Ho 53 anni, ero un VdM a 18 figurati ora, eppure ogni volta che leggo le storie di quel 21 Giugno 1987, le storie di Giuliano Fiorini mi vengono sempre le lacrime agli occhi.
Eravamo, nello stadio, quasi 90.000, io ero entrato in curva nord ed avevo scavalcato fino alla Tevere non numerata. I minuti passavano la gente stava sempre peggio, la tragedia era incombente ma onestamente non ci pensavo, la trance agonistica era troppo alta anche per noi.
Poi lui
Altri festeggiano trofei o giocatori più o meno (a volte meno) vittoriosi. Noi festeggiamo un uomo che in un secondo ha dato un senso alla sua ed alla nostra vita sportiva.
Giuliano, non esiste il paradiso, non esistono gli angeli, non esiste nulla:
Ma se esistessero e tu non fossi lì, non avrebbe senso andarci
one love
Citazione di: radar il 21 Giu 2017, 08:49
Ho 53 anni, ero un VdM a 18 figurati ora, eppure ogni volta che leggo le storie di quel 21 Giugno 1987, le storie di Giuliano Fiorini mi vengono sempre le lacrime agli occhi.
Eravamo, nello stadio, quasi 90.000, io ero entrato in curva nord ed avevo scavalcato fino alla Tevere non numerata. I minuti passavano la gente stava sempre peggio, la tragedia era incombente ma onestamente non ci pensavo, la trance agonistica era troppo alta anche per noi.
Poi lui
Altri festeggiano trofei o giocatori più o meno (a volte meno) vittoriosi. Noi festeggiamo un uomo che in un secondo ha dato un senso alla sua ed alla nostra vita sportiva.
Giuliano, non esiste il paradiso, non esistono gli angeli, non esiste nulla:
Ma se esistessero e tu non fossi lì, non avrebbe senso andarci
Ti lovvo
Immensamente radar (e Lazio, ca va sans dire)
ricordo anche io
in cucina con mio padre a guardare una TV in bianco e nero
in trance anche io
mi sembrava impossibile potesse finire male e così non finì :since
un popolo immenso
un amore immenso! :since
RIP grande uomo :s
L'urlo più forte che io abbia mai sentito in uno stadio di calcio .
Veniva dagli inferi, veniva dal cielo, veniva a ovunque.
Tutto era un urlo.
Ha ragione il caro radar, se il paradiso esiste é come quell'urlo.
Che poi é strana la vita, stamattina pensavo a cosa fosse la Lazio per ognuno di noi, che siamo qui sopra, o anche e soprattutto altrove, e abbiamo questa brutta passionaccia stracciarola, sfiammata, incoerente, puzzona e balorda. E che ovunque andiamo e qualunque cosa accada ce la portiamo appresso. E mi riveniva in mente dei primi mesi a Parigi, quando cercavo il risultato di Rapid Vienna_Lazio sul minitel. Cazzo, sul minitel. O attraversavo Parigi per comprare la Gazzetta del mattino, come in Italia e leggere della nostra vittoria nel derby raccontata, la sera prima, da mio fratello per telefono al prezzo di una suite all'Hotel Crillon.
E mi chiedevo perché me lo stavo chiedendo.
Mo c'ho la risposta.
Ciao Giuliano, ovunque tu sia.
Gooool !!!! Porcodexxxx Goooooolllll !!!!! Goooooolllll !!!!!
Ho appena googlato Minitel.
Sono sconvolta.
Seria.
Ma ti voglio bene..
Giuliano, sempre uno dei nostri eroi.
:band5:
c'ero.
ricordo tutto di quella giornata. tutto.
ore e ore prima allo stadio perché a casa non si poteva stare.
a rivedere le immagini piango ancora.
Un bacio al cielo.
Ciao Giulià, una delle stelle più luminose.
e Grazie
Io di anni ne ho 55, ai tempi 25, mi trovavo negli attuali distinti NE, mi ritrovai 20 file più in basso, non scherzo.
DI GRAN LUNGA la più clamorosa emozione MAI provata per la mia Lazio.
Io avevo 15 anni e la stavo ascoltando in TV con Lamberto Giorgi.
Ho seguito gli ultimi minuti in ginocchio (ancora oggi lo faccio) ed al suo gol ho pianto.
