Giuliano Fiorini è un uomo che non puoi spiegare a chi non è laziale.
La Lazio dei meno 9 non puoi spiegarla a chi non è Laziale.
La Lazio non puoi spiegarla a chi non è Laziale.
Se sei Laziale, sai che senza "quella" Lazio, la Lazio non ci sarebbe più.
La SS Lazio 1900, almeno.
Non ci sarebbe più quell'idea meravigliosa nata su una panchina.
Quell'idea significava prima di tutto "unione", significava "comunanza", comunanza di intenti.
E quella Lazio, quella dei meno 9, è stata la sintesi perfetta dell'idea primaria bigiarelliana.
Perchè quando un toscanaccio burbero, di nome Eugenio, ti guarda negli occhi, e ti dice: "Chi non se la sente puo' anche andarsene", e tu decidi di restare, vuol dire che sei Laziale Dentro. Sei Laziale per sempre. A prescindere dalle maglie che indosserai dopo. Perchè quelle maglie ti copriranno la pelle, ma la tua pelle, resterà per sempre bianca e celeste.
Perchè sei un professionista, e puoi decidere di andartene, alzare i tacchi, e calcare un campo che non sia minato, che voglia dire vita da sportivo, ma che sportivamente non significhi vita.
Accettando quella sfida, tu, giocatore dei meno 9, decidi di avere un compito più grande dei 2 punti ogni domenica.
Sai di avere il compito, di far respirare migliaia di persone.
Perchè dietro i tuoi calci, ci sono le speranze calcistiche di tutte le persone che ogni domenica saranno sugli spalti.
E loro ti seguiranno, lo hanno deciso scegliendo la Lazio.
Tu la Lazio hai deciso di tenergliela in vita, o almeno di provarci strenuamente, con tutto te stesso.
Ad ogni costo.
Da quel momento in poi, tu non sei piu' un "professionista".
Sei un Laziale.
Sei un tramite per la vita della Lazio.
Un pò come il Papa è un tramite tra Dio e i credenti.
Sai che la voce del tifoso non mancherà mai, e che forse, grazie alla sua voce, un tiro che non riusciresti mai a fare, ti riuscirà.
Decidi di non avere paura.
E di non uscire MAI dalla storia della Lazio.
Giuliano ha preso questa decisione.
E quella "zampata" ci ha dato la possibilità di vivere.
E la ha data anche a lui, in eterno, nel Pantheon dei Laziali.