La situazione è, come al solito, al limite della farsa.
La protezione civile dice di non uscire di casa.
Tutta l'area di Roma nord è costellata di alberi abbatutisi al suolo, pezzi di intonaco e cornicioni che si staccano a cadono di sotto, strade chiuse per questi ed altri motivi.
Su via Adrovandi tutti i tram sono bloccati in coda da ore e stanno per chiudere parti della Metro.
Il peggio, previsioni alla mano, deve ancora arrivare.
E sulla partita, a cui dovrebbero assistere cinquanta mila persone, regna una opacità degna della migliore DDR, con notizie contraddittorie e, soprattutto, senza nessuno che si prenda la responsabilità di adottare e comunicare una decisione ufficiale.
Detto questo, una volta che con ordinanza sindacale sono state chiuse le scuole e che la protezione civile invita a non uscire da casa salvo casi eccezionali, far giocare la partita e, quindi, far confluire 50.000 persone in un quadrante già semiparalizzato ed a rischio è una follia.
Nella malaugurata ipotesi in cui qualcosa dovesse andare per il verso storto tutti coloro che hanno concorso a questa scelta non potranno non essere chiamati a risponderne. Dal Prefetto, al Sindaco, dalla FIGC, alla Lega, da Sky alle due società.