Direttamente dal suo profilo FB, il secondo "post" dopo che il primo aveva fatto parecchio discutere alla vigilia dei 120 anni della Lazio:
Taccuino biancoceleste
La moria dei gufetti
Sabato sera i gufetti che avevano soppiantato i tordi sugli alberi dei Lungotevere sono stramazzati al suolo. La Protezione animale, prontamente accorsa, ha sentenziato che a provocare lo straordinario fenomeno non era stata una improvvisa epidemia aviaria ma il risultato di Lazio-Napoli. I gufetti, semplicemente, non avevano retto il fallimento dei loro malocchi.
Molti di questi gufetti erano provenienti dal Nord e speravano in un passo falso dei biancocelesti in grado di favorire la corsa verso il vertice della classifica delle squadre settentrionali. Altri venivano dalla sponda romana occupata dai "cugini" (a proposito, auguri sinceri di pronta guarigione a Nicolò Zaniolo) ed avevano motivazioni più che comprensibili. Un piccola parte, infine, era composta dagli ultimi esemplari degli aquilotti gufizzati. Cioè di quel sempre più ridotto numero di laziali masochisti che se non piangono, criticano e si lamentano non si divertono. E che avevano prima preso a pretesto la battuta sulla "Laziotta" per pronosticare la fine dell'avventura dei ragazzi di Inzaghi senza capire che il termine non voleva essere una valutazione di merito sulle squadre del passato ma solo la constatazione di come gli avversari consideravano la società di quelle epoche.
Poi si erano inalberati per la definizione "occasionale" data dal Presidente Claudio Lotito allo scudetto del '74 senza rendersi conto che proprio l'occasionalità ha reso l'evento eccezionale, straordinario, meraviglioso ed ha trasformato i suoi artefici nei simboli dell'orgoglio laziale. E, infine, si erano fatti venire il mal di pancia per i riferimenti, sempre del Presidente, allo scudetto del 2000, diretti non a criticare i campionissimi dell'epoca ma a rilevare che la finanza applicata al calcio può portare a risultati importanti ma può anche produrre fallimenti completi. La finanza è, per definizione, un rischio.
Naturalmente la scomparsa dei gufetti è solo temporanea. Presto o tardi torneranno. Per questo i tifosi laziali hanno il dovere di stare con stare con i piedi ben saldi per terra. Senza però rinunciare alla libertà di sognare e di volare in alto!
Citazione di: A.Nesta (c) il 13 Gen 2020, 13:49
Direttamente dal suo profilo FB, il secondo "post" dopo che il primo aveva fatto parecchio discutere alla vigilia dei 120 anni della Lazio:
Taccuino biancoceleste
La moria dei gufetti
Sabato sera i gufetti che avevano soppiantato i tordi sugli alberi dei Lungotevere sono stramazzati al suolo. La Protezione animale, prontamente accorsa, ha sentenziato che a provocare lo straordinario fenomeno non era stata una improvvisa epidemia aviaria ma il risultato di Lazio-Napoli. I gufetti, semplicemente, non avevano retto il fallimento dei loro malocchi.
Molti di questi gufetti erano provenienti dal Nord e speravano in un passo falso dei biancocelesti in grado di favorire la corsa verso il vertice della classifica delle squadre settentrionali. Altri venivano dalla sponda romana occupata dai "cugini" (a proposito, auguri sinceri di pronta guarigione a Nicolò Zaniolo) ed avevano motivazioni più che comprensibili. Un piccola parte, infine, era composta dagli ultimi esemplari degli aquilotti gufizzati. Cioè di quel sempre più ridotto numero di laziali masochisti che se non piangono, criticano e si lamentano non si divertono. E che avevano prima preso a pretesto la battuta sulla "Laziotta" per pronosticare la fine dell'avventura dei ragazzi di Inzaghi senza capire che il termine non voleva essere una valutazione di merito sulle squadre del passato ma solo la constatazione di come gli avversari consideravano la società di quelle epoche.
