L'Atletico viene da un pareggio con lo Sporting Gijon (il corrispettivo spagnolo di un Lecce o Novara) ed è atteso da una sfida ai limiti dell'impossibile contro il Barcellona (che intanto ha ripreso un po' quota e non sembra affatto intenzionato a mollare in campionato).
Hanno tutti i motivi per sentirsela calda: ci hanno surclassato all'andata, sanno dei nostri problemi, cercheranno di mettere subito le cose in chiaro per poi magari concedersi un po' di relax nei secondi 45'.
Il nostro momento è psicologicamente difficile: siamo con un piede e mezzo fuori dalla competizione, con molti giocatori scarichi a livello di testa (Dias mi sembra il caso più emblematico). In generale questa Lazio dà l'impressione di pagare un prezzo troppo alto alla sfortuna, pur avendo dimostrato di saper reagire e fare quadrato quando serve.
Se parlandosi nello spogliatoio hanno deciso che l'impresa è troppo ardua credo anche io che vedremo un undici titolare assai inedito, con gente lasciata a preparare la gara con la Fiorentina.
Se invece coltivassero in cuor loro la speranzella di giocarsela e vedere che esce fuori, sarà importante affrontare la sfida con estrema calma. Reggere l'urto delle loro folate nei primi 30', sopportare l'inevitabile possesso palla e fraseggio stretto senza forzare i tempi, e capitalizzare al massimo ogni pallone giocato in avanti.
Nel primo caso largo ai giovani, a Mauri che deve accumulare minuti, e agli squalificati di domenica prossima.
Nel secondo saranno imprescindibili Klose e Kozak davanti, con altri 8 giocatori capaci di contenere e ripartire in velocità, evitando di tenere troppo palla fra i piedi visto il ritmo del loro pressing.