Lazio - Milan.
Quella sensazione di una partita strana, una partita che molte volte avrebbe potuto significare... e invece no.
Perchè Lazio - Milan è la partita del gol di Vieri (che era regolare, quello si), la partita d'esordio di Muslera, di quei 5 maledettissimi gol, che ti rimangono in mente.
La partita in cui Ambrosini Massimo, tira da 4532 metri, e beffa Fernando.
E da lì, tanto tuonò che piovve.
E allora mi siedo sul mio seggiolino, in curva Sud, e aspetto.
Aspetto di rivedere la Lazio in casa propria.
Padrona. (cit.)
Quando Hernanes si muove come un ballerino di tip tap di fronte a Bonera e poi lascia partire il tiro, vedo la palla alzarsi e depositarsi in rete.
La logica mi dice che è solo un gol, e che troppo c'e' da pedalare.
Ma la voce esce forte, continua, fino a strozzarsi.
Incredibile.
E pensi di aver visto tutto, o ancora, il meglio che sia possibile vedere in una serata.
Se però, hai la fortuna di avere un "certo Antonio Candreva" (semicit.) in squadra, la sorpresa è sempre dietro l'angolo, o meglio, sotto l'incrocio dei pali.
Lo "scaldabagno" è il sogno di qualunque tifoso.
Soprattutto, se il suddetto, arriva in partite importanti.
Antonio, che deve averne un'industria, senza paura, ne scaglia uno al 42esimo, che Amelia battezza fuori, ma che a me fa urlare: "Anto' tu sei matto!".
E lì la reazione che non ti aspetti.
Mi ritrovo il viso rigato di lacrime.
Lacrime di una gioia incontenibile.
Perchè Antonio è proprio forte, santiddio.
Perchè i suoi gol sono proprio belli.
Perchè questa Lazio, è una creatura meravigliosa.
E le creature meravigliose ti emozionano.
Finisce il primo tempo, e con un filo di voce, quella che mi resta, riesco a dire, tra meemme: "troppo bello".
Poi penso che la mattina dopo ho la trasmissione in radio e dovrò fare la prima puntata di radio gestuale.
Macchissenefrega.
Secondo tempo.
Passano solo tre minuti, e arriva il sublime, il dolcerrimo, il bellerrimo.
Insomma: la Lazio.
Antonio Candreva (e chi se non lui), sventaglia una palla da una parte all'altra del campo, proprio nel punto in cui c'e' un signore polaccotedesco, che ha scelto di vestire questi colori splendidi.
Il Signore in questione, vede scendere la palla, e con un tocco che sembra semplice massemplicenonè, mette alle spalle di Amelia.
3 a 0.
E la mia esultanza è silenziosa, mentre tutti urlano.
Mi alzo solo in piedi e allargo le braccia.
Rassegnato.
Alla semplicità di tutto questo.
E penso: La Lazio è splendida.
E penso: Antonio e Miroslav, visti allo stadio, ti rendono orgoglioso.
Orgoglioso di pensare che vestano la nostra maglia.
Il teutone venuto qui, per conquistare i Mondiali del 2014, ma che il suo Mondiale lo ha gia' vinto nel cuore della gente, ed il Lampard di Via Ambrosini, quello arrivato all'ultimo, quello che non ti aspetti.
Quello della roma.
Quello che, insieme al "nuovo" Hernanes, ha cambiato il centrocampo della Lazio.
La fortuna di Tare. (cit.)
Ma soprattutto, quella della Lazio.