Poi si erano inalberati per la definizione "occasionale" data dal Presidente Claudio Lotito allo scudetto del '74 senza rendersi conto che proprio l'occasionalità ha reso l'evento eccezionale, straordinario, meraviglioso ed ha trasformato i suoi artefici nei simboli dell'orgoglio laziale. E, infine, si erano fatti venire il mal di pancia per i riferimenti, sempre del Presidente, allo scudetto del 2000, diretti non a criticare i campionissimi dell'epoca ma a rilevare che la finanza applicata al calcio può portare a risultati importanti ma può anche produrre fallimenti completi. La finanza è, per definizione, un rischio.
Naturalmente la scomparsa dei gufetti è solo temporanea. Presto o tardi torneranno. Per questo i tifosi laziali hanno il dovere di stare con stare con i piedi ben saldi per terra. Senza però rinunciare alla libertà di sognare e di volare in alto!
Ha spiegato quello che tanti avevano fatto finta di non capire....
io mi chiedo che bisogno ci sia e che valore aggiunto dia.......
non mi piace la prima parte sui gufi
ha un senso la seconda, in cui si cerca di mettere una pezza alle dichiarazioni un po' sprovvedute sugli Scudetti del passato (certo se evitiamo di metterci in condizione di aver bisogno di pezze sarebbe ancora meglio...)
Dico solo che in questo forum ci sono penne (o polpastrelli) molto più acute/i e forbite/i.
Diaconale ormai in declino inarrestabile...
Un soggetto da allontanare dalla Lazio il prima possibile.
Aterosclerosi avanzata..
l'ultimo che aveva usato sta metafora dei gufetti è stato renzi prima di passare dal 40% all'inesorabile declino
biafra serve il tuo gatto :s
era mejo "manname 'na mail", almeno se rideva de più
Citazione di: Adler Nest il 13 Gen 2020, 13:59
io mi chiedo che bisogno ci sia e che valore aggiunto dia.......
Un calcio in culo ogni due/ tre presi , fa bene.
Magari alla lunga la smettono.
meglio che niente, dai.
Nel contenuto ha detto cose che condivido, ma lui è il responsabile della comunicazione della S.S. Lazio, non può esprimersi in questo modo.
In ogni caso ritengo che la tifoseria laziale debba pensare, positivo, ad altre cose piuttosto che prestare il fianco ai"gufi disamorati" (che esistono) che mal digeriscono il fatto che hanno buttato 10 anni a fare la guerra ai mulini a vento.
Bello questo Tacchino Biancoceleste.
Citazione di: JSV23 il 13 Gen 2020, 14:45
Diaconale ormai in declino inarrestabile...
Citazione di: Tarallo il 13 Gen 2020, 17:34
Bello questo Tacchino Biancoceleste.
:) :) :)
Il termine laziotta non l' avevo mai sentito è una sua invenzione, in caso si diceva Laziotta, ma solo da chi non tifava Lazio , per denigrarci.
Purtroppo Diaconale, la persona che doveva prendere le veci di Lotito nei rapporti con la stampa e con i tifosi, per fare in modo che il presidente parlasse il meno possibile, e per ricompattare l' ambiente ,si sta dimostrando non all' altezza, dato che le sue gaffes a volte superano quelle del suo datore di lavoro. E sta anche dimostrando di non conoscere neanche la storia della Lazio.
Quanto vorrei vedere al suo posto una persona come Giancarlo Governi, vero laziale, un uomo con una storia eccezionale e un curriculum perfetto.
Citazione di: olympia il 13 Gen 2020, 18:04
Il termine laziotta non l' avevo mai sentito è una sua invenzione, in caso si diceva Laziotta, ma solo da chi non tifava Lazio , per denigrarci.
Purtroppo Diaconale, la persona che doveva prendere le veci di Lotito nei rapporti con la stampa e con i tifosi, per fare in modo che il presidente parlasse il meno possibile, e per ricompattare l' ambiente ,si sta dimostrando non all' altezza, dato che le sue gaffes a volte superano quelle del suo datore di lavoro. E sta anche dimostrando di non conoscere neanche la storia della Lazio.
Quanto vorrei vedere al suo posto una persona come Giancarlo Governi, vero laziale, un uomo con una storia eccezionale e un curriculum perfetto.
