Citazione di: kurt il 20 Gen 2026, 07:19Como-Lazio e Lazio-Como sono lo specchio di cosa siamo tornati ad essere grazie al maledetto porco in tribuna (con tutto il rispetto per i maiali che sono animali intelligenti ed empatici): una squadretta, infarcita di mezzi giocatori, qualche ex giocatore decente e una manica di pippe. E la cosa brutta è che l'allenatore non si rende conto, nei fatti, del livello altrimenti qualcosa cercherebbe di fare, invece va avanti come se nulla fosse. Fabregas giocasse sempre contro Sarri vincerebbe campionato, Champions e mondiale per club praticamente passeggiando, due partite due lezioni di calcio.
Secondo me quello che dici (se Fabregas oggi giocasse sempre contro Sarri vincerebbe tutto) è vero, ma per motivi diversi da quelli che elenchi.
Fabregas propone un calcio con principi molto simili a quelli di Sarri, basato sulle triangolazioni costanti in zone nevralgiche del campo per mantenere il possesso ed eludere il pressing, alla ricerca dell'imbucata.
In fase di perdita del possesso il Como applica un pressing molto aggressivo mantenendo la linea di difesa altissima, con l'intento di recuperare palla velocemente mantenendo le linee molto vicine. Fabregas sceglie questo approccio perché confida nel fatto che, se torna in possesso della palla, ha poi occasione di tenersela a lungo, limitando la pericolosità avversaria per il mero fatto di non fargli giocare il pallone.
Sarri ha sempre basato i principi difensivi sull'occupazione intelligente degli spazi per limitare le linee di passaggio pericolose, ma ha spesso applicato anche lui un pressing importante. Con la Lazio invece (già dalla prima esperienza) ha dovuto alleggerire i principi di pressing, non avendo giocatori particolarmente adatti a quel tipo di gioco difensivo (Luis Alberto, Milinkovic, e un Leiva non più giovanissimo). La Lazio del Sarri 1 prediligeva invece un pressing più accorto e posizionale, teso a orientare il possesso avversario verso il centro per ingolfarlo nella densità e spezzarlo nelle rotture precise della linea difensiva (soprattutto grazie alla guida di Romagnoli). In attacco però era una squadra che, pur non riuscendo ad associarsi con qualità con i terzini, aveva sufficiente tecnica per consolidare il possesso del pallone nella zona centrale, riuscendo efficacemente a innescare azioni offensive per la mera qualità di tocco degli interpreti e la capacità di creare profondità che dava un giocatore straordinario come Immobile in quei movimenti.
Oggi anche quelle qualità sono venute meno. Perso Rovella all'inizio del campionato e rimasto Guendouzi l'unico giocatore dinamico nel pressing in mezzo (e ora manco quello), persi giocatori di sicura capacità tecnica cui appoggiarsi, la Lazio si è irrigidita in un atteggiamento ancora più conservativo in fase difensiva, ulteriormente esacerbato dalla preoccupazione di occupare in maniera preventiva le zone scoperte in fase di possesso per scarsa fiducia nella capacità di conservare tecnicamente la palla. Da qui il gioco sterile, asfittico in fase di possesso statico, fatto di passaggi poco rischiosi e di scarse linee di appoggio offensivo, con giocatori preoccupati di non sovrapporre perché troppo preoccupati di coprire l'inevitabile errore nello smistamento del pallone del compagno.
A paragone, il Como di Fabregas esalta invece il gioco di palleggio perché è costruito con qualità tecnica in tutte le zone del campo. Se perde contro il Milan e viene tracciato di essere giochista, Fabregas raddoppia e sceglie di mettere un altro centrocampista dai piedi buoni al posto dell'attaccante un po' per mancanza di alternative, ma soprattutto perché confida nelle capacità dei suoi di mantenere efficacemente la palla. Può andare in difficoltà contro squadre molto fisiche che la sovrastano nel gioco aereo (come le squadre di Gasperini), ma noi oggi non siamo né quello né una squadra che ribatte sul piano del gioco e del possesso. Possiamo provare a fare il piano partita del Milan (chiudersi e ripartire) ma se salta subito il piano tattico diventa dura, soprattutto se non hai la qualità del Milan davanti e dietro. E pure il Milan, se rigioca quella partita altre dieci volte, la vince forse una o due.
La risposta alla domanda iniziale, secondo me, sta semplicemente tutta qui. Il Como è una squadra costruita con un'idea che parte dal mister e finisce nell'applicazione in campo di gente che la società compra per seguirla. La Lazio è oggi una squadra costruita senza un'idea precisa, lontana dai principi di un allenatore che ha una visione del gioco specialistica che non può applicare, e che manca sia delle qualità di duello che spopolano nella serie A (Gasperini ha segnato una generazione) sia di quelle di palleggio qualitativo che servirebbero per eludere l'aggressività e la fisicità del campionato. E non ha nemmeno giocatori offensivi capaci di creare l'occasione per qualità individuali.
Dove vai così?