21 anni, mezza vita

Aperto da arkham, 16 Mag 2019, 18:53

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arkham

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Il 29 aprile del 1998, in Curva Nord, compievo 21 anni.
Li avevo passati con la Lazio, in casa sentivo di Giordano e D'amico sin da piccolissimo, mi ricordo gli urli alla radio per la doppietta di Vincenzo al derby, poi finito 2 a 2. Fiorini e Lazio sono state le prime cose scritte sul diario, poi ho imparato a scrivere Monelli nello stesso stile con cui avevo visto scritto Maradona sul Guerin Sportivo,  "Font",  si direbbe oggi.
C'erano stati Ruben Sosa, avevo amato Dezzotti, mi ero affezionato ad Amarildo ed esaltato per l'arrivo di Riedle, "il capocannoniere della Coppa Uefa" e Gascoigne. Un quarto di finale col torino mi emozionava, anche se non era più il tempo in cui la Coppa Uefa si poteva vedere solo in tv, da qualche anno c'eravamo anche noi, ma poco più che comparse. Però con Zoff mi sentivo importante e con Zeman bellissimo, spavaldo, sorprendente, il futuro del calcio italiano.
Signori era l'amore finito male, mi stringeva il cuore e speravo di rivederlo presto, negli occhi però Mancini, Jugovic, Nedved e Nesta ne lenivano la lontananza. Non c'era Boksic quella sera, al posto suo Casiraghi, con Fuser l'ultimo pezzo di quella Lazio bella ma che non vinceva mai.

il 29 aprile del 1998, in Curva Nord, compivo 21 anni.
La Lazio non vinceva nulla da 24, e quasi nulla nei 98 anni di vita. Quella sera cambiò tutto: Gottardi, Jugovic, Nesta, si vince! La Coppa in cielo, la premiazione, stavolta tocca a noi.
Una cosa che pensavo non sarebbe mai successa finalmente succedeva.
Da allora la bomba di Conceicao in Supercoppa, Vieri e Nedved per il primo trionfo europeo, Salas al galà di Montecarlo, lo scudetto sotto la pioggia, la Coppa Italia a San Siro con mezza squadra coi capelli ossigenati, poi la supercoppa di Piojo Lopez contro l'Inter, che nessuno pensava finisse tutto lì.
Invece per un po' la favola sembrava finita, con la Coppa Italia di Mancini, Fiore e Corradi, nel 2004, che somigliava al canto del cigno.
Si riparte da zero, Lotito pare Calleri, non vinceremo mai. Invece no: Zarate le stende tutte, pure la Samp in finale, e dopo pochi mesi si va in Cina contro l'Inter del triplete, loro ci prendono a pallonate, noi ci prendiamo la Coppa, ancora una volta.
Quattro anni e siamo ancora lì, a vincere la Coppa più importante e ad imparare Lulic71, un mantra, una festa che vale lo scudetto. Poi Inzaghi, la vittoria con la Juve e ieri l'ennesimo trionfo, il tredicesimo in ventuno anni.
Il 29 aprile del 1998, in Curva Nord, compivo ventuno anni.
Con me mio padre e mio fratello, che quando facciamo gol si mischiano gli abbracci e non si capisce più chi è l'uno o l'altro. Avevo ventuno anni, oggi sono 42, penso che metà della vita l'ho passata ad innamorarmi della Lazio, l'altra metà a festeggiarla.
Papà non c'è più, mio fratello anche ieri con me, adesso che i papà siamo noi. Adesso che si vince.  Quanto è bello èsse laziali.





TomYorke

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Bellissimo.
A parte che Dezotti è con una zeta sola. :D

arkham

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Citazione di: tommasino il 16 Mag 2019, 19:05
Bellissimo.
A parte che Dezotti è con una zeta sola. :D

l'ho scritto come me lo ricordo io :)

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arkham

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mi ricordo gli urli, mica le urla, per esempio.

