Dopo chievo ero un uomo finito. Distrutto, pessimista, tendente al suicidio calcistico.
Vedevo il sole nero, l'aria era pesante, mi si raccoglieva nei polmoni, faceva dei grumi, non ne usciva che in forma scura a forma di pallette, tipo le cacatelle delle pecore.
Un essere che di vivente aveva ben poco, bastava guardarmi per spaventarsi e fuggire via.
Oggi mi si è riaperto un mondo, il sole si è tinto di rosa, le nuvole galleggiano come sogni di latte, i monti mi fanno ciao (cit), sono diventato di nuovo alto (sì, mi ero anche ingobbito nel periodo post chievo), cammino su due centimetri d aria e sto pensando di provare ad aprire le acque (che l'altra è solo una leggenda).
Questa squadra, pardon questa rosa, non ha orizzonti, non ha limiti.
Le altre sì.
Le altre sono quelle, i giocatori si conoscono, smaliziati, bravi o meno, esperti quel tanto che basta.
Noi no, noi non sappiamo quanto morrison inciderà, quanto keità continuerà a crescere e confermarsi diabolico, quanti goal savic farà, quanti palloni sradicherà dai piedini avversari, quando Cataldi tornerà ai livelli dello scorso anno, DV è DV e tornerà, e allora la difesa tornerà di cemento, e felipe, felipe è felipe e presto risplenderà di luce propria. Insomma, noi abbiamo tante strade aperte, da percorrere, che uno adesso nemmeno sa se troverà viali tortuosi e impervi o alberati e lastricati dalle foglie rosse d'autunno.
Ma noi abbiamo tante idee, e un certo ottimismo nel verificarne la portanza.
Scusate, vado di fretta e quando vado di fretta scrivo di getto un sacco di caxxate, portate pazienza