Nel luglio del 2004, i giocatori in ritiro scelsero Caso, salvo poi con il complotti sta Di Canio buttarlo giù.
Si ricominciò con Papadopulo, baci e abbracci le prime due partite con riomma e viola, si finì a Palermo con i giocatori che rifiutavano i cambi, Peruzzi che non rientrò nel secondo tempo, mentre Cesar correva per tutto il campo per sputare ai compagni.
Venne il grande Delio, e i primi anni plasmo i giovani disposti a tutto, poi con la champion cominciarono le invidie, e i malumori da bonetto a mudingay, da rocchi a cribari.
Di ballardini nemmeno a parlarne, si comincio con i salti a Pechino, per finire nei tribunali dove ex (de silvestri ) e epurati si affrettarono a testimoniare contro la società. A oggi Ballardini ha rifiutato tutti i giocatori proposti dalla Lazio nello scambio con Sculli.
La saggezza di Reja, mise le cose a posto, partendo da rimettere ledesma in campo e baronio in tribuna, la squadra si compattò e arrivo la slavezza.
Partenza di quest'anno fulminante, poi un rallentamento (vista la rosa naturale), e i primi malumori, Reja lancia l'allarme nel dopo Lazio Udinese, ognuno al proprio posto o si sfascia tutto.
di chi la colpa?
Gli allenatori sono cambiati, restano due denominatori comuni: i giocatori e la società.
'sta cosa di Cesar che correva per tutto il campo per sputare ai compagni me l'ero persa... :)
la società quella è.
I giocatori presenti fin dal 2007-08 sono: Rocchi,Mauri,Ledesma, Stendardo, Diakitè, Scaloni, Foggia che in quella stagione era a cagliari, meghni, del nero, quadri e manfredini... dimentico qualcuno?
salto la stagione caso-papadopulo perchè con quella situazione già è tanto che non siamo finiti dritti in b
c'è un fattore comune a tutti questi cicli:
si raggiunge un risultato inatteso ed insperato ed invece di continuare a migliorare al primo stop il gruppo si sfascia.
a suo tempo si parlava dei 'senatori' della Lazio. oggi di quei senatori è rimasto solo Rocchi, poi c'è Ledesma che però non mi sembra giocatore dal grande carisma (IMHO).
colpa della società? potrebbe essere.
colpa dell'ambiente romano, che appena fai qualcosa di buono di incensa e appena sbagli una partita ti butta dalla torre? potrebbe essere.
Ledesma all'interno dello spogliatoio Lazio ha piu' peso di quello che in molti pensano.
Lo spogliatoio della Lazio è come quello di quasi tutte le altre squadre.
Quando le cose vanno bene gran gruppo, quando non vanno gruppo spaccato.
Reja mi sembra abbastanza cazzuto da rimettere le cose a posto, se ce ne fosse bisogno.
All'inizio dell'estate, dopo la pessima stagione precedente, avevo auspicato una "tabula rasa" per ricominciare con un nuovo gruppo.
Questo gruppo, negli anni di Rossi, Ballardini e Reja, credo abbia dimostrato di essere un gruppo fondamentalmente PERDENTE.
(odio questi termini americani, ma "perdente" mi sembra il termine più adatto).
Un gruppo lo forgiano, in massima parte, i suoi leader storici, carismatici.
Nella fattispecie, Rocchi, Mauri, Ledesma (non a caso i Capitani) e, fino a poco fa, Siviglia.
Come mai sia un gruppo perdente, non lo so bene: forse sono perdenti, mosci, distratti, i leader stessi.
O forse i Capitani antepongono il proprio posto da titolare, la personale visibilità e la salvaguardia dei famigerati "equilibri interni" agli interessi di squadra.
Mauri, Ledesma e a suo tempo Siviglia sono/erano considerati imprescindibili, anche quando sono fuori forma, pare che senza di loro non si possa giocare.
Rocchi, oggi a temporaneamente riposo, ci costrinse a giocare con tre punte nel primo anno esplosivo di Zarate. Sappiamo com'è andata a finire.
E' indubbio che il puntero Zarate nello spogliato se la passa male; per carità, forse soprattutto per sue colpe. Però toglie visibilità ai Capitani.
Non lo so. Boh. Si, certo, quando va tutto bene, lo spogliatoio è unito. Quando le cose vanno male, è spaccato: i Capitani e i loro amici da una parte. Gli altri dall'altra.
Io continuo ad auspicare una completa rifondazione dell'ossatura della squadra. Sui dettagli, se ne può discutere.
Parere personalissimo.
p.
