Andare in champions...

Aperto da FuoriPorta, 28 Gen 2013, 08:50

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FuoriPorta

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...Ma ci conviene davvero?certo che si!!!per prestigio per soldi e quant'altro.perchè a noi tifosi giocare contro le grandi squadre piace,perchè entrare in campo e sentire quell'inno da un'emozione unica.
però solo ora vengo a sapere di drogba al galatasaray(dopo un certo snajder),di squadre russe che si possono permettere 40 milioncini cash per hulk o witsel,delle solite grandi spagnole tedesche e inglesi che sembrano schiacciasassi,degli sceicchi franzosi...
non è un problema che riguarda la sola Lazio,è proprio il nostro calcio a sembrarmi non all'altezza,economicamente e come detto già da qualcuno qui dentro(non ricordo in che topic e da chi)a livello di gioco,quel gioco in cui noi molto tecnici risultiamo a volte un pò lenti e macchinosi,mentre in europa tra le grandi sembrano andare al doppio della nostra velocità con passaggi di prima ed una circolazione di palla continua.
mi chiedo,il calcio italiano sta imboccando una strada pericolosa o è possibile senza soldi e un fagotto di buone idee sopperire a queste difficoltà,che ad oggi a me,francamente,sembrano insormontabili?

Valon92

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andare in champions porta soldi. tanti.
"un fagotto di idee" + soldi cash, sono tanta roba.

A.Voronin

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oltre ai tanti soldi ricavati da un'eventuale qualificazione ai gironi, la champions è una vera e propria vetrina.
pensate a Isco del malaga: prima di vederlo in europa pochi lo conoscevano: grazie a buone prestazioni in questa competizione il suo prezzo è lievitato.
un giocatore che gioca bene lo puoi vendere a A
un giocatore che gioca bene in champions lo puoi vendere a A x 2 o x 3
inoltre diventi più appetibile per quanto riguarda gli arrivi, la prospettiva di giocare nella massima competizione, di questi tempi, è fondamentale.

Alcares

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Come dicevo altrove, è importante cercare di entrare in pianta stabile in CL, ogni stagione, avendo come obbiettivo la qualificazione ai gironi.
Poi, se non vai oltre i gironi, pazienza, basta non farsi asfaltare, ma non farsi nemmeno assorbire troppo dalla CL che poi ti toglierebbe energie per il campionato che invece andrebbe usato per la qualificazione alla CL successiva.

Avere introiti, vetrina ed esperienza ogni anno, aiuta a crescere man mano.


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asteN_A.

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Citazione di: FuoriPorta il 28 Gen 2013, 08:50
...Ma ci conviene davvero?certo che si!!!per prestigio per soldi e quant'altro.perchè a noi tifosi giocare contro le grandi squadre piace,perchè entrare in campo e sentire quell'inno da un'emozione unica.
però solo ora vengo a sapere di drogba al galatasaray(dopo un certo snajder),di squadre russe che si possono permettere 40 milioncini cash per hulk o witsel,delle solite grandi spagnole tedesche e inglesi che sembrano schiacciasassi,degli sceicchi franzosi...
non è un problema che riguarda la sola Lazio,è proprio il nostro calcio a sembrarmi non all'altezza,economicamente e come detto già da qualcuno qui dentro(non ricordo in che topic e da chi)a livello di gioco,quel gioco in cui noi molto tecnici risultiamo a volte un pò lenti e macchinosi,mentre in europa tra le grandi sembrano andare al doppio della nostra velocità con passaggi di prima ed una circolazione di palla continua.
mi chiedo,il calcio italiano sta imboccando una strada pericolosa o è possibile senza soldi e un fagotto di buone idee sopperire a queste difficoltà,che ad oggi a me,francamente,sembrano insormontabili?

Le squadre europee viaggiano a mille perché si donano...
Tempo fa, non ricordo se proprio sul sito UEFA,  leggevo che le soglie limite di sostanze "determinanti" per le prestazioni sportive, in Europa erano più alte di un paio di punti e che mentre paesi come Spagna ed Inghilterra su tutti avevano subito allineato i propri valori di riferimento l'italia era rimasta ferma sui suoi limite, creando consapevolmente un gap con lw altre squadre europee...

