Lazio.net Community

Lazio e basta / Only Lazio => Lazio Talk => Discussione aperta da: DajeLazioMia il 16 Set 2014, 15:51

Titolo: Anna Maria, la figlia del massaggiatore di Piola.
Inserito da: DajeLazioMia il 16 Set 2014, 15:51
Mi è capitato di criticare Vincenzo Cerracchio, ma questo articolo (laziopolis) è molto bello.
Complimenti.




La temibile ultrà Anna Maria ha il viso dolce di quando era bambina e tirava "breccole" ai calciatori della Roma. Difettaccio malandrino ben accoppiato - ammette ridendo - con la lingua svelta e la battuta sapida. Il fatto è che lei è una figlia della Lazio, nel senso che nella Lazio è nata, fiorellino imprescindibile di papà Carlo Fiezzi, il massaggiatore di Piola e di tutti gli altri biancocelesti dell'epoca. Fino al '55 quando la famiglia Zenobi lo requisì come fidato factotum. Anna Maria parla bene inglese e francese, a 71 anni (si può dire?) gira con l'Ipad, tecnologica al massimo, internauta, pioniera dei forum e di qualsiasi piazza virtuale dove si parli del grande amore, rigorosamente biancoceleste. Moglie di musicista, cantante lirica lei stessa. Un vulcano di simpatia.
"Ecco, questa sono io allo stadio Nazionale..." , fa mostrandomi una decina di foto in bianco e nero.Vestitino elegante, sguardo sbarazzino (meglio, da "impunita"). "E questa sotto la nevicata del '56. I giocatori mi chiamavano Carletta, ingentilendo il nome di papà. Alzani, che era romano e si chiamava Romolo, mi salutava sempre con quell'aria disincantata, "a' Nannaré, stai bene?" Erano una famiglia, allora, i giocatori. Eravamo una famiglia. Mio padre mi portava con sé ogni volta che poteva. Si allenavano prima all'Apollodoro, vicino al campo della Rondinella, poi direttamente allo stadio Nazionale. Insieme alla Roma".
Insieme alla Roma?
"Eh sì. Allora era così. Magari mentre una squadra si allenava, l'altra faceva bagni e massaggi. Si facevano i turni. Per un certo periodo gli spogliatoi confinavano. E allora a noi ragazzini qualche monelleria scappava".
Che facevate?
"Tiravamo le breccole e scappavamo. A Tontodonati, ad Amadei. Che ci vuole fa' io i romanisti ce l'ho sullo stomaco. Mica mi hanno fatto niente, però io il tifo l'ho sempre vissuto così. Non ero come mio padre, sempre calmo e riservato. Io sono astrologicamente Leone. Pensi che una volta riuscii a litigare pure col presidente Bitetti. La Roma era in B e arrivò la notizia che aveva perso. Io mi misi a urlare, ero piccolina, e Bitetti mi disse: "Dai, lasciamoli stare che già sono tristi". Per poco non gli saltai al collo: "Ma che laziale sei?". Io ragazzina che rimproveravo il più laziale di tutti...E tutti a ridere intorno".
Torniamo ai sassi...
"Vabbè erano sassetti, roba da ragazzini. Ma erano loro che si facevano i dispetti per primi, fra giocatori. Consumavano tutta l'acqua calda e quando arrivavano i nostri, dopo l'allenamento, dovevano farsi la doccia fredda. Per questo poi gli spogliatoi nostri furono spostati sotto la tribuna. Ma che divertimento: io giocavo con Eugenio. il figlio del custode laziale, e con Franco, il figlio del magazziniere della Roma. Ma lui lo mettevamo sempre sotto". Spesso mio padre mi portava anche in sede, a via Frattina. Lì i giocatori si fermavano a pranzo. E c'era un custode severo, Zenobi lo chiamava "il commandatore", con la a".
Pure a scuola era così?
"Mi mandavano dalle suore, scuola femminile, e lì parlare di calcio era proibito. La massima offesa era "quattrocchi", perché portavo gli occhiali. Misero un cartello in cui spiegavano che guardare le partite era disdicevole per una signorina. Io scrissi sotto con la penna: "E che avete paura degli uomini in mutande?" Capirà, io ci vivevo in mezzo agli uomini in mutande. Ma poi, verso i dodici anni, potei vederli solo allo stadio. Negli spogliatoi non mi fecero più entrare".
Chi erano i belli dell'epoca? Quelli di cui si innamoravano le ragazze?
"Allora i giocatori si sposavano molto giovani. E quelli sposati perdevano fascino, no? A me piacevano i portieri. Ricordo uno che si chiamava Bellagamba, giocava nella squadra riserve: bellissimo. Poi più tardi presi una cotta per Bob Lovati: non gliel'ho mai detto naturalmente, neanche quando l'ho rivisto da grande".
Chissà quanti ricordi, quanti aneddoti...
