paradossalmente festeggeremo tutti e ripartiremo con questa rosa l'anno prossimo con maggiore fiducia.
Se no, ahi ahi. Non aggiungo altro.

Beppe78

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Como, ma si sapeva dalla prima giornata, su altri livelli, non c'è stata partita. Mi sa che siamo alla fine, andrebbe cambiato tutto, 25 giocatori, allenatore, preparatori, medici, DS, tutto. Siccome non succederà perché abbiamo come presidente uno a cui non è mai interessato l'aspetto sportivo della Lazio, la direzione mi pare chiara. Non andremo in B perché quello non conviene a lotito, ma possiamo da ora dire addio alle coppe europee per sempre. 

simcar

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come scritto ieri sera salvo solo Provedel e Belahyane. Permettetemi una battuta, Taylor a Verona dopo un solo allenamento, sembrava un ottimo giocatore ( quello che è), dopo una settimana con Sarri, è entrato nel mood della squadra 

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Deckard

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E niente... Il commento sulla partita di ieri sera si riassume tutto in una sola frase: ci hanno fatto un culo come un paiolo.

Del resto, il como ha una proprietà danarosa e disposta a investire. E, senza entrare nel merito delle differenze con la proprietà della Lazio, ieri i valori in campo lo hanno dimostrato.
Verrebbe anche da dire che se si fosse riuscito a non partire ad handicap al loro primo affondo (determinante secondo me la deviazione di Romagnoli sul tiro), magari la partita si sarebbe messa in modo diverso. Ma poi uno ripensa a quel che si è visto nell'arco dell'intero match, e... no, probabilmente non sarebbe andata meglio.

L'impressione è che ieri ci siamo sgonfiati alla prima difficoltà come un soufflé malriuscito; fatta eccezione per Provedel, che ha provato a tenerci in partita parando il rigore che avrebbe chiuso i giochi ancor prima.
Non sottovaluterei nemmeno l'impatto di fabbri, i cui cartellini gialli a Cataldi e Zaccagni hanno contribuito a deprimere ulteriormente un morale già basso di suo.

Purtroppo il conflitto tra il sultano (appoggiato dal dignitario di corte) e l'allenatore non aiuta affatto. E la Lazio ci rimette parecchio.
Riguardo le possibili soluzioni del conflitto, l'ideale sarebbe sfruttare questa finestra di mercato per evitare di smantellare ulteriormente la rosa e dare qualche segnale distensivo a Sarri; ma sappiamo perfettamente che è un'eventualità di fatto impossibile.
Qualsiasi cosa accadrà, l'augurio è che succeda tutto con la Lazio già a quota salvezza.
Poi, se la risolvessero come meglio credono.

SFL

Er Maestro

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Citazione di: kurt il 20 Gen 2026, 07:19Como-Lazio e Lazio-Como sono lo specchio di cosa siamo tornati ad essere grazie al maledetto porco in tribuna (con tutto il rispetto per i maiali che sono animali intelligenti ed empatici): una squadretta, infarcita di mezzi giocatori, qualche ex giocatore decente e una manica di pippe. E la cosa brutta è che l'allenatore non si rende conto, nei fatti, del livello altrimenti qualcosa cercherebbe di fare, invece va avanti come se nulla fosse. Fabregas giocasse sempre contro Sarri vincerebbe campionato, Champions e mondiale per club praticamente passeggiando, due partite due lezioni di calcio.




Secondo me quello che dici (se Fabregas oggi giocasse sempre contro Sarri vincerebbe tutto) è vero, ma per motivi diversi da quelli che elenchi.

Fabregas propone un calcio con principi molto simili a quelli di Sarri, basato sulle triangolazioni costanti in zone nevralgiche del campo per mantenere il possesso ed eludere il pressing, alla ricerca dell'imbucata.
In fase di perdita del possesso il Como applica un pressing molto aggressivo mantenendo la linea di difesa altissima, con l'intento di recuperare palla velocemente mantenendo le linee molto vicine. Fabregas sceglie questo approccio perché confida nel fatto che, se torna in possesso della palla, ha poi occasione di tenersela a lungo, limitando la pericolosità avversaria per il mero fatto di non fargli giocare il pallone.

Sarri ha sempre basato i principi difensivi sull'occupazione intelligente degli spazi per limitare le linee di passaggio pericolose, ma ha spesso applicato anche lui un pressing importante. Con la Lazio invece (già dalla prima esperienza) ha dovuto alleggerire i principi di pressing, non avendo giocatori particolarmente adatti a quel tipo di gioco difensivo (Luis Alberto, Milinkovic, e un Leiva non più giovanissimo). La Lazio del Sarri 1 prediligeva invece un pressing più accorto e posizionale, teso a orientare il possesso avversario verso il centro per ingolfarlo nella densità e spezzarlo nelle rotture precise della linea difensiva (soprattutto grazie alla guida di Romagnoli). In attacco però era una squadra che, pur non riuscendo ad associarsi con qualità con i terzini, aveva sufficiente tecnica per consolidare il possesso del pallone nella zona centrale, riuscendo efficacemente a innescare azioni offensive per la mera qualità di tocco degli interpreti e la capacità di creare profondità che dava un giocatore straordinario come Immobile in quei movimenti.