Ricordo indelebile.
Citazione di: radar il 21 Giu 2017, 08:49
Ho 53 anni, ero un VdM a 18 figurati ora, eppure ogni volta che leggo le storie di quel 21 Giugno 1987, le storie di Giuliano Fiorini mi vengono sempre le lacrime agli occhi.
Eravamo, nello stadio, quasi 90.000, io ero entrato in curva nord ed avevo scavalcato fino alla Tevere non numerata. I minuti passavano la gente stava sempre peggio, la tragedia era incombente ma onestamente non ci pensavo, la trance agonistica era troppo alta anche per noi.
Poi lui
Altri festeggiano trofei o giocatori più o meno (a volte meno) vittoriosi. Noi festeggiamo un uomo che in un secondo ha dato un senso alla sua ed alla nostra vita sportiva.
Giuliano, non esiste il paradiso, non esistono gli angeli, non esiste nulla:
Ma se esistessero e tu non fossi lì, non avrebbe senso andarci
Bellissimo post :band6: :band6: :band6:
13 anni appena compiuti, ricoverato in ospedale al Bambin Gesù di Palidoro, diabete diagnosticato da poco, il giorno prima fu il mio esordio con l'insulina. Lo Stellone biancoceleste, nella persona del grande Giuliano, mi diede un bel motivo per tirarmi su, ancor più del gol di Poli e del fischio finale di Perugia-Juve è l'emozione calcistica più intensa che abbia mai provato.
Citazione di: italicbold il 21 Giu 2017, 08:59
L'urlo più forte che io abbia mai sentito in uno stadio di calcio .
Come fosse ieri.
Ciao Giulià
Il tuo movimento goffo post-gol, in una foto appesa dietro la scrivania, accompagna le mie giornate al lavoro, con tanto vero riconoscimento e amore.
Ero lì, naturalmente.
Sei qui con noi, naturalmente.
Il gol di Fiorini
una emozione immensa.
Ricordo che solo dopo la fine della partita ci rendemmo conto che avevamo vinto una battaglia ma non la guerra: ci aspettavano gli spareggi di Napoli.
:band5: :bandes:
Grande Giulano!
Citazione di: ssl1900 il 21 Giu 2017, 10:27
Il gol di Fiorini
una emozione immensa.
Ricordo che solo dopo la fine della partita ci rendemmo conto che avevamo vinto una battaglia ma non la guerra: ci aspettavano gli spareggi di Napoli.
:band5: :bandes:
Stessa cosa. Ero allo stadio, con mio padre e non ricordo chi altri. Ricordo le persone discutere sulle varie ipotesi e infine rendersi conto che era finita - nel tripudio generale - una battaglia, ma che altre ancora ci attendevano.
Il goal di Fiorini è per sempre
Grande Giulano!
ci sono momenti di storia, quella minima, di ognuno di noi, che hanno senso in quanto inseriti in un contesto più grande, ampio
in un disegno, semmai ce ne sia uno o ce ne sia mai stato uno, che ci vede pulviscolo eruttato nell'aria, gocce di saliva sputate lontano, sangue sparato fino dove non arrivava più da tempo, sudore colato dietro la linea di una schiena mai spezzata ma manco mai piegata
pulviscolo, saliva, sangue e sudore di ognuno di noi che era lì, innescato da una zampata sconnessa non solo dallo stile ma quasi dalla speranza che si affievoliva sempre più
hanno ragione tutti quelli che hanno scritto prima: un urlo simile veniva da talmente dentro di noi da essere quasi dimenticato
un urlo che raccontava la rabbia del sentirsi ancora vivi, ancora una volta
un urlo che partiva dall'estate prima, da quelle prime pagine sparate in faccia ai nostri incubi ed ai sogni di tutti quelli che ci odiavano
non era finita, non poteva e doveva esserlo
ci aspettava un altro, forse più epico episodio, ma che non avrebbe avuto modo di esistere senza quell'urlo e senza il goal di Giuliano Fiorini
anni fa, vuppunto scrisse di quando incontrò Giuliano a Bologna e del suo forza Lazio al quale il bomber rispose con un cenno di assenso, quasi stordito dalla grandezza che ancora dopo venti anni si ripercuoteva su ogni singolo Laziale
non ho avuto modo di incontrarlo, ahimè
gli avrei raccontato di come, al fischio finale, io precipitai in un pianto catatonico seduto con la testa fra le mani mentre i miei amici esultavano ognuno a modo loro
quel pianto arrivava alla fine di una tarda adolescenza tormentata ed era necessario per affogare tutta la merda mangiata finora e per annaffiare la speranza che il domani di ogni Laziale sarebbe stato migliore
Avevo poco più di 2 mesi, però sempre avuto in casa quella maglietta con l'aquila stilizzata bellissima di cui mi innamorai subito sin dall'infanzia.