"Mio padre mi raccontava di quando dovette portare a Piola la tenuta da gara fuori dallo stadio. Mancava mezz'ora all'inizio e Piola era andato a caccia ed era in clamoroso ritardo, rischiava di non giocare. Riuscirono a nascondere il fatto ai dirigenti, altrimenti sarebbero stati dolori. Silvio si cambiò per strada praticamente. E poi gli scherzi in ritiro. Andavano a Spoleto, in un convento di frati. Un po' tetro per la verità. In squadra c'era un ungherese, Hofling. Bene, i compagni gli misero un gattino nella valigia e quello se ne stava lì impaurito. Ma di notte cominciò ad agitarsi e la valigia...si muoveva. Hofling scappò per i corridoi urlando "i fantasmi, i fantasmi". Per passare il tempo le studiavano tutte. Allora mica c'erano le discoteche o i videogiochi. Manco la televisione e di svago sì e no una bottiglieria".
Il massaggiatore è il primo confidente dei giocatori...
"Sì ma mio padre era una tomba. Gli hanno anche proposto di scrivere un libro di ricordi ma si è sempre rifiutato. Mai una parola sul privato neanche con me che ero la sua cocca, uomini di altri tempi, fedeli alla parola data. L'unica cosa che ricordo è che, non essendoci divieti specifici, i giocatori andavano col Sympatol, era quello il loro doping. Insieme al caffè".
Chi le rimase impresso di quella squadra del Dopoguerra?
"Alfredo Monza, perché lo rividi anni dopo. Io lavoravo in un'agenzia di viaggi, lui gestiva con la moglie una pensione a Termini. Fu lui a riconoscermi, poi rimanemmo in contatto. Malacarne era il più simpatico, un guascone. Montanari era laureato in farmacia e a tempo perso faceva anche il rappresentante di medicinali. I fratelli Sentimenti erano eccezionali, Cochi il portiere fortissimo, Vittorio detto Ciccio era il Sentimenti III°, il più gioviale della famiglia. Carradori venne ai funerali di mio padre nel '70, davvero una cara persona. Poi ricordo Federico Allasio, l'allenatore. Perché a volte portava la figlia Marisa, che era bellissima e faceva l'attrice, è la protagonista di "Poveri ma belli". In un ritiro a Fiuggi i giocatori impazzivano per lei".
Come lei impazzisce per la Lazio...
"E' un amore che mi è montato dentro. Non so descriverlo. Forse deriva dal mio carattere impetuoso. Mio padre, prima di entrare alla Lazio, era un socio dell'Alba, un'altra grande squadra del primo Novecento. Ma di nascosto andava al Parco dei Daini a veder giocare i nostri..."
Il primo suo flash biancoceleste?
"Un pullman sgangherato che ci porta in trasferta fino a Sora, doveva essere il '46. La squadra viaggiava così, io in mezzo ai giocatori".
La partita cui è più legata?
"Il Roma-Lazio di Nanni. Quella bomba sotto l'incrocio. Herrera pazzo di rabbia. Vincemmo 1-0 in casa loro, era il '73. Io andai in Tevere con un amico, la sciarpa biancoceleste al collo in mezzo a centinaia di romanisti. Era così allora, le donne poi le rispettavano. Non avevo paura. Loro però mi sfottevano e io sbottai: "Vi faremo gol al 25'...". Quando Nanni segnò proprio al 25' mi si fece il vuoto intorno. Ah, prima lo avevo dimenticato: ero innamorata anche di Chinaglia..."
Lei è stata una pioniera dello stadio. Come donna, s'intende.
"Sì, eravamo pochissime nel Dopoguerra. E dovevate vedere come tenevo testa a tutti, parlavo di tattica e di tecnica fin da ragazzina, ero un'esperta vera. Rischiai perfino il posto di lavoro una volta. Due file sopra di me, in un Lazio-Fiorentina, c'era un mio superiore, un toscano: diciamo che mi accalorai troppo durante la partita e lui mi accusò di aver detto parolacce. Altri tempi. Poi la tragedia Paparelli ha segnato la mia vita: al derby non sono mai più andata. All'Olimpico sì, fino a tre anni fa, finché hanno retto le gambe e gli occhi".
E la sua vita da ultrà?
"Qualcuna ne ho combinata. Una volta ho dato fuoco a uno striscione dei genoani. Lo avevano messo sopra il nostro e non volevano toglierlo. Io le prepotenze non le sopporto. E c'ero davanti all'Agenzia delle Entrate. Se non fosse stato per un amico che mi portò via di peso, i poliziotti mi avrebbero spaccato la testa. I lacrimogeni mi avevano paralizzato Lì ho capito tutto, ho capito con chi avevamo a che fare..."
Le è piaciuta la nuova Lazio contro il Cesena?
"Non sono un'estimatrice di Pioli, però sta facendo bene. Gentiletti ci sa fare. Ma a me ha convinto soprattutto Braafheid. Pensare che lo avevano preso solo in prova, per dire quanto ci capiscono...Boccaccia mia!"