Oggi anche quelle qualità sono venute meno. Perso Rovella all'inizio del campionato e rimasto Guendouzi l'unico giocatore dinamico nel pressing in mezzo (e ora manco quello), persi giocatori di sicura capacità tecnica cui appoggiarsi, la Lazio si è irrigidita in un atteggiamento ancora più conservativo in fase difensiva, ulteriormente esacerbato dalla preoccupazione di occupare in maniera preventiva le zone scoperte in fase di possesso per scarsa fiducia nella capacità di conservare tecnicamente la palla. Da qui il gioco sterile, asfittico in fase di possesso statico, fatto di passaggi poco rischiosi e di scarse linee di appoggio offensivo, con giocatori preoccupati di non sovrapporre perché troppo preoccupati di coprire l'inevitabile errore nello smistamento del pallone del compagno.

A paragone, il Como di Fabregas esalta invece il gioco di palleggio perché è costruito con qualità tecnica in tutte le zone del campo. Se perde contro il Milan e viene tracciato di essere giochista, Fabregas raddoppia e sceglie di mettere un altro centrocampista dai piedi buoni al posto dell'attaccante un po' per mancanza di alternative, ma soprattutto perché confida nelle capacità dei suoi di mantenere efficacemente la palla. Può andare in difficoltà contro squadre molto fisiche che la sovrastano nel gioco aereo (come le squadre di Gasperini), ma noi oggi non siamo né quello né una squadra che ribatte sul piano del gioco e del possesso. Possiamo provare a fare il piano partita del Milan (chiudersi e ripartire) ma se salta subito il piano tattico diventa dura, soprattutto se non hai la qualità del Milan davanti e dietro. E pure il Milan, se rigioca quella partita altre dieci volte, la vince forse una o due.

La risposta alla domanda iniziale, secondo me, sta semplicemente tutta qui. Il Como è una squadra costruita con un'idea che parte dal mister e finisce nell'applicazione in campo di gente che la società compra per seguirla. La Lazio è oggi una squadra costruita senza un'idea precisa, lontana dai principi di un allenatore che ha una visione del gioco specialistica che non può applicare, e che manca sia delle qualità di duello che spopolano nella serie A (Gasperini ha segnato una generazione) sia di quelle di palleggio qualitativo che servirebbero per eludere l'aggressività e la fisicità del campionato. E non ha nemmeno giocatori offensivi capaci di creare l'occasione per qualità individuali.

Dove vai così?

JoeStrummer

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Citazione di: Er Maestro il 20 Gen 2026, 09:41Secondo me quello che dici (se Fabregas oggi giocasse sempre contro Sarri vincerebbe tutto) è vero, ma per motivi diversi da quelli che elenchi.

Fabregas propone un calcio con principi molto simili a quelli di Sarri, basato sulle triangolazioni costanti in zone nevralgiche del campo per mantenere il possesso ed eludere il pressing, alla ricerca dell'imbucata.
In fase di perdita del possesso il Como applica un pressing molto aggressivo mantenendo la linea di difesa altissima, con l'intento di recuperare palla velocemente mantenendo le linee molto vicine. Fabregas sceglie questo approccio perché confida nel fatto che, se torna in possesso della palla, ha poi occasione di tenersela a lungo, limitando la pericolosità avversaria per il mero fatto di non fargli giocare il pallone.

Sarri ha sempre basato i principi difensivi sull'occupazione intelligente degli spazi per limitare le linee di passaggio pericolose, ma ha spesso applicato anche lui un pressing importante. Con la Lazio invece (già dalla prima esperienza) ha dovuto alleggerire i principi di pressing, non avendo giocatori particolarmente adatti a quel tipo di gioco difensivo (Luis Alberto, Milinkovic, e un Leiva non più giovanissimo). La Lazio del Sarri 1 prediligeva invece un pressing più accorto e posizionale, teso a orientare il possesso avversario verso il centro per ingolfarlo nella densità e spezzarlo nelle rotture precise della linea difensiva (soprattutto grazie alla guida di Romagnoli). In attacco però era una squadra che, pur non riuscendo ad associarsi con qualità con i terzini, aveva sufficiente tecnica per consolidare il possesso del pallone nella zona centrale, riuscendo efficacemente a innescare azioni offensive per la mera qualità di tocco degli interpreti e la capacità di creare profondità che dava un giocatore straordinario come Immobile in quei movimenti.