Era ovvio che sarei diventato Laziale. :ssl
Quel giorno scoprii che si poteva piangere anche per una partita di calcio.
Ciao Giuliano
:band1:
L'emozione più grande da laziale e poi subito pronti per le due trasferte di napoli per evitare la serie C...invece moti pischelli di adesso fanno gli schizzinosi, ...fortunati voi che non avete vissuto quegli anni...grazie per sempre Giulià
Grazie Giulia'.
Solo questo.
avevo 11 anni, ero allo stadio con papà, ricordo un'atmosfera surreale che a quell'età fai fatica a decifrare, rimasi in religioso silenzio per tutta la partita.. poi, di colpo, il boato, non ho capito niente per un paio di minuti, magari erano solo pochi secondi, bho ma che ne so, ero piccolo, ad un certo punto torna un po di calma, se così si può dire, guardo mio padre negli occhi, erano gonfi, rossi, pieni di lacrime, li è stato tutto più chiaro..
grazia Giuliano, grazie di cuore, e grazie anche a te papà!
Lavoravo già a Milano. Un'infezione renale mi mandò a put.ta.ne sia lo stadio sia il concerto di Peter Gabriel al teatro Smeraldo di Milano che si sarebbe tenuto un paio di giorni dopo.
Febbre a 40 mi caricarono su un treno Mi-Rm col passaggio di consegne degli agenti Polfer che controllavano che non peggiorassi nel viaggio. Benché la regola era di stare a letto, vagavo per casa come un pazzo, biastimando in cirenaico per non essere stato dentro il catino; Lamberto Giorgi e Walter Bezzi si rimbalzavano la palla ma sto caspio di palla non voleva entrare: Bianchi era diventato un incrocio tra Yashin, lo Zoff dei tempi d'oro e Sepp Maier. Ricordo nitidamente l'attacco finale, Esposito-Podavini-Esposito-Podavini-Fiorini; la voce di bezzi non si sentiva più solo l'urlo ventresco dell'Olimpico. In quell'istante fanculo alla febbre, all'infezione e al caspio che se li fregava, tirai fuori un urlo allucinante.
Il povero Papà, che già non seguiva le partite causa la malattia si affacciò in camera e mi chiese chi avesse segnato, entrambi con il viso rigato dalle lacrime.
Giuliano nel cuore, come sempre.
il 1987 fu un anno parecchio emblematico per quanto mi riguarda, anzi per meglio dire l'estate 1987.
capitò tutto in quel periodo: la Lazio sull'orlo della C, l'urlo della curva Nord, mio, dei miei fratelli e amici di sempre al gol di Giuliano (e ancora mi cerco, lì in basso a sinistra del tabellone, ogni volta che rivedo quelle immagini sgranate, una volta a colori, un'altra in bianco e nero, in mezzo a quel magma furioso e disperato), il pellegrinaggio doppio a napoli, col taranto a bordo di una renault 5 scassinata assieme al natalini, al mozzo e al conde, che per poco non andò a fuoco nell'incendio del pullman nel parcheggio dietro la curva b, e infine col campobasso, nel pullman organizzato dagli eagles che partiva dalla coin a piazza tuscolo (chi c'era?), stavolta con tutti gli altri, i soliti compari di sventura in biancoceleste con cui ancora vado allo stadio anche oggi, fabio, giannetto (in arte Tosh), massimetto ecc. ecc.
e poi le prime cotte serie, Amsterdam, terra di fumo e felicità, ancora assieme al natalini, Heather e Letizia :love: la droga e l'alcool a fiumi, e di ritorno la chiamata per il servizio militare, che giunse tipo due giorni dopo aver rinnovato l'abbonamento e che ovviamente stando dislocato al nord non riuscii a sfruttare tranne che per pochissime occasioni (ma mi rifeci con una dozzina di trasferte, tutte quelle al centro nord).