Nesta idolo

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Citazione di: arkham il 16 Mag 2019, 18:53
Il 29 aprile del 1998, in Curva Nord, compievo 21 anni.
Li avevo passati con la Lazio, in casa sentivo di Giordano e D'amico sin da piccolissimo, mi ricordo gli urli alla radio per la doppietta di Vincenzo al derby, poi finito 2 a 2. Fiorini e Lazio sono state le prime cose scritte sul diario, poi ho imparato a scrivere Monelli nello stesso stile con cui avevo visto scritto Maradona sul Guerin Sportivo,  "Font",  si direbbe oggi.
C'erano stati Ruben Sosa, avevo amato Dezzotti, mi ero affezionato ad Amarildo ed esaltato per l'arrivo di Riedle, "il capocannoniere della Coppa Uefa" e Gascoigne. Un quarto di finale col torino mi emozionava, anche se non era più il tempo in cui la Coppa Uefa si poteva vedere solo in tv, da qualche anno c'eravamo anche noi, ma poco più che comparse. Però con Zoff mi sentivo importante e con Zeman bellissimo, spavaldo, sorprendente, il futuro del calcio italiano.
Signori era l'amore finito male, mi stringeva il cuore e speravo di rivederlo presto, negli occhi però Mancini, Jugovic, Nedved e Nesta ne lenivano la lontananza. Non c'era Boksic quella sera, al posto suo Casiraghi, con Fuser l'ultimo pezzo di quella Lazio bella ma che non vinceva mai.

il 29 aprile del 1998, in Curva Nord, compivo 21 anni.
La Lazio non vinceva nulla da 24, e quasi nulla nei 98 anni di vita. Quella sera cambiò tutto: Gottardi, Jugovic, Nesta, si vince! La Coppa in cielo, la premiazione, stavolta tocca a noi.
Una cosa che pensavo non sarebbe mai successa finalmente succedeva.
Da allora la bomba di Conceicao in Supercoppa, Vieri e Nedved per il primo trionfo europeo, Salas al galà di Montecarlo, lo scudetto sotto la pioggia, la Coppa Italia a San Siro con mezza squadra coi capelli ossigenati, poi la supercoppa di Piojo Lopez contro l'Inter, che nessuno pensava finisse tutto lì.
Invece per un po' la favola sembrava finita, con la Coppa Italia di Mancini, Fiore e Corradi, nel 2004, che somigliava al canto del cigno.
Si riparte da zero, Lotito pare Calleri, non vinceremo mai. Invece no: Zarate le stende tutte, pure la Samp in finale, e dopo pochi mesi si va in Cina contro l'Inter del triplete, loro ci prendono a pallonate, noi ci prendiamo la Coppa, ancora una volta.
Quattro anni e siamo ancora lì, a vincere la Coppa più importante e ad imparare Lulic71, un mantra, una festa che vale lo scudetto. Poi Inzaghi, la vittoria con la Juve e ieri l'ennesimo trionfo, il tredicesimo in ventuno anni.
Il 29 aprile del 1998, in Curva Nord, compivo ventuno anni.
Con me mio padre e mio fratello, che quando facciamo gol si mischiano gli abbracci e non si capisce più chi è l'uno o l'altro. Avevo ventuno anni, oggi sono 42, penso che metà della vita l'ho passata ad innamorarmi della Lazio, l'altra metà a festeggiarla.
Papà non c'è più, mio fratello anche ieri con me, adesso che i papà siamo noi. Adesso che si vince.  Quanto è bello èsse laziali.




Bello scritto e belle immagini :))

gentlemen

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Citazione di: arkham il 16 Mag 2019, 18:53
Il 29 aprile del 1998, in Curva Nord, compievo 21 anni.
Li avevo passati con la Lazio, in casa sentivo di Giordano e D'amico sin da piccolissimo, mi ricordo gli urli alla radio per la doppietta di Vincenzo al derby, poi finito 2 a 2. Fiorini e Lazio sono state le prime cose scritte sul diario, poi ho imparato a scrivere Monelli nello stesso stile con cui avevo visto scritto Maradona sul Guerin Sportivo,  "Font",  si direbbe oggi.
C'erano stati Ruben Sosa, avevo amato Dezzotti, mi ero affezionato ad Amarildo ed esaltato per l'arrivo di Riedle, "il capocannoniere della Coppa Uefa" e Gascoigne. Un quarto di finale col torino mi emozionava, anche se non era più il tempo in cui la Coppa Uefa si poteva vedere solo in tv, da qualche anno c'eravamo anche noi, ma poco più che comparse. Però con Zoff mi sentivo importante e con Zeman bellissimo, spavaldo, sorprendente, il futuro del calcio italiano.
Signori era l'amore finito male, mi stringeva il cuore e speravo di rivederlo presto, negli occhi però Mancini, Jugovic, Nedved e Nesta ne lenivano la lontananza. Non c'era Boksic quella sera, al posto suo Casiraghi, con Fuser l'ultimo pezzo di quella Lazio bella ma che non vinceva mai.