FuoriPorta

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Citazione di: asteN_A. il 28 Gen 2013, 09:51
Le squadre europee viaggiano a mille perché si donano...
Tempo fa, non ricordo se proprio sul sito UEFA,  leggevo che le soglie limite di sostanze "determinanti" per le prestazioni sportive, in Europa erano più alte di un paio di punti e che mentre paesi come Spagna ed Inghilterra su tutti avevano subito allineato i propri valori di riferimento l'italia era rimasta ferma sui suoi limite, creando consapevolmente un gap con lw altre squadre europee...

sulla spagna sapevo anche io,o almeno così ho sempre sentito,però mi domando come sia possibile una cosa del genere?e perchè l'italia non si sia mai allineata?non che sia giusto è ovvio,cazzo parliamo di doping!ma le società,che degli atleti se ne fregano come mai non hanno mai alzato questo limite?

Sercio69

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Citazione di: FuoriPorta il 28 Gen 2013, 08:50
...Ma ci conviene davvero?certo che si!!!per prestigio per soldi e quant'altro.perchè a noi tifosi giocare contro le grandi squadre piace,perchè entrare in campo e sentire quell'inno da un'emozione unica.
però solo ora vengo a sapere di drogba al galatasaray(dopo un certo snajder),di squadre russe che si possono permettere 40 milioncini cash per hulk o witsel,delle solite grandi spagnole tedesche e inglesi che sembrano schiacciasassi,degli sceicchi franzosi...
non è un problema che riguarda la sola Lazio,è proprio il nostro calcio a sembrarmi non all'altezza,economicamente e come detto già da qualcuno qui dentro(non ricordo in che topic e da chi)a livello di gioco,quel gioco in cui noi molto tecnici risultiamo a volte un pò lenti e macchinosi,mentre in europa tra le grandi sembrano andare al doppio della nostra velocità con passaggi di prima ed una circolazione di palla continua.
mi chiedo,il calcio italiano sta imboccando una strada pericolosa o è possibile senza soldi e un fagotto di buone idee sopperire a queste difficoltà,che ad oggi a me,francamente,sembrano insormontabili?

Hai introdotto un bel tema, che però presuppone una profonda riflessione,
Nel mondo stanno cambiando un po' di cosette, e alcuni equilibri economici, che erano radicati fino a 5-6 anni fa, oggi sono messi fortemente in discussione. Abbiamo un Brasile in costante crescita, economie di paesi emergenti una volta considerate minori che ci sopravanzano, mentre da noi le aziende chiudono e gli indicatori economici sono tutti negativi come mai lo sono stati dal dopoguerra.
Il calcio sotto questo aspetto non è escluso, pertanto, così come l'economia italiana è sempre meno competitiva, anche il nostro calcio segue lo stesso destino. Una volta il calcio italiano era il punto di arrivo per qualsiasi campione di livello mondiale sia per prestigio (da noi veniva veramente la crema del calcio mondiale), sia perchè materialmente eravamo in grado di pagare di più.
Alla luce di questo, qualsiasi nostra squadra, anche non di primissimo livello, si presentava ad ogni competizione internazionale da protagonista assoluta, e le altre per batterci potevano solo sperare nella  la partita della vita.
Oggi tutto questo, proprio a livello materiale, non possiamo più permettercelo, mentre altre realtà si. Ecco spiegato il perchè se una volta eravamo noi ad andare a spendere 30-40-50 mln per un giocatore, oggi sono altri che vengono a farlo da noi, magari portandoci via anche giovani talenti, come è accaduto recentemente per Verratti, ad esempio.
Io sabato sera, vedendo Lazio - Chievo (parlo della Lazio, perchè è la squadra che seguo di più, ma il discorso è estendibile a tutte le squadre italiane), mi sono chiesto come era possibile che una squadra così modesta potesse stare seconda in classifica. Ma non era la Lazio che era modesta, è il livello del nostro calcio che si è abbassato in modo esponenziale, e se uno ha ancora in mente la qualità delle giocate che vedeva 6-7 anni fa, ora ha l'impressione di essere sceso di almeno 2 categorie.
Ciò significa che quando andiamo a confrontarci con squadre inglesi, spagnole, ma anche tedesche, ora siamo noi a dover sperare nella partita della vita...
E andrà sempre peggio, perchè nuove realtà come quella turca e russa (Zarà, solo te non l'hai capito...) si stanno proponendo in modo importante e sicuramente più competitivo di noi.
I motivi di tutto ciò sono tanti: certamente gli equilibri economici che sono in forte cambiamento, ma anche la classe dirigente a cui abbiamo affidato il nostro paese si sta dimostrando di una modestia imbarazzante. La situazione del calcio italiano attuale, quindi, è solo la logica conseguenza delle difficolta che tutti noi stiamo quotidianamente vivendo da qualche tempo a questa parte.