Non sono riuscita a modificare il mio post. Volevo dire che si usava il termine Lazioetta, non laziotta.
Ho appena scoperto che il forum non accetta la parola la-zietta e la trasforma in laziotta automaticamente. :=))
Diaconale lo sapeva! Si spiega tutto ora! Clamoroso.
Per me è uno degli Admin.
Diaconale scrive con toni coloriti, ma scrive dal suo profilo personale e non fa un comunicato stampa a nome SS Lazio.
Purtroppo anche sul nostro forum continuo a leggere di dichiarazioni sprovvedute di Lotito e non di commenti estrapolati dal contesto e artatamente manipolati.
Manipolate, purtroppo oltre che dai cugini giallozzozzi (che alla fine posso anche capire) da giornalisti che si dichiarano laziali (che non capisco).
TACCUINO BIANCOCELESTE
La Classe e la Storia
Il mancato arrivo in Italia del campione del mondo francese Olivier Giroud consente di compiere una riflessione sulla bizzarria della stampa e dei media sportivi del nostro Paese. La bizzarria in questione non è quella dei giornali e dei media del Nord che facevano il tifo affinché Giroud andasse all'Inter. I lettori e gli ascoltatori di questi organi d'informazione sono in gran parte settentrionali ed in buona parte interisti. Per cui c'è un comprensibile motivo commerciale per questo tipo di tifo. La bizzarria, invece, sta in quei media che hanno sottolineato come l'interessamento della Lazio per il giocatore del Chelsea avrebbe dimostrato che la società biancoceleste ed il suo Presidente vogliono sul serio puntare alla Champions League e, magari, anche allo scudetto.
Secondo gli autorevoli opinionisti di questi media, dunque, non sarebbero i risultati ottenuti fino ad ora a legittimare ed a rendere concrete le ambizioni della Lazio, ma solo il tentativo di compiere un colpo prestigioso nel mercato invernale. Come dire che non conta il lavoro di anni ed anni su un progetto di crescita, ma solo i soldi da spendere sulla roulette delle compravendite di gennaio. Bizzarro, no, un atteggiamento del genere? Certo, ma a bizzarrie dei media non stiamo affatto scarsi. A dimostrarlo c'è l'indifferenza anche di parecchi giornalisti romani sul numero che spetterebbe all'eventuale primo scudetto dell'era Lotito. Terzo, dopo quelli leggendari del '74 e del 2000? Oppure quarto dell'intera storia della Società Sportiva Lazio?
Già, sulla questione del terzo e primissimo scudetto biancoceleste, quello della stagione 1914-15, solo pochi e coraggiosi giornalisti hanno mostrato interesse. Eppure tutti i documenti raccolti dall'avvocato Gian Luca Mignogna e presentati alle autorità calcistiche nazionali dimostrano che la rivendicazione della Lazio è assolutamente fondata. Come se fosse indifferente se la società biancoceleste e soprattutto i suoi tifosi potessero vantare la conquista del massimo trofeo nazionale nel campionato che venne interrotto dalla Prima guerra mondiale a cui molti ragazzi con l'aquila sul petto parteciparono con un largo contributo di sangue e di vite.
La bizzarria è non riconoscere che la storia, come la classe, non è acqua. E la Lazio ha l'una e l'altra!
Aiah. Si parla di scudetto del 1915.
Non un buon segno...
Citazione di: Salohcin il 03 Feb 2020, 17:21
Aiah. Si parla di scudetto del 1915.
Non un buon segno...
sarebbe bello che per questa storia dello scudetto ci fosse in un verso o nell'altro la parola fine.
Citazione di: Salohcin il 03 Feb 2020, 17:21
Aiah. Si parla di scudetto del 1915.
Non un buon segno...
perché non un buon segno? non potrebbe essere solo un modo per "forzare la mano"?
Lazio, Diaconale: "Agnelli sbaglia, non ci accontenteremo. Atalanta? Non diamo vantaggi"
https://www.sololalazio.it/2020/02/25/lazio-diaconale-agnelli-atalanta/