quell'anno cambiò tutto, naturalmente. ma allo stesso tempo il filo che mi lega a quell'anno ancora non si è spezzato e in qualche modo quasi tutto ciò che sono ora proviene da lì: finito il servizio di leva, tempo qualche mese e mi sarei ritrovato a fare il mestiere che faccio tuttora, la passione per la musica dal vivo la coltivai per benino su al nord, tra Amsterdam (vacanza) e Verona (militare): un periodo in cui il post punk in europa e in italia cominciava a diventare una questione seria e io ne approfittai per assistere a dozzine di concerti uno meglio dell'altro, che quando li racconto non ce credo manco io a momenti (CCCP, Butthole Surfers, Litfiba, Gang, Skiantos, Minutemen, Julian Cope, Fugazi... ma anche roba più mainstream tipo Peter Gabriel, Bruce Springsteen, Sting ecc.).
e poi ovviamente lei, la Lazio: così come quel giorno di 30 anni fa, all'olimpico, non mi abbandonò mai la certezza incosciente che la Lazio prima o poi avrebbe segnato, allo stesso modo ero sicuro che l'anno successivo saremmo tornati definitivamente in A, come poi successe.
da quel cesena Lazio 0-0 di ottobre 1988, le cui fondamenta si basano appunto sul gol di Fiorini, ne abbiamo fatta di strada, ma soprattutto ne abbiamo scritta di storia.
la Lazio di oggi è come me, anche lei fondamentalmente uscì dall'adolescenza nel 1987, ed è vero che questa dichiarazione sembra assurda, ma se ci pensate bene è così.
ed io con lei mano nella mano con lo sguardo sempre proiettato al futuro attraverso le stagioni, con la consapevolezza non banale dell'esserci un altro anno ancora e del sapere che anche la Lazio c'è, dell'aver fatto una cifra di cose fantastiche e l'incosciente certezza, proprio come 30 anni esatti fa, che tante altre ancora ci aspettano per essere colte al volo e godute fino in fondo.
Citazione di: gesulio il 21 Giu 2017, 16:05
A margine di questo bel racconto mi piace ricordare una persona che appare alla fine di uno dei tanti video che sono stati postati su questo topic. Una persona che pochi ricordano con il suo giusto valore e a cui, secondo me ogni laziale dovrebbe sempre dedicare un grazie per quello che ha fatto e per le solide fondamenta che ha creato. Fondamenta su cui, va detto, qualche anno dopo nacque la Lazio più grande della storia.
Carlo Regalia.
Citazione di: StylishKid il 21 Giu 2017, 14:36
Grazie Giulia'.
Solo questo.
15 anni da ravenna, solo per Lei, in curva Nord...
Ero poco piu di un ragazzino,
davanti all'androne di casa ad ascoltare la radio e sudare freddo fino a quel magico istante dove tutta la tensione svanì in un pianto liberatore.
Grazie Giuliano, per sempre.
Marco.
Citazione di: ottocento il 21 Giu 2017, 09:38
Io avevo 15 anni e la stavo ascoltando in TV con Lamberto Giorgi.
Ho seguito gli ultimi minuti in ginocchio (ancora oggi lo faccio) ed al suo gol ho pianto.
Ricordo indelebile.
Anche io ero a casa, a letto con l'influenza, con il televisorino della cucina portato nella mia cameretta e poggiato su una sedia.
Sintonizzato su teleroma 56 ovviamente.
Ho quei momenti stampati nella mente , come fosse ieri.
Che momenti di Lazio, che emozioni..
OT
Il racconto di Ges mi ha fatto ricordare che quell'anno andai a vederla in amichevole a Nerviano, dove grazie ai potenti mezzi della tessera ministeriale entrai in campo, intrattenendomi con Fascetti, Pischedda e Pin che mi fece avere due biglietti per Modena-Lazio del sabato prima di Pasqua. Mi accompagnò un amico tifoso del...Campobasso.
Andai anche a trovare il Re Cecco.
