Dopo la sfuriata del Mister della scorsa settimana siamo stati giorni e giorni a discutere su come era fatto sto "tarlo" che sta mangiando la cornice del nostro splendido quadro.
Qualcuno l'ha identificato incarognito in curva con la sciarpetta al collo.
Qualcun'altro (più maligno) si è interrogato sul colore della sciarpetta.
Altri invece hanno rivolto lo sguardo alla tribuna stampa e ai loschi figuri che la popolano ed anche lì è sorto il dubbio sul colore delle loro "sciarpette morali".
In tutto questo tanti altro hanno pensato bene di cominciare ad alzare le mani e dire "fate come ve pare io nun c'entro niente", vedi la curva ieri.
Nella giornata di ieri la concomitanza degli eventi mi ha messo nelle condizioni di non poter vedere la partita ma di poterla seguire per vie "indirette".
Quello che doveva essere un fatto penalizzante invece mi ha dato la possibilità di dare (almeno) un volto a sta sottospecie de acaro rompipalle.
Ero candidamente sintonizzato sulla storica Teleroma 56 con l'inossidabile Lamberto Giorgi.
A far compagnia all'higlander delle tv romane c'erano quattro "esperti" che la mia ingenuità da tifoso di altri tempi faceva identificare TUTTI come Laziali.
Non chiedetemi i nomi ma ricordo il telecronista (anche piuttosto conosciuto ma al momento ne ho rimosso il nome), l'avvocato Agostinelli che somiglia in maniera impressionante al giovane Pino Wilson, un tizio bello piazzato e barbuto vicino al cronista ed al fianco dell'avvocato un c... un... tizio, tale Danilo Salatino che la mia mente provata ricordava in altre trasmissioni con altri colori... ma si può sempre sbagliare.
Prima ancora di iniziare, e ribadisco PRIMA, i quattro danno una loro opinione sul momento Lazio.
Il cronista e l'avvocato sono propositivi nei confronti della squadra e della conduzione tecnica.
Il barbuto lo è verso la squadra ma manifesta alcuni dubbi sulla conduzione tecnica.
Il c.... il tale che andrebbe sgranocchiato come il suo cognome indica spara una serie di bordate sulla inadeguatezza della squadra e l'incompetenza del Mister facendo a pezzi tutto quanto di buono si era visto tre giorni prima a Cesena.
Questa prima uscita già suscita un moto di ribellione nei vicini, in particolare nell'avvocato, il tutto soffocato dall'inzio della partita.
Dopo otto minuti otto il suddetto biscottino salato spara nuovamente a zero su squadra e tecnico accusandola di assenza di idee e gioco e di aver dato vita all'ennesima "partita" noiosa.
Inizialmente anche il barbuto prova a sollevare dei dubbi ma poi si rifiuta di essere affiancato alle "idee" del suddetto signore e ferma sul nascere le sue recriminazioni.
Questo accade anche perchè gli altri partecipanti saltano letteralmente al collo del gatto nero rimarcando che si stanno analizzando 8 minuti di gioco in cui c'erano state 3 occasioni per la Lazio ed una per il Palermo e quindi tutta sta noia n'do stava?
Passano si e no 3 minuti e soggetto di cui sopra riparte in tromba contro Reja.
A quel punto l'avvocato, suo compagno di banco, gli intima ad alta voce di dire qualcosa che secondo lui è positivo nella Lazio arrivando quasi a mettergli le mani addosso.
Preciso che l'avvocato non sembra essere proprio mingherlino, anzi potrebbe tranquillamente fare da custodia al Salatino.
A questa richiesta il pennivendolo prova ad aderire nel seguente modo "Klose è un grande attaccante ma il non gioco di Reja non lo innesca abbastanza".
L'avvocato si incaxxa ancora di più con il non trascurabile effetto di ridurre quasi al silenzio il Salatino.
Nella ripresa la Lazio prende a pallate il Palermo ed ogni occasione sprecata è perfettamente intuibile dalle imprecazioni del cronista, del barbuto e dell'avvocato... con il biscottino imperturbabile.
La sera mi sintonizzo su un canale francese e mi vedo i "difettosì" nella speranza che vincano per non farli arrivare con la casella a zero al derby.
La mia speranza viene pienamente soddisfatta da una vittoria striminzita con una partita che è la carta carbone delle precedenti lezioni di calcio di Giggierrico.
Alla fine del primo tempo passo su Teleroma 56 dove, in mezzo a tanti riomisti dichiarati c'è lui, il taralluccio.
I trigorioti, quelli veri, sono letteralmente avvelenati.
La loro fede nel "progggetto titicaca" vacilla più che mai.
Fortuna però che c'è lui, il fratello "di leçe" di Giggierrico, il feroce Salatino.
Alza la voce, si sbraccia, giura e spergiura che lui il progetto l'ha visto e che come lui ha visto la luce non può non assecondarne il disegno del profeta.
Se la prende veementemente con Baldini e Sabbatini che hanno consegnato a Giggi la squadra che voleva troppo tardi e, parole testuali, "se tu chiedi ad un neonato di due mesi di parlare, se poi non lo fa la colpa non è la sua ma è tua che non sai che a due mesi non può farlo".
Alla fine della giornata posso dire di essermi fatto un paio di risate e di aver finalmente potuto dare un volto (almeno uno) ai tarli che si stanno rosicchiando la nostra cornice.
E quando dico nostra è proprio per escludere loro, i tarli di quella specie, come la foto del biscottino documenta ampiamente:
Quando la comunicazione intorno alla Lazio passa anche attraverso queste mani, come si fa a dubitare su chi siano i tarli tra tifosi e addetti ai lavori?
Per chiarimenti leggetevi l'articolo su Lazio-Palermo sullo Sportmediaset:
http://www.sportmediaset.mediaset.it/calcio/calcioserieA/articoli/68895/il-palermo-blocca-la-lazio-0-0.shtmlFirmato da tale Cesare Zanotto.