vaz

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io direi di non giocare più per qualche obiettivo
ma alla cazzo e quello che viene ci teniamo
che ragionamento mediocre, non ci conviene perchè ci sono altri più forti
questo è un ragionamento tipico italiano, specchio del paese in cui siamo
solo tristezza

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WhiteBluesBrother

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Agli interventi di estremo interesse degli esimi colleghi di Lazionet :) vorrei aggiungere questo piccolo promemoria: arrivare terzi significa rischiare moltissimo negli spareggi di agosto con l'Arsenal di turno, soprattutto considerando il nostro modesto coefficiente europeo. Solo una grande marcia in EL, con tante vittorie e tanti turni superati, potrebbe farci finire nella prima urna dei sorteggi. Quindi un terzo posto al quale venga sacrificata la EL non serve a molto, rischia di essere un'effimera soddisfazione, a meno di una eccezionale campagna acquisti in estate, che non ci sarà mai, nel caso: Lotito aspetterebbe la qualificazione certa per investire, é matematico...

A.Voronin

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Citazione di: Sercio69 il 28 Gen 2013, 10:28
Hai introdotto un bel tema, che però presuppone una profonda riflessione,
Nel mondo stanno cambiando un po' di cosette, e alcuni equilibri economici, che erano radicati fino a 5-6 anni fa, oggi sono messi fortemente in discussione. Abbiamo un Brasile in costante crescita, economie di paesi emergenti una volta considerate minori che ci sopravanzano, mentre da noi le aziende chiudono e gli indicatori economici sono tutti negativi come mai lo sono stati dal dopoguerra.
Il calcio sotto questo aspetto non è escluso, pertanto, così come l'economia italiana è sempre meno competitiva, anche il nostro calcio segue lo stesso destino. Una volta il calcio italiano era il punto di arrivo per qualsiasi campione di livello mondiale sia per prestigio (da noi veniva veramente la crema del calcio mondiale), sia perchè materialmente eravamo in grado di pagare di più.
Alla luce di questo, qualsiasi nostra squadra, anche non di primissimo livello, si presentava ad ogni competizione internazionale da protagonista assoluta, e le altre per batterci potevano solo sperare nella  la partita della vita.
Oggi tutto questo, proprio a livello materiale, non possiamo più permettercelo, mentre altre realtà si. Ecco spiegato il perchè se una volta eravamo noi ad andare a spendere 30-40-50 mln per un giocatore, oggi sono altri che vengono a farlo da noi, magari portandoci via anche giovani talenti, come è accaduto recentemente per Verratti, ad esempio.
Io sabato sera, vedendo Lazio - Chievo (parlo della Lazio, perchè è la squadra che seguo di più, ma il discorso è estendibile a tutte le squadre italiane), mi sono chiesto come era possibile che una squadra così modesta potesse stare seconda in classifica. Ma non era la Lazio che era modesta, è il livello del nostro calcio che si è abbassato in modo esponenziale, e se uno ha ancora in mente la qualità delle giocate che vedeva 6-7 anni fa, ora ha l'impressione di essere sceso di almeno 2 categorie.
Ciò significa che quando andiamo a confrontarci con squadre inglesi, spagnole, ma anche tedesche, ora siamo noi a dover sperare nella partita della vita...
E andrà sempre peggio, perchè nuove realtà come quella turca e russa (Zarà, solo te non l'hai capito...) si stanno proponendo in modo importante e sicuramente più competitivo di noi.
I motivi di tutto ciò sono tanti: certamente gli equilibri economici che sono in forte cambiamento, ma anche la classe dirigente a cui abbiamo affidato il nostro paese si sta dimostrando di una modestia imbarazzante. La situazione del calcio italiano attuale, quindi, è solo la logica conseguenza delle difficolta che tutti noi stiamo quotidianamente vivendo da qualche tempo a questa parte.
Questo problema si risolve (in parte) solo con sei mosse fondamentali