Anche facendo tabula rasa nel giro di qualche anno saresti da capo, gruppi e gruppetti, è la normale dinamica delle logiche da spogliatoio.
il problema è quando i singoli antepongono i loro interessi a quelli dalla squadra, e nel passato recente qui da noi ne abbiamo avuto alcuni esempi.
Le colpe, come i meriti, sono sempre della società.
indubbiamente.
ma rifondando, forse, se siamo fortunati, troviamo leader carismatici vincenti.
è già successo con Mancini.
potrebbe ricapirare, no?
il problema è che rifondare costa troppo. quindi avanti così.
Citazione di: papalliano il 27 Gen 2011, 12:38
indubbiamente.
ma rifondando, forse, se siamo fortunati, troviamo leader carismatici vincenti.
è già successo con Mancini.
potrebbe ricapirare, no?
il problema è che rifondare costa troppo. quindi avanti così.
Lo spogliatoio della Lazio vincente , diciamo dallla stagione 98/99 alla stagione 2001/2002 non era certo un ambientino tranquillo, la differenza con oggi è che allora avevamo i campioni, e questi campioni anteponevano ai loro interessi quelli della squadra, oggi abbiamo giocatori che pensano di essere campioni per cui antepongono i loro interessi a tutto.
(indubbiamente era riferito a quanto dice matador).
riguardo le colpe della società, non sono in grado di quantificarle.
forse la dirigenza, per mancanza di figure-tramite, ha lasciato "carta bianca" agli italiani storici del gruppo? poesse.
non lo so.
Citazione di: matador72 il 27 Gen 2011, 12:41
Lo spogliatoio della Lazio vincente , diciamo dallla stagione 98/99 alla stagione 2001/2002 non era certo un ambientino tranquillo, la differenza con oggi è che allora avevamo i campioni, e questi campioni anteponevano ai loro interessi quelli della squadra, oggi abbiamo giocatori che pensano di essere campioni per cui antepongono i loro interessi a tutto.
sono d'accordo, un campione, anche se tecnicamente non eccelso, pensa sempre in termini di squadra. si dice lo stesso della Lazio di Chinaglia e Martini.
quindi siamo quasi d'accordo: perchè andare avanti con non-campioni?
c'è anche un altro fattore comune...la scadenza del contratto degli allenatori....caso, papadopulo, Rossi e Reja oggi avevano il contratto in scadenza!
interessante osservazione, ma rossi non aveva avuto un biennale?
chiedo, perchè non mi ricordo, ho la memoria fracica
Visto che di allenatori ne sono passati 5, tenderei ad escludere gli allenatori. Anche se, non riuscendo a tenere unito il gruppo non sono esenti da colpe. Io darei la colpa ai giocatori, ed in particolare a chi c'è sempre stato. Non credo sia colpa della società, che in questi anni, ha innalzato, anzi più che raddoppiato il monte salariale, e su queste cose i giocatori sono molto sensibili.
E' palese che ci sia un problema legato all'equilibrio nello spogliatoio da diversi anni.
Per quanto riguarda questa stagione Reja non è esente da colpe in quanto certe affermazioni relative al mercato (attacco insufficiente per lui) e a Zarate poteva circoscriverle nello spogliatoio anzichè darle in pasto alla stampa.
Per quanto riguarda sia questa che le altre stagioni secondo me la colpa è dell'ambiente: mai compatto, ci sono sia pro che contro-Lotito. Per un giocatore in scadenza o che si trova male con l'allenatore è troppo facile fare la voce grossa in quanto sa che avrebbe parte della curva ad idolatrarlo.
si può dire che la Lazio non ha una struttura societaria?
Citazione di: Beijing09 il 27 Gen 2011, 12:37
Le colpe, come i meriti, sono sempre della società.
se a reja non gli si rinnova il contratto secondo me non ha potere di imporsi negli spogliatoio....è una regola che vale in ogni ambiente di lavora....ora non ho capito se la società punta o no su reja! Secondo me no...per me il prox anno verrò gasperini....sculli è la prova.
Citazione di: intruppone23 il 27 Gen 2011, 10:58
c'è un fattore comune a tutti questi cicli:
si raggiunge un risultato inatteso ed insperato ed invece di continuare a migliorare al primo stop il gruppo si sfascia.
a suo tempo si parlava dei 'senatori' della Lazio. oggi di quei senatori è rimasto solo Rocchi, poi c'è Ledesma che però non mi sembra giocatore dal grande carisma (IMHO).
colpa della società? potrebbe essere.
colpa dell'ambiente romano, che appena fai qualcosa di buono di incensa e appena sbagli una partita ti butta dalla torre? potrebbe essere.
Imho colpa dei giocatori che appena raggiunto un obiettivo insperato tirano i remi in barca e si fanno trasportare dalla corrente mentre si godono il panorama.