il 29 aprile del 1998, in Curva Nord, compivo 21 anni.
La Lazio non vinceva nulla da 24, e quasi nulla nei 98 anni di vita. Quella sera cambiò tutto: Gottardi, Jugovic, Nesta, si vince! La Coppa in cielo, la premiazione, stavolta tocca a noi.
Una cosa che pensavo non sarebbe mai successa finalmente succedeva.
Da allora la bomba di Conceicao in Supercoppa, Vieri e Nedved per il primo trionfo europeo, Salas al galà di Montecarlo, lo scudetto sotto la pioggia, la Coppa Italia a San Siro con mezza squadra coi capelli ossigenati, poi la supercoppa di Piojo Lopez contro l'Inter, che nessuno pensava finisse tutto lì.
Invece per un po' la favola sembrava finita, con la Coppa Italia di Mancini, Fiore e Corradi, nel 2004, che somigliava al canto del cigno.
Si riparte da zero, Lotito pare Calleri, non vinceremo mai. Invece no: Zarate le stende tutte, pure la Samp in finale, e dopo pochi mesi si va in Cina contro l'Inter del triplete, loro ci prendono a pallonate, noi ci prendiamo la Coppa, ancora una volta.
Quattro anni e siamo ancora lì, a vincere la Coppa più importante e ad imparare Lulic71, un mantra, una festa che vale lo scudetto. Poi Inzaghi, la vittoria con la Juve e ieri l'ennesimo trionfo, il tredicesimo in ventuno anni.
Il 29 aprile del 1998, in Curva Nord, compivo ventuno anni.
Con me mio padre e mio fratello, che quando facciamo gol si mischiano gli abbracci e non si capisce più chi è l'uno o l'altro. Avevo ventuno anni, oggi sono 42, penso che metà della vita l'ho passata ad innamorarmi della Lazio, l'altra metà a festeggiarla.
Papà non c'è più, mio fratello anche ieri con me, adesso che i papà siamo noi. Adesso che si vince.  Quanto è bello èsse laziali.




Che bello...commovente, davvero.

PabloHoney

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tommasino

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Citazione di: arkham il 16 Mag 2019, 19:07
l'ho scritto come me lo ricordo io :)
E' che Gustavo Abel è stato un piccolo mito di quella Lazio che provava faticosamente a riaffacciarsi nel calcio importante.

arkham

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A chi lo dici, a luglio io m'arrapavo leggendo che era velocissimo, non avevo capito che intendevano senza pallone.
(Comunque alla cremonese poi fece un grande campionato)

MisterFaro

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ErNonno

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Applausi: bello veramente!

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biancocelestedentro

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Quella sera ero dall'altra parte dello stadio e non pensavo che 21 anni dopo avrei visto una bacheca assai rimpinguata, né che avrei letto una bella storia di Lazio come questa.

:band1:

fiord

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Ma ve li ricordate i festeggiamenti della coppa italia del '98?

Io avevo 17 anni e nemmeno immaginavo che si potesse festeggiare qualcosa fuori dallo stadio.

Piazza Venezia, via del Corso e piazza del Popolo un fiume di Laziali. Ok qualche vetrina rotta, ma fu una cosa incredibile, almeno per me

ledesma87

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grande Arkham

quanto e´ bello esse laziali

:ssl

vaz

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StylishKid

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Abbiamo più o meno la stessa età.
E l'ho vissuta uguale.

Io e mio fratello, da figli, siamo diventati padri.

E mia figlia due sere fa quando SMS ha preso l'ascensore mi ha visto saltare di gioia ed ha cominciato a gridare "Lazo Lazo".

Ha due anni.