Oggi anche quelle qualità sono venute meno. Perso Rovella all'inizio del campionato e rimasto Guendouzi l'unico giocatore dinamico nel pressing in mezzo (e ora manco quello), persi giocatori di sicura capacità tecnica cui appoggiarsi, la Lazio si è irrigidita in un atteggiamento ancora più conservativo in fase difensiva, ulteriormente esacerbato dalla preoccupazione di occupare in maniera preventiva le zone scoperte in fase di possesso per scarsa fiducia nella capacità di conservare tecnicamente la palla. Da qui il gioco sterile, asfittico in fase di possesso statico, fatto di passaggi poco rischiosi e di scarse linee di appoggio offensivo, con giocatori preoccupati di non sovrapporre perché troppo preoccupati di coprire l'inevitabile errore nello smistamento del pallone del compagno.

A paragone, il Como di Fabregas esalta invece il gioco di palleggio perché è costruito con qualità tecnica in tutte le zone del campo. Se perde contro il Milan e viene tracciato di essere giochista, Fabregas raddoppia e sceglie di mettere un altro centrocampista dai piedi buoni al posto dell'attaccante un po' per mancanza di alternative, ma soprattutto perché confida nelle capacità dei suoi di mantenere efficacemente la palla. Può andare in difficoltà contro squadre molto fisiche che la sovrastano nel gioco aereo (come le squadre di Gasperini), ma noi oggi non siamo né quello né una squadra che ribatte sul piano del gioco e del possesso. Possiamo provare a fare il piano partita del Milan (chiudersi e ripartire) ma se salta subito il piano tattico diventa dura, soprattutto se non hai la qualità del Milan davanti e dietro. E pure il Milan, se rigioca quella partita altre dieci volte, la vince forse una o due.

La risposta alla domanda iniziale, secondo me, sta semplicemente tutta qui. Il Como è una squadra costruita con un'idea che parte dal mister e finisce nell'applicazione in campo di gente che la società compra per seguirla. La Lazio è oggi una squadra costruita senza un'idea precisa, lontana dai principi di un allenatore che ha una visione del gioco specialistica che non può applicare, e che manca sia delle qualità di duello che spopolano nella serie A (Gasperini ha segnato una generazione) sia di quelle di palleggio qualitativo che servirebbero per eludere l'aggressività e la fisicità del campionato. E non ha nemmeno giocatori offensivi capaci di creare l'occasione per qualità individuali.

Dove vai così?
Intervento molto interessante, complimenti. 

Fischietto

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Ci hanno sfondato e continueranno a sfondarci con una capacitá di investimento che noi possiamo solo sognare.
Il Como é quello che dovrebbe essere una societá di calcio moderna, non il Borgorosso FC anni '80 come ci ha ridotti il dittatore.
Ma la famiglia Hartono non ci si poteva comprare a noi invece che a 'sti 4 gatti?
Esiste anche il Lazio Club Indonesia!

:(

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Cesio

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Citazione di: simcar il 20 Gen 2026, 08:28come scritto ieri sera salvo solo Provedel e Belahyane. Permettetemi una battuta, Taylor a Verona dopo un solo allenamento, sembrava un ottimo giocatore ( quello che è), dopo una settimana con Sarri, è entrato nel mood della squadra
Così è. Per quanto mi riguarda non si fanno più prigionieri 

Valon92

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Mi dicono di una pesante scazzotata in DNE, qualcuno sa nulla?

Magnopèl

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Avremmo perso comunque, ma quanto mi sale il na**smo per questi scempi dei singoli

Er Maestro

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Citazione di: Magnopèl il 20 Gen 2026, 12:54

Avremmo perso comunque, ma quanto mi sale il na**smo per questi scempi dei singoli

Se non ci fosse da piangere, farebbe ridere perché sembra una di quelle vignette di "trova l'intruso"  :)  :x

Magnopèl

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2 lustri, e ormai oltre, di sto scrondo
Ed è pure il nostro miglior terzino, pensa te il livello

Laziale abruzzese

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Citazione di: Valon92 il 20 Gen 2026, 12:48Mi dicono di una pesante scazzotata in DNE, qualcuno sa nulla?
Non ne ho idea e dalla Tevere non mi sono accorto di niente...

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daniele_filisetti

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Citazione di: Er Maestro il 20 Gen 2026, 09:41Secondo me quello che dici (se Fabregas oggi giocasse sempre contro Sarri vincerebbe tutto) è vero, ma per motivi diversi da quelli che elenchi.