Citazione di: bak il 21 Giu 2017, 18:10
OT
Il racconto di Ges mi ha fatto ricordare che quell'anno andai a vederla in amichevole a Nerviano, dove grazie ai potenti mezzi della tessera ministeriale entrai in campo, intrattenendomi con Fascetti, Pischedda e Pin che mi fece avere due biglietti per Modena-Lazio del sabato prima di Pasqua. Mi accompagnò un amico tifoso del...Campobasso.
Andai anche a trovare il Re Cecco.
chi è pischedda???
Quella giornata l'ho raccontata diverse volte qua nei tanti (troppi :beer:) anni che bazzico questo forum,
ero un ragazzino, quell'ora e tre quarti chiuso in camera mia sentendo quella radiocronaca, tirando calci a una palletta di gomma piuma su una porta rappresentata dalle gambe di una sedia,
nel disinteresse totale dei miei, anzi penso che fossero pure preoccupati di aver un figlio scemo :)
non me li dimenticherò mai,
fu la prima volta in vita mia che piansi di gioia,
prima di quel giorno davvero non capivo come e perchè si potesse piangere di gioia...lo capii quel giorno...
e so' talmente fregnone che ancora oggi se per caso mi avventuro a guardare un video di quella giornata piango come e peggio di allora...
troppi ne ha battezzati di Laziali quella stagione,
troppi ne ha battezzati di Laziali quella puntinaccia di Giuliano...
PS. ora me lo riguardo, già so che saranno lacrime
E' proprio vero, gli altri non potranno mai capire quant'è bello esse Laziali :band5:
Grazie Giuliano :band5:
c'ero anche io. stavo appoggiato alla barra metallica che stava sopra l'ultima fila di posti proprio sotto il muretto degli eagles, o forse ero pressappoco da quelle parti. quell'anno mi ero iscritto alla sapienza e il lunedì dopo le partite in casa andavo a lezione con una copia di lazialità, il giornale di guido de angelis che credo sia uscito quell'anno e veniva distribuito gratuitamente allo stadio. Lo tiravo fuori nei quarti d'ora accademici e leggevo avidamente, anzi lo rileggevo, dopo averlo letto il giorno prima in curva prima dell'inizio della partita, incurante di tutto il viavai di studenti che mi accadeva attorno. malgrado questo, mi innamorai di una collega di corso, con la quale ero anche riuscito a costruire un rapporto di amicizia e confidenza, stranamente per l'asociale che ero. era bruttarella, per la verità, ma aveva nel modo di fare e sulla cassa toracica qualcosa che misteriosamente mi attraeva. Me ne innamorai fino a quando non ebbi la certezza che stesse con uno, un'altra matricola del corso alla quale scriveva i suoi "ti amo" sugli appunti della lezione. e allora dissi be', pace a voi e forza grande Lazio. che almeno la Lazio mi rimaneva.
il 21 giugno 1987 andai allo stadio con l'amico di sempre e con un altro ragazzo, mio coetaneo, che oggi a seguire il suo profilo facebook pare sia diventato un sindacalista di una certa importanza e quella credo che fu la prima e ultima volta che venne a vedere una partita con me. nel tentativo disperato di sopportare il gran caldo che c'era, dovuto al sole e alla folla accalcata come mai avevo visto in curva, ci eravamo messi a torso nudo.
credo che al momento del gol il cielo si fosse annuvolato, o forse sono io che ricordo una scena senza sole, chissà perché. il sindacalista di oggi allora era un ragazzo che seguiva la Lazio in modo sincero, credo anche appassionato, ma con distacco, ironia e un certo atteggiamento scanzonato. vederlo esultare in modo scatenato, molto più di me, in trance e con la gioia stampata in volto, mi sorprese e a pensarci oggi mi dà la misura di quanto quel momento fosse importante. anche se il nostro cervello non lo immaginava nemmeno, la nostra pancia lo sapeva benissimo, quando spingeva fuori con il massimo del vigore il nostro urlo.
lì si fece la nostra storia. noi c'eravamo.
grazie Giuliano. Per sempre.
Citazione di: bak il 21 Giu 2017, 19:22
Piscedda, scusate :))
era una battuta, si era capito, ci mancherebbe... :beer:
celebriamo un grande del passato, uno che dopo quel gol è rimasto in trans agonistica, uno che sentiva il peso della maglia che indossava, che aveva capito cosa significasse vincere quella partita, più di chiunque altro..