Aregai

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quella sera piangevamo tutti perchè quasi nessuno aveva mai vinto e chi lo aveva fatto aveva dimenticato il sapore....l'altra sera allo stadio eravamo tutti felicissimi ma nessuno piangeva...abbiamo ormai imparato ad assaporare il gusto della vittoria.
ed è forse per questo che abbiamo vinto contro una squadra che nn lo ha mai fatto...come quando nn capivamo come le prime buonissime Lazio cragnottiane nn facessero almeno una finale di coppa italia...c'era sempre qcn che ci fregava. oggi sappiamo perchè.

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porga

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Citazione di: arkham il 16 Mag 2019, 18:53
Il 29 aprile del 1998, in Curva Nord, compievo 21 anni.
Li avevo passati con la Lazio, in casa sentivo di Giordano e D'amico sin da piccolissimo, mi ricordo gli urli alla radio per la doppietta di Vincenzo al derby, poi finito 2 a 2. Fiorini e Lazio sono state le prime cose scritte sul diario, poi ho imparato a scrivere Monelli nello stesso stile con cui avevo visto scritto Maradona sul Guerin Sportivo,  "Font",  si direbbe oggi.
C'erano stati Ruben Sosa, avevo amato Dezzotti, mi ero affezionato ad Amarildo ed esaltato per l'arrivo di Riedle, "il capocannoniere della Coppa Uefa" e Gascoigne. Un quarto di finale col torino mi emozionava, anche se non era più il tempo in cui la Coppa Uefa si poteva vedere solo in tv, da qualche anno c'eravamo anche noi, ma poco più che comparse. Però con Zoff mi sentivo importante e con Zeman bellissimo, spavaldo, sorprendente, il futuro del calcio italiano.
Signori era l'amore finito male, mi stringeva il cuore e speravo di rivederlo presto, negli occhi però Mancini, Jugovic, Nedved e Nesta ne lenivano la lontananza. Non c'era Boksic quella sera, al posto suo Casiraghi, con Fuser l'ultimo pezzo di quella Lazio bella ma che non vinceva mai.

il 29 aprile del 1998, in Curva Nord, compivo 21 anni.
La Lazio non vinceva nulla da 24, e quasi nulla nei 98 anni di vita. Quella sera cambiò tutto: Gottardi, Jugovic, Nesta, si vince! La Coppa in cielo, la premiazione, stavolta tocca a noi.
Una cosa che pensavo non sarebbe mai successa finalmente succedeva.
Da allora la bomba di Conceicao in Supercoppa, Vieri e Nedved per il primo trionfo europeo, Salas al galà di Montecarlo, lo scudetto sotto la pioggia, la Coppa Italia a San Siro con mezza squadra coi capelli ossigenati, poi la supercoppa di Piojo Lopez contro l'Inter, che nessuno pensava finisse tutto lì.
Invece per un po' la favola sembrava finita, con la Coppa Italia di Mancini, Fiore e Corradi, nel 2004, che somigliava al canto del cigno.
Si riparte da zero, Lotito pare Calleri, non vinceremo mai. Invece no: Zarate le stende tutte, pure la Samp in finale, e dopo pochi mesi si va in Cina contro l'Inter del triplete, loro ci prendono a pallonate, noi ci prendiamo la Coppa, ancora una volta.
Quattro anni e siamo ancora lì, a vincere la Coppa più importante e ad imparare Lulic71, un mantra, una festa che vale lo scudetto. Poi Inzaghi, la vittoria con la Juve e ieri l'ennesimo trionfo, il tredicesimo in ventuno anni.
Il 29 aprile del 1998, in Curva Nord, compivo ventuno anni.
Con me mio padre e mio fratello, che quando facciamo gol si mischiano gli abbracci e non si capisce più chi è l'uno o l'altro. Avevo ventuno anni, oggi sono 42, penso che metà della vita l'ho passata ad innamorarmi della Lazio, l'altra metà a festeggiarla.
Papà non c'è più, mio fratello anche ieri con me, adesso che i papà siamo noi. Adesso che si vince.  Quanto è bello èsse laziali.





ti voglio bene
:ssl

BEBBOGOL

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Condividiamo grosso modo lo stesso percorso.
Lo voglio legare anche alla maglia bandiera, infatti il mio percorso parte con la prima volta allo stadio per un Lazio Atalanta in serie b con gol di DAmico e Badiani (83?), indossavamo la maglia bandiera, fino al Lazio Atalanta di ieri, dove alziamo un trofeo con la maglia bandiera

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