Fabregas propone un calcio con principi molto simili a quelli di Sarri, basato sulle triangolazioni costanti in zone nevralgiche del campo per mantenere il possesso ed eludere il pressing, alla ricerca dell'imbucata.
In fase di perdita del possesso il Como applica un pressing molto aggressivo mantenendo la linea di difesa altissima, con l'intento di recuperare palla velocemente mantenendo le linee molto vicine. Fabregas sceglie questo approccio perché confida nel fatto che, se torna in possesso della palla, ha poi occasione di tenersela a lungo, limitando la pericolosità avversaria per il mero fatto di non fargli giocare il pallone.

Sarri ha sempre basato i principi difensivi sull'occupazione intelligente degli spazi per limitare le linee di passaggio pericolose, ma ha spesso applicato anche lui un pressing importante. Con la Lazio invece (già dalla prima esperienza) ha dovuto alleggerire i principi di pressing, non avendo giocatori particolarmente adatti a quel tipo di gioco difensivo (Luis Alberto, Milinkovic, e un Leiva non più giovanissimo). La Lazio del Sarri 1 prediligeva invece un pressing più accorto e posizionale, teso a orientare il possesso avversario verso il centro per ingolfarlo nella densità e spezzarlo nelle rotture precise della linea difensiva (soprattutto grazie alla guida di Romagnoli). In attacco però era una squadra che, pur non riuscendo ad associarsi con qualità con i terzini, aveva sufficiente tecnica per consolidare il possesso del pallone nella zona centrale, riuscendo efficacemente a innescare azioni offensive per la mera qualità di tocco degli interpreti e la capacità di creare profondità che dava un giocatore straordinario come Immobile in quei movimenti.

Oggi anche quelle qualità sono venute meno. Perso Rovella all'inizio del campionato e rimasto Guendouzi l'unico giocatore dinamico nel pressing in mezzo (e ora manco quello), persi giocatori di sicura capacità tecnica cui appoggiarsi, la Lazio si è irrigidita in un atteggiamento ancora più conservativo in fase difensiva, ulteriormente esacerbato dalla preoccupazione di occupare in maniera preventiva le zone scoperte in fase di possesso per scarsa fiducia nella capacità di conservare tecnicamente la palla. Da qui il gioco sterile, asfittico in fase di possesso statico, fatto di passaggi poco rischiosi e di scarse linee di appoggio offensivo, con giocatori preoccupati di non sovrapporre perché troppo preoccupati di coprire l'inevitabile errore nello smistamento del pallone del compagno.

A paragone, il Como di Fabregas esalta invece il gioco di palleggio perché è costruito con qualità tecnica in tutte le zone del campo. Se perde contro il Milan e viene tracciato di essere giochista, Fabregas raddoppia e sceglie di mettere un altro centrocampista dai piedi buoni al posto dell'attaccante un po' per mancanza di alternative, ma soprattutto perché confida nelle capacità dei suoi di mantenere efficacemente la palla. Può andare in difficoltà contro squadre molto fisiche che la sovrastano nel gioco aereo (come le squadre di Gasperini), ma noi oggi non siamo né quello né una squadra che ribatte sul piano del gioco e del possesso. Possiamo provare a fare il piano partita del Milan (chiudersi e ripartire) ma se salta subito il piano tattico diventa dura, soprattutto se non hai la qualità del Milan davanti e dietro. E pure il Milan, se rigioca quella partita altre dieci volte, la vince forse una o due.

La risposta alla domanda iniziale, secondo me, sta semplicemente tutta qui. Il Como è una squadra costruita con un'idea che parte dal mister e finisce nell'applicazione in campo di gente che la società compra per seguirla. La Lazio è oggi una squadra costruita senza un'idea precisa, lontana dai principi di un allenatore che ha una visione del gioco specialistica che non può applicare, e che manca sia delle qualità di duello che spopolano nella serie A (Gasperini ha segnato una generazione) sia di quelle di palleggio qualitativo che servirebbero per eludere l'aggressività e la fisicità del campionato. E non ha nemmeno giocatori offensivi capaci di creare l'occasione per qualità individuali.

Dove vai così?
Complimenti. Ti ho letto con piacere.

am865

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La Lazio ha fatto per tutta la partita un pressing fuori tempo, se vuoi fare male al Como devi andare a prenderli alti e qui va riconoscuito che anche l'allenatore ha le sue colpe. Poi perdevi lo stesso perchè il divario tra i giocatori della Lazio e quelli del Como è disarmante ma almeno ci provavi. Ho letto che Cragnotti ha detto che la lazio dovrebbe prendere esempio dal Como, si presidè ma con quali soldi? Siamo purtroppo in un tunnel dove non si vede via d'uscita, la squadra si sta sfaldando, tutti i migliori se ne vogliono andare via, siamo con un proprietario senza una lira, un DS barzelletta, ci aspettano anni di lotta per la salvezza finchè non passerà la mano sperando che il prossimo ci restituisca almeno la speranza di vedere una squadra di nuovo competitiva.

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