GIULIANO FIORINI uno di noi, c'ha messo il cuore, l'anima, tutto quello che aveva, GRAZIE GIULIANO, GRAZIE DI CUORE, GRAZIE PER SEMPRE...
Che poi uno magari non se ne rende conto, ma la nostra storia l'ha fatta uno col fisico da barista e la faccia da pirata.
Che ci poteva stare uno chiunque di noi lì, uno da Lazio insomma.
Quanto gli ho voluto bene e gli vorrò bene per sempre.
Citazione di: gesulio il 21 Giu 2017, 16:05coin a piazza tuscolo (chi c'era?)
io, per altre trasferte, ma era piazzale appio
e cmq, è vero quanto detto da gesulio
la fine dell'adolescenza, che corrisponde generalmente alla fine dell'innocenza, a noi Laziali ci ha resi sicuramente colpevoli di amare troppo questa lazio
Citazione di: porga il 22 Giu 2017, 11:32
e cmq, è vero quanto detto da gesulio
la fine dell'adolescenza, che corrisponde generalmente alla fine dell'innocenza, a noi Laziali ci ha resi sicuramente colpevoli di amare troppo questa lazio
adolescenti nel 1987, fatevi n'esame di coscienza 8)
Citazione di: sorazio il 22 Giu 2017, 11:33
adolescenti nel 1987, fatevi n'esame di coscienza 8)
peggio: ce ne avevamo già 21/22
non avete scusanti..... :shame:
(Rimango sempre a bocca nel vedere lo stadio Olimpico pieno e tutta quella gente a Napoli per gli spareggi. Passione pura, genuina, incontrollabile per la Lazio anche nei momenti altamente complicati. Non avendo vissuto quel periodo, lo sottovaluto un po' nonostante i filmati, le immagini, sono sincero. Topic belli come questo invece servono, aiutano a cementificare ancora di più il nostro rapporto con la Lazio e con il nostro essere tifosi. A renderlo più profondo.
Grazie per i vostri racconti, mi hanno emozionato. E grazie Giuliano per tutto :)) ).
Anche io vdm, avevo 21 anni appena compiuti. Alla fine decisi di non andare perché avevo un esame difficile all'università il giorno dopo. Ma ovviamente non pensai ad altro fin dalla mattina e seguiii la partita alla radio pregando e imprecando, sperando e piangendo. Mio padre mi trovó così, sdraiato a terra col viso pieno di lacrime, esausto. 'Siamo vivi, siamo vivi' fu l'unica frase che riuscii a bofonchiare in un'estasi mai più provata, neanche il giorno dello scudetto. Per sempre grazie, bomber Fiorini.
Citazione di: porga il 22 Giu 2017, 11:34
peggio: ce ne avevamo già 21/22
Ammazza se sete giovani, io ce n'avevo 24 :roll:
signori non vi state regolando con l'età, abbiate contegno ci sono i bambini
Citazione di: bak il 22 Giu 2017, 13:35
Ammazza se sete giovani, io ce n'avevo 24 :roll:
Io 25 :D
Ma Mario del Monaco, Un amore così grande, e Gianni Elsner?
Che roba.
Non c'è scudetto non c'è Birmingham non c'è niente che tiene al confronto. Neanche Fabio Poli.
L'emozione di quel giorno, e di quell'episodio è inarrivabile.
(Seguita, sul podio, da merde Liverpool e merde Lecce :asrm )
Citazione di: italicbold il 21 Giu 2017, 16:26
A margine di questo bel racconto mi piace ricordare una persona che appare alla fine di uno dei tanti video che sono stati postati su questo topic. Una persona che pochi ricordano con il suo giusto valore e a cui, secondo me ogni laziale dovrebbe sempre dedicare un grazie per quello che ha fatto e per le solide fondamenta che ha creato. Fondamenta su cui, va detto, qualche anno dopo nacque la Lazio più grande della storia.
Carlo Regalia.
Nel film di Bezzi su quell'anno ricordo molto bene Regalia a Napoli, alla fine della partita col Campobasso, quando scoppia in lacrime al grido "è finita"......
Spesso li dimentichiamo, ma oltre agli eroi di quell'anno un grazie dovremmo davvero dirlo ai fratelli Calleri.