1 - Ridurre gli sprechi. Non me ne voglia il viscido damiano tommasi, in barba ai suoi poveri giocatori senza diritti, ma le società devono avere più potere sui propri tesserati. Non possono fare come vogliono.

2 - Introduzione delle squadre B come in spagna e in germania. Le nostre primavere devono diventare i nostri
nelle prime squadre (e che giocando si tengono in forma per un eventuale chiamata delle formazioni "A")

3 - Di conseguenza, riduzione obbligatoria del numero dei possibili tesserati in una stagione. Tra i 23 e i 25 giocatori, di più non se ne possono tenere. I giocatori inutilizzati sono uno spreco per il bilancio e per il calcio in generale: aumenta la competitività e si alza il tasso tecnico (es. esuberi di grandi squadre giocoforza ceduti a squadre più piccole).

4 - Valorizzazione dei giovani italiani. La nostra economia sarà pure crollata, ma non posso credere che una scuola calcistica come quella italiana sia caduta in rovina in così poco tempo. Bisogna ricominciare a puntare forte sui nostri vivai.

5 - Evitare che squadre estere più ricche prendano gratis o per pochi spicci i nostri giovani più promettenti. Occorre introdurre contratti giovanili che tutelino le società di appartenenza. Servono anche maggiori premi per le società minori che crescono giocatori che poi vanno a formarsi nelle grandi squadre. Premi che possono essere investiti, naturalmente in parte, solo nel vivaio. Ergo se il cuoiopelli fornisce un giocatore al milan, il milan deve pagare il cuoiopelli con una cifra che gli permetta di formare almeno cinque nuovi giocatori.

6 - Investire in campionati ancora parzialmente inesplorati come quelli baltici, quelli africani e quelli balcanici.


Alcares

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Lazionetter
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Citazione di: WhiteBluesBrother il 28 Gen 2013, 10:39
Agli interventi di estremo interesse degli esimi colleghi di Lazionet :) vorrei aggiungere questo piccolo promemoria: arrivare terzi significa rischiare moltissimo negli spareggi di agosto con l'Arsenal di turno, soprattutto considerando il nostro modesto coefficiente europeo. Solo una grande marcia in EL, con tante vittorie e tanti turni superati, potrebbe farci finire nella prima urna dei sorteggi. Quindi un terzo posto al quale venga sacrificata la EL non serve a molto, rischia di essere un'effimera soddisfazione, a meno di una eccezionale campagna acquisti in estate, che non ci sarà mai, nel caso: Lotito aspetterebbe la qualificazione certa per investire, é matematico...
Hai ragione.
Ma concentrarsi sul campionato per me significa tentare di arrivare secondi, non terzi.

Che Lotito non investa se non ha la qualificazione certa è matematico nel senso più.... matematico del termine :)
Se non ti qualifichi ti mancano introiti.

Qualche rischio però lo devi prendere.
Certo è che che mettere campionato, EL e CI in questo ordine di priorità è infinitamente meno rischioso che mettere tutte e 3 allo stesso livello come pare che stiamo facendo ora.

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