L'ambiente laziale non sarà il massimo ma è uguale all'ambiente di qualsiasi altra squadra grande o di città importanti, esclusa la Roma ovviamente che ha un ambiente da nazionale della Corea del Nord, ma loro non fanno testo. Se l'ambiente fosse un problema squadre come il Real Madrid dovrebbero fare sempre schifo (a madrid ti contestano anche se vinci 1-0).
La società infine mi pare francamente difficile, con questa società ci sono state anche squadre che giocavano molto bene, non capisco come faccia ad essere lei ad afflosciarle e farle perdere colpi.
Se fosse colpa della società le squadre farebbero schifo fin da subito, non dopo tot vittorie.
la società conta per non far degenerare le cose quando vanno male e per gestirle quando vanno bene.
La società fa' le scelte e legittima l'allenatore. Nella Lazio c'è solo Lotito che spesso ha fatto danni nella gestione del gruppo. Manca da sempre una struttura societaria ed ogni giocatore sa che può alzare la testa senza che nulla accada.
Quest'anno non semnbrano uscire moltu spifferi dai senatori: rocchi ha accettato tutto in silenzio verso l'esterno.
Credo che 2 siano i fattori:
1. L'ambiente romano esasperato ed esasperante
2. Il "comportamento" di zarate
Gli asado di scaloni evidentemente non bastano più'......
Citazione di: Barabba Terzo il 27 Gen 2011, 14:24
Imho colpa dei giocatori che appena raggiunto un obiettivo insperato tirano i remi in barca e si fanno trasportare dalla corrente mentre si godono il panorama.
L'ambiente laziale non sarà il massimo ma è uguale all'ambiente di qualsiasi altra squadra grande o di città importanti, esclusa la Roma ovviamente che ha un ambiente da nazionale della Corea del Nord, ma loro non fanno testo. Se l'ambiente fosse un problema squadre come il Real Madrid dovrebbero fare sempre schifo (a madrid ti contestano anche se vinci 1-0).
La società infine mi pare francamente difficile, con questa società ci sono state anche squadre che giocavano molto bene, non capisco come faccia ad essere lei ad afflosciarle e farle perdere colpi.
Se fosse colpa della società le squadre farebbero schifo fin da subito, non dopo tot vittorie.
tu dici?
io invece ho l'impressione che l'ambiente romano sia particolare sotto questo punto di vista.
vogliamo definirlo 'caldo'? potremmo anche definirlo 'isterico', 'nevrotico', 'incontrollato'.
e non credo che nelle altre città sia lo stesso anzi, avendo vissuto a milano per qualche tempo, posso dire che per lo meno lì non è assolutamente così!
invece per quanto riguarda la società sono d'accordo con te. non credo che gli alti e bassi della squadra dipendano dalla società, anche se forse una figura di prestigio che faccia da collante tra squadra e quadri dirigenziali potrebbe sempre servire.
Citazione di: papalliano il 27 Gen 2011, 12:21
All'inizio dell'estate, dopo la pessima stagione precedente, avevo auspicato una "tabula rasa" per ricominciare con un nuovo gruppo.
Questo gruppo, negli anni di Rossi, Ballardini e Reja, credo abbia dimostrato di essere un gruppo fondamentalmente PERDENTE.
(odio questi termini americani, ma "perdente" mi sembra il termine più adatto).
Un gruppo lo forgiano, in massima parte, i suoi leader storici, carismatici.
Nella fattispecie, Rocchi, Mauri, Ledesma (non a caso i Capitani) e, fino a poco fa, Siviglia.
Come mai sia un gruppo perdente, non lo so bene: forse sono perdenti, mosci, distratti, i leader stessi.
O forse i Capitani antepongono il proprio posto da titolare, la personale visibilità e la salvaguardia dei famigerati "equilibri interni" agli interessi di squadra.
Mauri, Ledesma e a suo tempo Siviglia sono/erano considerati imprescindibili, anche quando sono fuori forma, pare che senza di loro non si possa giocare.
Rocchi, oggi a temporaneamente riposo, ci costrinse a giocare con tre punte nel primo anno esplosivo di Zarate. Sappiamo com'è andata a finire.
E' indubbio che il puntero Zarate nello spogliato se la passa male; per carità, forse soprattutto per sue colpe. Però toglie visibilità ai Capitani.
Non lo so. Boh. Si, certo, quando va tutto bene, lo spogliatoio è unito. Quando le cose vanno male, è spaccato: i Capitani e i loro amici da una parte. Gli altri dall'altra.
Io continuo ad auspicare una completa rifondazione dell'ossatura della squadra. Sui dettagli, se ne può discutere.
Parere personalissimo.
p.