Citazione di: ian il 22 Giu 2017, 14:02Non c'è scudetto non c'è Birmingham non c'è niente che tiene al confronto. Neanche Fabio Poli.
L'ho scritto su questo topico, quell'urlo, chi non lo ha vissuto non lo potrà mai capire.
Pero' non bisogna neanche farlo diventare come un totem.
Mille volte meglio lottare per l'EL piuttosto che rivivere quel giorno. Quegli anni.
Furono anni terribili, anni in cui c'era la consapevolezza (sensazione sconosciuta a chi non c'era) che la Lazio sarebbe finita quel giorno. 8 minuti. Non mancava molto.
Giuliano Fiorini segno' quando sullo stadio era già scesa una certa rassegnazione. Questo ne esaltó in qualche modo la forza prorompente.
A me, a 17 anni, me stavano a toglie la Lazio. Era finita, sarebbe finita quel giorno.
Come la Pro Patria, come la Pro Vercelli, come la Fortitudo. Mettevamo tutto nel libro dei ricordi e avremmo proseguito la nostra vita. Come un lutto da metabolizzare. Il tempo l'avrebbe fatto.
Giuliano Fiorini c'ha ridato la vita, meritiamocela. Anche per lui.
Ogni santo giorno. Ogni santissima partita, quando ci viene voglia di fischiare un giocatore della Lazio, di insultare la nostra maglia, di mandarli affanculo, ricordiamolo.
La Lazio si merita.
Questo ci ha insegnato Giuliano Fiorini.
Citazione di: italicbold il 22 Giu 2017, 14:15
L'ho scritto su questo topico, quell'urlo, chi non lo ha vissuto non lo potrà mai capire.
Pero' non bisogna neanche farlo diventare come un totem.
Mille volte meglio lottare per l'EL piuttosto che rivivere quel giorno. Quegli anni.
Furono anni terribili, anni in cui c'era la consapevolezza (sensazione sconosciuta a chi non c'era) che la Lazio sarebbe finita quel giorno. 8 minuti. Non mancava molto.
Giuliano Fiorini segno' quando sullo stadio era già scesa una certa rassegnazione. Questo ne esaltó in qualche modo la forza prorompente.
A me, a 17 anni, me stavano a toglie la Lazio. Era finita, sarebbe finita quel giorno.
Come la Pro Patria, come la Pro Vercelli, come la Fortitudo. Mettevamo tutto nel libro dei ricordi e avremmo proseguito la nostra vita. Come un lutto da metabolizzare. Il tempo l'avrebbe fatto.
Giuliano Fiorini c'ha ridato la vita, meritiamocela. Anche per lui.
Ogni santo giorno. Ogni santissima partita, quando ci viene voglia di fischiare un giocatore della Lazio, di insultare la nostra maglia, di mandarli affanculo, ricordiamolo.
La Lazio si merita.
Questo ci ha insegnato Giuliano Fiorini.
IB ti straquoto, come credo saprai.
Mille volte meglio lottare per la EL, e mille volte e pure poco.
Idem la voglia di fischiare o di mandare affanculo i nostri.
Forse è per questo background che a me non passa neanche per la testa di fare nè una cosa nè l'altra.
Dicevo della unicità di quel' episodio e di quella circostanza: basti pensare, for the youngest ones, checqufl gosl ad 8 minuti dalla fine NEANCHE volle dire salvezza, non sparizione, etc: volle dire la sola possibilità di andarci a giocare tutto quanto sopra agli spareggi.
Poi dice che il tema del sostituto di candreva mi fa un raspone a 4 mani
Citazione di: porga il 22 Giu 2017, 11:19
io, per altre trasferte, ma era piazzale appio
giusto, piazzale appio, sotto la (attuale) coin.
:luv:
La stagione dei meno nove vissuta da militare di leva ( Udine , Casarsa della delizia , Treviso ) la partita ascoltata con le cuffiette sul traghetto, dopo una giornata di mare al Lido di Venezia , ricordo ancora le facce stupite di chi mi aveva visto trepidare , esultare e piangere di gioia.
Grazie Giuliano.
Io penso che qualsiasi laziale che abbia vissuto quel giorno, allo stadio o davanti alla radio o alla tv, ha un suo aneddoto da raccontare, un ricordo particolare.
