no, non dò patenti di lazialità, non ho aperto la discussione per questioni filosofiche.
non mi interessano le opinioni, le filosofie. mi interessa banalmente la vita.
mi intessa trascinare me stesso che sono pigro e indolente.
e non essere da solo, anche se tante volte allo stadio sono andato da solo.
anzi, con mio padre appiccicato alla radiolina per 20 anni, forse allo stadio sono sempre andato solo.
CMQ a me interessa che tra quelli che non vengono c'è gente che sarebbe utile a coinvolgere altri.
mi dispiace che a rimanere a casa c'è qualche catalizzatore, qualche capopopolo senza presunzioni di autorità.
qualche pifferaio. diciamo un migliaio di pifferai magici.
e che questa assenza la sentono migliaia di topi, che disertano.
le conosco le motivazioni familiari, lavorative etc. conosco anche le febbri e le stagioni che ti fanno essere assiduo e poi il contrario, il distacco.
Dico solo che mancano quelli che te vengono a stanà col megafono, anche se non sanno dove abiti di casa.
Dico che parecchie critiche ammazzano l'entusiasmo del passaparola.
La Lazio è come il K2, sta là, non aspetta noi per vedere il sole sorgere sulla propria vetta.
Ma ci vuole un Bonatti e un Messner per andarci sopra.
dico che mesi fa il complimento più bello mi è arrivato in maniera trasversale da un amico juventino doc, alla vigilia di Lazio-Juve
"io non ho paura di klose, ma di V."
si riferiva al fatto che sa che vado allo stadio con la NOSTRA passione.
quando ero ragazzino lo davo per scontato: vado allo stadio.
intorno a me c'era un mondo familiare e famigliare.
ora intorno a me tutte le nuove conoscenze, anche di lavoro, lo sanno tutti.
tutti lo devono da sapè: che esiste la Lazio, che un romano va a vedere la Lazio. (capite cosa intendo? per non parlare dei giocatori che vedono lo stadio mezzo vuoto, ma è colpa anche dell'olimpico per cui anche 40mila spettatori sono sempre pochi))
chi va allo stadio deve fare passaparola. deve provarci.