Io penso che qualsiasi laziale che abbia vissuto quel giorno, allo stadio o davanti alla radio o alla tv, ha un suo aneddoto da raccontare, un ricordo particolare.
Io per esempio stavo in curva Maestrelli, in alto a sinistra, in piedi, vicino alle vetrate dei distinti avversi. Per anni ho visto le partite lì insieme a un altro gruppetto di 20-25 persone con il quale mi trovavo la domenica.
Il mio immediato ricordo del gol di Fiorini, sempre, ogni volta che ripenso a quella partita, è un vecchietto caduto in terra là vicino, seduto e stordito, e il figlio su di lui che cerca di rialzarlo. Aveva avuto un piccolo malore, mi spiegò il figlio insieme al fatto che il padre stava in una casa di riposo e quel giorno gli aveva chiesto di portarlo allo stadio dopo diversi anni che non andava più.
E poi, uno del gruppetto con cui avevo diviso decine di partite magre in quegli anni, che m'abbraccia e mi urla, mentre lacrimava: non poteva fini' così, non poteva fini' così.
Tutto indimenticabile. Come Giuliano e il suo gol.