Titolo: Re:Anna Maria, la figlia del massaggiatore di Piola.
Inserito da: valpa62 il 16 Set 2014, 16:34
Adoro i "nonni"laziali!!! :since
Titolo: Re:Anna Maria, la figlia del massaggiatore di Piola.
Inserito da: Tyler87 il 16 Set 2014, 17:43
Bella intervista e bravo Cerracchio per la piega dell'articolo (annamaria è una nota utente di un forum laziale e fervente antilotitiana).
C'è bisogno di memoria e racconti laziali ;)
Titolo: Re:Anna Maria, la figlia del massaggiatore di Piola.
Inserito da: GuyMontag il 16 Set 2014, 18:28
Citazione di: Tyler87 il 16 Set 2014, 17:43
Bella intervista e bravo Cerracchio per la piega dell'articolo (annamaria è una nota utente di un forum laziale e fervente antilotitiana).
C'è bisogno di memoria e racconti laziali ;)

Mi sa che so pure chi è. Se fosse chi penso è davvero una persona deliziosa...
Titolo: Re:Anna Maria, la figlia del massaggiatore di Piola.
Inserito da: purple zack il 16 Set 2014, 18:37
Citazione di: Tyler87 il 16 Set 2014, 17:43
Bella intervista e bravo Cerracchio per la piega dell'articolo (annamaria è una nota utente di un forum laziale e fervente antilotitiana).
C'è bisogno di memoria e racconti laziali ;)

ma di questo forum?
Titolo: Re:Anna Maria, la figlia del massaggiatore di Piola.
Inserito da: Tyler87 il 16 Set 2014, 18:44
Citazione di: purple zack il 16 Set 2014, 18:37
ma di questo forum?
no
Titolo: Re:Anna Maria, la figlia del massaggiatore di Piola.
Inserito da: GiPoda il 16 Set 2014, 19:33
E' sempre bello leggere i ricordi di chi ha vissuto dal vivo un'altra Italia ed un'altra Lazio.
Però, e lo dico senza polemica e con il massimo rispetto, nell' ultima frase dell'intervista si spezza la romantica atmosfera del passato per rituffarci nel solito trito e ritrito antilotitismo viscerale quasi fosse un riflesso incondizionato, una droga.
Voglio dire pure su Braafheid bisogna trovare un capo d'accusa?
Io non dico di fare i complimenti per l'operazione, non sia mai, ma almeno glissate...


Titolo: Re:Anna Maria, la figlia del massaggiatore di Piola.
Inserito da: GiPoda il 16 Set 2014, 19:35
edit
Titolo: Re:Anna Maria, la figlia del massaggiatore di Piola.
Inserito da: Babu1975 il 16 Set 2014, 20:36
secondo me è una grande Laziale...non la conosco sia chiaro....così x quello che ho letto...

roma merda