Io per esempio stavo in curva Maestrelli, in alto a sinistra, in piedi, vicino alle vetrate dei distinti avversi. Per anni ho visto le partite lì insieme a un altro gruppetto di 20-25 persone con il quale mi trovavo la domenica.
Il mio immediato ricordo del gol di Fiorini, sempre, ogni volta che ripenso a quella partita, è un vecchietto caduto in terra là vicino, seduto e stordito, e il figlio su di lui che cerca di rialzarlo. Aveva avuto un piccolo malore, mi spiegò il figlio insieme al fatto che il padre stava in una casa di riposo e quel giorno gli aveva chiesto di portarlo allo stadio dopo diversi anni che non andava più.
E poi, uno del gruppetto con cui avevo diviso decine di partite magre in quegli anni, che m'abbraccia e mi urla, mentre lacrimava: non poteva fini' così, non poteva fini' così.
Tutto indimenticabile. Come Giuliano e il suo gol.
Ammazza quanto so vecchio.
Io di anni ne avevo 33, un figlio di 7 mesi, ed una sudata sulle poltrone dei suoceri, a Pisa.
Piansi, ovviamente.
Ci sono momenti che ci accomunano e che ognuno di noi riesce a collocare, con precisione, nella sua confusa cronologia.
Credo che ognuno sappia dire di preciso dove era e cosa faceva l'11 settembre 2001.
Credo che ogni Laziale che abbia vissuto "quei momenti", 17 maggio '74, gol di Fiorini, gol di Poli, coppa Italia del '98, Birmingham, 14 maggio ... sappia dire, di preciso, dove era, cosa faceva e come ha reagito.
Sto in un forum de VDM.
Citazione di: StylishKid il 23 Giu 2017, 08:46
Sto in un forum de VDM.
Con le coronarie foderate di titanio.
Va detto.
4/5 ore prima, as usual per quei tempi, la morte nel cervello e gli arcobaleni pronti ad esplodere nel cuore, perché arcobaleni sarebbero usciti, non chiedetemi nulla, era così.
solo che mancavano 7 minuti, e dei colori dei nostri padri e dei nostri figli sarebbe rimasto solo un ricordo. poi quella zampata, uno squarcio nel cielo, un terremoto ai piedi del calvario, e la maledizione post '74 ci abbandonò per sempre.
stavo con un amico juventino (pure lui pezzo grosso del sindacato oggi) col braccio ingessato che divenne la mia àncora di salvezza (ahilui) in quel magma di urla infinite e lacrime.
Citazione di: italicbold il 23 Giu 2017, 08:49
Con le coronarie foderate di titanio.
Va detto.
Col pace maker foderato di titanio, pour moi.
Citazione di: bak il 23 Giu 2017, 10:24
Col pace maker foderato di titanio, pour moi.
Cyberbak
Da VDM doc (sono di giugno '67, 20 appena compiuti allora), ero a naja, l'ultima domenica a 3 giorni dal congedo. Caporale di giornata (senza gradi ma per anzianità), di servizio su mia richiesta.
Quei 15 giorni da DalBianco a Fiorini e da de vitis a Poli, furono il logico corollario ad uno dei più importanti ed intensi (e densi) anni della mia vita.
Da maggio 86 a luglio 87, lutti familiari, incidenti terribili che hanno segnato la vita di amici carissimi, la maturità, la naja (ho fatto un casino col rinvio e sono partito il giorno dopo gli orali, stavo un fiore...)...la stagione del -9...altro che titanio...
Segnalo un paio di articoli
http://www.delinquentidelpallone.it/21-giugno-1987-il-gol-che-salvo-la-lazio/
http://m.ilsensodelgol.it/primo-piano/la-lazio-era-quasi-morta-poi-e-arrivato-fiorini-63/
Era da qualche mese che non rivedevo le immagini di quel Lazio Vicenza, e niente non c'è verso.
A 45 anni dopo aver vissuto da ragazzino allo stadio sia il gol di Fiorini che quello di Poli ancora oggi ogni volta che incrocio un video con le lacrime di Regalia, quelle di Giuliano, l'urlo di Bezzi, i pugni di Acerbis, la corsa di Poli...piango.
L'emozione di Lazio più grande di sempre.